SPAGNA: crollo delle vendite al dettaglio legato all’aumento dell’IVA (che accadrà in Italia?)

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

Crisi Spagna: una crisi che si avvita su se stessa

Quanto è successo in Spagna nei giorni scorsi prontamente segnalatomi dall’onnipresente e sempre attentissimo Lampo, deve essere preso in considerazione con la dovuta attenzione.
Un report di BBVA, grosso istituto bancario iberico, recita:

Una vez corregidas las variaciones estacionales propias del mes, las ventas reales del comercio minorista cayeron un 9,0% en septiembre debido al incremento del IVA. Todos los grupos de bienes, especialmente los duraderos, contribuyeron negativamente a la evolución de las ventas el pasado mes. Con todo, el gasto en consumo de los hogares ralentizó su deterioro en 3T12.

In parole povere, le vendite al dettaglio sono scese di un ulteriore 9% per colpa dell’aumento dell’IVA. Tasso che aumento al -10.9% se parametrato su base annua.
Un crollo che ormai persiste da mesi e che non può non preoccupare. In primis per la stessa economia spagnola. Crollando i consumi, ovviamente la crisi economica si avviterà su se stessa. Immaginate l’impatto sulle imprese, sulla disoccupazione, sugli stipendi e anche sulle entrate fiscali.
Domanda molto semplice ma drammaticamente importante. Con questi presupposti come si può pretendere che la Spagna possa venirne fuori, anche con l’aiuto di qualche struttura internazionale?
E soprattutto, visto che l’aumento dell’IVA ha ulteriormente messo sotto pressione le vendite al dettaglio, cosa accadrà in Italia a seguito delle ultime manovre e delle eventuali future?

Vendite dettaglio Spagna 2012 : Source BBVA

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DT

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3 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 1 novembre 2012 at 11:53

…. si stanno avviluppando su se stessi, perchè, oltre all’aumento dell’IVA, è aumentata la disoccupazione, quindi ulteriore riduzione dei consumi…..
E’ un warning indiscutibile per il governo Monti!!!!

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lampo
Scritto il 1 novembre 2012 at 13:26

Infatti… il problema è sempre il solito. E’ inutile tutta questa politica di austerity se non si effettua contemporaneamente una redistribuzione del reddito deconcentrandolo da chi lo ha accumulato (spesso senza usarlo)… a chi invece ne ha sempre più bisogno e sta accedendo alle proprie riserve di risparmi. Preciso che serve sempre più per consumi primari, non solo di beni durevoli o effimeri.
Invece la crisi (come di solito sempre avviene) sta acuendo l’effetto contrario. Chi non ha debiti, sa come sfruttare accuratamente l’effetto deflazionistico della crisi economica, e aumentare le proprie ricchezze.
Invece chi li ha vede sempre più assottigliarsi il proprio bilancio familiare, riducendo sempre più la capacità di acquisto, anche se ha la fortuna (di questi tempi) di riuscire a continuare a lavorare (non oso immaginare il dramma di chi, nel frattempo, ha perso anche il lavoro… basta andarsi a vedere le vendite immobiliari e mobiliari giudiziarie).
Non cito poi le classi a reddito fisso (pensionati, sussidiati che hanno veramente bisogno, ecc.) che praticamente non hanno voce… e per questo vengono sempre più tartassati (tanto non possono lamentarsi).
Permettetemi che in Italia la situazione economica non è ancora degenerata a livello greco o spagnolo, perché circola ancora molto nero… ma in questi ultimi mesi, l’effetto delle disposizioni fiscali per la sua limitazione, stanno svolgendo i loro effetti (è evidente dal numero sempre minore di compravendite immobiliari senza mutuo, il più classico sistema per far rientrare in circolo il nero… oltre al crollo delle vendite di auto aziendali e non senza finanziamento). Appena il nero si ridurrà entro certi livelli, ecco che verranno tutti i nodi al pettine causati dall’eccessiva tassazione, in maniera analoga a quanto evidenziato nel grafico spagnolo di questo post.
E’ solo questione di tempo, come già avvenuto per la disoccupazione…
Ma ovviamente quando succederà… il problema sarà in mano ad un altro governo… che come al solito darà la colpa al precedente, nella solita maniera gattopardesca.
Spero che per allora gli italiani abbiano capito che è giunto il momento di lasciar perdere l’individualismo… e che invece è necessario e indispensabile “fare sistema”, “collaborare”, “scambiare” manodopera e conoscenza, ma soprattutto avere un controllo attivo sull’attività pubblica ad interesse della collettività.

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perplessa
Scritto il 1 novembre 2012 at 22:41

lampo: se non si effettua contemporaneamente una redistribuzione del reddito deconcentrandolo da chi lo ha accumulato

è prevedibile che chi ha accumulato non sia daccordo, e stia operando per accumulare ancora di più,il problema è come costringerlo a redistribuire….

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