WALL STREET: e ora si inizia a sentire puzza di bruciato…

Scritto il alle 14:34 da Lukas

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Adesso iniziano ad essere evidenti segnali di sopravvalutazione del mercato. Che sia giunto il momento di assumere una posizione più prudente? [Guest post]

Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno proseguito nella loro corsa, e le borse Usa hanno stabilito nuovi massimi storici. Anche per noi, che abbiamo sempre avuto una vision positiva ed ottimistica, quest’ultima fase di accelerazione ci appare un po’ esagerata. Si notano, infatti, segnali sempre più evidenti di eccessi e sopravvalutazioni, che potrebbero innescare, a breve, una fase correttiva, assente ormai da oltre un anno.

Lo scenario intermarket, peraltro, non suffraga l’iper ottimismo oggi presente sui mercati azionari. In particolare, il dollaro Usa conferma la sua debolezza e si deprezza di un ulteriore 0,75 %. Negli ultimi 6 mesi il deprezzamento è pari al 6,4 %, senza però benefici effetti sulla bilancia commerciale Usa, che rimane ampiamente in deficit. Trump avrà molto da lavorare al riguardo. La debolezza del dollaro, inoltre, non favorisce un rimbalzo del prezzo delle commodities. Anche in quest’ultima ottava, stornano infatti di un ulteriore 2 %, e negli ultimi 6 mesi, la perdita, in termini reali, è pari a ben il 10,8 %. Il mercato obbligazionario, sembra coerentemente allinearsi al rigurgito deflattivo dell’economia reale. I rendimenti del bond decennale Usa, cedono infatti altri 10 bps e regrediscono nuovamente sin quota 2,15 %, ossia ben 45 bps in meno di sei mesi orsono. Il mercato azionario, invece, sembra mostrare grande fiducia ed ottimismo, e dopo solo 5 mesi ha già varcato quello che era, e rimane, il mio target di fine d’anno per l’S&P 500, ossia quota 2.430 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 14.476

Large Traders : + 27.960

Small Traders : – 13.484

future-chart-spx-cot-report-cftc

Si riconferma, quindi, la particolare configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in auge ormai da oltre un anno. In quest’ultima ottava registriamo limitate variazioni nelle posizioni dei diversi operatori, pari a soli 3.396 contratti. In particolare, gli Small Traders, si confermano un ottimo indicatore contrarian, cedono infatti altri 2.704 contratti long, e rimpinguano la loro perdente posizione Net Short.

Questa settimana, anche i Commercial Traders interrompono gli acquisti, vedono infatti un esiguo lotto di 629 contratti long, dimostrando qualche preoccupazione circa gli eccessi di valutazione oggi presenti sul mercato, che anch’essi hanno contribuito a determinare. I Large Traders, infine, ribadiscono di operare secondo strategie trend-following, acquistano infatti l’intero lotto dei 3.396 contratti long, e consolidano ulteriormente la loro solitaria posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, apparentemente simili a quelle delle precedenti, hanno in realtà un significato ambivalente. Infatti da un lato prosegue e si accresce la posizione Net Short degli Small Traders, e ciò potrebbe far pensare ad un ulteriore proseguo dell’attuale up trend dei listini azionari Usa. A differenze delle scorse settimane, in quest’ultima i potenti Commercial Traders hanno però interrotto i loro acquisti, cedendo come detto un piccolo lotto di 629 contratti long.

Un segnale debole nell’entità ma che potrebbe rivelarsi importante e significativo. Come abbiamo già evidenziato in passato, i mercati azionari sono infatti, dominati da anni da questi Big Player, in associazione con le Banche Centrali. Il fatto che abbiano interrotto i loro acquisti, potrebbe pertanto voler dire che anch’essi considerano le quotazioni attuali davvero molto tirate, e che ci sia bisogno, se non di una correzione, quantomeno di una pausa nell’attuale up-trend. Io comunque da questa settimana, dopo molti mesi di ottimismo, peraltro ben ripagato, assumo convintamente un atteggiamento più conservativo e cauto.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, incerto, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio d’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance pari al + 14,25 %. Performance ampiamente positiva, e superiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 10,81 %. Una sovra-performance del 3,44 %, che ci dà nuove conferme sulla bontà del nostro approccio operativo, che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra- performance media annua pari al 20,8 %.

