WALL STREET: attacco ai massimi? Gli operatori però non sembrano convinti

Scritto il alle 14:55 da Lukas

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Anche se lo SP500 è ad un passo dai massimi, sembra che ci sia da parte degli operatori poca convinzione che certi livelli vengano superati. Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, gli investitori, ancora molto preoccupati dalle conseguenze economiche della Brexit e dalle sempre più incombenti crisi bancarie europee, sono andati spasmodicamente alla ricerca di lidi e porti considerati da sempre sicuri nell’ambito dei mercati finanziari internazionali.

Lo scenario intermarket ha evidenziato, infatti, un ulteriore incremento dello 0,7 % delle quotazioni del dollaro Usa, da sempre considerato valuta rifugio. Analoga fuga si è registrata verso lo Yen giapponese che ha raggiunto le siderali quotazioni di 100 nei confronti del dollaro e di 111 nei confronti dell’euro. Fuga dal rischio che ha inevitabilmente interessato anche l’oro, bene rifugio per eccellenza, la cui quotazione è salita sino a quota 1367 dollari per oncia. Le preoccupazioni per la crescita economica, soprattutto in Europa, hanno invece spinto al ribasso il mercato delle commodities che, in una sola ottava, stornano del 3 % in termini reali.

Evidentissima la fuga dal rischio anche nell’ambito del mercato obbligazionario. I rendimenti sui titoli decennali americani perdono, infatti, altri 9 bps, ed arretrano sino a quota 1,37 %, nonostante la pubblicazione di dati eccellenti sul mercato del lavoro Usa. Sempre acquistatissimo anche il bund decennale della Germania, nonostante il fatto che i suoi rendimenti si siano ormai inabissati a quota – 0,20 %. Con tali premesse era lecito attendersi un coerente storno del mercato dell’equity, che invece ha riguardato solo l’Europa ed il Giappone e non Wall Street. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, chiude, infatti, l’ottava con un ulteriore rialzo dell’1,28 %, che lo riporta davvero ad un soffio dai suoi massimi storici. Evidentemente, i capitali in uscita dall’Europa ed alla disperata ricerca di rendimenti, considerano, in questo particolare momento, anche la piazza azionaria americana un porto sicuro dove allocare i propri investimenti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 17.115

Large Traders : + 31.942

Small Traders : – 14.827

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In perfetta coerenza con lo scenario intermarket sopradescritto, anche questa settimana, si riconferma pertanto il sentiment negativo nel mercato dei derivati azionari Usa. Nell’ultima ottava si sono, infatti, registrate soltanto delle esigue movimentazioni, pari a 6.402 contratti. Movimentazioni che hanno peraltro lo stesso segno e la stessa direzione di quelle della scorsa settimana. In particolare, gli Small Traders confermano, ancora una volta, tutto il loro scetticismo sulle prospettive del mercato azionario Usa, cedono infatti altri 4.944 contratti long, e portano la consistenza della loro insolita posizione Net Short sui livelli più elevati degli ultimi 6 anni. I Large Traders, invece, pur non mostrandosi particolarmente entusiasti, cedono soltanto 1.458 contratti contratti long, e rimangono ancora saldamente, ed in solitudine, in posizione Net Long. I Commercial Traders, devono pertanto intervenire ancora un volta in acquisto, acquisendo l’intero lotto dei 6.402 contratti long, che riduce ulteriormente l’entità della loro abituale posizione di copertura, Net Short. Come valutare l’apparente contraddizione di un sentiment negativo associato ad un mercato azionario in salita ? Chi segue da tempo il mio settimanale commento sa bene che, anche negli ultimi difficili 12 mesi, ho sempre avuto una view positiva sulle prospettive del mercato azionario Usa. View non condivisa da molti, soprattutto dagli Small Traders americani che da mesi stazionano in una, per loro, insolita ed anomala posizione Net Short. Evidentemente in loro sono ancora molto vivi i ricordi e le ferite del terribile crollo del 2008. E’ pertanto molto probabile che le “ Mani Forti “ del mercato tentino di vincere le loro resistenze abbattendo in questa ottava i vecchi massimi del mercato. Tale evento potrebbe infatti far venire psicologicamente meno i timori dei piccoli investitori e sostenere un’ulteriore gamba di rialzo delle quotazioni azionarie Usa e mondiali. Sarebbe comunque una forzatura che se non assecondata potrebbe poi indurre nuova volatilità e nuova incertezza sui mercati.

Personalmente preferirei una diversa evoluzione, ossia che nelle prossime settimane maturasse una partecipazione più corale al mercato che garantirebbe poi una crescita più solida, e soprattutto più lineare, delle quotazioni, da sostenere comunque attraverso un’auspicabile accelerazione della crescita economica a livello globale.

