SPREAD: ma devo conoscerlo?

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Il giornalismo ha bisogno innanzitutto di colpire l’attenzione altrimenti la gente non legge, non ascolta, non guarda… e l’informazione e disinformazione non producono gli effetti sperati negli emisferi cerebrali della razionalità e dell’emotività umana.

Primo: didattica
Da quando l’Italia è entrata decisamente nel mirino della speculazione internazionale per assoluta insipienza governativa, cioè da due mesi a questa parte, i titoli di Stato italici sono stati venduti a piene mani, tutti i titoli, ma d’ora in poi mi riferirò solo al “ decennale”. Il è un’obbligazione a tasso fisso e se viene venduta massicciamente sul mercato perde prezzo, come le azioni, e se perde prezzo il suo RENDIMENTO aumenta. Aumenta il rendimento, non le cedole che restano fisse. Se Tizio ha comprato a 100 un con cedola 5% e Caio ha comprato lo stesso titolo a 99, chi ha ottenuto il maggior rendimento? CAIO.
A giugno il btp decennale rendeva circa il 4,8% ora rende circa il 5,2%; ai primi d’agosto quando il governo aveva deciso di chiudere il Parlamento per ferie era arrivato a rendere il 6,2%. Perchè questo aumento se il titolo è considerato un “reddito fisso”? Perchè gli operatori finanziari internazionali l’hanno venduto abbassandone il prezzo. Perchè l’hanno venduto? Perchè la fiducia della solvilibilità italiana sui titoli con scadenza superiore ai due anni è sensibilmente diminuita.
Anche la Germania ha i suoi titoli di Stato che si chiamano , bobl e shatz, a noi interessa il decennale, confrontabile al nostro btp.
Come ho mostrato ieri qui il rendimento del bund è in continuo calo da aprile e quindi è in continua crescita il prezzo dei titoli. Ad aprile il rendimento ha toccato il 3,5% ora è all’1,9%.

Secondo: che vuol dire SPREAD
I giornalisti a luglio hanno saputo che in finanza si fanno parametrazioni anche con gli spread, hanno cercato di capirne il significato e l’hanno sparato a tutta pagina per impressionare i lettori. Anche questa è cultura. Il messaggio che hanno fatto passare i mass media è che lo spread è sinonimo di rendimento e che lo spread misura la forza/debolezza del btp rispetto al bund: ottimo esempio di semplificazione disinformativa.

Terzo: significato dello spread
Il termine spread (pronuncia “spred” con la e aperta) rappresenta alla stesso tempo un concetto molto semplice, è la differenza di rendimento in un dato momento fra btp e bund, ed uno più sottile perchè trattasi di parametrazione RELATIVA.
Lo spread lo misuriamo in punti ma il rendimento in percentuale, in realtà non stiamo parlando di mele e pere ma della stessa cosa, però OCCORREREBBE SAPERE che nel linguaggio tecnico 100 punti sono sinonimo di 1% e 133 punti di 1,33%: quindi quando si dice che lo spread è di 300 punti diciamo solo e soltanto che il btp rende il 3 % in più del bund – e non in meno – senza però dire NULLA sul rendimento dei titoli.
Corollario 1
Lo spread di 300 punti lo abbiamo sia che che la coppia btp/bund renda il 9%/6% e sia che renda il 33%/30%. I 300 punti nel primo caso sono significativi mentre nel secondo caso no. Questo per dire che lo spread è un parametro assolutamente relativo buono solo per misurare una tendenza in atto fra una coppia di titoli ma solo a certe condizioni. Il giornalismo questo l’ha spiegato?
Corollario 2
Lo spread è un parametro relativo, relativo al movimento di prezzo/rendimento di una coppia. Se il rendimento del bund fosse stabile per mesi e lo spread varia, allora lo spread darebbe un’immediata idea di quello che succede al btp: se lo lo spread aumenta significa che il rendimento del btp è aumentato ed è pure aumentata la sfiducia nei confronti dell’Italia, se lo spread diminuisce vale l’opposto. Tutto questo nell’ipotesi che il bund è fermo. Siccome ho mostrato ieri che il bund è in impennata da aprile con quasi un dimezzamento del suo rendimento, che significato dovremmo dare allora allo spread? Molto scarso. Lo spread potrebbe aumentare NON per aumento di sfiducia nei nostri confronti ma per ECCESSO DI FIDUCIA nei confronti della Germania. Il bund è un “bene rifugio” e lo si compra a qualsiasi prezzo per cui il rendimento che esprime in una fase di grandissima turbolenza finanziaria potrebbe non essere più una valutazione “corretta”, tipo le bolle azionarie. Questo il giornalismo ve l’ha detto?

