WALL STREET: aumenta l’ottimismo dei large traders

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GUEST POST – c’è meno positività dall’analisi dei derivati, però non è ancora inversione. Analisi dei dati del secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, anche in questa prima settimana del nuovo anno, i mercati finanziari hanno riconfermato appieno tutte le contraddizioni che caratterizzano ormai da mesi lo scenario economico-finanziario e riproposto tutti gli interrogativi circa le prospettive future dell’economia internazionale .

Lo scenario intermarket, infatti, ha registrato, dal punto di vista valutario, soltanto una lieve svalutazione dello 0,16 % del dollaro Usa. Più consistente, invece, lo storno registrato, dalle quotazioni delle commodities, deprezzatesi, in termini reali, di un ulteriore 1,2 %. Deprezzamento che dura, ormai ininterrottamente, da oltre 3 anni, e che, negli ultimi 9 mesi, risulta pari al 10,4 %, e che ripropone molti interrogativi sulle reali prospettive di crescita economica, evidenziati sinora solo dall’indice azionario di Shanghai, che dall’inizio dell’anno perde già il 5,37 %. Del tutto coerentemente, anche il mercato obbligazionario, registra, questa settimana, un’inversione repentina della corsa rialzista dei propri rendimenti. In particolare, il decennale Usa a fine settimana segna un rendimento del 2,86 %, rispetto al 2,99 % di sette giorni prima, mentre Il bund tedesco, invece, registra un rendimento dell’1,84 %, rispetto all’1,94 % del precedente fine settimana. Deprezzamento delle commodities ed inversione dei tassi che, per il momento, sembrano favorire e non danneggiare i mercati azionari occidentali. Il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, infatti, questa settimana ha registrato un rialzo dello 0,6 %, e si è riportato nuovamente in prossimità del record storico delle proprie quotazioni.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 88.132
Large Traders : + 51.112
Small Traders : + 37.017

Pertanto, si riconferma, ed anzi si consolida, la configurazione complessiva del Cot Report sui derivati azionari Usa, in auge ormai da fine luglio 2012. In quest’ultima settimana, registriamo infatti movimentazioni nelle posizioni dei diversi operatori pari a 7.579 contratti, che consolidano ulteriormente la dominante configurazione dell’ultimo anno e mezzo. In particolare, i Large Traders accrescono il loro ottimismo e rimpinguano di ulteriori 4.163 contratti la loro già cospicua posizione Net Long. Gli Small Traders accrescono anch’essi la loro, del tutto abituale, posizione Net Long di altri 3.416 contratti. Per contro, i Commercial Traders rafforzano di 7.579 contratti la loro sempre più ingente posizione di copertura Net Short. Il consolidamento della configurazione del mercato dei derivati azionari Usa, unitamente alle indicazioni provenienti dallo scenario intermarket, circa il diminuire delle tensioni sui tassi d’interesse, sembrano, pertanto, allontanare, per il momento, le paventate ipotesi d’inversione del trend rialzista dei mercati azionari. Riconfermo, quindi, anche per questa settimana, la mia ormai proverbiale e datata vision rialzista sull’andamento dei mercati azionari Usa ed occidentali.

Vision rialzista, perseguita, come ormai ben sapete, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking condotto sul listino azionario italiano, sulla base della strategia “LONG TERM MOMENTUM“, ossia scegliendo, previo un check-up settimanale di borsa italiana, indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Check-up che, questa settimana, evidenzia, forse con qualche sorpresa, che la borsa italiana, insieme a quella spagnola, è quella che, in quest’inizio d’anno, segna le miglior perfomance. L’indice Ftse all Share registra, infatti, già un guadagno del 3,1 %, per la prima volta, purtroppo non migliorato dal mio stock picking, visto che il mio portafoglio registra solo un guadagno del 2,3 %, ossia lo 0,8 % in meno dall’incremento registrato dall’indice globale di borsa italiana. Ciò mi induce a modificare ulteriormente, per 3/10 la composizione del mio portafoglio, che sarà ora costituito da 4 titoli del Ftse Mid-Cap, da 5 titoli del Ftse Small Cap, e da 1 titoli del Ftse Star appartenenti tutti ai settori dei servizi di consumo, della finanza e dell’edilizia.

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri per una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 1)Commenta

  1. idleproc scrive:

    Bhé la finanza è un mondo da un bel pezzo fuori del mondo.
    Po’ anche essere che mettano in “cassa” una ripresa globale folgorante che sia in grado di trasformare la spazzatura che hanno creato dal nulla in beni reali senza spennare noartri dei nostri.
    E’ una scommessa e come tutte le scommesse sfugge da valutazioni razionali.
    Del resto ci sono abituati ma non sono molto diversi da chi gioca alle macchinette o se sono élite lo fanno nei salotti buoni e vellutati.
    E’ vero, è meglio seguire la tendenza delle mani forti che hanno creato le regole per loro e per non perdere mai a spese de noartri.
    Comunque un tocco di realtà bisogna sempre tenerlo presente in modo che il cerino magari finiscano con l’averlo per ultimi, loro.

    http://www.zerohedge.com/news/2014-01-13/baltic-dry-index-crashes-18-2-days