This time is different! Le borse sui livelli del 2000 e del 2007

Scritto il alle 14:45 da Danilo DT

Il grafico settimanale che ho messo in apertura del post è già stato pubblicato qualche tempo fa. Un grafico molto semplice del benchmark USA, lo SP500, il riferimento di tutti gli investitori globali.
Come vedete ci troviamo esattamente allo stesso punto di dove eravamo nel 2000 e nel 2007. In quelle due date c’erano stati due importanti massimi, legati a due tematiche da bolla speculativa: la bolla internet e la bolla subprime.
Oggi la bolla è di liquidità, legata alla esorbitante quantità di denaro messa a disposizione delle banche centrali che si sta concentrando sui mercati finanziari e non sull’economia. Ma questa volta…è diverso oppure è come le altre volte?

Parlando con alcuni operatori mi sembra di sentire esattamente gli stessi discorsi sentiti proprio in quegli anni.
La chiamano la “great rotation”. E tutti corrono a “coprirsi” comprando equity e rischio.

“Non posso perdere il treno, questa rotazione comanderà il mercato ancora per un bel po’, l’economia sta migliorando e quindi la borsa tirerà. Non posso lasciare i clienti sovrappesati di “risk free”.”

Come avete visto in QUESTO POST, il GLI sta iniziando un processo di inversione macroeconomico che non deve essere sottovalutato. La situazione politica italiana poi, lascia grossi dubbi sulla stabilità di BTP e Piazza Affari. In Eurozona tutti conoscono i grandi problemi politico economici. L’economia zoppica malgrado i tassi a zero da tempo immemore. La crescita economica fino ad ora si è aggrappata alla politica monetaria altrimenti MAI ci sarebbe stata crescita. E anche negli USA, la tendenza sta cambiando grazie al SEQUESTER. E oggi ci troviamo con un mondo sempre più carico di debiti e con una crescita economica senza basi solide. I consumatori rischiano di andare in crisi totale, e a quel punto che ne sarà della produzione?

E per non smentirsi, gli stessi analisti continuano a viaggiare con previsioni secondo me clamorose sulal crescita degli utili. Si prevede a Wall Street un aumento degli utili del 14,7% per il 2013 e un altro 12,8% per il 2014. Questo risultato è altamente improbabile, e probabilmente deluderà le rosee aspettative dei longhisti, in particolare in vista del calo della produttività del quarto trimestre.

Infine, usando il GAAP, il P/E che ne deriva è pari a 19. Insostenibile.

The real P/E for the S&P 500 is based on “as reported” or GAAP earnings (calculated using Generally Accepted Accounting Principles), and it is the standard for historical earnings comparisons. The normal range for the GAAP P/E ratio is between 10 (undervalued) to 20 (overvalued).

Ovvio, la borsa domani non crollerà. Il mio obiettivo, come sempre , è quello di mettervi in guardia. Perché anche stavolta la fatidica frase “This time is different” potrebbe essere quanto mai pericolosa.

STAY TUNED!

DT

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18 commenti Commenta
gremlin
Scritto il 12 marzo 2013 at 15:26

chi è long ed è in guadagno deve fissare trailing stop
chi non è long e non è trader meglio astenersi: a Wall Street gli indici sono sui massimi storici e il Dax segue vicinissimo
anche la correzione è vicina, c’è troppo ipercomprato
a guardare le azioni nyse e nasdaq si capisce quanto l’euforia sia generalizzata
quindi occhio

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gremlin
Scritto il 12 marzo 2013 at 15:32

oggi ORO su e BOND su
i big stanno distribuendo
possibile ancora una botta su ma sarà bull trap

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ferrariferrari
Scritto il 12 marzo 2013 at 15:41

gremlin,

i big stanno facendo la distribuzione dei pani e dei pesci?

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john_ludd
Scritto il 12 marzo 2013 at 15:44

Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.

Dante, Inferno Canto III

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gremlin
Scritto il 12 marzo 2013 at 16:35

ferrariferrari@finanza,

scusa se a volte scrivo in aramaico, capita anche a me, e così i non iniziati non capiscono più a quale vangelo mi riferisco,
in questo apocrifo (tanto per citarne uno in italiano) non trovi i pani e i pesci ma l’esegesi dell’accumulare e del distribuire:
http://www.fabiolongo.com/borsa/volumi.html

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tesiag
Scritto il 12 marzo 2013 at 17:25

gremlin:
chi è long ed è in guadagno deve fissare trailing stop
chi non è long e non è trader meglio astenersi: a Wall Street gli indici sono sui massimi storici e il Dax segue vicinissimo
anche la correzione è vicina, c’è troppo ipercomprato
a guardare le azioni nyse e nasdaq si capisce quanto l’euforia sia generalizzata
quindi occhio

bravo maurizio gremlin il tuo consiglio è semplice quanto efficace ! ;-)

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perplessa
Scritto il 12 marzo 2013 at 23:03

e quando avranno scremato, dove metteranno i quattrini, quale sarà la prossima bolla che andranno a gonfiare?

