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UFFICIALE: è SOLO COLPA dell’EURO

Scritto il alle 09:45 da Danilo DT

no-euro-sovranità-monetaria

Sono ormai anni che si discute di quali siano le responsabilità della moneta unica. Se non ci fosse l’Euro, se avessimo tenuto la Lira, si stava meglio quando avevamo la nostra sovranità monetaria, ecc.
Tutta demagogia che poi diventa impossibile dimostrare in quanto non esistono episodi storici che possano testimoniare anche cosa andrebbe ad accadere in caso di Italexit.
Si sono spese giornate, dibattiti, libri, di discorsi se ne sono fatti a migliaia e nessuno, dico, NESSUNO può sapere con certezza COME sarebbe l’Italia oggi senza EURO e cosa potrebbe realmente accadere se oggi tornassimo alla Lira.
Intanto sono i giorni dove si definisce il percorso della Brexit anche se, occorre sottolineare, la Gran Bretagna non è certo l’Italia per un milione di aspetti.

Nove mesi dopo il referendum, il governo britannico indica la data del B-day, il giorno della Brexit. Un comunicato di Downing street ha annunciato stamane che Theresa May invocherà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, la norma che mette in moto la secessione di uno stato membro dall’Unione Europea aprendo due anni di negoziati per completarla, il prossimo 29 marzo: ovvero entro la fine del mese, la scadenza da lei stessa fissata l’autunno scorso e che potrà rispettare dopo avere ottenuto il via libera da un voto del parlamento, dopo qualche resistenza della Camera dei Lord, e la firma della regina Elisabetta. (Source

Intanto però proviamo anche per una volta a non trovare le solite giustificazione, dando la colpa al sistema, a Bruxelles e all’Euro. Con questo non voglio dire che non ci siano delle responsabilità, ma ritengo corretto ammettere che in primis occorre analizzare le NOSTRE colpe.
Vado al dunque.
Nei giorni in cui si va a “festeggiare” il 60° anniversario dell’Unione Europea, si viene a scoprire che l’Italia è l’unico paese dell’Euro che si ritrova con un rapporto di PIL pro capite addirittura NEGATIVO dai dati del 1998.

pil-pro-capite-euro-italia

Già in passato ne avevo parlato e ci tengo a ribadirlo. Per quale motivo? Per colpa dell’Euro? Ma cari amici, l’Euro ce l’abbiamo noi e…anche gli altri paesi…
Ma gli italiani continuano a non capirlo e danno sempre la colpa all’Euro che avrà anche delle responsabilità. Però si sottovaluta il problema strutturale. In altri termini, che sia con l’Euro o che sia con la Lira, questa Italia non cresce, non sarebbe crescita e di certo non poteva andare diversamente.

EUROSCETTICISMO: i NOEURO in Italia sono al 59%

italia-noeuro-euroscetticismo-2017

Immaginiamo che sarebbe avvenuto al nostro debito pubblico senza una BCE che ci avrebbe “protetto”. Che fine avrebbero fatto i risparmi degli Italiani? E le banche italiane, cariche di NPL (stimati oggi a circa 200 milioni), dove sarebbero ora?
Vabbè, demagogia anche questa che non voglio approfondire perchè, come sempre, si disegnerebbero teorie che poi non possono essere confermate.
Ora rimaniamo in attesa dei risultati elettorali in Francia anche se sembra abbastanza certa la NON vittoria  della Le Pen. Meglio però guardarci in casa, perchè alla fine, l’elefante nella stanza dei cristalli resta sempre l’Italia che potrebbe, con un colpo di coda, dare l’inizio a quella che sarebbe l’Eurodisgregazione. Ma questa è un’altra storia. Intanto provate a meditare su questo grafico. E magari diamo a Cesare quello che è di Cesare. E nella fattispecie, non tutte le colpe alla Moneta Unica.