Coerentemente con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, riduco la mia esposizione long sul mercato azionario italiano di 20 punti percentuali, riduco cioè al 72,5 % le mie posizioni long, innalzando nel contempo al 27,5 % l’entità delle mie posizioni Short, assumendo in pratica una posizione Net Long pari al 45 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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9 commenti Commenta
natoieri
Scritto il 5 giugno 2017 at 18:46

Direi di si… siamo al fatidico 2500 …è tempo di ritracciare di 1000 punti… a livello grafico decennale sp500 sarebbe ancora long…

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Lukas
Scritto il 5 giugno 2017 at 19:17

na­to­ie­ri@fi­nan­zaon­li­ne,

Ritracciare di 1000 punti ????……Guarda è già tanto se S&P riesce a fare una correzione di 130 – 150 punti !!!

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x_maurizio
Scritto il 5 giugno 2017 at 20:17

Si ma quando !?! Ragazzi questi non scendono MAI , ma davvero MAI. Nemmeno la volatilità intraday concedono. NIENTE. Oggi una roba ASSURDA.. lo SP500 non ha ceduto nemmeno 4,5 punti dalla chiusura di ieri, pur non salendo.
Sembra che ci siano infiniti contratti long per accontentare qualunque venditore.
Io una cosa così non l’ho mai vista. E nel 2000 ero ancora troppo giovane…

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x_maurizio
Scritto il 5 giugno 2017 at 20:21

Lukas:
na­to­ie­ri@fi­nan­zaon­li­ne,

Ritracciare di 1000 punti ????……Guarda è già tanto se S&P riesce a fare una correzione di 130 – 150 punti !!!

esatto.. e comunque… da quando Trump ha vinto é qualcosa di irreale. 130 punti? Ad oggi impossibile persino pensarlo.
Fino a quando poi c’è gente che compra Amazon a 1000 e passa con un PE pari a 184 non scenderà MAI.
Già Financial- Telecom e Energy sono negative del 7% ytd…. lo SP sale solo grazie allo stupid money che va dietro a quelle stupid companies.
Solo che ne stampano in continuazione di money e la madre degli stupidi é sempre incinta.
La guerra l’hanno già vinta. Hanno più uomini e più munizioni.

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natoieri
Scritto il 6 giugno 2017 at 11:54

Un crollo ci sta tutto… troveranno un motivo per farti vendere…. in zona 2500 inizia il cambio di rotta. Poi 1000 punti mica è detto che ci arrivi in caduta… magari ci vai in volatilità elevata.
Che ci vuole … basta un Trump cacciato via per votazione truccata, o una Corea del Nord che spara a casaccio da qualche parte, o un ritorno dei subprime, o il debito americano che ad un tratto non è più accettabile…

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Lukas
Scritto il 6 giugno 2017 at 12:49

na­to­ie­ri@fi­nan­zaon­li­ne,

insomma crollo causato da eventi fortuiti……..preferisco non prenderli in considerazione…..ed affidarmi come sempre a ciò che ci indicano i mercati ( tutti i mercati….non solo quello azionario ).

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senzacertezze
Scritto il 6 giugno 2017 at 13:24

mah, questa dovrebbe essere la fase dove le mani forti gettano le reti… ragionando con la testa dei ladroni dei mercati, in una situazione del genere l’inaspettato crollo USA potrebbe iniziare durante la notte causato da qualche scusa banale sulle borse asiatiche… e la mattina seguente una bella apertura in gapdown delle BORSE EUROPEE dove tutti compreranno a piene mani nella speranza della chiusura del gap in un paio d’ore mentre invece questo avverrà 2-3 anni dopo … perchè si entrerà direttamente in trend-down, lento e inesorabile. Da quel momento, sia le belle che le brutte notizie torneranno ad essere solo brutte. La notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà. E’ la storia.

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corvaz
Scritto il 6 giugno 2017 at 16:36

Se il mercato è diventato lo strumento di intrettenimento della società per bene allora hai voglia a scendere

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Lukas
Scritto il 6 giugno 2017 at 17:00

senzacertezze@finanzaonline,

La notte insegue sempre il giorno ?……..Si è vero, ma nel caso di specie il giorno non è ancora finito…….potrebbe al massimo esserci meno luce, meno visibilità……..causata da uno dei soliti acquazzoni estivi….nulla di più per ora.

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