WALL STREET: rimbalzo ma con moderazione

Scritto il alle 15:48 da Lukas

wall-street-fear-index

GUEST POST – lo SP500 riacquista un po’ di forza e reagisce alla correzione di questi giorni. Ma risulta chiaro l’aumento della volatilità per il futuro.  Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, la vicende della scorsa settimana hanno reso molto chiaro ed evidente che le recenti tensioni registratesi su mercati finanziari internazionali non sono ascrivibili ad mutamento strutturale del mercato, ma  sono soltanto l’espressione di un benefico processo di riequilibrio e ribilanciamento delle quotazioni di alcuni asset finanziari, che, nei mesi scorsi, avevano manifestato valutazioni illogiche ed irrazionali. Lo scenario intermarket ha registrato, infatti, un nuovo lieve storno dello 0,5 % delle quotazioni del dollar index. Storno della valuta Usa che dura ormai da circa 2 mesi e che ha raggiunto quota 5,5 %, dopo circa un anno di forsennata rivalutazione. Allo storno della valuta Usa ha fatto da contraltare un apprezzamento nominale delle quotazioni delle commodities dello 0,7 %. Pertanto, in termini reali, si conferma che l’importante e strategico mercato delle commodities ha solo arrestato l’ingente down-trend degli scorsi mesi, e che le loro attuali quotazioni non minacciano le prospettive di crescita dell’economia globale. Il “processo di riequilibrio” si è invece manifestato con maggior forza ed intensità sul mercato obbligazionario. I rendimenti dei titoli decennali Usa, in settimana, sono infatti cresciuti di altri 4 bps, e risultano oggi pari al 2,15 %. Molto maggiori, invece, le variazioni registratesi sul bund tedesco, i cui rendimenti sono cresciuti di altri 18 bps, riportandosi a quota 0,55 %. Una crescita analoga, ricompresa tra i 18 ed i 20 bps, si registra, peraltro, in relazione ai rendimenti dei titoli di tutti gli altri Paesi dell’eurozona. Ciò conferma quanto avevamo, peraltro, già espresso ed evidenziato in passato, ossia che durante le fasi di attuazione del QE i tassi d’interesse tendono a crescere e non a diminuire, come illustrato nel seguente grafico.

ScreenHunter_01 May. 11 00.05

D’altronde l’obiettivo dichiarato del QE europeo è quello di riportare il tasso d’inflazione intorno al 2 %, è quindi del tutto logico e coerente attendersi un corrispondente rialzo dei rendimenti obbligazionari, ed una maggiore crescita economica.

Che trattasi di un sano processo di riequilibrio e non di un mutamento strutturale del mercato è peraltro testimoniato anche dagli accadimenti registratisi sui mercati azionari. Infatti, dopo un inizio di settimana molto nervoso ed incerto, tutti gli indici azionari hanno virato rotta, e chiuso l’ottava con il segno positivo. Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 16.309

Large Traders : + 8.379

Small Traders : + 7.930

spx-future-chart

Anche questa settimana, si riconferma, quindi, la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da oltre sei mesi. In quest’ultima movimentata ottava, le movimentazioni dei diversi operatori risultano coerentemente molto superiori a quelle delle precedenti settimane, ossia pari a ben 17.525 contratti. In particolare, sia Small Traders che cedono 4.877 contratti long, che i Large Traders che cedono ben 12.648 contratti long, hanno preso davvero molta paura dalle turbolenze registratesi nelle ultime 2 settimane, riducendo di conseguenza le loro posizioni Net long a livello davvero esiguo, addirittura al limite dell’inversione. Per contro, come sempre accaduto negli ultimi anni, i Commercial Traders, ovvero le MANI FORTI del mercato, neppure stavolta hanno fatto mancare il loro decisivo sostegno ai mercati azionari Usa.  Acquistano infatti l’intero lotto dei 17.525 contratti long, dimezzando l’entità della loro precedente posizione Net short, e riportano tempestivamente serenità su tutti i mercati azionari internazionali. Le movimentazioni di quest’ultima settimana che evidenziano, da un lato, una sfiducia crescente dei grandi fondi d’investimento e dei traders, e dall’altro, un ferreo controllo del mercato da parte delle autorità monetarie, m’inducono a ritenere che anche le prossime settimane risulteranno molto incerte per i mercati azionari Usa e mondiali. Incertezza che rallenterà ulteriormente il già non entusiasmante trend rialzista dei listini azionari Usa, e che rende sempre più plausibile il mio target-previsione di 2.178 punti per l’S&P 500 alla fine dell’anno, ossia un incremento del solo 3 % dai livelli attuali.

