WALL STREET: e se fosse un…déjà vu? (Crash time)

Scritto il alle 15:33 da Lukas

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Si stanno ricreando le condizioni viste ad agosto, quando ci fu una fase di grossa incertezza, visibile dai report CFTC, seguita poi da una sonora correzione. Analisi intermarket e del solito COT Report del CFTC. [Guest Post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, in assenza di dati significativi circa le prospettive future dell’economia reale, sono sembrati concentrarsi sugli effetti delle imminenti decisioni di politica monetaria ad opera della FED e della BCE che, stante la diversa situazione del ciclo economico, si prospettano di opposto tenore e palesemente divergenti.

Nell’attesa, lo scenario intermarket ha registrato un ulteriore apprezzamento dello 0,6 % delle quotazioni del dollar index, ed il rapporto di cambio EURUSD ha rotto al ribasso anche la barriera di quota 1,07. Non si ferma, invece, il down-trend delle quotazioni delle commodities, che, anche in quest’ultima ottava, perdono un altro 1,2 % in termini nominali. Il progressivo deprezzamento delle commodities, pari nell’ultimo anno al – 18,2 % in termini reali, testimonia della persistente debolezza del ciclo economico mondiale, e suscita ragionevolmente molti dubbi ed interrogativi anche sulla supposta forza dell’economia Usa, che dovrebbe indurre la FED ad un aumento dei tassi. Dubbi che trovano, peraltro, conferma anche nelle risultanze del mercato obbligazionario. Basti pensare che il rendimento dei bond decennali Usa, oggi pari al 2,26 %, è praticamente stabile ed invariato da ormai 2 anni. La sbandierata forza dell’economia Usa non trova quindi alcuna conferma nel rendimento dei suoi bond. Un eventuale rialzo dei tassi a breve rischia, pertanto, di appiattire la yield curve Usa, avvicinando di fatto l’ipotesi di una nuova recessione. I rendimenti dei bond europei, ormai tutti ai loro minimi storici, testimoniano, invece, fedelmente della perdurante stagnazione del Vecchio Continente, e giustificano l’adozione di ulteriori interventi espansivi ad opera della BCE. In tale contraddittorio scenario sembrano quindi parzialmente giustificati i rimbalzi settimanali dei listini azionari europei, molto meno invece quelli registratisi sul nostro benchmark azionario mondiale, ossia sull’S&P 500, che lievita del 3,27 %, e che ci appare nuovamente al di sopra del suo livello di equilibrio . Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 508

Large Traders : + 68

Small Traders : – 576

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Dopo circa 3 mesi muta pertanto, seppur di misura, l’anomala configurazione il mercato dei derivati azionari Usa, e se ne afferma un’altra del tutto eccezionale e mai vista negli ultimi 5 anni, in cui l’unica categoria di operatori Net short è costituita dagli Small Traders, che solitamente, ossia nel 95 % dei casi, hanno una posizione Net Long. In realtà le movimentazioni di quest’ultima ottava, pari a 8.259 contratti riportano tutti gli operatori intorno alla soglia della parità, testimoniando palesemente l’incertezza e la crucialità dell’attuale momento. In particolare, i Large Traders, dopo molti mesi di sfiducia, rompono definitivamente gli indugi, acquistano altri 3.084 contratti long, ed invertono, seppur di misura, la loro posizione, oggi nuovamente Net Long. Anche gli Small Traders, che rimangono eccezionalmente gli unici in posizione Net Short, acquistano 5.175 contratti long e sembrano approssimarsi a ritornare anch’essi nella loro del tutto solita ed abituale posizione Net Long. I Commercial Traders, invece, dopo essersi adoperati per mesi a sostegno del mercato, hanno progressivamente smantellato la loro ingente dote di contratti long, anche in quest’ultima settimana ne hanno ceduto ben 8.259, e sembrano intenzionati a voler ritornare nella loro abituale posizione di copertura Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, peraltro, in linea con quelle delle due precedenti ottave, sembrano all’apparenza prefigurare un lento ritorno alla normalità, a nostro avviso non del tutto scontata. In realtà l’attuale configurazione testimonia molto platealmente dell’assoluta incertezza che regna tra gli operatori Usa. Incertezza ascrivibile alle imprevedibili conseguenze derivanti dalle divergenti politiche monetarie che si prospettano tra le due sponde dell’Atlantico. Manca tuttavia ancora del tempo all’assunzione delle relative decisioni e forse le movimentazioni dell’ottava in corso ci daranno ulteriori indicazioni circa gli sviluppi futuri dei mercati azionari Usa e mondiali, che potrebbero comunque riproporre una situazione analoga a quella già vista nello scorso mese di agosto. L’incertezza di oggi, ci sembra, infatti molto simile a quella che precedette di alcune settimane l’improvviso crash dei mercati della scorsa estate.

Un futuro, quindi, davvero incerto, che tenterò di tradare con il mio originale trading system, opportunamente ritarato in relazione alle nuove incerte prospettive , ma sempre ancorato alla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, la performance annua del mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, risulta pari al + 16,75 %, inferiore di 1,81 punti percentuali rispetto a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 18,56 %. In quest’ottava mantengo ancora invariata la mia esposizione long sull’equity italiano, anche se con una composizione del mio portafoglio molto cauta e difensiva. Chi voglia ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo desidera, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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