WALL STREET: debolezza di trend apparente

Scritto il alle 15:03 da Lukas

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GUEST POST – Debolezza di breve per la borsa USA? Molto probabile. Ma sarà la classica mini correzione che però non porterà a vere inversioni di tendenza. Ennesima pausa di riflessione prima di una ripartenza, sempre all’interno di un quadro laterale abbastanza anemico e stabilizzato. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, gli eventi finanziari della settimana appena trascorsa confermano che il recente ribilanciamento delle quotazioni di alcuni asset non preannuncia alcun mutamento strutturale del mercato, che rimane, invece, in una fase di incertezza e di stallo, ascrivibile alle non proprio chiare ed decifrabili prospettive di crescita futura dell’economia globale.

Lo scenario intermarket ha, infatti, registrato, improvvisamente, un nuovo consistente rimbalzo delle quotazioni del dollar index, cresciute in settimana del 3,3 %. Rimbalzo della valuta americana, che interrompe bruscamente la correzione degli ultimi 2 mesi. All’apprezzamento della valuta Usa non ha però fatto da contraltare un analogo deprezzamento nominale delle quotazioni delle commodities, stornate in settimana solo del 2,5 %. Ciò conferma che le quotazioni delle commodities hanno arrestato l’ingente down-trend degli scorsi mesi, ma non si può dire che le stesse abbiano invertito con decisione il corso delle loro quotazioni. In realtà si assiste soltanto ad una loro lenta ripresa, e ciò alimenta i dubbi e le perplessità circa le prospettive di crescita futura dell’economia globale. Dubbi e perplessità, che trovano peraltro conferma anche negli accadimenti del mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli decennali Usa, nonostante i recenti rialzi, risultano infatti ancora pari al 2,21 %, ed il differenziale con i tassi a 2 anni risulta tuttora pari a soli 160 bps, e ciò non lascia di certo intravvedere esaltanti prospettive di crescita economica. La crescita lenta dell’economia globale, invece, come ben noto, non è mai stata una nemica delle quotazioni azionarie, che infatti continuano a lievitare, seppur con ritmi molto più moderati rispetto a quelli registratisi nel recente passato. Assunto confermato appieno dal nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, che grazie ad un impercettibile incremento settimanale dello 0,16 %, ha nuovamente ritoccato i suoi massimi storici,

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 25.109

Large Traders : + 18.397

Small Traders : + 6.712

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Anche questa settimana, nonostante le recenti incertezze, si riconferma la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa ormai i  auge da circa 7 mesi. In quest’ultima ottava, le movimentazioni dei diversi operatori risultano tuttavia più consistenti, ossia pari a 12.362 contratti. In particolare, i Large Traders, giunti quasi sul punto d’invertire la loro posizione, ci ripensano ed acquistano l’intero lotto dei 12.362 contratti long, confermando con maggiore decisione la loro posizione Net Long. Gli Small Traders, invece sembrano essere divenuti più smaliziati che in passato, ed in concomitanza con i nuovi massimi del mercato, alleggeriscono la loro abituale posizione Net Long, cedendo 4.618 contratti long. I Commercial Traders, infine, dopo i pesanti interventi delle passate settimane, sembrano più tranquilli, ricedono ben 7.744 contratti long e consolidano l’entità della loro abituale posizione di copertura Net short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, che evidenziano una sinistra maggior fiducia ad opera dei Large Traders, associate alle incertezze espresse dallo scenario intermarket, m’inducono a ritenere che i mercati azionari, dopo i recenti massimi, possano nelle prossime settimane dar luogo ad un’ennesima mini-correzione, che non si tramuterà, comunque, neppure questa volta, in una marcata inversione, ma servirà soltanto a rallentare ed a confermare l’attuale moderato trend lateral-rialzista dei listini azionari Usa e mondiali.

Prospettive, dunque, solo moderatamente positive, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben noto, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 24,3 %, ancora inferiore, a differenza del biennio precedente, a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 26 %. La persistenza di tale sotto-performance, ci ha indotto, questa settimana, a modificare i parametri posti a base del nostro stock picking, sempre in ossequio alle indicazioni operative derivanti dagli studi di Jegadeesh e Titman. Per maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono, se lo desiderano, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading..

Riproduzione riservata

Lukas

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