This time is different: le basi della bolla ed il ciclo naturale delle cose

Scritto il alle 11:21 da Danilo DT

Quando Andrea, ideatore di Piano Inclinato, mi ha invitato ad un progetto di tipo sopratutto “didattico” non ho proprio potuto rifiutare.

Da sempre credo che sia importante cercare di raccontare alla gente il mondo della finanza in modo più comprensibile, dando la possibilità a tutti di capire cosa stia accadendo, visto che quotidianamente, grazie ai media, ci si ritrova con una valanga di messaggi in codice che sono a volte discutibili o fuorvianti.
Sul mio primo post su “Piano Inclinato”, un post molto “easy” dove riprendevo alcune frasi di Albert Einstein, ho letto un commento molto semplice ma illuminante, scritto da FanSonia.

“L’impressione però è che si faccia fatica ad ammettere che questa è la crisi di un sistema e di un modello economico, e che le soluzioni, per essere efficaci nel medio e lungo termine, debbono necessariamente discostarsi dalle vecchie strategie in modo radicale.
Con la continua apposizione di “pezze”, non andremo molto lontano: eppure cercano di convincerci che è l’unico modo per evitare il disastro.”

In poche parole la lettrice ha praticamente detto molto su questa crisi. Si mettono delle pezze ma non si risolve mai il problema. E questo accade fondamentalmente per un motivo: la politica monetaria ultraespansiva ha ormai generato un meccanismo dove, purtroppo, la stessa banca centrale si ritrova vittima e prigionera del suo stesso operato.
E’ come se si fosse generato un mondo parallelo che tende ad ingrossarsi sempre di più, creato e fortemente voluto dalla FED, di cui però ora non ha più il controllo.
Il paragone che spesso si fa è proprio con la droga. E credo che sia un paragone molto calzante.
Però per spiegarvi cosa è successo, cercherò di fare le cose in modo molto semplice ma anche molto efficace, mettendo a contronto due grafici. Ovviamente il problema è molto più complesso e meriterebbe ampi approfondimenti, ma per cominciare questo grafico può già raccontare moltissimo della crisi e della farsa attuale. (Cliccateci sopra per ingrandirlo!)

Il Confronto tra Tasso FED e andamento della borsa USA

Sul mio sito l’ho definita la “correlazione del diavolo”.
Come potete vedere dal grafico, i due indici sono sempre stati perfettamente correlati, per lo meno fino all’anno 2009.
Ed era giusto così, rientrava nel ciclo naturale delle cose. Economia in crescita, aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse, e poi quando il mercato era maturo, arrivava la recessione e la banca centrale a quel punto interveniva abbassando i tassi di interesse.
Ma dal 2009, qualcosa è cambiato. La FED porta i tassi a livello ZIRP (Zero Interest Rate Policy, ovvero Tasso zero) senza più alzarli. Ma non solo. A tutto questo la stessa FED ha aggiunto ulteriore benzina, o se preferite DROGA. Ovviamente mi riferisco al quantitative easing (acquisti massicci di titoli sul mercato per generare liquidità) oltre che altre strategie più complesse come il twist, mirate a cambiare la durata dei titoli posseduti dalla FED, nel tentativo di tenere i tassi a lunga scadenza molto bassi.

Ma c’è di più e questo grafico ce lo suggerisce.

Due illustri professori di Harvard, Reinhart e Rogoff, hanno scritto un libro, anni fa, che si intitolava “This time is different”.
Anche se le crisi si susseguono progressivamente ed ogni volta sembra tutto diverso senza però esserlo, occorre però dire che stavolta, qualcosa di diverso effettivamente c’è. E il grafico che prima vi ho illustrato ve lo testimonia.
Detto in modo molto semplice, l’uomo ha cambiato, in finanza, il percorso naturale delle cose, portando delle evidenti forzature che ora rendono il sistema incontrollabile.
Ma non lo dico io, lo ha praticamente detto anche Bernanke nel suo ultimo meeting FED dove ha spiegato che…

ora non si può interrompere la politica monetaria espansiva altrimenti si va incontro a nuove recessioni. E la stessa politica monetaria “forse” non sta dando i frutti sperati.

Una chiara ammissione. Un forte monito per il futuro. Una evidente dichiarazione di resa.
Si gonfierà ancora il palloncino fino a quando la natura si ribellerà sull’uomo. E quel giorno, come colpito da un uragano il mondo della finanza potrebbe subire profondi cambiamenti.
Quando? Oggi? Domani? Tra un mese? Tra un anno?
Questo nessuno può dirlo. Però prima o poi accadrà. E’ solo una questione di tempo.
This time is different.

(Articolo apparso su PianoInclinato.it)

STAY TUNED!

DT

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9 commenti Commenta
pinco14
Scritto il 11 ottobre 2013 at 13:47

Caro DT
non riesco a non darti ragione quando affermi che la natura prima o poi riprenderà il suo corso. E’ come un equilibrio (quello fra tassi, corsi obbligazionari e corsi azionari) chè è stato profondamente alterato. Le vecchie correlazioni dei mercati fra azioni, bonds, materie prime sono completamente saltate
Ho un timore però (come spesso ci ricorda anche l’amico John Ludd), che quando tutto tornerà a tendere verso il ritorno all’equilibrio, lo farà in modo molto violento, provocando notevoli sconquassi. Ed a diffrenza del 2008, quando le banche centrali ed i governi avevano ancora molte armi a disposizione, adesso non ci siano molte cartucce da sparare. E forse sarà davvero il momento in cui il capitalismo economico-finanziario (e sociale) come lo conosciamo subirà qualche profonda trasformazione
:|

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ddb
Scritto il 11 ottobre 2013 at 15:44

Ognuno di noi ha la sua visione.
Anch’io la vedo male, ma prendo atto che riescono sempre a cadere in piedi!

