TASSO INFLAZIONE EUROZONA: bene per la reflazione, ma è un assist per il tapering

Scritto il alle 08:02 da Danilo DT

Mi trovo con dei grossi problemi personali in questo periodo e quindi non ho il tempo materiale e la predisposizione mentale per scrivere molto sul blog. Ma un piccolo flash, un segno di vita ho deciso di lasciarlo ugualmente leggendo una notizia che deve essere analizzata sotto due facciate.
Parliamo di tasso inflazione.

(…) Ad agosto l’inflazione nell’area euro, secondo la lettura preliminare, è cresciuta dell’1,5% a livello annuale rispetto al +1,3% di luglio, battendo le attese del consenso (+1,4%). Il dato è ancora molto al di sotto dell’obiettivo vicino ma inferiore al 2% fissato dalla Banca centrale europea. Anche l’inflazione core preliminare, sempre nel mese di agosto, è salita dell’1,2% anno su anno, in questo caso in linea alle attese degli economisti (+1,2%). (…) [Source]  

Bene, possiamo dire che sia reflazione? Sarebbe un piccolo successo del QE Europeo nato per ben altri motivi (salvare l’Euro e molti paesi dell’Eurozona da default, Italia in primis). Intanto però questo elemento, sicuramente positivo se strutturale, comporta anche un altro ragionamento. Anche se siamo ancora lontani dal 2% è evidente che qualcosa negli ultimi mesi si sia mosso…

…anche se poi ultimamente si è nuovamente stabilizzato (il Super Euro porterà presto il conto non temete…). Ma è chiaro che un tasso inflazione in aumento rappresenta un alert per tutti coloro che stanno chiedendo a gran voce alla BCE un segnale di raffreddamento monetario.Tapering, in altri termini.
Molto interessante, a questo proposito l’analisi di Nomura che studia quale potrebbe essere il prossimo percorso di Draghi.

Chiamiamolo percorso di “normalizzazione monetaria”. Ma è molto interessante leggere i tempi. Solo a giugno 2018 terminerà i suoi effetti ed i tassi saranno toccati solo tra un anno. Se la politica monetaria BCE viene paragonata a quella della FED, risulta palese che i tassi USA si muoveranno prima ed in modo più tonico che non in Eurozona. Oggi il mercato invece, dà massima fiducia alla nostra Moneta Unica. Invece BofAML vede (come il sottoscritto) la possibilità di un bel recupero del Dollaro USA. Dire quando nel dettaglio, non è certo semplice. Ma se il mercato non prende delle strane direzioni, le possibilità di ritrovarci con un USD più forte si potrebbero fare concrete già prima di fine 2017.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
PORTELLO
Scritto il 1 settembre 2017 at 18:44

In bocca al lupo Danilo..ti aspettiamo!

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kry
Scritto il 3 settembre 2017 at 16:02

Ciao Danilo , auguri per un immediato ritorno ai tempi migliori

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