CHART OF THE DAY: PIL pro capite Eurozona

pi-pro-capite-eurozona

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Danilo DT

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UFFICIALE: è SOLO COLPA dell'EURO, 10.0 out of 10 based on 8 ratings
26 commenti Commenta
zanella51
Scritto il 24 marzo 2017 at 09:57

anche prima dell’euro avevamo la corruzione eppure si cresceva e poi non dimmi che la gernania non ha corruzione anzi vedi recenti e passati scandali.
i nostri disastri sono iniziati quando è cominciato il cambio fisso e questo non lo puoi negare.
i npl sono aumentati perchè non siamo cresciuti non perchè siano stati fatti tutti i prestiti sbagliati a confronto delle porcate tedesche e francesi noi siamo pivelli. il problema è anche l’euro e i nostri politici pusillanimi ed incompetenti veri zerbini di bruxel. come sarebbe andata non è possibile dirlo certamente non saremmo in questa fogna senza alcuna possibilità di ripresa.
sono convinto che si possano fare tutte le riforme strutturali (vedi taglio degli stipendi e pensioni) ma finchè resteremo con un cambio fisso saremo sempre più bastonati

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Lukas
Scritto il 24 marzo 2017 at 10:22

Caro DT,
diciamolo con franchezza l’Euro è l’unico e solo grimaldello per tentare di debellare gran parte dei VIZI ITALIANI ( corruzione, debito pubblico e privato, clientelismo, mafie etc etc ) non sanabili per via endogena……Chi ne vuole la sua fine in realtà vuole conservare tutto ciò ( ma non lo dice esplicitamente )…….hanno ben intuito il pericolo costituito dal dover osservare delle regole ferree nella gestione dell’economia…….e cercano in tutti i modi di scongiurarlo…….Le loro grida, sempre più assordanti, ne sono la testimonianza……credo che comincia a mancargli l’aria !!!

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remorez
Scritto il 24 marzo 2017 at 11:04

…vuotatevi le tasche, guardate quello che possedete, e scoprirete che l’80% delle cose di minor valore provengono dalla Cina, e quelle di maggior valore dalla Germania ; con quale delle due vogliamo competere col ritorno alla Lira? coi cinesi? ..non facciamo ridere

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draziz
Scritto il 24 marzo 2017 at 11:59

Caro DT, l’assurdo è proprio che nonostante la consapevolezza nessuno fa niente per cambiare…o no?
Ci siamo già detti delle problematiche strutturali dell’Italia.

In genere come si forma un debito? Perché si spende più di quello che si introita, giusto?

Da parte mia ricordo molto bene che da anni (almeno 20) sia le imprese che i privati spendono continuamente per “mettersi a norma”, “adeguarsi” con utensili, strutture, impianti, adempimenti di legge, condivisione di responsabilità sociale, aggiornamenti, sostituzioni e rimpiazzi per obsolescenza e così via…e non si finisce mai, ho detto mai, un’eterna rincorsa senza fine.

Qualsiasi oggetto, attrezzatura, macchinario che possiedi oltre un certo tempo (che sono sicuro è stato ben calcolato…) diventa come “tossico”, non più a norma, “pericoloso” per te e per gli altri…
E’ come se qualsiasi cosa che acquisti avesse un TMC, una scadenza come per gli alimenti.

Per farla breve sei costretto a spendere anche se non vuoi, anche se il tuo fatturato si è contratto, gli utili ridotti, a causa di una riduzione generalizzata dei consumi, indotta da diversi fattori: delocalizzazione di altre attività con chiusura di impianti esistenti, fallimenti determinati da costi di produzione non più competitivi (deflazione importata dal Far East…), variazione dei gusti dei consumatori (tutti lo siamo) e forte riduzione del reddito disponibile a causa dell’aumento di tasse, imposte, contributi, che parimenti sono stati aumentati per tutte le attività economiche e per ogni persona fisica.
Cerchi di reagire spendendo meno e cerchi di tenere fermo quel poco che resta per far fronte ad imprevisti futuri, che finiscono quasi sempre per concretizzarsi in nuovi aumenti del prelievo a vario titolo…
Disarmanti le continue statistiche sulle disponibilità private presenti sui conti correnti: soldi privati che si vorrebbe far passare come depredabili; ci sono tanti soldi, quindi meritano di essere confiscati.