Ora occorre dimostrare tutta la propria bravura, capacità e conoscenza per riuscire a cavalcare l’onda fino alla fine e non perseguire l’immobilismo ad oltranza perché tanto… l’onda si infrangerà.

Spero quindi il ritorno degli articoli con visioni finanziarie opportunistiche e non continuare a sentire solo il suono della campana a morto.

“La natura prima o poi riprenderà il suo corso”.
Bene!
Allora cerchiamo di individuare il punto dove l’equilibrio verrà ripristinato, avvantaggiamoci del tempo che rimane e poi (se saremo ancora vivi, perché tutti prima o poi dobbiamo morire) shortiamo a convenienza.

Se ci fermiamo al
“Quando? Oggi? Domani? Tra un mese? Tra un anno?
Questo nessuno può dirlo. Però prima o poi accadrà. E’ solo una questione di tempo.”
Allora chiudiamo baracca e burattini e rivediamoci dopo l’uragano.

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ilcuculo
Scritto il 11 ottobre 2013 at 16:24

Se sei in mezzo al mare con una falla nella nave sai che dovrai fare dei robusti lavori di manutenzione strutturale alla nave, ma intanto devi arrivare in un porto e per farlo devi mettere una pezza sulla flla e pompare via l’acqua sperando che la nave non si rovesci o non affondi.

Chi chiede riforme strutturali del sistema economico qui e subito, al posto delle toppe e delle azioni volte a “prendere tempo” forse non si rende conto che il rischio di un hard crash è troppo elevato e deve essere comunque evitato.

Purtroppo quello che non si vede è una strategia per il lungo periodo… forse perchè tanto nel lungo periodo….

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ilcuculo
Scritto il 11 ottobre 2013 at 16:29

Giusto per capirci, un hard crash del sistema finanziario significa, in pochi giorni:

– non avere denaro per gli scambi e sistema bancario bloccato
– blocco dei trasporti
– esaurimento dei carburanti
– mancanza dei generi alimentari freschi
– mancanza di energia elettrica
– mancanza di acqua potabile dai rubinetti
– mancanza di acqua dai rubinetti
– collasso delle linee di comunicazione mobile – internet
– collasso del sistema sanitario

siamo dannatamente ricattabili.

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idleproc
Scritto il 12 ottobre 2013 at 00:01

ilcuculo@finanza,

1) Baratto, abbandono della moneta fiat e maggiore credibilità fruibilità di un nuovo mezzo discambio (conchiglie).
si smette di pagare la tangente per ogni operazione.
2) Bicicletta di S.Antonio (fettonando) con radicale abbattimento delle emissioni e ritorno ad economia a km zero.
3) a che servono i carburanti se andiamo a piedi e mal che vada utilizziamo risorse non esauribili quali il vento?
4) ritorno all’orto per generi alimentari ancora più freschi e all’organico come fertilizzante.
5) a che ti serve l’energia elettrica senza TV e dopo il tramonto?
solo per emergenze e allora vanno benissimo candele di grasso animale e torce.
6) siamo andati avanti migliaia di anni con pozzi e acqua piovana,
se vuoi che l’acqua corra vai al fiume o torrente più vicino.
7) non ti serve il GPS se stai vicino casa, per i lunghi viaggi basta chiedere alla popolazione locale,
il porno lo si smette di guardarlo su internet e lo si pratica nella tenda. E’ anche meglio.
8) se oggi vai in un ospedale ti soppressano e magari fanno anche organi da vendersi.
Molto meglio uno Sciamano.

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idleproc
Scritto il 12 ottobre 2013 at 00:35

PS.
Se ti viene un dubbio, fai un giro per casa e osserva tutte le cose del tutto inutili che produciamo solo per produrle e quanto durano prima della rottura programmata.
Poi esci di casa e fai lo stesso.
Poi domandati se il nostro modo di vivere ha un senso, se è umano e quanto può durare.
‘azz, sto sposando tutte le tesi di John… io ero per la continua espasione delle forze produttive.

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ilcuculo
Scritto il 12 ottobre 2013 at 15:16

idleproc@finanza,

A me piace vivere così come nel XXI secolo. Se a te piace vivere come nell’anno 1000 fai pure.

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ilcuculo
Scritto il 12 ottobre 2013 at 15:22

idleproc@finanza,

Adesso vado a rilassarmi alla SPA…

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idleproc
Scritto il 14 ottobre 2013 at 17:34

Alla SPA?
L’unica cosa che trovo di cambiato è il nome, da me si chiamano Terme.
Non vengono nemmeno a romperteli, fai quello che vuoi e sono gratis, bell’ambiente anche come architettura.
Forse da voi le hanno integrate col Lupanare?
Personalmente preferisco i due ambienti separati.

Ormai i sono post-crisi, mi viene solo da ridere.
Un saluto.

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