Quarto: cosa occorre sapere
I “non tecnici” devono ignorare la parola “spread”. I propri investimenti si misurano solo ed esclusivamente sulla base del rendimento offerto. Il parametro che misura la tendenza dei rendimenti è una serie storica degli stessi rendimenti visualizzata in un grafico: una crescita della curva indica maggiori rendimenti e maggiori rischi, altrimenti tutto bene. Lasciamo stare il confronto col bund che la vita è già complicata. Il giornalismo vi ha mai mostrato un grafico comprensibile?

Quinto: i fatti
Questo è il grafico da aprile dei rendimenti del btp decennale:

e questo è quello del bund decennale:


sono perfettemante confrontabili (fonte Bloomberg). Notare che:
BTP: da aprile a fine giugno rendimento sostanzialmente stabile sotto il 5%, nelle 5 settimane successive débacle dei prezzi e rendimento in impennata, poi ritorno ad un’apparente normalità grazie agli interventi della BCE e ora ritorno di tensione (ma non esasperata) per via dell’indegno spettacolo sulla manovra finanziaria, oggi rendimento del 5,19%
BUND: rendimenti in continua discesa a causa delle tensioni finanziarie internazionali che hanno indotto i grossi flussi finanziari ad acquistare bund in attesa del ritorno di maggior fiducia sulla tenuta del sistema euro

Conclusione
Ora sapete che se un giornalista vi grida che lo spread è in aumento non dovete allarmarvi: la prima cosa è considerarlo un povero velinaro, la seconda è controllare il rendimento del btp, magari qui la terza è restare DEL TUTTO TRANQUILLI se il rendimento si mantiene costantemente sotto il 6%.
In caso di ritorno sopra il 6% ci riaggiorniamo.

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Info su gremlin

[email protected] www.investimentiprotetti.it http://tradeoptiongremlin.wordpress.com/ http://opzionitrading.wordpress.com/ http://minifiboption.wordpress.com/ https://vimeo.com/69794582

Commenti (n° 35)Commenta

  1. Chiarezza Esemplare. Più che informazione dai vari tg, rai-news compresa è una campagna di disinformazione non si capisce bene quanto dovuta solo all’ignoranza.

  2. l.b.chase scrive:

    Ma con tutto questo discorso si punta per caso a dimostrare che non c’è da preoccuparsi a detenere titoli di stato italiani??? :o :roll:

    No perchè se è così mi sa che c’è qualcosa di fuorviante anche nel tuo di articolo…

  3. Tutto ciò che dici è corretto ma il senso reale è purtroppo diverso.

    Se acquisto un’obbligazione mi interessa certo il rendimento, ma un piccolo pensiero al fatto che chi l’ha emessa mi rimborserà i soldi che gli ho prestato va fatto.
    Fino alla questione Parmalat tutti usavano il rating ma già allora si vide che chi dava questi rating in realtà, venendo pagato da chi otteneva il rating stesso, “vendeva” il rating ed anche se stesso.
    Si disse allora: la cosa migliore è tener sotto controllo lo spread con un titolo di riferimento (appunto il decennale tedesco) ed ancora meglio tener presente la velocità e la direzione con cui questo parametro si muove.
    Purtroppo la conclusione è che se un giornalista vi grida che lo spread è in aumento dovete allarmarvi; allarmarsi non significa vendere o svendere: significa mettersi dinanzi alla situazione e valutarla. Magari alla fine della valutazione uscirà fuori la decisione di comprare quel BTP di cui si parla o il CCT con scadenza nel 2017 che quota intorno agli 88.
    Ma che questo CCT sia arrivato a quotare 86 qualcosa la vorrà anche dire!