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kry
Scritto il 12 marzo 2013 at 23:10

perplessa@finanza,

I quattrini li metteranno dove già stanno. In un computer……..in giro per il mondo. Come bolla ormai resta solo quella di sapone.

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idleproc
Scritto il 13 marzo 2013 at 10:52

Penso che sia una “crisi di sovrapproduzione” classica, ritardata ed aggravata dalle tecniche finanziare “innovative” che hanno permesso di prolungarne i tempi e di incrementarne la gravità aggiungendo capitali e profitti virtuali al virtuale già presente nell’economia reale.
Il “mercato” è la realtà del sistema non è aggirabile ed è ciclico, è nel ciclo che viene riallineata su valori reali l’economia. Senza la distruzione delle allocazioni di capitale “fuori mercato”, dei crediti sul nulla, non credo se ne possa uscire.
Con la “globalizzazione” sono stati anche sincronizzati i cicli a livello globale, mi si correga se sbaglio ma non vedo “disaccopiamenti” nel reale che possano permettere il pilotaggio stagnante dell’oggi espando io e domani contrai tu ristrutturando in modo coordinato parti del sistema produttivo.
In controtendenza “teorica” sta la Cina ed altri “emergenti”, i loro mercati interni saranno in grado di trainare le economie occidentali che vanno verso il collasso?
Mi sembrano presenti vistose contraddizioni socio-economiche in quelle aree.
Sul dopo non ne ho idea ma non concordo sul fatto che non ci sarà “espansione”, più si esauriscono queste risorse più forte sarà la spinta a trovarne altre alternative, a sviluppare nuove tecnologie e a gestirle in modo efficiente.
Concordo con
kry@finanza,
ci stanno ancora provando ma ho qualche dubbio sul fatto anche i grandi giocatori ne escano indenni se la situazione dovesse precipitare.

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pinco14
Scritto il 13 marzo 2013 at 13:41

Una differenza c’è questa volta!
SP e Dax partono dai massimi assoluti o quasi, il nostro listino parte invece dai minimi (o quasi)
Non so pensare dove ci andremo a ritrovare…. Una cosa è certa: quando saremo cotti a puntino, arriveranno a comprarci con due palanche ed allora saremo trasformati in un protettorato della Germania. In condizioni di estrema povertà e con manodopera a basso costo.
Chi pensa che la Germania perderà anche la III guerra mondiale, non mi trova d’accordo

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kry
Scritto il 13 marzo 2013 at 16:34

pinco14@finanza,

Aspetta che emerga il vero stato delle banche tedesche, poi vedremo.

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bergasim
Scritto il 13 marzo 2013 at 16:49

Chissà quando saranno in bolla i MARONI della gente comune, non oso immaginarne lo sgonfiamento.

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lampo
Scritto il 13 marzo 2013 at 20:39

idleproc@finanza
Più si va avanti a gonfiare tale bolla è più mi convinco che risolveranno il problema con uno o più shock improvvisi e rapidi, molto rapidi (stile 1987 o 2000 ma molto molto peggio), pilotati (per quanto si possa pilotare) e controllati con cui riportare rapidamente le quotazioni a valori di mercato reale.
Volendo essere più precisi ritengo che tale fase non durerà neanche un mese, durante la quale i mass-media saranno intenti a diffondere quali sono le migliori soluzioni normative (di privazione della nostra libertà, diritti e ricchezza) affinché non si ripeta in futuro. Un veloce giro di approvazione nei vari parlamenti nazionali delle nuove normative (visto che il consenso per farlo ci sarà automaticamente a causa della grave perdita subita dalla maggior parte delle persone)… e poi si riparte.
Verso nuovi lidi più sobri e sostenibili?
Temo di no… semplicemente verso la prossima bolla… solo che nel frattempo avremmo impoverito “volontariamente” molta gente che sarà più disponibile ad accettare la peggiorata situazione a causa del fatto che quasi tutti, ripeto QUASI TUTTI saranno coinvolti (tra gli esclusi metteteci chi volete… anche se ho una mia idea… basterà capire chi comprerà al termine di tali shock).
In pratica otteniamo in più ondate di shock lo stesso effetto di una grave guerra senza che la gente sappia contro chi combattere… visto che il “nemico” non è facilmente individuabile, se non si hanno conoscenze economiche e soprattutto dei mercati finanziari.
Probabilmente con lo stesso sistema riusciranno anche a sgonfiare notevolmente la bolla dei derivati, almeno quelli non in possesso ai soliti noti.

