Target BCE: combattere la speculazione

Scritto il alle 12:35 da Danilo DT

La tensione in area Euro continua ad essere alta. Germania e Francia, come già detto, spingono per una richiesta ufficiale da parte del Portogallo di sostegno alle finanze pubbliche. Lisbona avrebbe bisogno di una cifra pari a circa 50-100 miliardi di Euro, più o meno in linea con quanto chiesto dall’Irlanda nel prestito concesso a dicembre 2010 (80 miliardi). Ma il Portogallo si rifiuta, dice che ce la fa da solo e non vuole cadere vittima della “prigione” del prestito UE. Addirittura interviene la Spagna nell’opera di convincimento. Il Portogallo ce la farà da solo.
Chiaro che il problema più temuto dagli stati dell’Unione Europea e in primis da Germania e Francia, non è la sostenibilità del Portogallo o del Belgio (di cui ora non si parla più ma che resta con una situazione difficile). La paura si chiama speculazione e nella fattispecie “effetto domino” o rischio contagio. Se il Portogallo va in crisi, la speculazione potrebbe andare a colpire con violenza la Spagna. E a livello volumetrico, l’intervento necessario per sostenere Madrid sarebbe spropositatamente maggiore (per farla breve, ci sarebbe bisogno di nuove iniezioni di liquidità degli stati membri).
Per il momento, la BCE sta sostenendo il Portogallo in modo “autonomo” continuando l’acquisto di bonds statali, cercando quindi di sostenerne le quotazioni, concentrandosi sulle scadenze a 5 e 10 anni (ed infatti gli spread con il Bund si sono leggermente ristretti).

Source

Il momento della verità

Ma, attenzione, potrebbe essere una settimana molto importante. Domani il Portogallo collocherà bonds per circa 1 miliardo di Euro, con scadenze a 4 e 9 anni. Senza poi dimenticare l’Italia con i soliti BOT in asta oggi per circa 7 miliardi di Euro, oltre che BTP giovedi) più la Grecia e la Spagna. Ecco quindi spiegato perché si sta cercando di arginare la speculazione: si sta facendo il possibile per tenere gli spread dei vari periferici il più possibile vicini ai benchmark europei di riferimento. E lo fa anche facendo trapelare “indiscrezioni” create ad arte. Cioè si vuole fare capire che la BCE c’è e sosterrà. Obiettivo: limitare al massimo la bestia più temuta: la speculazione.

Spread Italian Sovereign vs Euro sovereign



Confrontando la curva dei tassi benchmark Euro e la curva dei tassi della Repubblica Italianao, possiamo notare che mediamente lo spead si aggira sui 200 bp, ovvero il 2%.QUindi un BTP rende in media il 2% in più di un Bund. E la cosa interessante è che questi 200 bp restano costanti lungo tutta la curva (oltre che ovviamente all’inizio). I 200 bp sono quindi il “premio al rischio” dell’emittente Italia. Ma è uno spread troppo generoso e soprattutto troppo oneroso per il nostro paese. Significa che giovedi il Ministero dovrà pagare (se tutto va bene9 i BTP il 2% di quanto li pagherebbe la Germania in una ipotetica e paritetica asta. Alla faccia dell’Unione Europea. Le diversità si fanno sempre più nette.

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DT

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17 commenti Commenta
Scritto il 11 gennaio 2011 at 12:46

Asta BOT in linea con le mie attese. tasso in leggera crescita e ottima richiesta. Il debito italiano in scadenza è ben coperto dai risparmiatori italici

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paolo41
Scritto il 11 gennaio 2011 at 13:11