E’ evidente che così non se ne esce più.
Non è questione di poco rigore e di pochi compitini, ma forse solo di “professori” truffaldini e cretini, con uno scopo ben preciso: quello di rimandare sempre l’alunno a settembre, per continuare a mantenere oliata la loro macchina che garantisce “cadrega” e flusso di denaro a senso unico.

Ce lo siamo già detto: il problema non è il progetto di un’Europa unita, ma della necessità di spalmare verso il basso una classe sociale e di convogliare il flusso di denaro liquido verso certi ambienti, grazie ad una moneta imposta, è sempre più chiaro, con la forza.
E visto che ne sono consapevole farò il possibile per impedirlo.

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gainhunter
Scritto il 24 marzo 2017 at 13:33

No comment.

Centinaia di commenti passati che smontano quanto affermato in questo post… per niente: nessuna replica nel merito allora, la solita litania oggi.
Ciao.

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Scritto il 24 marzo 2017 at 15:29

gai­n­hun­ter,

Non voglio smontare le migliaia di parole spese in passato perchè tutto quanto da te detto è difendibile e tu sai che ho massima stima in quanto da te scritto, ancor più quando suffragato da dati.
L’Euro ha anche le sue colpe ma è stato un elemento che si è rivelato un ACCELERATORE della crisi perchè MAL gestito proprio dalla classe politica ed amministrativa italiana.
Questo in massima sintesi il mio pensiero.

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icebergfinanza
Scritto il 24 marzo 2017 at 15:46

“Che fine avrebbero fatto i risparmi degli Italiani? E le banche italiane, cariche di NPL (stimati oggi a circa 200 milioni), dove sarebbero ora?…”

Caro Danilo, mai sentito parlare di austerità imposta dal sistema!

Il problema dei crediti NPL ( senza dimenticare la fecia politica e manageriale che ha amministrato alcune nostre banche in questi anni ) è il frutto della naturale dinamica del ciclo economico post cresi 2008 e la diretta conseguenza dell’attacco speculativo al nostro Paese e la successiva imposizione dell’austerità.

http://bruegel.org/2015/12/non-performing-loans-in-italy-and-selected-european-countries/

Dove sarebbero ora le nostre banche senza l’euro?

Nazionalizzate dallo Stato come quelle inglesi, americane, tedesche e via dicendo!

Attenzione perché la demagogia non è mai a senso unico. Ciao

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Scritto il 24 marzo 2017 at 15:57

Demagogia o…dietrologia?
Diventa facile parlare sulle ipotesi. Non dimenticare che noi con grande orgoglio non abbiamo utilizzato il salvagente pubblico come ha fatto la Germania.

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icebergfinanza
Scritto il 24 marzo 2017 at 16:36

Infatti, motivo in più per sottolineare che con la sovranità monetaria sarebbe stata tutta un’altra storia …
Danilo DT,

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ob1KnoB
Scritto il 24 marzo 2017 at 17:51

