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RISIKO: Francia all’attacco del sistema finanziario italiano

Scritto il alle 10:08 da Danilo DT

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E quasi per magia, tornarono gli acquisti sul settore finanziario italiano. A muovere le acque sono i rumors su Generali, Intesa SanPaolo e Mediobanca. E anche Unicredit in modo indiretto. Ma non per l’aumento di capitale, bensì per questo risiko all’italiana che deve essere preso con le molle.

Tanto per cominciare è giusto dire che il settore finanziario italiano è decisamente sottovalutato in borsa. Quindi ci potrebbe anche stare un rally dopo tante correzioni.
Però attenzione, in questo risiko si possono nascondere questioni molto più grandi di matrice politica.

Generali è la prima compagnia di assicurazioni italiana, terza a livello europeo e rappresenta il più grande gestore di risparmio italiano.
L’AD di Generali è un francese e questo potrebbe “aiutare” in direzione di un’aggregazione con Axa, secondo polo assicurativo europeo. Ma il principale azionista di Generali è Mediobanca, comandata per 1/3 da Unicredit e per un terzo da soci francesi.
Primo problema: Mediobanca dovrebbe difendere l’italianità di Generali. Ma si trova in una situazione ibrida, quasi una crisi di identità, anche se al momento l’azionista di riferimento della holding resta Unicredit.

Ma attenzione: chi guida, oggi, Unicredit? Mustier che guarda caso è francese. E sempre per caso (si fa per dire) Unicredit ha già venduto parte dei suoi gioielli. E tra di essi il gioiello più grande è sicuramente Pioneer, che con i suoi 200 miliardi di euro di risparmi italiani, rappresenta un player non di second’ordine. MA ecco la domanda bomba: a chi ha venduto Pioneer? Ma ovviamente ai Francesi! Si, sono quelli di Amundi.
Inoltre, provate a farvi un pò di ricerche su internet e troverete anche della stampa d’Oltralpe che parla di una fusione tra la stessa Unicredit con chi? Beh, è ovvio… Chiamiamola fusione, ma sarebbe una acquisizione, magari uno scambio carta contro carta e poi a comandare sarebbe, guarda caso, un altra istituzione bancaria francese, ovvero Société Générale.

In questa rete che spero di aver descritto in modo comprensibile, è evidente che stiamo parlando alla fine un attacco all’italianità del nostro sistema finanziario, attacco che è già stato sferrato in modo evidente e che rischia di continuare prossimamente.

In un batter d’occhio, quindi si arriverebbe ad avere Generali sotto Axa, Unicredit sotto SG e Mediobanca automaticamente comandata da Parigi.

Cosa ci resta? La baca che la borsa oggi sta punendo, ovvero Intesa SanPaolo, che tenta l’approccio a Generali in nome della politica e della italianità.
Ovviamente la scusa è che l’Italia è un paese debole, con un sistema finanziario fragile ecc ecc (alla faccia delle frasi fatte in cui si diceva ceh le nostre banche sono solide). Quindi ovviamente il predatore si disegna come “salvatore” non della Patria (perchè porta le compagnie in Francia) ma salvatore dell’integrità finanziaria dell’Italia.
E se provate a guardarvi indietro non sono casi isolati. Ricordate? Ne parlavo in questo post. La penultima puntata è stata poi la “fusione” tra Essilor e Luxottica.

FTSEMIB Bank Index

La cosa però grave è che la nostra fragilità non gioca a favore dell’italianità.

Non dimentichiamo infatti che siamo alle porte di un mega aumento di capitale di Unicredit.
Non dimentichiamo che seguirà anche un aumento di UBI.
Non dimentichiamo che i nostri problemi sui NPL non sono affatto risolti. Anzi. MI risulta che recentemente una banca italiana, la nuova BAMI ovvero Banco Bpm, ha annunciato la vendita di un portafoglio di NPL unsecured da 641mn. Il prezzo ufficiale non è stato reso noto (così mi risulta), ma sono stati fatti dei ragionevoli calcoli che portano la valutazione di tali NPL a… 5 centesimi. Ovvero al 5%.

Ok, sono unsecured (i cosiddetti “secured” potrebbero raggiungere una valutazione di 25-30%) ma come sono conteggiati tali NPL nei bilanci delle banche italiane?
Non facciamoci prendere dall’euforia dei movimenti del risiko. Nella realtà dei fatti c’è un settore sicuramente interessante ma ancora da riassettare per benino, con la consapevolezza che, forse, non tutto è scontato a dovere nei bilanci.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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7 commenti Commenta
mashimo74
Scritto il 25 gennaio 2017 at 10:49

Articolo illuminante .. i miei complimenti !!!!

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paolo41
Scritto il 25 gennaio 2017 at 13:19

d’accordissimo !!!!! è un chiaro assalto al risparmio degli italiani. Non sottovalutiamo che anche Banca Generali sta acquisendo interessanti dimensioni nel campo del risparmio gestito.

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ottofranz
Scritto il 25 gennaio 2017 at 18:25

scusa Boss, ma tu vorresti aizzare l’italianità a gente che compra abbigliamento spagnolo o svedese , mobili svedesi, auto tedesche , e va in vacanza a Caraibi e Maldive ? Cosa vuoi che importi se i risparmi sono al Monte paschi o in Societè general ? O importa ? :-)

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gainhunter
Scritto il 25 gennaio 2017 at 18:45

Dal momento che l’Italia non esiste più dal punto di vista industriale e tra un po’ non esisterà nemmeno a livello finanziario, e non è mai esistita dal punto di vista “nazionale”/patriottico, perchè mai dovrebbe continuare a esistere a livello politico/amministrativo?
Troika o smembramento, ovviamente io opto per la seconda.

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Scritto il 25 gennaio 2017 at 23:39

ot­to­franz,

Assolutamente no, tanto per fare un esempio, non credo che i clienti di BNL siano così disperati di essere con una banca francese. Ma resta il fatto che del nostro paese non resterà più nulla. Solo questo. E non credo sia poi così positivo per tanti motivi….

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gainhunter
Scritto il 26 gennaio 2017 at 08:00

OT ma degno di nota:
“The fastest way to dismantle the EU is to continue talking about a step-by-step move towards some sort of superstate.”
Mark Rutte, Davos, Jan 2017

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