The interview: il futuro dell’Euro e non solo

Scritto il alle 12:17 da Danilo DT

Guest Post: intervista a DT pubblicata su Economyonline

E’ stato un piacere rispondere alle domande di Stefano, amministratore del sito Economyonline. Vi ripropongo anche su questo blog l’articolo apparso oggi sul suo sito.

Tutto quello che devi sapere sul futuro dell’euro

Crisi Grecia, crisi €uro e crisi Spagna, tutti argomenti di cui più volte abbiamo parlato negli ultimi giorni e che continuano a destare preoccupazione nei risparmiatori italiani sempre più “messi alla prova” da questa durissima crisi economica e finanziaria. Il nostro obiettivo è quello di informare e, perchè no, rendere più chiari concetti spesso molto ostici ai non addetti ai lavori. Per questo abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a Danilo alias “Dream Theater”, ideatore ed autore di uno dei più popolari blog di finanza italiani Intermarket And More. Grazie a Danilo cercheremo di capire qualcosa in più sugli sviluppi della crisi e sulle possibili soluzioni.

Chi volesse conoscere di persona Danilo (che sarà in compagnia di Gremlin) per approfondire determinati argomenti può partecipare al Meeting Intermarket And More che si terrà a Milano sabato 30 Giugno alle 14.30.

Innanzitutto un ringraziamento a Stefano ed agli amici di Economyonline che mi ospitano nel loro sito.

1) In seguito agli sviluppi degli ultimi giorni (100 miliardi di aiuti alla Spagna ed elezioni Grecia alle porte) quanto rischia l’Italia?

Purtroppo mi è impossibile poter rispondere a questa domanda. Nel breve l’Italia non si trova nella necessità di dover chiedere degli aiuti all’UE, in quanto grazie alla politica di austerity di Monti, qualche fondo cassa a disposizione ora ce l’abbiamo. Occorre però ricordare che ci sono degli elementi che possono avere un impatto devastante sull’Italia e poi su tutta l’Unione Europea. Innanzitutto la speculazione. E poi la mancanza di coesione politica tra i paesi membri dell’UE. Infatti, come spesso ricordo nei post del mio blog, la crisi dell’Euro è certamente dettata dal debito e dalla difficile situazione delle banche. In realtà però la crisi è legata anche a gravissime alcune a livello politico e gestionale. Quando è stato creato l’Euro, non si è tenuto conto di eventuali scenari di crisi e soprattutto sulle modalità di gestione degli stessi. E oggi, che la crisi è fortissima, anzichè lavorare in modo coeso, ogni paese si chiude a riccio quasi a livello protezionistico, privilegiando i propri interessi anziché quelli di un progetto comune che ci vede tutti protagonisti da anni: l’Euro, appunto.
Ovvio poi che l’effetto contagio causato da scenari quali appunto la gestione della crisi bancaria in Spagna e le elezioni in Grecia condizioneranno in modo assoluto il futuro dell’Unione Europea, dell’Euro e anche dell’Italia. Sono convinto che l’attenzione della classe politica è massima per evitare il famoso “effetto domino” ma, se mai accadrà qualcosa di clamoroso ( come ad esempio l’uscita della Grecia dall’Euro) gli effetti saranno ingestibili e forse incalcolabili.

2) Quali sono le responsabilità della Germania in questo contesto?

Prima di guardare alle responsabilità della Germania, è giusto farsi un bagno di umiltà ed assumersi le proprie responsabilità. L’Italia, come molti altri stati dell’Unione, ha avuto diversi anni per “rimettersi in riga” coi parametri, migliorando soprattutto la situazione del debito. Invece non è stato fatto nulla in questa direzione (ringraziamo la responsabile classe politica che ci ha diretto negli ultimi 30 anni) ed oggi ci ritroviamo con l’acqua alla gola. Ed è per questo che la Germania storce il naso. “Avete fatto le cicale per anni ed ora venite da  noi a chiedere l’elemosina?” Ecco cosa dicono giustamente i tedeschi, anche se qui il concetto è stato spiegato in modo un po’ più colorito. In realtà però la situazione è tale che, se affonda l’Euro, affonderà anche la Germania. E questo i tedeschi proprio non lo vogliono capire. E allora che fanno? Comprano tempo senza risolvere nulla e, anzi peggiorano la situazione. Vedasi ad esempio il finanziamento ponte da  100 miliardi dato alla Spagna. Si è aggiunto nuovo debito per sanare una voragine causata dal debito. Una follia. Ma nel breve periodo non c’era alternativa.

