WALL STREET: ancora una volta il FOMC ci mette una pezza

Scritto il alle 15:15 da Lukas

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GUEST POST – La frenata di Wall Street è evidente. Però i dati del COT Report ci illustrano uno scenario laterale e non da vera inversione. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, coma succede peraltro ormai da anni, sono bastate le accomodanti dichiarazioni della Yellen in tema di politica monetaria Usa affinchè i mercati finanziari internazionali superassero di slancio tutte le perplessità manifestatesi nelle precedenti ottave.

Lo scenario intermarket, ha, infatti, registrato coerentemente, dopo mesi di ininterrotti rialzi, un consistente storno delle quotazioni del dollar index, sceso nuovamente sotto la fatidica quota dei 100 punti. In particolare, i rassicuranti propositi della FED, in tema di gestione futura dei tassi d’interesse, hanno determinato un immediato rimbalzo del rapporto di cambio EURUSD risalito nuovamente sopra quota 1,08, mentre meno marcate sono state le conseguenze sul rapporto di cambio USDYEN, che permane ancora sopra quota 120.

Lo storno settimanale del dollaro Usa ha favorito un nominale rimbalzo delle quotazioni delle commodities, che dopo il crollo degli ultimi mesi, cercano, ancora con molta fatica, di trovare una base dalla quale eventualmente ripartire. Ripartenza resa comunque problematica dall’evidente rallentamento dell’attività economica a livello globale, che trova, peraltro, conferma anche nelle indicazioni provenienti dal mercato obbligazionario. In settimana, infatti, i rendimenti sui titoli decennali Usa hanno stornato di ben 19 bps, ritornando abbondantemente sotto quota 2 %. Quasi inverosimili i rendimenti sul bund tedesco che registrano un ulteriore calo di 8 bps, e che si fissano all’incredibile quota dello 0,18 %. Infine, come sempre accaduto negli ultimi anni, l’ennesima rassicurazione monetaria made in FED, è stato accolta con gran favore dai mercati azionari Usa. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, dopo qualche settimana di tentennamenti, ha infatti messo a segno un sontuoso rimbalzo del 2,66 %, e riassorbito l’ennesima mini- correzione maturata delle precedenti ottave.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 36.122

Large Traders : + 9.247

Small Traders : + 26.875

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Anche questa settimana, si riconferma, seppur con crescente affanno , la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa in auge ormai dall’inizio di novembre dello scorso anno. In quest’ultima ottava le movimentazioni dei diversi operatori risultano pari a 8.485 contratti. In particolare, i Commercial Traders, in perfetta simbiosi con le decisioni della Yellen, continuano nella loro opera di sostegno discreto al mercato azionario Usa, ed acquistano l’intero lotto degli 8.485 contratti long. Segnalo che è la quarta settimana consecutiva che ciò avviene, durante le quali hanno complessivamente acquistato ben 29.245 contratti long, ceduti loro dalle altre due scettiche categorie di operatori. I large Traders, invece, si mostrano sempre più pessimisti, anche questa settimana cedono 3.263 contratti long, e portano la loro posizione Net Long a livelli davvero esigui, addirittura prossima ad una possibile inversione. Gli Small Traders, infine, cedono i residui 5.222 contratti long, e riducono a livelli non proprio esuberanti la loro abituale posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana confermano che il mercato azionario è ancora sotto il pieno controllo delle MANI FORTI e delle autorità monetarie Usa. Pertanto, nonostante si leggano con accresciuta insistenza previsioni di crolli imminenti delle quotazioni azionarie, a mio avviso, IN ALTO LOCO, non vi è alcuna intenzione di veder vanificare in fretta gli effetti di tutte le iniziative, in qualche caso persino azzardate, intraprese, negli scorsi anni, per recuperare dal crash economico-finanziario dell’anno 2008. Riconfermo pertanto la mia ormai ben nota vision d’ordine generale, ossia che per l’intero anno 2015, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, avrà un andamento lateral-rialzista ricompreso tra i 2000 ed i 2200 punti.

Diverse e migliori mi appaiono, invece, le prospettive per l’azionario europeo ed italiano, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di sfruttare e valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima, non proprio favorevole settimana, il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 24,46 %. Come già successo nel biennio precedente, la performance si conferma superiore a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al 22,57 %. Ciò ci dà ulteriore conferma circa la bontà dell’approccio teorico ed operativo utilizzato. Per maggiori dettagli sulla composizione portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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