Prospettive, dunque, moderatamente positive, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima difficile settimana, il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua pari al + 22,43 %, ancora inferiore, a differenza del biennio precedente, a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 23,55 %. Ciò, tuttavia, non ci fa venir meno la fiducia circa la bontà dell’ approccio teorico ed operativo utilizzato, anzi credo che nei prossimi mesi sarà proprio lo stock picking a fare la vera differenza nelle performance dei diversi operatori. Per ricevere maggiori dettagli sulle ricerche di Jegadeesh e Titman, nonchè sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono, se vogliono, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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20 commenti Commenta
lorepi
Scritto il 11 maggio 2015 at 16:39

Ciao Lukas. Ti dico cosa vedo io. Vedo SP500 racchiuso in una figura di triangolo con angolo retto collocato in alto. Vedo RSI in fase di congestione. Può darsi che mi sbagli ma ritengo plausibile per come è impostato graficamente che con una chiusura settimanale sopra 2120 (forse basterebbe una chiusura giornaliera) l’ indice avrebbe un obiettivo calcolato in area 2200. dato che la figura di traingolo per avere validità deve completarsi entro i 2/3 della sua ampiezza non penso manchi molto al movimento.

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lorepi
Scritto il 11 maggio 2015 at 16:48

Lo allego anche giornaliero così si vede meglio.

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lorepi
Scritto il 11 maggio 2015 at 17:03

Ultima cosa allego il grafico (non preso dalla mia piattaforma) del cambio Eur-Usd che a mio modo di vedere sta realizzando il medesimo testa e spalle rialzista del CRB. Stesso grafico, stessa tempistica. Ancora è un pò prematuro parlarne ma ci sono molte strane coincidenze. Obbligazionario in discesa, SP500 verso l’ obiettivo di lungo e stessa figura di inversione per il cambio e delle commodites. Un ipotetico obiettivo di un altrettanto ipotetico testa e spalle porterebbe il cambio in area 1,22.

Sia il cambio che CRB hanno impiegato + o – 6 settimane a completare la spalla sx. Se così fosse anche per la destra potremmo assistere ad un rapidissimo crollo del’ obbligazionario seguito dal raggiungimento dell’ obiettivo di SP500.
Non resta che stare a guardare. A differenza di Lukas ho dei dubbi che passeremo un’ estate tranquilla!

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Lukas
Scritto il 11 maggio 2015 at 19:28

lorepi,

Ciao lorepi.
Che dire….io le variazioni delle commodities preferisco valutarle in termini reali e non nominali….ossia al netto di quanto accade sulla valuta ( il dollaro Usa ) con le quali vengono normalmente scambiate. Ciò premesso, allo stato attuale vedo solo l’arresto del down-trend dei mesi precedenti, il quale peraltro è stato meno drammatico di quanto si creda, perchè avvenuto in concomitanza ad una forte rivalutazione del $.
Ribilanciamento e non inversione del trend anche sul mercato obbligazionario……o avremmo forse dovuto considerare normale un rendimento dello 0,08 % sul bund tedesco ?
E comunque, in conclusione, per quanto concerne la tenuta delle quotazioni azionarie, io allo stato attuale, temo maggiormente un nuovo rigurgito DEFLAZIONISTICO e non…. un per ora molto ipotetico processo INFLATTIVO, di cui allo stato non vedo traccia.

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lorepi
Scritto il 11 maggio 2015 at 19:53

Lukas,

Però come si dice: i grafici anticipano sempre i dati. E’ per questo che chi usa i dati arriva sempre troppo tardi. Comunque vediamo come evolve la situazione. Io sono sempre alla ricerca del massimo rendimento possibile sul mercato e l’ azionario (non accenno nemmeno all’ obbligazionario che considero un rischio enorme) comincia a starmi un po’ strettino. Non vedo l’ ora di divertirmi con gli short e con le materie prime.
Guarda cosa sta per succedere sul 10ennale Usa. Sopra 2260 si completerebbe un 123 high sul grafico settimanale in grado di riportare i prezzi a livelli stratosferici. Come sempre tutto parte dagli Usa. Obbligazionario con un piede nella fossa…seguirà l’ azionario e, come sempre è stato nella storia, le mani forti si butteranno nelle materie prime….anche con i soldi del monopoli. Ti dirò, mio nonno quando ero piccolo mi faceva sempre e solo giocare a quello!

