WALL STREET: borsa di New York ai massimi. E adesso ci sta una correzione.

Scritto il alle 12:45 da Lukas

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Malgrado una situazione italiana sempre abbastanza complessa il grafico SP500 ci illustra una borsa ai massimi. E adesso, analizzando il COT Report, notiamo che anche le mani forti temono una correzione. Dati dal CFTC di Chicago. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, l’Italia è ancora rimasta sotto i riflettori dei mercati finanziari internazionali. Pesante il nostro Ftse Mib ( -3,41 % ), e pesante l’andamento dei nostri BTP i cui rendimenti sono lievitati ulteriormente fino a raggiungere i massimi degli ultimi 4 anni. Sostanzialmente stabili gli altri mercati europei. Gli Usa, invece, sembrano ancora abbastanza tonici, ma anche lì cominciano ad evidenziarsi dei segnali di rallentamento. Ciò detto, avverto che questa settimana ci saranno accadimenti davvero molto importanti che influenzeranno sicuramente l’andamento dei mercati. Sconteremo infatti i controversi effetti del G7, il probabile nuovo aumento dei tassi ad opera della Fed, le decisioni della Bce in merito al QE, e non per ultimo gli effetti geopolitici dell’incontro tra Trump ed il presidente della Nord Corea. D’obbligo pertanto operare con cautela, in attesa di meglio comprendere quali saranno le prospettive e le dinamiche future dell’economia mondiale.

Lo scenario intermarket manifesta, al momento, qualche rallentamento, ma il lungo ciclo espansivo dell’economia sembra ancora tenere. In particolare, in quest’ultima ottava, il dollar index, ha interrotto il suo rimbalzo stornando dello 0,7 %. Quota oggi 93,57, ossia il 3,7 % in meno di un anno fà. Ormai è chiaro che dollaro debole e dazi commerciali costituiscono capisaldi importanti della nuova politica economica trumpiana.

Deboli anche le commodities, che stornano dell’1,2 % in termini reali. Evidenzio, in particolare, che il crude oil è ritornato a quota 65,74 dollari al barile, perdendo il 7,6 % del suo valore, solo nell’ultimo mese. Ciò ci fa sorgere qualche dubbio sulla tenuta futura della crescita economica. Dubbi alimentati anche dagli andamenti del mercato obbligazionario. I rendimenti dei bond decennali Usa restano infatti ancora sotto il 3%, precisamente a quota 2,93 %. I rendimenti del biennale, invece, hanno raggiunto quota 2,50 %, e rischiano di salire ulteriormente dopo l’ulteriore imminente stretta annunciata dalla Fed. L’inclinazione della yield curve Usa, oggi pari a 43 bps, rischia pertanto di ridursi ulteriormente, e ciò non rappresenta un buon viatico per le prospettive di crescita dell’economia americana.

I mercati azionari Usa non sembrano per ora particolarmente preoccupati. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, infatti, in quest’ultima settimana, lievita dell’1,62 %, e raggiunge quota 2.779,03 punti. Sfruttata la finestra di opportunità che avevamo intravisto qualche settimana fa. Oggi però le quotazioni mi sembrano nuovamente elevate e con margini di crescita davvero ridotti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 173.191
Large Traders : + 80.313
Small Traders : + 92.878

Trova, dunque, ancora conferma la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da 6 mesi. In quest’ultima ottava, registriamo variazioni, nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 22.975 contratti.
In particolare, questa settimana, sono i Large Traders, operatori notoriamente trend – following, che mostrano nuovamente molta fiducia, e che acquistano l’intero lotto dei 22.975 contratti long, portando la loro posizione Net long sopra le ottantamila unità. Gli Small traders, invece, cedono 3.257 contratti long, e riducono, seppur leggermente, la loro forte posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, cedono i residui 19.718 contratti long, ed incrementano la loro abituale posizione di copertura, Net Short, ai livelli massimi degli ultimi anni. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, in particolare l’atteggiamento sempre più prudente dei Commercial Traders, ci conferma che le quotazioni azionarie Usa hanno nuovamente raggiunto picchi elevati, difficilmente migliorabili. A questi livelli, i margini di ulteriore crescita ci appaiono davvero molto esigui e limitati. Il rapporto rischio/rendimento non ci appare, cioè, particolarmente favorevole.