As usual. Dalla dinamica dei sistemi abbiamo imparato tutti che in fisica come in economia ad ogni azione consegua una reazione. Quasi mai siamo in grado di prevedere compiutamente tutte le conseguenze. L’errore che non dobbiamo fare è, tra i tanti attori, quello di individuare il protagonista sbagliato. Alla politica imputo di arrivare sempre in ritardo più che il sistema tout court della corruzione. Alla fine in cosa differisce il nostro becero sistema dal raffinato lobbing anglosassone. Non è forse sempre interesse privato in ambito pubblico? Non è l’euro di per se’ il male o l’Europa come ideale di sistema di convivenza. Fosse così non spiegheremmo perchè l’export o la bilancia commerciale ,ad esempio, non siano stati particolarmente colpiti in questi anni. Alla politica dobbiamo imputare che ancora non ha capito (o forse solo finge per convenienza) che il vero problema è l’applicazione di standard definiti da altri (ed il più delle volte con nostra colpevole ignorante mancanza di analisi) con lungimirante ed opportunistica convenienza. E’ standard il modello manifatturiero cinese, la tecnologia ipertutelata Usa, il quasi monopolio UK ed Usa nelle metriche finanziarie, l’industria di trasformazione crucca e dei suoi satelliti. Non è un caso penso che il fallimento dei negoziati, volutamente segretissimi, del TTIP sia sfociato prima nella Brexit, dai contorni ancora indefiniti, poi nella inversione a U delle politiche commerciali Usa (accordi bilaterali). Chi ha il monopolio dello standard decide senza che alcuno possa eccepire (al massimo si sistema con un paio di missili). Ogni giorno uno stillicidio di orpelli, incombenze, malversazioni travestite da opportunità, modernità che sono in realtà furti meno che legali della nostra libertà personale in primis. Se viene il mal di pancia è legittimo e la prima conseguenza è la sfiducia, legittima, nel prossimo sia esso persona o azienda. A nessuno viene chiesto conto dei suoi errori, nessuno paga dazio. L’informazione è ormai al 90% fake e questo non aiuta perchè dovremmo avere il coraggio non violento di esigere delle risposte senza doverci rassegnare ad uniformare la nostra opinione alla prospettiva Orwelliana.
A proposito: Nowcast FED ATLANTA GDP annualizzato 1° Trim 1% FED NEW YORK: 3% Non è una figata?

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gainhunter
Scritto il 24 marzo 2017 at 19:25

Danilo DT,

Ti ringrazio per la stima e contraccambio.

Insieme all’unico paese con pil procapite fermo da 20 anni dovresti dire che è anche l’unico paese con un attivo primario da far invidia alla Germania e la seconda industria d’Europa vuol dire che è il primo concorrente dei Tedeschi, e anche l’unico paese oltre alla Grecia dove è stata attuata l’austerità voluta dall’Europa senza sforare il limite del deficit voluto dall’Europa, e siccome l’industria tedesca fa faville grazie all’euro è assolutamente giustificato proprio da questo che il pil procapite sia fermo, guarda caso, da poco prima dell’introduzione dell’euro.
Cosa doveva fare la politica per evitare tutto questo?
1. Rifiutare l’euro
2. Rifiutare l’austerità
3. Rifiutare la burocrazia dell’UE
Peccato che quando l’Italia ha tentato di rifiutare questo è stata attaccata con le armi della finanza.
E non venirmi a dire che l’Italia doveva sfruttare i tassi bassi per ridurre il debito pubblico perchè sai benissimo che la crisi viene dal privato e non hai mai risposto alle mie repliche in merito al fatto che i tassi bassi servono per indebitarsi (come hanno fatto gli altri) e non per ridurre il debito, che era gravato da tassi fissi alti su debiti del passato.

A partire dal titolo, passando per l’accusa di demagogia, dal falso che non esistono periodi storici per capire cosa succederebbe con l’Italexit perchè c’è il 1992 con l’uscita dallo SME che può dare un’idea (poi è ovvio che la storia non si ripete mai uguale e che dopo 20 anni di euro, 10 di crisi e 5 di austerity la situazione è un po’ più compromessa), dal falso che senza euro l’Italia non sarebbe cresciuta (dal momento che poche righe prima hai detto giustamente che nessuno può sapere come sarebbe andata senza euro e che prima dell’euro l’Italia cresceva, un pochino meno degli altri ma cresceva), dal falso che le NPL ci sarebbero state comunque nella stessa misura (quando in realtà sono il risultato dell’austerity europea e l’Italia ha dato 60 miliardi per le banche degli altri), questo post è solo un tentativo maldestro di convincere chi legge che il pil procapite e le NPL non sono legate all’euro e all’Europa.
Hai preso un risultato aggregato economico e vuoi usarlo come strumento per dimostrare che un’ipotetica causa non lo ha prodotto. Non ha logicamente e scientificamente senso. D’accordo che l’economia non è una scienza, ma a tutto c’è un limite.

