WALL STREET: continua la solita storia con qualche nota pepata via FED

Scritto il alle 14:51 da Danilo DT

Si aspetta la FED anche se al momento nulla cambia. Che sia portatrice di volatilità? Forse si ma non ci aspettiamo rivoluzioni copernicane. Analisi de COT Report (CFTC). [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno confermato il RISK ON delle precedenti ottave. Gli investitori, evidentemente, non temono le schermaglie commerciali di Trump, e  considerano l’economia globale ancora in buona salute. Dopo 9 anni e mezzo di bull market, non si scorgono, peraltro, ancora segnali di surriscaldamento. Basti pensare che le commodities hanno ancor’oggi prezzi inferiori del 30 % rispetto a quelli di 10 anni orsono. Anche il costo del capitale, espresso dai rendimenti obbligazionari, non preoccupa, nonostante la recente rapida risalita. I tassi d’interesse attuali, infatti, sono ancora inferiori di circa il 25 % rispetto a quelli che si registravano durante l’ultima grande crisi. I salari, infine, solo di recente hanno mostrato qualche vivacità rialzista, ma vengono anch’essi da un lungo periodo di declino. Tutto ciò è palesemente testimoniato da un tasso d’inflazione che si mantiene estremamente moderato, come dimostra l’ultimo dato del CPI Usa, pari al 2,7 % annuo.

Non s’intravvedono pertanto all’orizzonte seri pericoli inflazionistici, nonostante 10 anni d’ininterrotta crescita economica. Un’anomalia rispetto al passato, ma solo apparente, visto che siamo reduci dal più intenso fenomeno deflattivo degli ultimi 80 anni. E’ dura, quindi, per l’inflazione rialzare la china. Ed è proprio la mancanza di pericoli inflattivi che alimenta, coerentemente, da anni, un interminabile mercato toro dell’equity, che possiamo ormai definire secolare, che in molti, però, hanno fatto fatica a giustificare ed a comprendere, perdendo in tal modo molte opportunità.

L’intermarket testimonia fedelmente il positivo scenario sopradescritto. In particolare, il dollaro index, nonostante le variazioni di breve termine, si mantiene sostanzialmente stabile ormai da circa 3 anni , e quota oggi 94,22. Le quotazioni delle commodities, come detto, non destano particolari preoccupazioni. Negli ultimi 2 anni hanno arrestato il loro forte down-trend, ma non riescono ancora convintamente a risalire. Qualche preoccupazione in più proviene, invece, dai mercati obbligazionari. I tassi dei bond decennali americani, infatti, lievitano di altri 8 bps, e raggiungono quota 3,07 %. I rendimenti dei bond a 2 anni lievitano anch’essi, ma solo di 3 bps, e raggiungono quota 2,81 %. L’inclinazione della yield curve Usa rimane comunque ancora positiva, anzi il differenziale ( 10 – 2 ) si amplia nuovamente sino a raggiungere i 26 bps. In tale tranquillo contesto intermarket Wall Street prosegue, con coerenza, nel suo inarrestabile bull market. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, proprio questa settimana registra, infatti, il suo ennesimo record storico a quota 2929,67.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 100.835
Large Traders : + 74.230
Small Traders : + 26.605

Trova, quindi, ancora conferma, la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da oltre 9 mesi. In quest’ultima settimana, registriamo, variazioni nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 10.098 contratti. In particolare, in quest’ultima ottava, sono gli Small Traders che, prendono qualche vertigine da alta quota, cedono infatti l’intero lotto dei 10.098 contratti long, e riducono ulteriormente la loro già non esuberante posizione Net Long. A comprare sono soprattutto i Large Traders, che acquistano ben 9.210 altri contratti long, consolidando in tal modo la loro già forte e pingue posizione rialzista, Net Long. I Commercial Traders, infine, si mostrano molto più cauti e tranquilli, acquistano infatti solo i residui 888 contratti long e mantengono la loro abituale posizione di copertura, Net short intorno alle centomila unità. Le movimentazioni di quest’ultima settimana riassestano ma non modificano gli equilibri del mercato dei derivati azionari Usa degli ultimi 9 mesi.

La circostanza che in quest’ultima ottava siano state solo le Mani Forti ad acquistare ci induce a pensare che probabilmente il mercato possa andare incontro ad una breve e salutare correzione. D’altronde questa sarà la settimana dell’aumento dei tassi ad opera della FED, quindi qualche tensione è prevedibile, anche se lo stesso, a parer mio, è già stato ampiamente scontato dal mercato. Breve correzione che non modificherà comunque il trend dei mercati azionari Usa che, come detto, rimane saldamente rialzista. Ormai credo che quota 3.000 per l’S&P 500 non sia più un miraggio. Anzi credo che Trump farà di tutto per presentarsi alle elezioni di midterm, previste per novembre, con tale brillante risultato. Negli ultimi mesi i problemi sono stati tutti fuori dagli Usa, ma anche lì si notano tangibili miglioramenti. Basti pensare che non riesce a scendere nemmeno il nostro FTSE MIB, che da alcune settimane mostra, sorprendentemente, segnali d’inaspettata vitalità.

Alla luce di quanto sopra esposto, confermo, quindi, la mia view moderatamente positiva, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi, e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, ha conseguito un guadagno del 7,30 %, performance nettamente superiore a quella registrata dal nostro Ftse All Share, che registra, nel contempo, una perdita dell’ 1,55 %. Conseguita, pertanto, una sovra-performance dell’8,85 %, che conferma tutte le prerogative del mio trading system, che nei passati 5 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %. Ciò premesso, questa settimana non muto l’assetto del mio portafoglio, costituito dal 67,5 % di posizioni long, e dal 32,5 % di posizioni short, ossia da una posizione Net Long moderata, pari al 35 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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