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WALL STREET: dopo la sorpresa FED solo i tassi reagiscono

Scritto il alle 15:26 da Lukas

GUEST POST – Wall Street e COT Report: Chart e analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, come ben sapete, la settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalle inattese e sorprendenti decisioni della FED circa l’integrale continuazione del programma di espansione monetaria, che hanno avuto immediati positivi riflessi sui mercati finanziari internazionali, aprendo, però, nel contempo, nuovi preoccupanti interrogativi sull’evoluzione futura  dell’economia americana e mondiale.

Lo scenario intermarket, ha registrato, infatti, in maniera quasi scolastica, la svalutazione dell’1,25 % delle quotazioni del dollaro Usa, accompagnata da un calo ulteriore delle quotazioni delle commodities,  diminuite in termini reali di oltre 2 %. I tassi d’interesse, a mio avviso, vero obiettivo delle inattese comunicazioni di Bernanke, hanno invece registrato immediatamente un’inversione di rotta rispetto all’andamento rialzista degli ultimi mesi. In particolare, il rendimento del decennale Usa si è prontamente allontanato dalla preoccupante soglia del 3 %, registrando a fine settimana un tasso del 2,73 %.

La conferma del programma di acquisto di titoli per 85 miliardi di dollari al mese, infine, non poteva non avere un effetto positivo anche sulle quotazioni dei mercati azionari. Il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, ha registrato infatti un ulteriore rialzo dell’ 1,3 %, e stabilito nel corso della settimana i  suoi nuovi massimi storici. A ben vedere, quindi, l’unico trend calmierato pesantemente dalla decisione della FED, rispetto agli andamenti registrati nell’ultimo anno, ed in particolare negli ultimi 4 mesi, è stato quello relativo ai tassi d’interesse. A mio avviso, però, ben presto, ciò potrebbe rivelarsi una sorta di vittoria di Pirro, poiché il, per ora interrotto, rialzo dei rendimenti obbligazionari, è contrariamente a quanti molti credono, non l’effetto inevitabile di un’economia in crescita sostenuta, che per ammissione dello stesso Bernanke, non c’è, bensì l’effetto perverso delle prolungate politiche monetarie espansive. Ciò è testimoniato dal grafico sottostante, già postato in passato, e che ripropongo, che platealmente dimostra che anche nel corso dei precedenti 2 quantitative easing i tassi d’interesse tendevano inesorabilmente a salire. Solo allorchè i…QE ENDS….RATE FALL.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 79.891

Large Traders : + 52.660

Small Traders : + 27.321              

Trova, dunque, ancora conferma, ed anzi si rafforza, la configurazione complessiva del Cot Report, in auge ormai da quasi 14 mesi. Questa settimana, registriamo, infatti ingenti movimentazioni da parte dei diversi operatori, complessivamente pari a 29.069 contratti. In particolare, i Large Traders, acquistano, altri 21.438 contratti long, e rimpinguano notevolmente l’entità della loro ormai datata posizione Net Long riportandola a livelli superiori alle cinquantamila unità. Gli Small Traders, acquistano anch’essi ulteriori 7.631 contratti long, e consolidano la loro del tutto abituale posizione Net Long. I Commercial Traders, invece, molto prudentemente, si proteggono dal nuovo clima di effimera euforia, e rafforzano di ben 29.069 contratti la loro già ingente posizione di copertura Net Short,  Queste movimentazioni settimanali del mercato dei derivati azionari Usa, del tutto coerenti con le inattese decisioni assunte dalla Fed, se allontanano per il momento l’ipotesi di uno storno imminente e significativo dei listini azionari Usa, ne lasciano, a mio avviso, comunque presagire un deciso aumento in termini di futura volatilità, espressione inevitabile delle decisioni contraddittorie e credo non durature assunte in settimana dalle autorità monetarie americane.   

Per quanto riguarda, in ultimo, la mia personale operatività, attuata, da quest’anno, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking condotto sul listino azionario italiano, effettuato sulla base della strategia “ LONG TERM MOMENTUM “, ossia selezionando indici, settori e titoli che presentano le migliori performance degli ultimi 6-12 mesi, registro, dall’inizio dell’anno, un guadagno del 29,5 %, a fronte di un concomitante rialzo dell’indice FTSE ALL SHARE del 10,8 %. Dunque una sovra-performance di 18,7 punti percentuali, che seppur in calo di circa il 2 % rispetto a 7 giorni orsono, ci dà ancora piena conferma della bontà dei criteri di selezione prescelti. Le risultanze del check-up settimanale di borsa italiana, mi inducono, a modificare ancora, seppur parzialmente, il mio portafoglio titoli, costituito ora da 6 titoli del Ftse Mid-Cap, da 3 del Ftse Star e da 1 titolo del Ftse Mib, appartenenti tutti ai settori industria, beni e servizi di consumo, tecnologia e finanza..

