Sulla GRECIA i conti non tornano (nuovamente)

Scritto il alle 10:30 da Danilo DT

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A volte mi chiedo veramente se la matematica è o non è un’opinione. Già in questi giorni vi ho parlato di Grecia, di come il mercato obbligazionario sia “volato” anche sull’onda della speculazione (Draghi docet) e di come tale fiducia sia fondamentalmente mal riposta, secondo il mio punto di vista. Infatti il FMI (Fondo Monetario Internazionale) dà proprio nulla per scontato. Anzi…torna a mettere in dubbio la sua partecipazione al piano di salvataggio.
Ora, già solo per questo fatto, la fiducia su Atene dovrebbe essere ben diversa. Ed invece no. Mercato RISK ON sui bond governativi periferici e prezzi alle stelle.

Torna a salire la tensione sul terzo bailout greco da 86 miliardi in tre anni, firmato quest’estate dal governo Tsipras con creditori e partner internazionali. Nel corso dell’incontro che ogni due settimane il portavoce del Fondo Monetario Internazionale Gerry Rice tiene con la stampa, il direttore della comunicazione dell’ente con sede a Washington ha ribadito il pieno coinvolgimento del FMI nel piano di salvataggio, a condizione però che si compiano due passi definiti fondamentali.
Se da una parte Rice è tornato ancora una volta sulla richiesta di implementazione delle riforme deliberate dal governo Tsipras nel corso della trattativa con l’ex Troika, dall’altra è ritenuto dal Fmi ancor più importante iniziare un dibattito serio sulla ristrutturazione del debito pubblico ellenico, condizione definita dallo stesso Rice essenziale per dare vita ad un programma di salvataggio “credibile”. (Source) 

Quindi è chiaro: il FMI partecipa al piano di sostegno se si avranno DUE elementi che oggi mancano:

a) le riforme: la Grecia ha fatto tante parole ma di quanto promesso ha fatto ben ben poco
b) la ristrutturazione del debito (haircut). Ormai considerata indiscutibilmente necessaria, tanto che addirittura Draghi , recentemente, l’ha presa come ipotesi NON da escludere.

Quindi tutto bene un paio di ciufoli, la Grecia resta un enigma da risolvere, come  tra l’altro ampiamente previsto. Ma la logica non abita più in questo mondo. La finanza creativa ha creato realtà imponderabili che possono portare a risultati quasi irrealistici.
Ma questa è la realtà…

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Intanto però ecco un dato che potrebbe diventare molto interessante. Lo stress test ha riportato la voragine che hanno in serbo le quattro principali banche del paese: Alpha Bank, National Bank of Greece, Piraeus Bank e Eurobank. 14,4 miliardi di Euro per provare a rimettere in sesto il sistema bancario greco, fondi che, come è noto, dal fondo a cui sono stati trasferiti beni pubblici destinati alla privatizzazione. Un importo che è addirittura inferiore alla cifra prevista, ovvero 25 miliardi.

Sono tanti o sono pochi? Senza avere dei dati è veramente difficile fare dei confronti. E allora affidiamoci ad un dato che invece merita la giusta considerazione ed è di forte impatto.
A quanto ammontano i cosiddetti NLP, ovvero le sofferenze e quanto pesano sulle banche greche? Bene, che ci crediate o no, ammontano al 43% del totale dei crediti concessi. Questo è quanto risulta da alcuni colloqui tra Varoufakis e Sinn:

In a October 28th event in Munchen, Yanis Varoufakis and Hans-Werner Sinn, Professor of Economics and Public Finance at the University of Munich, discuss the Greek tragedy.

It is interesting because Varoufakis gives a very frank description of what went on behind the scenes. In short the Troika wanted Greece on its knees.

Varoufakis stated that Greek banks are suffering with is 43% nonperforming loans. Alpha Bank alone has assets of €70 billion of which loans are €47 billion. Alpha Bank only has €7 billion in capital. So if 43% of the €47 billion is nonperforming, then nonperforming loans would be about €20 billion
(Source)

Fatevi due conti: secondo il buon vecchio Varoufakis, I NPL alias le sofferenze greche si dovrebbero aggirare a 20 miliardi di Euro. La ricapitalizzazione? Solo 14.4 miliardi.
Troppi tasselli non quadrano. Ognuno la pensi come vuole ma a me, la Grecia, continua a fare paura.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
massimo84
Scritto il 5 novembre 2015 at 13:13

http://www.zerohedge.com/news/2015-07-14/greek-bad-loans-soar-eur100-billion
solo a botte di default possono uscirne

quello che mi spaventa è pensare che le stesse persone avranno a che fare con nazioni + grandi e “pesanti”

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paolo41
Scritto il 5 novembre 2015 at 14:29

sono fra quelli che sostenevano che Varoufakis aveva ragione che occorreva l’haircut; ora vallo a far digerire alla Merkel con il sistema bancario tedesco che fa già acqua per conto suo!!!

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russiabond
Scritto il 5 novembre 2015 at 14:37

Danilo …fai bene se non hai le idee chiare ad aver paura e restare fuori a questi prezzi :D logicamente …

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