Dream Theater,

come hai ben sottolineato, il vero problema, in questo momento, è la Spagna che è molto esposta sul Portogallo. Quest’ultimo ha una economia in continuo calo; l’edilizia spagnola sosteneva tante piccole imprese lusitane che andavano a lavorare in Spagna a costi bassi (simile alle piccole imprese del sud-Italia che prendono… o meglio prendevano…. commesse a basso costo nel centro e nord-Italia). L’edilizia si è bloccata, il turismo ha perso appeal, la nautica non è competitiva, l’agri (olio e vino) idem. Ci sono poche speranze di una ripresa e si rischia, come in altre nazioni, di frenarla ulteriormente con i programmi di riduzione del debito.
Cose che abbiamo già commentato mille volte…. che continuano nella loro naturale evoluzione… L’EU, avendo già fatto delle scelte, giuste o sbagliate che siano, non ha altre alternative che proseguire…. cosi come Bernie ha fatto in USA o la BoE in UK…
E’ per queste ragioni che, a mio avviso, il sistema non si può “permettere” crisi anche sui mercati azionari, quindi noi, “inerti e inermi”,…. seguiamo il trend

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mattacchiuz
Scritto il 11 gennaio 2011 at 13:26

ma io non ho capito una cosa…. rendimenti in aumento sui bond non significano ripresa economica potente? o è viceversa :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: ?

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alfio200
Scritto il 11 gennaio 2011 at 13:37

Interessaaaaanteeee…

Geab 50

http://www.stampalibera.com/?p=19709

Particolarmente intrigante e plausibile questo passo:

In breve, secondo LEAP/E2020 occorre aspettarsi un’operazione immensa di scambi di debiti sovrani (sulla base della crisi globale in materia di debiti pubblici) che vedrà offrire Eurobbligazioni garantite da Eurolandia a tassi molto bassi contro titoli nazionali a tassi elevati con una detrazione dal 30% al 50% poiché, nel frattempo, la situazione dell’ insieme del mercato dei debiti pubblici occidentali si sarà deteriorato. I dirigenti di Eurolandia nuovamente eletti (28) (dopo il 2012) saranno democraticamente legittimati ad effettuare tale operazione di cui grandi le banche (anche europee (29)) saranno le prime vittime.

In che senso le grandi banche saranno vittime?

Spiegare, please. Grazie.

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paolo41
Scritto il 11 gennaio 2011 at 14:20

alfio200@finanza,

è la strategia della Merkel, che sostiene che eventuali ristrutturazioni dei debiti devono essere pagati anche da chi ha tali debiti in portafoglio, avendo speculato sugli alti tassi che tali debiti offrono.
E anche la teoria di Dream, che ha sempre detto che la soluzione sarà una ristrutturazione dei debiti… tipo Argentina.. tanto per intendersi.
Viene naturale chiedersi… chi è che dà il via all’operazione, perchè o viene fissato una dead line per le nuove emissioni oppure tanto vale cominciare subito a chiedere tassi… stratosferici… per le obbligazioni in corso dei paesi in difficoltà.

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alfio200
Scritto il 11 gennaio 2011 at 14:36

Giusto. Le grandi banche hanno in pancia un bel po’ di titoli di stato a rischio. In questo senso verranno danneggiate.

Gracias, Paolo 41.

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gremlin
Scritto il 11 gennaio 2011 at 15:12

La Gazzetta della Cupola© in collaborazione con la controllata Thomson Reuters è lieta di anticipare la bancarotta tecnica/teorica della FED e conseguente necessità di ricapitalizzazione

By Pedro da Costa and Ann Saphir
WASHINGTON/CHICAGO, Jan 11 (Reuters) – The U.S. Federal Reserve’s journey to the outer limits of monetary policy is raising concerns about how hard it will be to withdraw trillions of dollars in stimulus from the banking system when the time is right.
While that day seems distant now, some economists and market analysts have even begun pondering the unthinkable: could the vaunted Fed, the world’s most powerful central bank, become insolvent?
Almost by definition, the answer is no.
As the monetary authority, the central bank is the master of the printing press. It can literally conjure up money at will, and arguably did exactly that when it bought about $2 trillion of mortgage-backed securities and U.S. Treasuries to push down borrowing costs and boost the economy.
The Fed’s unorthodox steps helped it generate record profits in 2010, allowing it to send $78.4 billion to the U.S. Treasury Department. [ID:nN10274522] But its swollen balance sheet leaves the central bank unusually exposed to possible credit losses that could create a major headache at a time of increasing political encroachment on the Fed’s independence.
Asked about the issue of potential losses during congressional testimony on Friday, Fed Chairman Ben Bernanke suggested the risks were minimal. If liabilities on the Fed’s balance sheet were to exceed its assets, it would only be so because of rising interest rates in the context of a thriving
economy, he suggested.
“Under a scenario in which short-term interest rates rise very significantly, it’s possible that there might come a period where we don’t remit anything to the Treasury for a couple of years. That would be I think a worst-case scenario,”
Bernanke said. Customarily, the Fed submits surplus profits from its operations back to the treasury’s coffers. But the Fed’s newfangled policy steps and the potential for credit losses raises, for some experts, the prospect that the Treasury may actually be forced to “recapitalize” the Fed —
economist-speak for what others might call a bail-out. That would be a strange role reversal given the Fed’s efforts to ease monetary policy by buying the Treasury’s debt, and it could raise a political firestorm from lawmakers who believed all along the Fed was putting taxpayer money at risk.