Puoi dire che l’Italia avrebbe dovuto gestire la situazione in modo diverso, fregandosene del deficit al 3%, evitando il terrorismo fiscale Monti-style (che ha fatto scappare anche, anzi, soprattutto gli onesti, mica solo gli evasori), ma:
1. non c’entra niente con la perdita di competitività delle industrie italiane rispetto a quelle tedesche
2. mi stai dicendo che per gestire meglio la situazione l’Italia non doveva applicare le regole europee, e cioè che senza euro e UE l’Italia sarebbe andata meglio, l’esatto contrario di quanto hai affermato prima (e l’euro c’entra perchè le regole europee sono state introdotte per tentare di uniformare le economie europee per permettere l’adozione di una valuta unica)

Dici che l’euro è stato gestito male dalla politica italiana: mi piacerebbe sapere come avrebbero dovuto gestirlo per gestirlo bene al punto da compensare la perdita di competitività.

Proponi un’alternativa per recuperare concretamente la competitività persa con l’euro, ma prima della solita tiritera nota e (questa sì) demagogica e populista basata sull’ovvia e incolpevole ignoranza con conseguente autorazzismo del popolo italiano, vorrei vedere un’analisi:
– dei bilanci degli stati, reali e parificati in termini di regole, in modo da confrontare mele con mele e non mele con pere come oggi facciamo con il debito pubblico italiano e quello tedesco (solo federale e con escluse un po’ troppe cose)
– quali sono corruzione e sprechi vari nei diversi stati, invece di fossilizzarsi solo sull’Italia senza andare a guardare gli altri

Saresti più credibile se dicessi che ormai l’economia italiana è devastata e neanche con il recupero di competitività dato da una valuta tedesca più forte l’Italia potrebbe riprendersi, e quindi non ha senso abbandonare l’euro perchè tanto non c’è più niente da fare. Ma io ho già la risposta, e tu sai qual è, e da nazionalista non ti piace.

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gainhunter
Scritto il 24 marzo 2017 at 20:43

Concordo che l’euro è stato un acceleratore della crisi, ma tu deduci che è perchè è stato gestito peggio che negli altri paesi: siccome l’economia è andata peggio vuol dire che è stato gestito peggio. Dov’è il nesso di causalità?
E se dici che è stato un acceleratore della crisi vuol dire che senza euro la crisi avrebbe avuto effetti minori. Non ti sembra?

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zanella51
Scritto il 24 marzo 2017 at 22:06

grazie gainhunter hai detto le cose che avevo detto io in modo migliore i più approfondito

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Scritto il 24 marzo 2017 at 23:29

gai­n­hun­ter,

Quanto tu dici non è facilmente dimostrabile. Come non è facilmente dimostrabile il contrario anche se io temo che, senza Euro, saremmo arrivati al default. Ma sono pareri personali.
Quello che però io chiedo ORA è questo : BASTA guardarsi indietro, tanto non serve a nulla era meglio con o senza Euro. Ormai non importa, siamo in queste condizioni e da QUESTO PUNTO occorre provare a capire COSA conviene fare con (come dici correttamente tu) un’economia devastata.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2017 at 00:25

Danilo DT,

Ma questa è bella! Fai un post che guarda al passato per tentare di dimostrare che la colpa principale non è l’euro, ma senza mostrare un nesso logico tra i problemi strutturali dell’Italia e il risultato, io replico facendoti notare che non c’è nesso causale e citando altre cause più probabili in funzione di una logica mostrata e approfondita non certo in quattro righe di un commento ma in anni di commenti con grafici, tabelle e link a studi e paper, in cui ci sono anche quelle che secondo me sono le uniche vie di uscita, e vieni a dire a me di guardare al futuro?
L’ ho già scritto più e più volte:
1. la convergenza economica non è fattibile in regime di cambi fissi
2. la Germania non accetterà mai di trasferire soldi agli altri paesi (unione fiscale), e per me non è nemmeno uno scenario auspicabile
3. le riforme strutturali (che nessuno dice chiaramente quali devono essere per poi scoprire che le alte sfere intendono riduzione dei salari per aumentare la produttività delle imprese e compensare quella persa con i cambi fissi), intendendo riduzione di sprechi e corruzione non hanno effetti quantificabili e richiedono più tempo di quanto serve all’Italia per morire, oltre a non permettere il recupero della competitività persa in quanto le cifre in ballo, seppur alte, non sono paragonabili al pil perso e volato in Germania