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lampo
Scritto il 13 marzo 2013 at 20:45

pinco14@finanza,

kry@finanza,

Concordo con entrambi, nel senso che sì le banche tedesche sono messe più o meno come quelle di altri stati (per certi versi peggio… pensate solo al caso Commerzbank odierno), ma si salveranno in un modo o nell’altro (nazionalizzazione?) a causa dell’enorme rete di protezione che hanno creato in Germania.
In questo bisogna riconoscere che i tedeschi sono molto lungimiranti, basta vedere come hanno gestito la crisi della volkswagen nell’ultimo decennio.

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kry
Scritto il 13 marzo 2013 at 21:14

lampo,

Pensi bastino i 400 miliardi del soffin? E poi si comincia a parlare in modo diverso rispetto nonmolto tempo fà. http://www.libreidee.org/2013/02/debito-e-banche-pubbliche-la-germania-ci-rovina-barando/ Ti è piaciuto. Ciao.

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lampo
Scritto il 13 marzo 2013 at 23:15

kry@finanza,

Non fraintendermi, se hai letto i miei post dovresti sapere che non sono pro Germania o contro la Germania. Non c’è dubbio che, vista la forza contrattuale che ha avuto (ripeto avuto) assieme alla Francia al momento della costituzione dell’Europa abbia saputo giocare molto bene con le sue carte, imponendo regole che rendessero ancora più potente la sua economia (che sta incominciando a vacillare, mentre la Francia è già in pieno declino).

Dico solo che è stato un peccato vedere l’europa che è venuta fuori rispetto a quella che poteva rea

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lampo
Scritto il 13 marzo 2013 at 23:30

ops… premuto tasto sbagliato!

Dicevo è stato un peccato vedere l’europa che è venuta fuori rispetto a quella che poteva realizzarsi.
Potevamo essere un continente ultrapotente dal punto di vista economico, se avessimo saputo valorizzare correttamente la differenziazione e la specializzazione di ogni stato membro. Invece hanno cercato di omogeneizzarci al modello tedesco-francese… con i risultati che si vedono.
Il tutto senza coinvolgere la popolazione dei Paesi soprattutto periferici, dove guarda caso, è sentita meno l’influenza europea (anche per colpa della nostra politica, di tutti i periferici, che hanno tentato di usare l’europa come un semplice bancomat per fare ulteriore debito, invece di approfittare di risanare i conti nella fase iniziale).
Oramai i giochi sono fatti… e non si torna indietro… anche perché il consenso è ai minimi termini, a livello popolare.
Poi ci si è messo anche l’FMI con le sue teorie economiche di risanamento, che però hanno avuto qualche “piccolo” errore di applicazione in alcuni “coefficienti”.
Per certi versi… sono proprio quei piccoli errori di calcolo nei coefficienti che, paragonandoli ad battito di ali di farfalla… stanno generando l’uragano che a breve si manifesterà in tutta la sua virulenza.
D’altronde l’economia è ciclica… e lo è stata anche l’Europa di oggi e del passato.
Probabilmente il premio nobel l’abbiamo ricevuto per questo… per i vari decenni di pace e prosperità più o meno diffusa che siamo riusciti a creare (forse inconsapevolmente da parte della maggioranza dei cittadini).
Ma vuol dire che siamo anche alla fine… visto che i premi vengono dati generalmente all’apice della carriera.
Adesso l’evoluzione della discesa dipenderà solo da noi come sarà: sostenibile, con redistribuzione delle risorse e collaborazione tra la popolazione (movimentata dal crescente populismo) oppure delegata ai soli noti, che hanno realizzato l’Europa attuale molto diversa da quella che sognavamo.
Ogni volta che passo davanti ad un nota maestosa scalinata di Redipuglia, penso al fatto che hanno partecipato ad una guerra per difendere un confine che oggi non esiste neanche più.
Credo che dobbiamo fermarci a riflettere, capire cosa vogliamo dal nostro futuro ed agire di conseguenza, possibilmente collaborando.
Non scegliere o rinchiudersi nel proprio individualismo equivale ad aver scelto la sorte che gli altri decideranno per noi. E’ inutile poi lamentarsi.
Peccato che noi italiani, in genere, siamo veramente maestri nel delegare… e poi lamentarci. :roll:

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kry
Scritto il 14 marzo 2013 at 09:35

lampo,

Peccato che noi italiani, in genere, siamo veramente maestri nel VOLER APPROFITTARE ( del prossimo)… e poi lamentarci. Rimbocchiamoci le maniche e avanti. Grazie. Ciao.

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