A PAUPER ON PAPER
Varadarajan Chari, an economics professor at the University of Minnesota and a consultant to the Minneapolis Fed, says that at some point during its exit from easy monetary policies, the Fed actually may go broke — at least on paper. “The most obvious exit strategy is, when inflation starts
to pick up, to stop and reverse asset purchases,” he said. “That’s likely to include requiring the Fed in an accounting sense to see a significant accounting loss.” The Fed now holds just over $1 trillion in Treasuries, Chari noted, and if inflation rose by a couple of percentage points, it would dent the value of those holdings by about 10 percent, leaving the Fed with a $100 billion loss.
“I’m sure it will have some negative political fallout,” Chari said. “But not economic consequences. Their ability to print money means it (insolvency) doesn’t mean anything.” Many economists argue that the potential cost to the taxpayer from the Fed’s policies is far smaller than the threat of a prolonged period of economic stagnation that would result from a less proactive approach.
With the U.S. unemployment rate at 9.4 percent and only tentative signs that businesses are beefing up hiring, Fed officials, including Chairman Bernanke, see a duty to prevent a further deterioration of economic conditions — and have signaled a readiness to use all the tools at their disposal.

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buf
Scritto il 11 gennaio 2011 at 15:18

Il mio dubbio è se è più plausibile, nel nostro caso, una ristrutturazione del debito pubblico..oppure una patrimoniale. Ogni stato ha i suoi problemi, se non sbaglio la Grecia ha poco da patrimonializzare, ma nel nostro caso forse, piuttosto che dichiarare un default pilotato è più plausibile una patrimoniale. Ad esempio vogliamo che la nonnina con solo BTP ci rimetta maggiormente del costruttore che magari ha 100 appartamenti e nemmeno un BTP ?
Non so…ma secondo me nell’ipotesi peggiore è piu’ facile che ce li prenderanno con una patrimoniale, non so secondo voi…

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lampo
Scritto il 11 gennaio 2011 at 16:44

Non so…ma secondo me nell’ipotesi peggiore è piu’ facile che ce li prenderanno con una patrimoniale, non so secondo voi…  

Sulla patrimoniale ci sono già stati parecchi interventi dei nostri politici (provate a cercare tra le ultime news in google). Per cui, evidentemente, è già stata presa in considerazione: hanno già fatto i conti! Probabilmente manca solo da mettersi d’accordo su chi deve pagare… cioè quali patrimoni considerare… e quindi quale ceto sociale preponderante della popolazione far pagare.
L’ultima dichiarazione… mi fa pensare che oramai siamo prossimi (probabilmente dipenderà dall’esito delle aste di questo mese).
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=148418

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paolo41
Scritto il 11 gennaio 2011 at 17:02

….parlando di Pigs… ho appena letto che importiamo una barca di maiali dalla Germania…probabilmente conditi di DIOSSINA….
Qualche stato ha già deciso di bloccare le importazioni di prodotti probabilmente tossici dalla Germania… noi non abbiamo le palle neppure per protestare… aspettiamo che mettano il cartellino sui maiali… nella speranza che almeno il cartellino sia…. “controllato”..