Come siamo messi per me la soluzione migliore è SALVARE IL SALVABILE, cioè uno dei 4 motori d’Europa di cui 3 sono in panne: indipendenza del Nord Italia, al diavolo il resto.
Un’altra soluzione è lavorare in Europa per tornare alle valute nazionali in modo concordato, in modo da recuperare la competitività persa in favore della Germania.
Una terza soluzione è che, mantenendo l’euro, si adotti un surrogato dei cambi flessibili: dazi, tasse doganali, chiamale come vuoi, ma non può esserci sbilancio delle partite correnti senza che i prezzi delle merci esportate e importate subiscano variazioni.
Ricordo che fuori dall’euro e/o dall’UE non c’è il nulla, l’isolamento; come la Brexit: nessuno vieta di fare nuovi accordi e continuare a commerciare, l’importante è che i governanti non facciano i bambini dell’asilo come Schäuble il giorno dopo la Brexit ma pensino all’interesse COMUNE. Sottolineo “interesse comune”.

Sono sempre le stesse le soluzioni, non so da quanto tempo le scrivo, ce ne saranno anche altre migliori, ma mai una proposta alternativa accettabile: solo unione bancaria e unione fiscale. Cosa vuoi, un’Europa dei trasferimenti sul modello fallimentare italiano?
Dal momento che non è possibile uniformare le economie e che i trasferimenti non sono la soluzione, cosa si può usare per far diventare più care le merci degli stati più produttivi? Rispondi a questa domanda e abbiamo la soluzione.

zanella51@finanza,

Grazie a te.

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Lukas
Scritto il 25 marzo 2017 at 10:44

gainhunter,

Caro amico, sai qual è la vera forza dell’Unione Europa ?…… E che la gente sa bene cosa c’era prima di essa…… dittature orribili, guerre disastrose, fame, miseria…….e non è tanto folle da volerci ricascare……. a fronte di ciò cosa vuoi che siano gli squilibri economici e commerciali di oggi ?…….d’altronde cos’è se non una dichiarazione di guerra la tua ipotizzata soluzione ” Indipendenza del Nord Italia ed al diavolo tutto il resto “……..Penso che hai visto come sia stato accolto Salvini a Napoli……quello STANNE CERTO sarebbe solo l’antipasto !!!

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2017 at 12:22

Lukas,

La dittatura in Italia non c’è dal 1945, in Francia dal 1789, il periodo di maggiore crescita economica e di benessere per il popolo è stato proprio dal dopoguerra all’introduzione dell’euro, salvo per la Germania. Gli squilibri commerciali sono proprio quelli che hanno accentrato la crescita economica in un solo paese riducendo alla miseria e povertà gli altri.
L’UE sta creando contrasti forti tra gli stati, cosa che per 50 anni non c’è stata. UE è una cosa, euro un’altra cosa, Europa un’altra ancora e l’ex CEE una cosa ancora diversa. Ciò che non funziona si cambia: l’euro è stato un errore, ammesso ormai anche da svariati europeisti. Errare è umano, perseverare no.
L’indipendenza non è una dichiarazione di guerra, è un diritto. La realtà è che l’Italia vuole continuare a mungere chi produce, esattamente come voi europeisti volete mungere i produttivi Tedeschi. Ma i Tedeschi saranno più furbi dei coglioni Lombardi, Veneti, Piemontesi, Emiliani, Romagnoli.
Se l’Italia vorrà usare la forza ne pagherà le conseguenze. Noi siamo già in guerra, tra combattere contro la Germania e combattere contro l’Italia io scelgo la seconda, anche perchè voi Italiani non volete combattere la prima, consapevoli del marcio che vi avvolge a tutti i livelli, e allora al diavolo gli Italiani. Ma non potete pretendere di trascinare anche noi nel baratro.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2017 at 12:26

