UE: impossibile usare il tasto RESET (e rifondare l’Europa Unita)?

Scritto il alle 09:40 da Danilo DT

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L’arrivo della Brexit rappresenta un evento straordinario di un’importanza epocale, tanto che l’ho definito come “evento sistemico”, in quanto può cambiare realmente gli equilibri politici, economici e finanziari dell’Europa. Con conseguenze che tuttora sono difficilmente calcolabili. Un quadro quindi straordinario che, quantomeno, deve INSEGNARE qualcosa. O se preferite, deve mandare dei segnali CHIARI alla classe politica.
Il messaggio più ovvio, chiaro e trasparente è questo: l’UE così strutturata NON HA PIU’ SENSO.
PUNTO.

Tutto il resto, se permettete viene dopo. Quindi io non accetto chi dice che “tutto sarà come prima”. Perché non potrà essere così, sia perché con l’uscita della Gran Bretagna dall’UE non può essere tutto uguale a prima, e sia perché il segnale dato dalla Brexit è fin troppo chiaro. BASTA con questa Europa. E’ giunta l’ora di cambiare.
Quindi, quando leggo queste cose, permettetemi, mi girano un po’ i cabbassisi….

Angela Merkel gela l’Italia sui nuovi spazi a politiche di flessibilità, in particolare per il settore bancario: «Credo che sia stata concessa una certa flessibilità a certi Paesi per favorire la crescita. Guardando soprattutto all’Italia, posso dire che abbiamo adottato diverse soluzioni, ma non possiamo ridiscutere ogni due anni le regole del settore bancario».

No, Angelina cara, non ci siamo capiti, Qui non si tratta di rivedere le regole di flessibilità o quelle del bail-in. Qui è giunta l’ora di mettere da parte le vostre schifose mosse politiche e capire che siamo ad un bivio. O si rifonda l’Europa oppure si affonda:  non solo l’Italia, ma tutti insieme. E mi sorprende che ancora la Merkel non lo capisca. Ve bene che l’Italia (come nel calcio) è un paese dalle mille risorse, ma continuare a giocare questa partita non ha più senso, soprattutto da quando la Brexit è diventata realtà.

Dal canto suo il premier Renzi, (…) ha sottolineato che «nessuno vuole cambiare le regole per il salvataggio delle banche. La questione non è all’ordine del giorno». E ancora: «L’Italia ha l’ambizione di guidare il percorso di cambiamento dell’Ue venendo qui a portare idee e proposte, non per chiedere deroghe, anche perché nelle regole ci sono spazi per fare tutto ciò che serve al nostro Paese».

Eh? Matteo, ma sei rincoglionito? Ora è giunto il momento di fare “la voce grossa”. Prima non c’erano i margini, oggi cambiare l’Europa è una NECESSITA’ . E tu mi dici che alla fine le regole di Bruxelles sono non così restrittive? OK, per certi versi ci può anche stare. Ma parliamo di

Unione Fiscale, Unione Bancaria, Unione Politica.

Diamo un senso al Parlamento Europeo, unifichiamo la politica fiscale, rendiamo questa Europa una VERA Europa UNITA.

«Nessuno di noi vuole cambiare le regole. Le regole sono state cambiate l’ultima volta nel 2003 per consentire alla Francia e soprattutto alla Germania di superare il tetto del 3%. Allora il governo italiano, guidato da Silvio Berlusconi, accettò di cambiare le regole per fare un favore a Francia e Germania», ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio in conferenza stampa al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles, alla cancelliera tedesca, secondo le quali non è possibile ridiscutere ogni due anni le regole Ue riguardanti il settore bancario.

Ok, allora caro Matteo sei totalmente bollito. Oppure stai giocando di fioretto perché non ce la racconti giusta, perché accettare supinamente le regole di un’UE che oggi NON ESISTE PIU’ è da CRETINI. Anche perché noi siamo deboli strutturalmente, iperindebitati, politicamente corrotti, pizza, mandolino e tutto quello che volete, ma siamo anche la TERZA economia dell’Eurozona. E forse meritiamo di avere un po’ di voce in capitolo, o sbaglio? Ancora Renzi…

« Com’è noto noi abbiamo perduto l’occasione di intervenire in modo strutturale, come ha fatto la Germania, che ha messo 247 miliardi di euro per salvare le proprie banche. L’Italia non lo ha fatto, perché chi stava al governo, i presidenti Berlusconi, Monti e Letta che rispetto, quando si poteva fare non l’hanno fatto».

«Inutile piangere sul latte versato. Quello di cui siamo assolutamente certi è che, se vi fossero dei problemi, noi saremmo nelle condizioni, rebus sic stantibus, di proteggere i denari dei correntisti e dei cittadini», ha detto ancora il premier.

«Noi abbiamo messo il sistema (bancario, ndr) in sicurezza, abbiamo fatto pulizia, abbiamo fatto l’operazione banche popolari che serve ad evitare gli scandali, mi auguro che le azioni di responsabilità si facciano», ha spiegato in conferenza stampa. «Se vi fosse stata a monte una bad bank sarebbe stato meglio, ma si è scelto di non farla e noi abbiamo usato le soluzioni che erano possibili», ha proseguito Renzi, spiegando come «questo Governo ha salvato correntisti e cittadini», e sia ora «nelle condizioni di assicurare ai cittadini che i loro soldi sono in sicurezza».