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Lukas
Scritto il 11 maggio 2015 at 19:58

lorepi,

Sai ci giocavo anch’io al monopoli da bambino…….ma il nostro ” giochino ” attuale credo sia un pò più complicato del monopoli .

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lorepi
Scritto il 11 maggio 2015 at 20:33

2260 in avvicinamento….se stasera chiudesse sopra domani credo saranno sonori ceffoni per tutti gli obbligazionisti che hanno creduto a San Draghi. SVEGLIA ragazzi…guardate i grafici che se stade dietro alle notizie sarete solo dei perdenti.

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lorepi
Scritto il 12 maggio 2015 at 08:25

lorepi,

Se il buongiorno si vede dal mattino….poveri obbligazionisti, come essere spazzati via dal mercato vedendo i propri rendimenti volatilizzarsi in poche sedute. Sapete quale è il dramma per la maggior parte di questi signori che si affidano a perefetti sconosciuti che gestiscono i loro soldi e che non hanno la più pallida idea di cosa fanno? Che diranno loro: “non ti preoccupare, è solo una fase….con la BCE che compra così i rendimenti possono solo tornare a scendere….”. Loro si fidano….e fanno male.
ECCO COSA DOVETE DIRE A QUESTI SIGNORI: ” mi puoi garantire che quello che dici e per cui ti pago sarà confermato? Altrimenti se così non sarà mi sottoscrivi che non avrai diritto ad alcuna retribuzione”……SVEGLIA RAGAZZI.

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kry
Scritto il 12 maggio 2015 at 09:26

lorepi,

Un proverbio dice: ride bene chi ride ultimo. La piramide inversa di exter non dice la stessa cosa di quello che scrivi , pur concordando sul dramma. Chi investe in obbligazioni non ( dovrebbe ) specula , le tiene fino alla scadenza salvo per estrema necessità. Mio nonno invece che a monopoli mi faceva giocare con i fissati bollati. Ciao, buon trading.

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lorepi
Scritto il 12 maggio 2015 at 09:53

kry@finanza,

Guarda, non vorrei fraintendimenti. Il mio obiettivo, parlando di come vedo io il mercato e come opero, è semplicemente quello di metter in guardia le persone perchè il rischio “dimani” di ritrovarsi in grossi guai finanziari è enorme. Sai qunte persone ci sono che hanno comprato bond NON a 100 consigliati dal proprio promotore e ora vedono i propri guadagni erodersi o, peggio, le perdite aumentere? Prova a pensare invece se i grafici stessero anticipando un mercato toro di lunghissimo periodo sulle commodities. Parlare di inflazione oggi o rialzo dei tassi era come parlare di investire sull’ azionario il 30 Marzo 2009: ti guardavano tutti come un pazzo perchè secondo mla maggioranza la fine del mondo era prossima. Eppure i grafici ci hanno detto di comprare.
Si timoroso quando gli altri sono avidi (pensa a cosa sta accadendo ai bond), si avido quando gli altri ssono timorosi (io dico: “pensa alle materie prime”).
Warren Buffet

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kry
Scritto il 12 maggio 2015 at 10:23

lorepi,

” Prova a pensare invece se i grafici stessero anticipando un mercato toro di lunghissimo periodo sulle commodities. ” SE ? Lo stanno anticipando o no? Il lunghissimo periodo quant’è 2/3/5/10 anni? Al di là della classica battuta che alla lunga saremo tutti morti , concordo che ALCUNE ( quali? ) materie prime saranno toro solo che a questo punto mi domanto ma il toro da cosa è dato? Da quel numero che indica che il valore è salito e che magari non riesco a comprarci una scatoletta di tonno ?