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore una serena e proficua settimana.

LUKAS

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andrea4891

preferisco fare la figura dell’ignorante, ma imparare

dunque non ho capito bene . . . QUANDO IL QE FINISCE I TASSI CROLLANO !!?? E PERCHE’ ??

Scritto il 23 settembre 2013 at 16:14
bergasim

caro Lukas purtroppo per te è il contrario, i tassi salgono durante il qe e a scendere alla fine, al contrario la correlazione tra qe/bilancio della fed è evidente.
http://advisorperspectives.com/dshort/charts/yields/snapshot.html?yields/SPX-10-yr-yield-and-fed-intervention.gif

Scritto il 23 settembre 2013 at 17:36
Lukas

bergasim,

mi sembra di aver detto che ( come dimostrato dal grafico ) i tassi salgono durante il QE…..e scendono alla fine dello stesso ( almeno così è accaduto nei 2 precedenti casi )….ma può darsi che questa volta….visto il Tuo interesse in merito all’andamento degli stessi….si comportino diversamente :mrgreen:

Scritto il 23 settembre 2013 at 17:42
bergasim

Lukas,

Volevo vedere se eri preparato :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Scritto il 23 settembre 2013 at 17:50
Lukas

bergasim,

Io invece visto che il QE3 continua forse all’infinito…..sono molto preoccupato per i tuoi bonds……bernanke rischia di falcidiarteli…..ma non ti preoccupare dovranno preoccuparsene prima loro di te……visto le già ingenti perdite in conto capitale accumulate sui bond acquistati nel corso di quest’ultima tranche di QE…..in cui i tassi sono praticamente raddoppiati !!!

Scritto il 23 settembre 2013 at 18:17
bergasim

Invece l’sp 500 salirà alla grande che ridere :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Scritto il 23 settembre 2013 at 18:43
bergasim

Lukas,

ti chiedo una cosa, a parte fare la rubrica sul blog di cosa ti occupi? Se non me lo vuoi dire, va bin parei,ne!

Scritto il 23 settembre 2013 at 18:44
gremlin

i fattori che hanno impresso trend significativi ai rendimenti sono più di uno

ad esempio nel 2011 la crisi energetica giapponese post tsunami e il perdurare del rischio europa fino a 12 mesi fa con una mega scivolata nel tardo 2011 corrispondente alla bancarotta nostrana (e relativo crash azionario)

il rialzo dei rendimenti di quest’anno è invece figlio certo della presunta morte del qe

durante il qe i rendimenti sono quindi scesi per effetto concomitante della ricerca di safe haven e per i massicci acquisti della fed (con effetti indiretti anche sul bund)

la fine del qe porta ad un aumento dei rendimenti per disimpegno del compratore primario (fed) ed eventuale bassa percezione del rischio globale (e infatti l’azionario continua a salire FTSEMIB incluso e la volatilità implicita anche di eurodollaro si mantiene molto bassa); qualcuno l’ha chiamata big rotation, da non confondersi con il raddrizzamento della Crosta Concordia

un’altra big rotation l’abbiamo vista nel 2009

Scritto il 23 settembre 2013 at 18:48
Lukas

bergasim,

Ti confesso che……il tuo aleatorio tono professorale….è da sempre per me…. uno degli aspetti piu’ divertenti di questo blog :mrgreen:

Scritto il 23 settembre 2013 at 21:41
Lukas

gremlin,

Affermi che ” il rialzo dei rendimenti di quest’anno è invece figlio certo della presunta morte del qe ”

Oggi invece credi che la morte del QE sia meno presunta di ieri e quindi che i tassi debbano scendere ?

Scritto il 23 settembre 2013 at 21:45
gremlin

Lukas,

Come ho scritto in Compass&More attribuisco un’elevata probabilità che i minimi annuali di prezzo di bund e governativi USA non verranno più ritoccati per l’anno in corso. Questo è motivo più che sufficiente per vendere put scoperte e tornare a comprare bond da portafoglio. Da qui a fine anno il bund resta sotto il 2% e il t-note 10yr sotto il 3%
A Bernanke deve essere sfuggito qualcosa dopo aver annunciato mesi fa l’avvento del tapering, probabilmente ha perso il controllo del mercato dei bond o forse ha solo fatto un regalo a qualche socio consentendogli di fare sui bond una speculazione ribassista miliardaria.

Scritto il 24 settembre 2013 at 01:33
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