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amensa
Scritto il 11 gennaio 2011 at 21:23

boh. sinceramente tutta questa agitazione io non la capisco, e provo a spiegare il perchè.
i titoli dei debiti sovrani sono posseduti da qualcuno. non vengono rimborsati, e allora quel qualcuno ci lascia un po’ di penne.
si ma , si dice, molti di questi titoli sono stati acquistati dalle banche !! si, e allora ? non sono certo stati acquistati con denaro creato con le “riserve frazionate”, quello viene prestato, ma non usato per acquistare alcunchè, ma vengono acquistati con i “mezzi propri”.
m ai “mezzi propri ” fanno parte del capitale della banca, ovvero fanno parte della proprietà, quindi degli azionisti. i titoli vanno in default, bene, gli azionisti delle banche vedranno, una volta tanto diminuire il valore dei loro titoli.
si , ma così rischia di azzerarsi anch eil “capitale di garanzia”, il che implica la impossibilità di operare sul mercato. bene dico io, ch ela banca fallisca e venga nazionalizzata, la garanzia verrà prestata dallo stato stesso, e così la banca potrà continuare ad operare, i correntisti non ci avranno rimesso un becco, e coloro che hanno ricevuto prestiti potranno continuare a rendere i loro prestiti con i piani previsti.
qualcuno non onorerà il prestito, ok, lo stato ricoprirà tale perdita.
ma nel complesso, gli azionisti perderanno tutto , o quasi, e chi se ne fraga, ma allo stato costerà infinitamente meno.
sto sbagliando qualcosa ?
è ovvio che i detentori delle azioni non gradiranno questa soluzione, ma visto quanto hanno magiato finora, un po’ di dieta mi pare il minimo ! comunque meglio ch ela dieta la facciano loro, ch etanto mangiano lo stesso anch esenza valore azionario, piuttosto ch etirino ulteriormente la cinghia, i soliti noti.

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idleproc
Scritto il 11 gennaio 2011 at 21:59

Per buttarla in ridere, ma non tanto, visto lo scarso indebitamento privato che non genera adeguati profitti alle banche, in Italia metteranno la “Patrimoniale Agevolata” con mutuo bancario coi quali potranno rifare i loro “salsicciotti” da rivendere.

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amensa
Scritto il 11 gennaio 2011 at 22:27

piccola nota OT.
il baltic drive indx è crollato sotto al 1500 a 1495….. chissà se anch el aterra rallenta per dare a Marchionne giornate di 30 ore ?

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Scritto il 12 gennaio 2011 at 16:12

ALERT !!!

A proposito di BCE… mi è arrivata alle orecchie una BOMBA che potrebbe alimentare ulteriorimente l’euforia sul mercato: a breve la Commissione Europea dovrebbe decidere per un allargamento dell’EFSF sia a livello di size (dimensioni) ma anche come funzioni. Insomma, una TARP all’Europea salva stati e salva tutto.
Visto che ci siamo arrivati?

:wink:

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Vincent Vega
Scritto il 12 gennaio 2011 at 17:04

Dream Theater,

ciao Dream, avevi postato un grafico sul debito in scadenza (e quindi da rinnovare :twisted: ) dei vari stati nel 2011 e anni fururi, con in particolare il 2011 zeppo di debito in scadenza.
Visto l’andamento piuttosto volatile della settimana (e siamo solo a mercoledì), sarebbe interessante vedere se possono esserci le condizioni (una valanga di debito PIIGS da rinnovare contemporaneamente) per altre fasi di mercato simili nel corso del 2011 :roll:

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    Scritto il 12 gennaio 2011 at 17:39

    …beh… se noti in questi giorni abbiamo trovato italia, portogallo, grecia, poi ci sarà la spagna e così via.
    E tutto sale…e le borse volano…. e c’è nuovo entusiasmo e fiducia… Secondo te (E voi)…. ci sarà qualche nesso?
    Cmq domani se mi ricordo (altrimenti lanciami un alert!) ci butto un occhio allo scadenziere dei titoli periferici.

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Vincent Vega
Scritto il 12 gennaio 2011 at 18:16

è proprio perchè mi sembra che se la siano cavata troppo bene e in fretta per archiviare il problema che potrebbe ripresentarsi ad ogni scadenza importante, visto che poco è cambiato e di fatto ancora la situazione rimane irrisolta.

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