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lorepi
Scritto il 12 maggio 2015 at 10:44

kry@finanza,

Toro=mercato che sale! Orso=mercato che scende! Perchè? NON CI INTERESSA. Il nostro compito non è giudicare il mercato ma ASSECONDARLO….anche se non ci torna un fico secco con la realtà. Sarà la realtà ad adeguarsi…e noi a quel punto staremo già guadagnando. Se oggi leggi i giornali dici: “o, che bello…l’ Italia è ripartita….PIL, assunzioni….” . Poi leggi Lorepi che ti dice “Ftsemib short di lungo da sei settimene perchè l’ indice ha disegnato una bearish engulfing settimanale seguita da altre 3 in sei settimane”. Quando arriveranno le brutte notizie sui giornali il più sarà fatto e la maggior parte delle persone si compreranno IL CERINO (come sta accadendo ai poveri obbligazionisti).
Cosa credo accadrà al mercato. Te lo dico con massima chiarezza. CRB (non mi interessa quali materie prime singolarmente…per quello pago qualcuno che le seleziona secondo IL MIO INTERESSE, non il SUO)ha già invertito da un pò ed in questa fase sta creando le basi (accumulo) per partire. Quando? Contemporaneamente (più o meno) al segnale di inversione di lungo su SP500. A quel punto partirà a razzo. Per quanto? Spero per molto….almeno fino a che non vedrò nuovamente rendimenti sotto 100 (e di parecchio) per la maggior parte del mondo obbligazionario. Ma non mettiamo il carro davanti ai buoi. Per il momento “godiamoci” (per chi è short) il crollo di obbligazioni e ftsemib e prepariamoci all’ unico segbale che può confermare la fine del mercato toro mondiale: quello su SP500.

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kry
Scritto il 12 maggio 2015 at 11:00

lorepi,

Grazie per la tua chiarezza e pazienza. Ciao.

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michi81
Scritto il 12 maggio 2015 at 12:28

lorepi:
2260 in avvicinamento….se stasera chiudesse sopra domani credo saranno sonori ceffoni per tutti gli obbligazionisti che hanno creduto a San Draghi. SVEGLIA ragazzi…guardate i grafici che se stade dietro alle notizie sarete solo dei perdenti.

Ciao lorepi,

scusa, visto che hai ripetuto in due differenti post 2260, non capisco di quale strumento stai parlando: intendi 126.00 del future sul decennale USA?
Grazie!

Michi

P.s.: molto interessante quanto scrivi, mi fa piacere che hai cominciato a contribuire con continuità!

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lorepi
Scritto il 12 maggio 2015 at 12:37

michi81@finanza,

Ciao Michi,
il livello è stato SFONDATO ieri sera di brutto (e gli effetti sul mondo bond sono ben visibili oggi). A questo mi riferivo http://it.investing.com/rates-bonds/u.s.-10-year-bond-yield
Quando vedi oggi un decennale Tedesco che fa +20% capisci perchè dico che l’ analisi tecnica è uno strumento potentissimo per fare soldini.
Grazie per il P.S.

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lorepi
Scritto il 12 maggio 2015 at 12:40

michi81@finanza,

In effetti non mi ero espresso molto bene. Utilizzo questo come strumento di conferma.: il grafico sul rendimento che rappresenta le aspettative sul mondo bond USA e di conseguenza del resto del mondo.

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misticluke
Scritto il 13 maggio 2015 at 12:42

lorepi,

ciao Lorepi, una info: per tradare le commodities quale strumento usi? il CRB della Lyxor o cosa?

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lorepi
Scritto il 13 maggio 2015 at 13:11

misticluke@finanza,

FR0010270033 per chi opera amatorialmente può andar bene.

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warrenbuffett
Scritto il 13 maggio 2015 at 13:30

lorepi,

Ciao carissimo,
Perdonami ma a livello fondamentale nei prossimi mesi vedo la possibilità di un’inversione dello Standard and Poor 500, inversione già in atto dell’obbligazionario, risalita delle commodities ma tutto questo a fronte di un ulteriore e progressivo rafforzamento del dollaro senza il quale secondo me non ci sarebbero i presupposti per un vero storno ma solo per una correzione sull’America..

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warrenbuffett
Scritto il 13 maggio 2015 at 13:42

lorepi,

Mi spiego meglio da un punto di vista teorico/tecnico se il dollaro si indebolisce le commodities dovrebbero salire, ma ultimamente sono saltate diverse correlazioni..

Ad esempio, negli ultimi mesi considerando di vivere in un ambiente deflattivo se le commodities calavano doveva calare anche l’azionario, mentre bonds e dollaro dovevano salire..
Le ultime due cose sono successe a livello effettivo invece commodities e azionario hanno viaggiato in modo inverso!

Quello che non mi quadra è che se il dollaro si indebolisce questo dovrebbe poi andare a riportare gradualmente linfa vitale verso il mercato azionario americano, come potrebbe dunque esserci lo storno degli storni se le compagnie tornano a fare utile?

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