    Questa volta i mezzi d’informazione non mi pare si siano comportati così male.

  4. lo spread: bisogna conoscerlo? :
    se lo conosci lo eviti

  5. l.b.chase@finanzaonline,

    per me il livello d’allerta è 6%:
    - sotto stiamo tranquilli e compriamo pure btp con scad max 2013
    - stabilmente sopra il 6 % e per ragioni solamente italiche investirei con ottica max annuale e penserei seriamente a smobilitare tutte le scadenze oltre il 2012

  6. Vincent Vega scrive:

    gremlin,

    grazie Maurizio, ben tornato :-)

  7. angiglio@finanza,

    io sono un assertore dei livelli d’allerta, se la congiuntura del momento spinge la finanza internazionale a gonfiare il bund lo spread è assolutamente fuorviante per la signora Maria che vuole stare solo tranquilla. il rendimento del btp è già se stesso indice di fiducia, non c’è bisogno di tirare in ballo il bund che nei momenti di crisi si muove con logiche diverse.
    in tempi non di crisi allora lo spread è un comodo indice per valutare la forza del btp ma tutto il mio discorso è calibrato su QUESTA congiuntura

  8. l.b.chase scrive:

    gremlin:
    angiglio@finanza,

    la signora maria se vuole stare tranquilla davvero è meglio che il btp lo lasci a testa d’asfalto sia che sia sopra sia che sia sotto il 6%… Perchè il fatto che oggi sia sotto perchè la bce se li compra, non significa che domani non andrà sopra perchè la bce si stanca di agire come hedge found riempiendosi di spazzatura che porterà lei stessa ad avere problemi di credibilità…
    io sono un assertore dei livelli d’allerta, se la congiuntura del momento spinge la finanza internazionale a gonfiare il bund lo spread è assolutamente fuorviante per la signora Maria che vuole stare solo tranquilla. il rendimento del btp è già se stesso indice di fiducia, non c’è bisogno di tirare in ballo il bund che nei momenti di crisi si muove con logiche diverse.
    in tempi non di crisi allora lo spread è un comodo indice per valutare la forza del btp ma tutto il mio discorso è calibrato su QUESTA congiuntura

  9. l.b.chase scrive:

    Io non so se vi rendete conto che siamo in un paese dove se non fosse la bce che si riempie le tasche della nostra spazzatura di btp, a questo punto non sapremmo che farcene perchè nessuno se li comprerebbe e noi avremmo già fatto la fine dell’argentina. Se poi a voi tutto questo vi sembra normale e ve la sentite di consigliare la signora maria a comprarsi btp per stare tranquilla fate pure… Ma almeno non andate a fare la morale ai giornali che per fare notizia parlano di spread.

  10. io non lo so , ma oggi mi puzza tutti si aspettano il movimento grosso, e per me rimarranno tutti con la bocca asciutta vedremo..

    perchè se continuano a comprare i BTP allora si vola in caso contrario si scende di brutto, ma secodno me si stazionerà lì vediamo

  11. l.b.chase@finanzaonline,

    il tuo atteggiamento riflette grande prudenza e pessimismo e rispecchia un sentiment popolare largamente condiviso, non a caso in questi ultimi due anni almeno il mercato ha dato più fiducia ai corporate piuttosto che ai governativi
    di carta-spazzatura finanziaria è pieno il mondo ma non per questo il default dell’emittente avviene senza preavviso
    l’importante è riconoscere i sintomi ed agire di conseguenza
    vedo che sorvoli sulla diversa rischiosità delle scadenze, mi sembra un’eccessiva semplificazione della situazione di crisi
    i prezzi di borsa esprimono meglio le aspettative piuttosto che i fondamentali e il recente deprezzamento dei titoli di stato è stato un forte segnale di sfiducia al governo attuale, la finanza non capisce come l’Italia possa riprendersi economicamente con questa classe politica
    il tuo pessismo è razionale, lo condivido anch’io, ma i btp che scadono entro due anni è un rischio che si può ancora correre
    il rischio è funzione della propria avidità, per 300 punti in più si comprano btp invece dei bund e per 500 punti in più si comprano btp invece di tenere i soldi nel salvadanaio di casa
    e se la migliore forma di investimento fosse la beneficenza?

