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SOFFERENZE BANCARIE: non solo ITALIA nel mirino

Scritto il alle 12:16 da Danilo DT

crediti-sofferenze-banche-italiane

Nel giorno in cui le banche italiane sono nuovamente sotto pressione in borsa a Piazza Affari, voglio portarvi a conoscenza di un grafico che mette a nudo lo stato di salute delle banche europee se viste dal alto del rapporto tra crediti concessi e sofferenze.
Un rapporto quindi che va a fotografare la qualità del credito concesso dai vari sistemi bancari.
Nel lato destro del grafico trovate invece l’andamento reale del PIL dell’Eurozona più il rapporto tra i finanziamenti concessi ed i NFC, ovvero i Non financials corporations. Vale a dire l’andamento del dei finanziamenti concessi ad enti non finanziari.

Al momento il tasso di crediti in sofferenza rimane molto elevato (17.8%, anche se ha toccato picchi del 18.2% nel 2015).

After picking up in Q3 2015 (18.2%) the total gross NPL ratio slightly declined, but at 17.8% in Q1 2016 remains high. Total gross bad debts amount to about EUR 200 billion, and were primarily concentrated in the construction (22%), manufacturing (18%) and trade (14%) sectors. (DBRS) 

asset-quality-gross-npl-ratio-italy

Parliamo ancora sempre di cifre mostruose, 200 miliardi di Euro che non possono certo essere difese dai piccoli “Davidi” Atlante ed Atlante 2, che devono fronteggiare il grande Golia degli NPL. Sofferenze molto legate al settore immobiliare (che ha poi fatto saltare buona parte delle famose quattro banche italiane salvate dal decreto !”anti Bail In”) che rappresentano quindi un quinto dell’intero ammontare dei crediti concessi. Capite bene, cari amici, che questo dato è ESTREMAMENTE ALLARMANTE sopratutto se poi confrontato con la redditività del settore e di tassi di mercato.

Su 100 euro prestati, mediamente 20 non mi verranno restituiti. Ed io dovre come banca, compensare questo 20 con gli utili ottenuti dai tassi di mercato, che sono sotto zero, pagandomi anche le spese? Mi domando come farà mai a ripartire il settore, anche perchè, come illustra il grafico di cui sopra, la percentuale di copertura di questi NPL in Italia è pari a circa il 45%. Quindi, di quei famosi 20 euro in sofferenza, a bilancio ne ho già considerati come persi 9 euro (45% dei NPL): ed i restanti 11?

Situazione di emergenza che, come ben sapete, tocca sopratutto la crescita. Non  dimentichiamoci mai, a questo proposto, di questo grafico… OCCORRE CRESCERE!!!

italy-real-gdp-vs-eurozone

Ma attenzione, cerchiamo di essere onesti, non solo l’Italia è in difficoltà sotto questo aspetto. Guardate Irlanda (con forte esposizione sull’immobiliare) e Portogallo.
La prima ha qualche soffferenza in meno ma ha minore copertura, ma sopratutto il Portogallo, con più NPL e copertura SOLO al 40%.
Ora quindi sapete CHI veramente deve essere monitorato con attenzione. L’elefante nella stanza dei cristalli (Italia) resta in pole position, ma nel breve non sottovalutate l’emergenza PORTOGALLO.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
rubicon
Scritto il 19 agosto 2016 at 13:07

mi fa raccapricciare vedere che siamo tutti, o quasi tutti, abbondantemente scoperti…. Se poi immaginiamo che a livello di NPL/gdp il dato di alcune nazioni si sposti un po’ più a destra… beh… saranno dolori!!!

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Scritto il 20 agosto 2016 at 06:51

Penso che il problema banche sia da risolvere velocemente. Non parlo solo dei crediti deteriorati ma anche del modello di business. È evidente che il lavoro delle banche è cambiato e cambierà ancora. Bisogna risolvere in quaclche modo e sopratutto rapidamente queste due problematiche. Diversamente rimarremo ancora al palo. Inoltre qualcuno deve avvisare rendi che se io devo versare tra tasse dirette e interdette il 70% di quello che guadagno non investo. E non si tratta di pagare 1% in meno… Un imprenditore se investe vuole portare a casa qualcosa non fare beneficenza allo stato

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perplessa
Scritto il 22 agosto 2016 at 00:29

chiedi a Google quanto paga lui allo stato italiano

pig_org@fi­nan­za: Un im­pren­di­to­re se in­ve­ste vuole por­ta­re a casa qual­co­sa non fare be­ne­fi­cen­za allo stato

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