Scusate ma inizio ad avere dei dubbi sul fatto che il nostro premier a volte dice le cose senza sapere che diavolo sta sparando. Cioè…dice dutto e il contrario di tutto… Ma Matteo, sei fuori come un balcone? Ah, ok…forse ho capito… Stai giocando a nascondino: stai facendo diplomazia, ma bisogna leggerti tra le righe. E io leggo questo: “chi mi ha preceduto non è intervenuto perché o ha voluto fare il figo, oppure gli hanno imposto di non intervenire, oppure pensava che il nostro sistema bancario era il migliore di tutti. Ora però siamo incasinati e dobbiamo fare i salti mortali per metterci in sicurezza. Per fortuna che c’è l’amico Mario Draghi che intercederà per noi, forse.”

«Come è noto – ha aggiunto il premier – abbiamo perduto l’occasione di intervenire in modo strutturale come ha fatto la Germania intorno al 2010-2011, quando ha messo 247 miliardi di euro per salvare le banche. L’Italia non l’ha fatto perché chi era al Governo ha ritenuto di non farlo, è inutile piangere sul latte versato». Soprattutto perché «non possiamo farlo adesso che le regole sono diverse». Il premier ha comunque voluto rassicurare: «Il mio messaggio è: non c’è rischio per il denaro del contribuente, del cittadino. Gli strumenti per proteggere ci sono» (Source)

Ecco…appunto quello che dicevo.
Signori, spero solo che veramente ci sia un disegno che al momento sia sconosciuto a tutti. Altrimenti se si vuole continuare ad andare avanti con questo modello di Europa c’è un solo destino che si aspetta. Si chiama di catastrofe. Se non si ha il coraggio OGGI, con questa situazione, di schiacciare il tasto RESET e rifondare l’Europa, allora mi spiace. E’ FINITA.
Come sempre è il mio parere. Conta come il 2 di picche… ma chissenefrega. Questo è pur sempre un blog e mi sembra giusto dire quello che penso. Minchiate di circostanza le potete leggere ovunque…

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Danilo DT

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4 commenti Commenta
pierluigi86
Scritto il 30 giugno 2016 at 10:06

Per cambiare qualcosa ci vuole consapevolezza e umiltà, il dato di fatto è che questa Europa è una religione di basa su dogmi “l Europa è irreversibile, l euro è irreversibile ” ecc… quindi quando uno ragiona così non si può cambiare. La vera domanda per me forse è sapere se di fronte ai dati di fatto, l’euro si dissolverà come un impero in decadenza Co. E quello spagnolo o romano o se si comporterà come una classica religione con la creazione della santa inquisizione e creando terrore emettendo al rogo tutti gli eretici, compresi gli scienzati e le persone di buona volontà.

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emzag
Scritto il 30 giugno 2016 at 10:20

C’è un punto che evidentemente alcuni fanno fatica a capire.
La UE con l’euro è un progetto che ha delle finalità precise:

1) sconfiggere definitivamente il lavoro

2) eliminare le velleità o potenzialità di diventare soggettività politica autonoma della classe media

3) porre fine alla democrazia

Un paio di segnali che io ritengo molto significativi. Guardate come titolano questi due articoli post brexit:

“It’s Time For The Elites To Rise Up Against The Ignorant Masses”

Da Foreign Policy riportato da ZeroHedge

http://www.zerohedge.com/news/2016-06-29/elites-called-arms-its-time-rise-against-ignorant-masses

Oppure dal Washington Post e Independent

“Brexit reminds us some things are too important to be decided by the people”

http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/brexit-eu-referendum-result-latest-news-democracy-vote-consequences-a7105481.html

Allora come diavolo si può pensare che le élites abbattano esse stesse i pilastri del loro potere che hanno faticosamente e pazientemente costruito sin dal 1975?

Perché nel 1975 venne scritto il piano di riscossa delle élites contro le masse avanzanti nei gloriosi trent’anni del secondo dopoguerra.
Un libro che è talmente importante che su Amazon lo trovate offerto alla iperbolica cifra di 2900 dollari (e ha meno di quarant’anni).

Volete capire quando e perché le oligarchie hanno deciso di porre fine alla democrazia?

Leggete, di questo libro nel formato pdf, solamente il terzo capitolo, scritto da Samuel Huntington. Sono solo una sessantina di pagine che meritano (ripeto, pubblicato appena nel 1975 e già costa 2900 dollari che è credo un record…un motivo ci sarà…)

http://trilateral.org/download/doc/crisis_of_democracy.pdf

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draziz
Scritto il 30 giugno 2016 at 10:53

La necessitá è quella di arrivare al referendum di Ottobre con una Borsa che ancora capitalizzi qualcosa…
Deutsche Bank è modello gruviera…ma i soldi sul Dax girano…
Renzuccio ha i sudori freddi…ha capito che nonostante Marietto abbia buttato soldi a palate nel calderone le imprese italiane stanno soffocando.
Soffocano di tutti i mali noti da tempo e che non sono stati rimossi, se non in minima parte…
Rifondare? Ma i tedeschi non vogliono perdere la supremazia e la grana…
Meglio concentrarsi sui periferici e martellare per costringere a svendere e comprare a saldo…

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 30 giugno 2016 at 11:36

Un possibile progresso dell’Europa è la aggregazione di stati attorno a un soggetto superiore cedendo la sovranità nazionale. Ciò appunto per un unione politica, di bilancio, bancaria, fiscale. E ricordiamo che anche la Germania dovrebbe cedere la sua sovranità: e questa è la cosa più difficile. Comunque, con chi ci sta, credo che questa cosa sarebbe un’alternativa a un sicuro declino.

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