Con ciò non voglio dire che assisteremo a breve a storni consistenti, nè tantomeno ad un’inversione del trend. Più probabile, invece, una pausa o una lieve correzione delle attuali quotazioni. Andamento quest’ultimo che sarebbe molto coerente con lo scenario di medio termine dei mercati azionari Usa. Scenario che già da alcuni mesi mostra una sostanziale lateralizzazione di natura distributiva. Siamo infatti nella parte finale di un lunghissimo ciclo economico espansivo dell’economia, che dura ormai da oltre 9 anni. Del tutto naturale che prima o poi andremo incontro ad una nuova recessione. Molto probabile che ciò avvenga nel 2019. Nel frattempo mi attendo che i mercati azionari continuino nell’andamento volatile e lateral-rialzista degli ultimi mesi. Andamento che impone agli operatori un atteggiamento molto cauto e prudente, molto diverso da quello da Noi tenuto negli scorsi anni.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora cauto ed incerto per i mercati azionari, che cercherò, comunque, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima eccellente settimana, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua dello 0,53 %, inferiore a quella registrata, nel contempo, dal nostro Ftse All Share, pari al 2,72 %. Conseguita pertanto una sovra-performance del 2,19 %, che conferma la bontà e le prerogative del mio trading system, che negli ultimi 5 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %. Ciò detto, in coerenza con quanto in precedenza esposto, questa settimana modifico lievemente l’assetto del mio portafoglio, riduco cioè dal 70 al 65 % le mie posizioni long, ed innalzo nel contempo dal 30 al 35 % le mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long, pari al solo 30 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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2 commenti Commenta
nordsudovestest
Scritto il 11 giugno 2018 at 15:34

Traggo, e copio-incollo, dal commento della settimana scorsa : ”
In questi primi 5 mesi dell’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita del 3,88 %, imputabile alla notevole volatilità affrontata, nonchè alle bizzarrie della borsa italiana, che ha registrato, nel contempo, un incremento dello 0,45 %.
Conseguita pertanto una sotto-performance del 4,33 %, che non fà venir meno la fiducia nel mio trading system, che negli ultimi 5 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %. Ciò detto, in coerenza con quanto in precedenza esposto, questa settimana muto lievemente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 67,5 al 70 % le mie posizioni long, e riduco nel contempo dal 32,5 al 30 % le mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long, pari al solo 40 % del mio portafoglio “.
E questo invece è quanto scritto questa settimana nella quale – si badi – l’indice ha perso il 3,41% : “Dopo quest’ultima eccellente settimana, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua dello 0,53 %, inferiore a quella registrata, nel contempo, dal nostro Ftse All Share, pari al 2,72 %. Conseguita pertanto una sovra-performance del 2,19 %, che conferma la bontà e le prerogative del mio trading system (…)”. Ricapitolando : partendo da una perdita pari a quasi il 4%, si incrementa il LONG proprio alla vigilia di un crollo dell’indice, e una settimana ci si ritrova con una perdita che anzichè incrementarsi si è quasi azzerata (cosa che non era accaduta neppure quando l’indice saliva), nonché con un completo ribaltamento della sottoperformance. Che dire ? Se questo non è uno spettacolo di giochi di prestigio…altro che conigli dal cilindro !

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Lukas
Scritto il 11 giugno 2018 at 15:53

nordsudovestest@finanzaonline,

E’ da un po’ che non leggevo un tuo strampalato commento………Ti rammento che ci sono una serie di persone che replicano il mio portafoglio…….potresti chiedere a loro.
Ciò detto ti evidenzio che gli storni del ftsemib sono dovuti al crollo dei titoli bancari che NON erano ricompresi nel mio portafoglio. C’erano invece Fiera Milano , Pininfarina, Eurotech…etc etc

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