WALL STREET: ancora spazio per il rialzo della borsa USA

Scritto il alle 16:09 da Lukas

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Malgrado un rialzo con il turbo per la borsa americana, gli small traders riducono il loro long. Un segnale che tradizionalmente è “bullish”. Quindi il toro non sembra affatto pronto per andare alla brace… Analisi del COT report prodotto dal CFTC [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, è divenuto sempre più evidente e chiaro che sono in corso, rispetto al recente passato, importanti mutamenti nello scenario economico internazionale. Dopo un anno d’incubazione prende infatti compiutamente forma la Trumponomics, che accantona la politica monetaria accomodante dell’era Obama, e la sostituisce con una politica fiscale ancor più accomodante ed espansiva.
Europa e Giappone sono invece ancora ferme agli stimoli di carattere monetario. La divergenza, ormai molto palese, ha già determinato importanti effetti sui più importanti rapporti di cambio, e conseguentemente molte tensioni sul piano dei rapporti politici e diplomatici.

Lo scenario intermarket riflette, peraltro, già da tempo, la sopra menzionata divergenza. In particolare, è da oltre un anno, che evidenzia un sempre più marcato indebolimento del dollar index. In dodici mesi la valuta Usa ha infatti perso l’11,3 % del suo valore. Il rapporto EURUSD è risalito sin nei pressi di quota 1,25, ed il rapporto USDYEN è sceso sin quota 1,09. Rivalutazioni marcate che non fanno certamente bene all’economia europea ed a quella nipponica. D’altronde ciò è un effetto inevitabile della nuova politica fiscale Usa. Essa, infatti, produrrà, anche se non lo ammettono e non lo dicono, un incremento del già ingente debito pubblico americano. Maggior debito che sarà finanziato con l’emissione e la stampa di altri dollari, ed il mercato giustamente ne deprezza già da ora il suo valore. Le grandi tensioni sul mercato valutario non hanno, però, sin ad ora turbato il positivo clima dell’economia mondiale, che continua a crescere a ritmi più sostenuti del recente passato. Il deprezzamento del dollaro, infatti, ha determinato una rivalutazione, ma solo in termini nominali, delle quotazioni delle commodities.

Sul piano reale, invece le quotazioni delle stesse rimangono ancora molto stabili e moderate. Anzi per Europa e Giappone risultano meno costose ( – 8,4 % ) di un anno addietro. E ciò impatta positivamente sulle loro prospettive di crescita. Anche sui mercati obbligazionari non s’intravvedono, al momento, particolari tensioni. I rendimenti sul bond decennale Usa, questa settimana, sono, infatti, cresciuti solo di 2 bps ed hanno raggiunto quota 2,66 %. Più marcata, ossia pari a 7 bps, la crescita dei rendimenti dei bond a due anni. L’inclinazione della yield curve Usa resta comunque ancora positiva, pari a 50 bps, e ciò rassicura sulla prosecuzione e sulla tenuta della crescita economica americana. Insomma per ora le tensioni restano delimitate e circoscritte al settore valutario e non impattano affatto sugli andamenti dell’economia reale. Per questo motivo i mercati azionari Usa continuano nella loro turbo ascesa, stabilendo ogni settimana nuovi record storici. In particolare, in quest’ultima ottava, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, è lievitato di un ulteriore 2,33 % ed ha raggiunto quota 2.872,87 .

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 83.001
Large Traders : + 78.730
Small Traders : + 4.271

S’indebolisce, ma trova ancora conferma, la nuova configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava registriamo, infatti, variazioni significative nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 15.552 contratti. In particolare, gli Small Traders prendono nuovamente paura e vendono l’intero lotto dei 15.552 contratti long, ma restano ancora, seppur di misura, in posizione Net Long. I Large Traders, invece, si confermano degli operatori trend-following, acquistano infatti altri 11.518 contratti long, e consolidano la loro ancora molto ingente posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, dopo aver fatto incetta di azioni sui minimi di inizio 2016, oggi si godono i lauti guadagni ( + 50 % ), acquistano quindi solo i residui 4.004 contratti long, e rimangono nella loro abituale e pingue posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, ribadiscono e confermano uno dei tratti peculiari di questo ormai storico bull market dei mercati azionari, ossia lo scetticismo degli investitori retail. Non ci hanno, a torto, mai creduto.

Ancora oggi, infatti, dopo una rivalutazione pluriennale e mostruosa, appaiono solo timidamente Net Long. Dopo le ultime settimane di vigorosi rialzi in molti s’attendono un imminente crollo dei mercati azionari. Io non sono affatto di quest’avviso. Probabile una mini correzione che servirà ad assestare alcuni valori, ma nulla di più. Mai visto infatti un crollo dei mercati con tali condizioni intermarket, con gli small traders che posseggono appena il 5 % dei contratti long, e con gli utili aziendali previsti in crescita del 15,5 % nei prossimi dodici mesi. Credo, anzi, che quota 3.000 sia ormai l’obiettivo minimo per il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora positivo per i mercati azionari, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo brillante inizio d’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, ha conseguito una performance ampiamente positiva, pari al + 6,22 %.
Performance inferiore, però, a quella realizzata dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 8,79 %. Una sotto- performance del 2,57 %, che testimonia che la nostra borsa, a sorpresa, ha corso ancor più delle mie già molto ottimistiche previsioni. Ma mi accontento, certo che il mio portafoglio darà il meglio di sé in periodi meno favorevoli, non a caso, negli ultimi 5 anni, ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %.
Ciò premesso, questa settimana, in coerenza con l’analisi sopra esposta, non muto l’assetto del mio portafoglio, costituito dall’80 % di posizioni long e dal 20 % di posizioni short, ossia da una posizione Net Long pari “ solo “ al 60 %. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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