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TASSI: il FOMC si arrende alla “debt deflation”

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

Debt-deflationTassi fermi ma dot plot che si muovono. In che direzione? Contro le logiche, anche se si continua a parlare di tassi di interesse in aumento, il “longer run” si sposta verso il basso. In realtà è l’ammissione di un quadro condizionato dalla deflazione da debito che condizionerà la crescita economica per i prossimi anni.

La curva dei tassi USA rappresenta da sempre un benchmark, ovvero un riferimento per tutti i mercati mondiali. Anche se abbiamo a che fare con politiche monetarie ormai divergenti (vedi le potenziali tà restrittive di USA e UK, contro un atteggiamento diametralmente opposto di Cina, UE e Giappone) avete avuto modo di leggere e capire quanto sia importante sia per motivi economici ma anche psicologici quando, quanto e come interverrà la FED.

Inflazione USA dove?

us-5y5y-forward-breakeven-inflation-oil-wti-priceIn realtà però è ormai chiaro a tutti che la decisione di Janet Yellen non dovrà essere presa come una “vera inversione di tendenza” ma come intervento “una tantum”. Vuoi per motivi psicologici (per evitare panico), vuoi perché l’inflazione resta comunque al tappeto, vuoi perché la crescita economica è certamente forte negli USA ma con le basi di argilla.

Incuriosisce di certo il famoso “dot plot”, ovvero quel grafico previsionale dove i vari membri del FOMC indicano la loro previsione dei tassi di interesse USA per il breve ma anche per il medio lungo periodo.
L’ultimo “dot plot” FOMC è il seguente.

DOT PLOT Settembre 2015

dot-plot-settembre-2015Ho provato a disegnare una linea media che va a sintetizzare il pensiero del FOMC sull’andamento dei tassi. La cosa che però mi ha incuriosito, è l’appiattimento della curva e soprattutto la previsione di pungo periodo. Infatti il “longer run” si è sempre stabilito mediamente sul 4%. Oggi si trova al 3.5%. Ma ancora più interessante è questo grafico.

proiezione-tassi-lungo-termineCome potete vedere, con il tempo, lo stesso FOMC si è arreso ad una previsione che puzza sempre più di deflazione. Il “longer run” si sposta sempre più verso il basso. Dal 4.21% al 3.46%. E se ci pensate un attimo, la logica dovrebbe essere esattamente OPPOSTA. Infatti in un quadro di inversione di tendenza dei tassi, le previsioni per il lungo termine dovrebbero spostarsi verso l’alto e non verso il basso.

In realtà però, nulla di strano. Questo grafico è figlio dei tempi moderni, oserei dire condizionato dal quadro di debt deflation che costringerà le economie mondiali ad anni di crescita economica anemica. Segnali chiari che l’investitore dovrebbe saper cogliere per il medio lungo periodo.

minsky model debt deflation

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5 commenti Commenta
adsodimelk
Scritto il 22 settembre 2015 at 11:22

I gravissimi errori della Fed stanno nel non aver già alzato i tassi nei mesi scorsi.
La liquidità indotta ormai non serve più, ma occorre gestire i mercati, che altrimenti non capiscono lo scenario. Un QE4 ci spara direttamente verso un’altra bolla, non farlo ci porta ad una semirecessione. Cosa fa più danni?

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jesselivermore
Scritto il 22 settembre 2015 at 11:36

Ciao dream,
in qualche post vecchio ci si chiedeva come mai i tassi a lungo termine sono cosi bassi, come mai in generale il mercato obbligazionario mostrava tassi vicino allo zero su tutte le scadenze e quindi il perché di un premio al rischio azzerato o comunque molto basso su tutti gli assets finanziari. Come detto il quel post era evidente che i bond vigilantes ( che sono i più grandi come quantità di liquidità spostata ) scontavano una DEBT deflation mondiale, e quindi con questo scenario i tassi reali tornavano ad essere ragionevoli ( io dissi se un decennale rende il 2 % ma abbiamo una deflazione dell’1,5 % , abbiamo un rendimento reale del 3,5% sul decennale che torna ad essere ragionevole..)ma molti commentatori ritenevano ciò impossibile.

IO CREDO che ormai tutti sono stati abituati a vivere dal dopoguerra in avanti in un contesto inflazionistico dove l’inflazione è lo standard.

Ormai credo che il paradigma sia cambiato, e vivremo un contesto deflattivo per anni, in stile anni 30′ ed il mercato obbligazionario, con i suoi tassi bassissimi su tutte le scadenze , ci sta solo mostrando la strada.

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paolo41
Scritto il 22 settembre 2015 at 14:39

non è da trascurare in questo momento il caso VW e le conseguenze che ne deriveranno su tutto il mondo auto. Non sottovalutiamo che una truffa del genere oltre a coinvolgere il management richiede anche la “Conspiracy” dei fornitori del sistema elettronico e sappiamo bene che in Germania ne esistono due uno più grosso dell’altro….
Credo che un post al riguardo potrebbe arricchire la discussione.

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michi81
Scritto il 23 settembre 2015 at 20:07

pao­lo41:
non è da tra­scu­ra­re in que­sto mo­men­to il caso VW e le con­se­guen­ze che ne de­ri­ve­ran­no su tutto il mondo auto. Non sot­to­va­lu­tia­mo che una truf­fa del ge­ne­re oltre a coin­vol­ge­re il ma­na­ge­ment ri­chie­de anche la “Con­spi­ra­cy” dei for­ni­to­ri del si­ste­ma elet­tro­ni­co e sap­pia­mo bene che in Ger­ma­nia ne esi­sto­no due uno più gros­so del­l’al­tro….
Credo che un post al ri­guar­do po­treb­be ar­ric­chi­re la di­scus­sio­ne.

Ciao Paolo, penso che una delle due sia SAP.. ma l’altra qual è?

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michi81
Scritto il 23 settembre 2015 at 20:10

mi­chi81@fi­nan­za,

Come non detto.. Bosch e Siemens. Sono molto ignorante in materia.

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