  12. grande gremlin :-D

  13. l.b.chase@finanzaonline,

    gremlin,

    mi sembra che ci siano due ottiche diverse: Gremlin è orientato a vedere la redditività dell’investimento, L.B.Chase lega l’andamento del Btp alla difficile situazione italiana.
    A mio avviso, la situazione del debito è talmente interconnessa che non può essere parametrizzata ai dati italiani. Non credo che l’euro salterà perchè il decennale italiano si avvicinerà ad un rendimento del 6% (più difficile dopo l’approvazione della manovra), nè tanto meno perche i teutonici decideranno di tagliarsi gli attributi da soli, abbandonando la moneta comune (personalmente è quello che spero…)
    Casomai un indice più rappresentativo dell’umore/sentiment degli investitori è, in questo momento, il decennale tedesco e relativo future: il rendimento di tale titolo ha raggiunto livelli molto bassi e sembrerebbe che non abbia intenzione di salire.
    D’altra parte le rinnovate criticità della Grecia, la posizione della Finlandia (una pulce con rating AAA) che fa la voce grossa, il dire o non dire della corte costituzionale tedesca, la delicata posizione politica della Merkel, l’accavallarsi di dati macro non certo entusiasmanti, rendono difficile prevedere un minimo turnaround.
    Trichet ha oggi una grossa carta da giocare: annunciare una futura riduzione dei tassi….. non ci credo neanche se lo sento!!!!!

  14. paolo41,

    lascerà a Draghi il piacere di invertire la rotta sui tassi…

    in queste condizioni e con queste regole all’euro restano pochi anni da vivere
    se così fosse penso che il ritorno alle proprie valute d’origine sia graduale per cui euro e lira per un certo tempo staranno ancora insieme
    QUANTE LIRE CI DARANNO PER UN EURO? 1936? :mrgreen:
    e il nostro potere d’acquisto riceverà un’altra mazzata come 10 anni fa?
    quando ci saranno i marchi sarà troppo tardi per comprarli per cui bisogna pensarci adesso, con lo svizzero…

  15. …sto ascoltando Trichet… come prima impressione, farebbe bene a stare zitto!!!!!

  16. paolo41,

    io l’ho già insultato per iscritto, adesso aspetto draghi…

  17. michele pancher scrive:

    Personalmente la domanda che mi pongo è questa:
    Sono sostenibili rendimenti del bund all’1.9% con inflazione al 2.4% e conseguenti rendimenti negativi?
    Siamo proprio sicuri che sia safe heaven il bund in caso di fallimento di un eventuale italia ? io qualche problemino sulle banche tedesche lo vedrei o ce l’hanno gia “vedi landesbank” ..dunque resto corto di bund .
    L’italia fallisce ?nonostante tutto no , vanno benissimo 1900 mld di debito ma la ricchezza è un tantino più elevata (3 volte) , eventualmente venderemo il colosseo a qualche russo o ciinese che ne farà miniappartamenti..
    Tra ottobre e novembre 2010 molti investitori smanianti di rendimento si sono allungati dal bot al btp alla ricerca di rendimenti ….
    Mi capita di vedere tanti btp decennali comprati a rendimenti del 3.2% lordo nei ptf delle persone…
    Meglio averli comprati al 3,2% in situazione di scenario inflazionistico , o comprarli ora a 90 (btp Ag21) rendimento netto 4.36% nonostante Fede e Mentana …credo che la finanza comportamentale qualche indicazione la potrebbe dare …