3) Quale potrebbe essere la soluzione che si deciderà di adottare in chiave europea per permettere all’euro di sopravvivere?

Come detto molto di penderà dalla Germania. E’ necessaria una Unione Europea più vera, con una BCE operativa come la FED negli USA. Un’unione Bancaria, un’unione Fiscale e poi, a tendere, un’unione Politica. Certo, questo ultimo tassello sarà la conseguenza di tanti anni di lavoro. Intanto però diamo al Parlamento Europeo dei veri poteri e non solo funzione di rappresentanza diplomatica. Il Primo Passo? Beh, sarebbe straordinario vedere quanto prima gli Eurobond. Ma lo ritengo impossibile. Probabile invece la nascita degli ERF, gli European Debt Redempion Funds. Sarebbero già un grande passo in avanti.

4) Di cosa si parlerà nel meeting Intermarket&More che si terrà a Milano il prossimo 30 Giugno?

Il meeting è innanzitutto un’occasione per rendere reale quel contatto che nel corso dell’anno è solamente virtuale con gli amici del blog ed i lettori di Intermarketandmore. Si parlerà ovviamente dello scenario attuale, degli eventuali sviluppi post elezioni Grecia e di quali sono le previsioni per i prossimi mesi. Ma sopratutto l’obiettivo è rispondere alle domande che riceveremo dai vari lettori. E sono certo, moltissime verteranno su portafogli, investimenti ed asset allocation.
Io e Gremlin presenteremo delle slide e dei documenti. Ma lasceremo molto spazio alle “varie ed eventuali”.

STAY TUNED!

DT

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2 commenti Commenta
ralph
Scritto il 15 giugno 2012 at 15:38

Ciao DT, volevo un tuo commento sulle parole di Farage al parlamento europeo nel suo intervento del 12 giugno, in merito al prestito alla Spagna che riporto :”Questo accordo non migliora le cose: le peggiora. Cento miliardi di euro sono stati accordati al sistema bancario spagnolo, e il 20% di quei soldi deve venire dall’Italia. L’accordo prevede che gli italiani debbano prestare soldi alle banche spagnole al 3 per cento, ma per trovare quei soldi, devono indebitarsi sui mercati al 7 per cento. E’ veramente geniale, non trovate? Veramente brillante!
Insomma, quello che stiamo facendo con questo accordo è che stiamo accompagnando paesi come l’Italia all’esigenza di salvarsi da soli. In aggiunta, ricarichiamo con un ulteriore 10 per cento il debito pubblico spagnolo e vi dico una cosa, che ogni analista bancario vi direbbe: cento miliardi non risolvono il problema bancario della Spagna: dovrebbero essere oltre quattrocento! E con la Grecia che barcolla in bilico sull’orlo dell’uscita dall’Euro, il vero elefante nella stanza è che quando la Grecia se ne va, la BCE, la Banca Centrale Europea, falisce. Andata!
Ha 444 miliardi di euro di esposizione verso i paese salvati e per sistemare la situazione dovreste chiedere immediata liquidità all’Irlanda, alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia e all’Italia. N potete fare, no! E’ un fallimento totale ed assoluto. Questa nave, l’Euro Titanic, ha impattato contro l’iceberg ed è triste ma, semplicemente, non ci sono abbastanza scialuppe di salvataggio.

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Scritto il 15 giugno 2012 at 18:56

Ti rispondo molto rapidamente.
E’ di per se un errore il solo fatto di voler sistemare il debito con altro debito. E’ un vero assurdo! Però purtroppo non era possibile in tempi brevissimi inventarsi altro. Ecco perchè da mesi urlo a destra e manca la necessità di riforme e coesione politica. Altrimenti non si va da nessuna parte…
Ma di questo ed altro parlerò al meeting del 30/06.

:-)

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