E dal tuo commento si evince la mentalità mafiosa: se non ci pagate il pizzo (le tasse) vi facciamo guerra. Complimenti! E quindi è inutile che poi critichi i mafiosi perchè ne condividi la mentalità.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2017 at 13:32

Per quanto riguarda Salvini a Napoli:
1. io non condivido le priorità di Salvini, che ha messo l’indipendenza da parte per uscire dall’euro con l’appoggio di tutta l’Italia
2. non seguo le vicende insignificanti della politica: chi dice questo, chi fa quell’altro, quali sono le reazioni, che strategia segue tizio o caio: il mio tempo vale più di tutto questo
3. da quel poco che ho sentito ci sono stati scontri, ma come avviene sempre i violenti sono una minoranza; se in questo caso non fosse così significherebbe semplicemente che i Napoletani sono in larga parte incivile, cosa che io non credo
4. le contestazioni a Salvini erano probabilmente per certe affermazioni razziste di Salvini, quindi meritate (le contestazioni), non certo per dichiarazioni indipendentiste che Salvini non ha fatto
5. l’indipendenza non ha niente a che fare con la Lega e tanto meno con Salvini; nella Lega c’è qualcuno che la vuole, in passato Bossi ne ha cavalcato il desiderio del popolo, ma non è assolutamente una prerogativa leghista, anzi, al momento potrebbero essere più gli indipendentisti che si sentono traditi dalla Lega piuttosto che i leghisti convinti indipendentisti.
Quindi tirare fuori la Lega Nord quando si parla di indipendenza non è molto in topic.

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Lukas
Scritto il 25 marzo 2017 at 15:06

L’indipendenza desiderio del popolo ? ……..Quale popolo ?…….Io sinora ho visto invocarla solo a quei quattro macchiettisti……con i carri armati di cartapesta in Piazza San Marco. Mica c’eri pure Tu tra di loro ?

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2017 at 16:25

Lukas,

1. Certi pensieri non sono mainstream, sia perchè non sono “nazionali” nell’accezione tipica italiana sia perchè i media tendono a censurare certe notizie sia perchè molti non ne parlano apertamente (un po’ come la corruzione in Germania), ma il sentimento c’è, nascosto, magari anche represso dallo sconforto: io che non abito in una zona particolarmente indipendentista posso dirti che più di metà della gente di origine lombarda che è stata in vacanza o per lavoro in Meridione (escludendo i villaggi turistici) ritiene che sia un altro stato; da qui a volere l’indipendenza ce ne passa, però moltissime persone se avessero l’occasione di votare per uscire dall’Italia per pagare meno tasse lo farebbero (parliamo di 5000 euro a persona all’anno!); il problema è che pochi hanno idea delle cifre reali in gioco, e il problema ancora più grande è creare realmente questa occasione, per cui per adesso puoi stare tranquillo, per adesso. Ma se dovesse davvero presentarsi l’occasione (e l’euro ci sta portando proprio lì)…
2. A volte i pensieri diventano azione, cioè movimenti indipendentisti: ce ne sono decine solo in Lombardia, piccoli ma ci sono. E’ questa la fortuna dell’Italia e la colpa della Lega Nord.
3. Tu sapevi che quasi la metà degli Scozzesi vuole l’indipendenza dall’UK? E del Quebec che vuole staccarsi dal Canada? No? Perchè non lo sapevi? Per lo stesso motivo non sai quanti Lombardi e soprattutto Veneti o Friulani non si sentano Italiani (per non parlare dei Trentini).
D’altronde, non si può sapere tutto.

