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Rischio povertà: crisi economica e austerity ammazzano la classe media

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Il 50% delle famiglie con meno di 2037 euro al mese. I poveri sempre più poveri mentre i ricchi…

In passato abbiamo più volte spiegato che questa crisi sta soprattutto “allargando” gli spread. Ma non solo quello ormai arcinoto tra BTP e Bund. Si tratta anche di spread tra economie del nord Europa (solido e virtuoso) e sud Europa (indebitato ed in forte recessione). E non solo di economia.
Chi segue da più tempo il blog, ricorderà i discorsi fatti sulle conseguenze di questa crisi sulla società.
L’austerity sta ammazzando non solo la crescita economica, ma anche la classe media. Infatti è statisticamente provato che i ricchi praticamente vengono “sfiorati” dalla crisi, i poveri restano poveri e peggiorano la loro situazione e la classe media…si estingue. Peccato che proprio lei, la classe media, è quella che alla fine fa la differenza, che muove gli equilibri dei consumi. E la crisi tende a portare la classe media verso la classe dei meno abbienti.

L’analisi dell’ISTAT PRIMA dell’ultimo studio… (ottobre 2012)

Secondo un recente studio dell’Istat, oltre ¼ degli italiani (per essere più precisi il 28.4%) è a rischio povertà. L’indicatore deriva dalla combinazione del rischio di povertà (calcolato sui redditi 2010), della severa deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro ed è definito come la quota di popolazione che sperimenta almeno una delle suddette condizioni.
Ma non basta. Il 50% delle famiglie non supera i 24.444 euro netti all’anno. E al Sud il reddito è il 73% del Nord. La metà delle famiglie italiane ha percepito nel 2010 meno di 2.037 euro al mese.

E proprio in merito al gap tra ricchi e poveri, viene messo in risalto l’ampiamento dell’apertura tra le due classi sociali. Infatti il 20% dei redditi più alti detiene il 37,4% del reddito totale e il 20% dei più poveri appena l’8%.

Chart by SkyTG24 

Insomma, come illustrato in passato, non dimentichiamo mai gli effetti della crisi sul tessuto sociale, perché la chiave, alla fine sta tutta lì. Perchè è la classe media che alimenta i consumi e fa andare avanti l’economia. Se muore la classe media, muore l’economia stessa. Chiunque vada al governo se lo ricordi, please…

PS: dimenticavo. I dati sono relativi al 2011. Quindi tenetene conto, prendendo in esame il 2012 tali dati non potranno che essere molto peggiori.

STAY TUNED!

DT

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gremlin

la povertà ha nomi e cognomi e volendo un giorno allestire una batteria di autodafè sapremmo come utilizzarli al meglio

COMUNQUE…

Sembra che i mercati ci credano davvero. Qualche ora fa è stato pubblicato questo articolo su Bloomberg
http://www.bloomberg.com/news/2012-12-11/fed-seen-pumping-up-assets-to-4-trillion-in-new-buying.html
in cui si dà quasi per certo che verrà introdotta una nuova manovra monetaria espansiva.
Domani alle 14.30 verrà resa nota la decisione e alle 16.15 segue la conferenza stampa di Bernanke.
Potrebbe essere il rally di Natale, quest’anno in tono minore rispetto al 2011 comunque da tenere presente. Già ora RISK ON

Scritto il 11 dicembre 2012 at 15:54
danaeb

Leggete quest’analisi del telegraph sulla situazione italiana.

http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/9735757/Mario-Montis-exit-is-only-way-to-save-Italy.html

Scritto il 11 dicembre 2012 at 18:30
paolo41

danaeb@finanza,

sono curioso di vedere, nei prossimi giorni, quanti giornali italiani e quante TV hanno il coraggio o, meglio ancora, la correttezza di riportare questo articolo nei loro editoriali….

Scritto il 11 dicembre 2012 at 20:54
lampo

paolo41,

C’è qualche blog che si è già preso la briga di tradurlo in italiano.

Non entro in merito nel contenuto dell’articolo visto che lo ritengo molto di parte…

Scritto il 11 dicembre 2012 at 21:00
danaeb

lampo,

Ma molto di parte in che senso? Certamente Prichard, lo seguo abbastanza , non è mai stato un ammiratore di Berlusconi, è un cinico osservatore della realtà. Le cose che ha detto Berlusconi sulla politica tedesca sono quelle che lui scrive da sempre. Allora possiamo dire di parte, nel senso che sostiene fortemente un pensiero antieuro, e come inglese rappresenta un giornale che è fortemente critico nei confronti della moneta unica. Ritiene la moneta unica un’aberrazione incompatibile con economie troppo diverse e in effetti finora ne ha previsto gli effetti con con tragica precisione. L’ho sempre confrontato con quelli di Europe2020, due visioni diametralmente opposte, entrambe con delle ragioni e dei torti, ma è importantissimo capire quale delle due visioni prevarrà, non per dar ragione a Berlusconi o a Monti che in fondo non sono altro che due pedine di un gioco più grande.

Scritto il 11 dicembre 2012 at 23:20
paolo41

lampo,

credo che qualsiasi evento abbia sempre più di una faccia, dipende dal punto di vista; personalmente ritengo anch’io che l’articolo pecchi un po’ di partigianeria, ma la mia osservazione riguarda il diritto di informazione che, in questo momento, è particolarmente calpestato e unidirezionale.
D’altra parte quando qualcuno dice che l’entrata nell’euro è stata una disgrazia per l’economia italiana mi trova subito “partigiano”.
Per il resto stiamo a vedere quanti giornali o trasmissioni TV riporteranno i contenuti dell’articolo.

Scritto il 11 dicembre 2012 at 23:20
lampo

danaeb@finanza,

Sì, hai centrato cosa intendevo. Il giornale è tendenzialmente anti-europeista, contrariamente a Europe2020. Ritengo comunque interessante la posizione di Prichard, come spesso mi capita.

paolo41,
Prevedo che in futuro la nostra stampa cambierà il diffuso genere di “cronaca nera” o “tette e culi” trasformandosi improvvisamente in anti-europeista: che inizi già la prossima campagna elettorale? :lol:
A giudicare dagli schieramenti di questi giorni di chi è a favore o contrario a Monti… pare proprio di sì.

Scritto il 11 dicembre 2012 at 23:49
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