  18. l.b.chase scrive:

    michele pancher@finanza:
    Personalmente la domanda che mi pongo è questa:
    Sono sostenibili rendimenti del bund all’1.9% con inflazione al 2.4% e conseguenti rendimenti negativi?
    Siamo proprio sicuri che sia safe heaven il bund in caso di fallimento di un eventuale italia ? io qualche problemino sulle banche tedesche lo vedrei o ce l’hanno gia “vedi landesbank” ..dunque resto corto di bund .
    L’italia fallisce ?nonostante tutto no , vanno benissimo 1900 mld di debito ma la ricchezza è un tantino più elevata (3 volte) ,eventualmente venderemo il colosseo a qualche russoo ciinese che ne farà miniappartamenti..
    Tra ottobre e novembre 2010 molti investitori smanianti di rendimento si sono allungati dal bot al btp alla ricerca di rendimenti ….
    Mi capita di vedere tanti btp decennali comprati a rendimenti del 3.2% lordonei ptf delle persone…
    Meglio averli comprati al 3,2% in situazione di scenario inflazionistico , ocomprarli ora a 90 (btp Ag21) rendimento netto 4.36% nonostante Fede e Mentana …credo che la finanza comportamentale qualche indicazione la potrebbe dare …

    Ma qui stiamo parlando di un possibile scenario dove il banco può saltare o stiamo semplicemente parlando di bruscolini dove un titolo rende qualche punto percentuale in più o in meno in base al sentiment di qualche sprovveduto?

    Perchè prima dici che tu non scommetteresti sul fatto che la germania resti in piedi, ma poi dici che è meglio investire sui btp al 4.36 netto.
    Allora ci dobbiamo decidere se non s’investe perchè si ritiene troppo rischioso farlo, o se non lo si fa soltanto perchè il rendimento è troppo basso.
    A me possono dare anche il 6% netto, ma se per ottenerlo devo rischiare di vedermi evaporare il capitale me ne sbatto e non investo, punto.

  19. michele pancher scrive:

    l.b.chase@finanzaonline,
    Il banco salta?
    forse bisognerebbe andare ai fondamentali e guardare un po oltre …la composizione del debito italico è per la maggior parte a tasso fisso nell’intorno del 4%…il fatto che i rendimenti sono saliti non porta l’italia a dover ripagare il nuovo tasso sul passato , am solo sul rifinanziamento del debt.
    La germania sta in piedi se tutti gli altri stanno in piedi , dal rischio sistemico non ne esce neanche lei , in questo momento è il meglio del peggio e da qualche parte la liquidità bisogna buttarla..o in germania o in bce….

  20. michele pancher@finanza,

    meglio rendimenti negativi magari solo per pochi mesi piuttosto che pesanti loss sull’azionario e poi sicuramente ci sono imponenti switch dei fondi pensione e investimento: vendi piigs, compra bund
    i beni rifugio sono come i francobolli: finchè siamo tutti d’accordo che il bund e tbond sono the best, magari tappiamoci il naso ma li si compra ugualmente e tutti insieme; pensare ad asset alternativi che presentino anche caratteristiche di lquidità è dura…
    spesso mi chiedo cosa significa per uno Stato fallire: russia e argentina sono fallite o no? e in grecia che peso avrà un default per i greci? il fallimento è l’incapacità di onorare i propri debiti, un’azienda in fallimento lascia buchi e scompare, uno Stato frega i risparmiatori e resta, magari congela i conti correnti e altre porcherie ma resta in piedi e continua a pagare stipendi pubblici purchè abbia una moneta sovrana, nel sistema globalizzato il default fa più paura alla comunità finanziaria che ai cittadini
    l’Italia per ora è lontana dal default, ma se il prossimo governo si rivelasse ancora corrotto e incapace come questo allora si che finiremo come la grecia
    meglio comprarli oggi i btp ma con scadenza ravvicinata…
    la finanza comportamentale intesa anche come finanza etica dovrebbe essere appannaggio di istituzioni che non hanno alcun conflitto di interesse coi consigli di investimento ma queste istituzioni non esistono e la signora Maria non viene nemmeno sfiorata dalla necessità di conoscere la finanza comportamentale e i conflitti di interesse della sua banca: chi potrebbe stimolare la sua curiosità e chi potrebbe insegnarle qualcosa, lei che nemmeno usa il computer?