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rubicon
Scritto il 26 marzo 2017 at 22:27

icebergfinanza:
“Che fine avrebbero fatto i risparmi degli Italiani? E le banche italiane, cariche di NPL (stimati oggi a circa 200 milioni), dove sarebbero ora?…”

Caro Danilo, mai sentito parlare di austerità imposta dal sistema!

Il problema dei crediti NPL ( senza dimenticare la fecia politica e manageriale che ha amministrato alcune nostre banche in questi anni ) è il frutto della naturale dinamica del ciclo economico post cresi 2008 e la diretta conseguenza dell’attacco speculativo al nostro Paese e la successiva imposizione dell’austerità.

http://bruegel.org/2015/12/non-performing-loans-in-italy-and-selected-european-countries/

Dove sarebbero ora le nostre banche senza l’euro?

Nazionalizzate dallo Stato come quelle inglesi, americane, tedesche e via dicendo!

Attenzione perché la demagogia non è mai a senso unico. Ciao

ice­berg­fi­nan­za,

Ma ora, quale sarebbe la nistra sovranità monetaria, tale da permettervi un futuro migliore? Ora siamo un 1,..% della ricchezza, il mondo no finisce piu a Trieste. Certo questo non é il mondo migliore ma quello derivante da Italexit sarebbe ben peggiore…

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perplessa
Scritto il 26 marzo 2017 at 23:30

conversando con altri cittadini qualsiasi di altri paesi europei, pure loro si lamentano della compressione dei salari. Anche i contratti dei francesi sono fermi da anni. Ho chiacchierato con un dipendente delle poste tedesche e mi ha riferito che dopo la privatizzazione la situazione per i dipendenti si è deteriorata, che lui aveva mantenuto per via dell’anzianità alcuni diritti ma i nuovi assunti no, e che era inutile andare a votare essendo indifferente votare per la Merkel o i socialdemocratici, e che ci dovrebbe essere un movimento di unione in ambito europeo per difendersi da quel genere di processi. Quindi i cittadini tedeschi non sono omogenei alla Germania che ci viene rappresentata dalla figura della Merkel e da altri rappresentanti governativi. a me pare scontato che l’Unione abbia favorito un certo tipo di distribuzione delle risorse che le spinge verso l’alto appiattendo il ceto medio. se non ci fosse stata avrebbero trovato altre modalità di realizzarla, ma meno facilmente e non in maniera così metodica. Non credo sia solo un fenomeno europeo. La distruzione del ceto medio non può che portare a un’involuzione, ma mi pare che chi porta avanti quella scelta se ne frega, forse pensa di avere sempre nuove fonti alle quali attingere, ma siccome la tendenza è generalizzata c’è per forza un punto in cui ci dev’essere una stasi e il vertice non avrà più dove attingere, e i sottoposti si stancheranno di essere munti.

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perplessa
Scritto il 26 marzo 2017 at 23:44

ho meditato sul grafico: a chi gli va grassa è rimasto uguale dal 95 (con una parabola discendente rispetto a un punto in cui era volato come icaro..), tutti gli altri sotto, sì va beh l’Italia più sotto, ma sarebbe questo il progresso:rimanere fermi per più di 20 anni?

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pdf79
Scritto il 27 marzo 2017 at 20:56

Farei notare che il progetto euro per il 99,99% delle analisi economiche è destinato al fallimento (esiste solo uno studio pro-euro) , quindi morte certa data incerta. Tralasciando l’analisi economica e cigni neri(elezioni Lepen, che non darei ancora per morta) come scrive danilo “Immaginiamo che sarebbe avvenuto al nostro debito pubblico senza una BCE che ci avrebbe “protetto”. Che fine avrebbero fatto i risparmi degli Italiani? E le banche italiane, cariche di NPL (stimati oggi a circa 200 milioni), dove sarebbero ora?”, quindi il mandato di mario draghi scade il 31 ottobre 2019, il suo successore viene indicato circa sei mesi prima, dovrebbe essere crucco o pro crucchi, quindi a spanne dallla fine del 2018 ogni giorno è buono per un italexit volenti o nolenti.

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