Futuro che si prospetta, pertanto, ancora molto incerto ed imprevedibile, che cercherò, comunque, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio, “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua pari al 10,25 %. Performance negativa, influenzata dalle peculiari difficoltà vissute dal listino italiano, che registra, a sua volta, una perdita annua, misurata dal Ftse All Share, pari al 24,22 %. Conseguita, pertanto, in poco più di 6 mesi, in un contesto di mercato particolarmente avverso, una sovra-performance del 13,97 % che ci fornisce nuove conferme sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dalle ricerche dei due noti professori Usa. In coerenza con la mia positiva view di medio e lungo termine, anche questa settimana riconfermo, per il 100 % del mio portafoglio, la mia esposizione long sulla borsa italiana. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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7 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 12 luglio 2016 at 14:15

anch’io non sono convinto che i fondamentali USA giustifichino questa onda positiva dei mercati e non riesco a capire se sia l’Europa che trascina i titoli americani o viceversa. Certo è che chi aveva investito nei titoli di stato, oggi si trova con interessanti guadagni in conto capitale. Oggi il decennale BTP ha toccato un minimo di 1,197 di rendimento e in questo momento il future segna 139,66; due mesi fa era 135,02….. Con tutte le implicazioni che si portano dietro a livello bancario.
Ieri mi ha telefonato una delle banche dove ho suddiviso il mio portafoglio e mi hanno offerto il 1,75% lordo a sei mesi se portavo liquidità !!!!! La mia reazione ovviamente è stata contraria tanto che sto pensando di ridurre il cash in deposito.
Ne traggo la conclusione che nonostante le varie voci che girano in questi giorni sugli interventi del governo ci sia qualcosa che, al solito, non dicono e che la faccenda dei NPL si trascinerà per molto tempo.

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Lukas
Scritto il 12 luglio 2016 at 19:19

pao­lo41,

Caro Paolo, deflussi dall’obbligazionario ( a rendimenti ormai negativi o risibili )….. e dall’oro troppo forti………ed i vecchi massimi non potevano più resistere.
E comunque erano già diversi mesi che la mancata partecipazione degli Small Traders segnalava che non eravamo di fronte ad una fase di distribuzione…….bensì di accumulazione.
La rottura è avvenuta con 4 o 5 settimane di anticipo rispetto alle mie previsioni……..ma si era capito che ci sarebbe comunque stata.

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warrenbuffett
Scritto il 12 luglio 2016 at 23:46

Lukas:
pao­lo41,

Target?

Caro Paolo, deflussi dall’obbligazionario ( a rendimenti ormai negativi o risibili )….. e dall’oro troppo forti………ed i vecchi massimi non potevano più resistere.
E comunque erano già diversi mesi che la mancata partecipazione degli Small Traders segnalava che non eravamo di fronte ad una fase di distribuzione…….bensì di accumulazione.
La rottura è avvenuta con 4 o 5 settimane di anticipo rispetto alle mie previsioni……..ma si era capito che ci sarebbe comunque stata.

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Lukas
Scritto il 13 luglio 2016 at 10:11

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Bravo Warren…..vedo che hai accolto con nonchalance l’affossamento del Tuo short….quanto al target sull’S&P 500, il mio, con ben sai, era di 2220 punti per fine anno….ma il mercato ha un pò anticipato i tempi ed è già a 2.150……ma ci potrebbe essere un ripensamento……in modo da rientrare nella traiettoria ipotizzata che prevede una crescita annua dell’S&P dell’ 8,6 %.

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warrenbuffett
Scritto il 14 luglio 2016 at 14:50

Chiuso un po’ di roba con Brexit
Quindi fino al 2018 con allegria?

Che target temporale avevi?

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Lukas
Scritto il 14 luglio 2016 at 16:02

warrenbuffett@finanza,

Caro Warren, io pensavo che l’attacco ai massimi dell’S&P 500 ci sarebbe stato a partire da fine agosto p.v…….ma, paradossalmente la Brexit , a mio avviso, ha indotto una fuga dall’Europa verso gli Usa, visti come un porto sicuro per gli investimenti………e ciò ha anticipato i tempi.
Fino al 2018 con allegria ?……No, non mi sbilancerei così tanto……ribadisco soltanto che permanendo le attuali macro-economiche di crescita moderata….è del tutto lecito attendersi una crescita delle quotazioni azionarie Usa ad un tasso anch’esso moderato, ossia pari all’8,5 % annuo.
Se però le sottostanti condizioni macro dovessero cambiare……..allora cambierebbero anche le mie aspettative.

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Lukas
Scritto il 14 luglio 2016 at 16:09

Errata corrige : volevo dire le attuali condizioni macro-economiche

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