  21. hironibiki scrive:

    “Berlino – Le autorità tedesche stanno facendo sempre più fatica a trattenere la rabbia. Il problema Grecia è lungi dall’essere risolto, con Atene che fallisce ripetutamente nei tentativi di centrare i target di bilancio che sono necessari per ricevere altri aiuti internazionali. Ormai Berlino non ne può più e, insieme ad altri funzionari europei, sta parlando della possibilità di far uscire il paese ellenico dall’euro.” (Fonte Wallstreetitalia)

    Ma dai? Non riesce a centrare gli obiettivi? E come fa poverina pagando un salasso in interessi? Deprimendo l’economia per far fronte ai prestiti e garantire “i pagherò”? Nemmeno la mala sarebbe riuscita a fare tanto!
    Se questa è l’europa unita.. BEH VOGLIO USCIRNE prima che sia troppo tardi.

  22. hironibiki scrive:

    Sempre stessa fonte:
    PIIGS | Il tabu’ e’ infranto da diversi politici, che non credono piu’ valga la pena svenarsi per Atene. bSi valutano apertamente i costi di uscita dalla moneta unica del disastrato paese ellenico, che non rispetta i piani di austerita’ imposti da Bce e Ue. bUn caso di studio anche per l’Italia/b.

    WOW 8O

  23. hironibiki scrive:

    Sempre stessa fonte:
    PIIGS | Il tabu’ e’ infranto da diversi politici, che non credono piu’ valga la pena svenarsi per Atene. Si valutano apertamente i costi di uscita dalla moneta unica del disastrato paese ellenico, che non rispetta i piani di austerita’ imposti da Bce e Ue. Un caso di studio anche per l’Italia.

    WOW 8O

  24. l.b.chase scrive:

    Era ora che si svegliassero… Le zavorre vanno gettate prima che ti tirino giù con loro…

  25. per puro pragmatismo sarebbe piu’ semplice che uscisse la Germania.occhio al Eur/$ che rompe la media a 200

  26. perplessa scrive:

    gremlin: Maria

    se la sig. Maria, i suoi Btp li ha comprati prima della buriana, non è mica tanto contenta delle sue minusvalenze, perchè il bello al mondo è anche poter cambiare idea, e adesso le costerebbe salato. Se lo avesse saputo prima, non li avrebbe comprati, infatti i soliti noti si sono alleggeriti. Altro che non preoccuparsi dello spread

  27. gainhunter scrive:

    Perfetto! Più chiaro di così non si poteva spiegarlo.

    l.b.chase@finanzaonline: Ma con tutto questo discorso si punta per caso a dimostrare che non c’è da preoccuparsi a detenere titoli di stato italiani???

    Il senso è solo questo: usare lo spread btp-bund come parametro per valutare la rischiosità dei btp ha lo stesso senso di usare la differenza di prezzo tra un chilo di mele e uno di pere per determinare se il raccolto delle mele è andato bene o male.

    Ho notato anch’io che da quando i telegiornali hanno “scoperto” questo magico spread, non c’è servizio sull’economia che non ne parli, limitandosi a dire che è salito o che è sceso, senza minimamente accennare al fatto che sia salito/sceso il btp o il bund. Ricordo infatti in più di un’occasione che si parlava allarmati di aumento dello spread in giornate in cui i btp erano invariati e il bund correva.

    Ribadisco i miei dubbi relativi al fatto che le vendite di btp siano legate esclusivamente o principalmente alla sfiducia nei confronti dell’Italia, per questi motivi:
    1) il fatto che le vendite si sono abbattute su Italia, Francia, Spagna
    2) il sospetto timing dell’ondata di vendite, avvenuto a pochi giorni dalla decisione in merito alla partecipazione “volontaria” dei privati allo swap sui titoli greci

    michele pancher@finanza: Siamo proprio sicuri che sia safe heaven il bund in caso di fallimento di un eventuale italia ? io qualche problemino sulle banche tedesche lo vedrei o ce l’hanno gia “vedi landesbank” ..dunque resto corto di bund .

    Io qualche problemino lo vedrei anche sull’economia tedesca in conseguenza dell’applicazione di misure di austerity in Italia e negli altri Paesi europei.
    Secondo me ora il mercato prezza il fatto che non ci sarà default/ristrutturazione a breve e quindi OGGI considera il bund ancora safe haven.

  28. perplessa@finanza,

    forse non sono stato chiaro: se il btp decennale mantenesse nei prossimi mesi un rendimento abbastanza stabile, ad esempio il 5,5% e il bund continuasse ad essere comprato, quindi con rendimenti in discesa SUPPONIAMO fino all’1,0%, lo spread continuerebbe ad allargarsi ma non per demerito dell’Italia, alla quale si continuerebbe ad attribuire un modesto rischio di default a medio termine, bensì per MERITO (si fa per dire…) della Germania la cui specialità, il bund, va a ruba
    in questa situazione l’allargamento dello spread sarebbe indice di una situazione altamente anomala sul bund e nulla aggiungerebbe sui rischi italici
    questo per ribadire che IL VALORE PROGNOSTICO DELLO SPREAD è RELATIVO E VARIABILE

  29. TRICHET oggi ha parlato di atteggiamento accomodante e prevede nel 2012 una diminuzione dell’inflazione, quindi primo obiettivo raggiunto: BASTA AUMENTI DEI TASSI DI INTERESE PER UN PERIODO ESTESO
    l’effettiva riduzione dell’inflazione spianerebbe la strada a Draghi per una riduzione dei tassi fra una decina di mesi al max
    ma sarà poi vero che l’inflazione scenderà nel 2012? se si mantenesse al 2,40% e l’economia (lobby industriali) richiedesse una riduzione per stare a galla sarà stagflazione o giapponesizzazione?

  30. gremlin,

    Propendo per la seconda ipotesi, per dare sospiro alle aziende in maniera che possano aumentare il grado di occupazione, la fiducia e tentare di ricreare un circolo vizioso (visto che la gente è smemorata… tranne gli speculatori :mrgreen: )

    Grazie per l’esauriente e semplice spiegazione fornita con il post.

    Mi preoccupa il discorso dello zio Ben: in sostanza sono pronti ad intervenire con diversi strumenti (nuove armi economiche?) appena la situazione peggiora oltre un certo livello.

    Tradotto per la siora Maria… stiamo alla finestra a vedere il mercato scendere in maniera più o meno controllata ancora per un po’ di tempo (così’ le banche d’affari continuano a guadagnare)… e contemporaneamente vediamo la reazione sulla fiducia, cioè quanto possa ancora calare senza mandare il sistema economico al collasso (visto che dobbiamo impoverire pian piano sempre più persone per riuscire a vivere tutti su questo pianeta ed i ricchi mantenere gli stessi privilegi attuali).
    Se però la fiducia inciampa e scivola nel burrone… apriamo immediatamente diversi paracaduti per posticipare il collasso.
    Nel frattempo speriamo che l’Europa litighi ancora un po e scenda più di noi (così quella cartaccia di dollaro che abbiamo che non vale niente non si deprezza più di tanto sull’euro) così riusciamo a mantenere il dollaro ancora valuta di riserva internazionale, aspetto fondamentale per continuare ad esportare all’estero i nostri problemi economici. :wink:

  31. perplessa scrive:

    domanda:supponiamo l’Italia faccia default, ma quelli che si sono “assicurati”con i CDS, li pagano realmente,o ci stanno prendendo in giro?hanno i soldi anche solo per pagare il default della Grecia?intanto per rilassarmi mi sono guardata un bel documentario: inside job con sottotitoli in italiano
    http://exposureroom.com/members/belva64/3f26ab7b430749b3bba1cbbffd1c9684/

  32. ottofranz scrive:

    non capisco come faccia Trichet a prevedere prezzi fermi o in discesa

    Che poi discesa significherebbe deflazione.

    I prezzi sono stati supercompressi con le varie delocalizzazioni che ormai hanno finito la loro benzina. Già da questa stagione i prezzi dell’abbigliamento et similia hanno subito aumenti fra il 20 e 30%

    Se una minima scarmuccia in novembre dovesse far schizzare in alto i costi energetici la frittata sarebbe fatta.

    Quello che io vedo all’orizzonte si chiama stagflazione