REVOLUTION al Teatrino degli Orrori

Scritto il alle 12:30 da Danilo DT

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A livello di immagine Barack Obama le sta proprio provando tutte. E non solo a livello di immagine. Continuando sulla politica di far autoalimentare l’entusiasmo e la fiducia nei consumatori e nei risparmiatori, al fine di generare uno stimolo psicologico forte che influisca sulla ripartenza degli investimenti e dei consumi, il Governo USA prova a mantenere alta la tensione. E fa entrare l’artiglieria pesante. Protagonista la Federal Reserve.
Sulla carta, quanto comunicato da Obama, ci sarebbero tutti i presupposti per una vera e propria rivoluzione in ambito di riforme delle regole per la stabilità finanziaria ed i controlli (monitoraggi) sui rischi e sulla gestione degli stessi.
Ma i dubbi permangono.
Cosa ci offre il buon Obama?

1) Nasce una Super FED:La Federal Riserve avrà maggiori poteri di vigilanza e funzioni di stabilizzatrice nel sistema finanziario
2) Nasce una Super SEC: la Securities & Exchange Commission monitorerà sull’operato degli hedge funds
3) Banca Centrale supervisore: sarà l’organismo che vigilerà sulle banche
4) Nasce il FSOC per il monitoraggio dei rischi
5) Nasce il CFPA con compiti di analisi e tutela del mercato in caso di pratiche legali scorrette

Sulla carta cambia tutto. Poi in pratica bisogna vedere come queste organizzazioni riusciranno a lavorare, anche a collaborare e a monitorare il mercato come da previsioni.

Però a me sembra tutto troppo bello e troppo facile.

Tanto per cominciare, chi ci garantisce che il meccanismo possa veramente funzionare? Negli ultimi mesi, abbiamo visto nascere e morire gruppi di lavoro, idee, progetti. La realtà è che il momento è tremendamente difficile e si sta cercando di tappare le falle e di riorganizzare tutto , per cercare di fare gli stessi errori in futuro, mettendo il sguinzaglio a tutto quello che ha fatto danni.

Peccato che i danni già fatti si ripareranno con estrema difficoltà.
Peccato che in futuro l’alchimia finanziaria si inventerà dei nuovi stratagemmi per creare nuove speculazioni e nuove bolle
Peccato che che monitoraggi e queste regole devono obbligatoriamente essere condivise non solo sul territorio americano, ma in tutto il mondo.

L’ho già detto in passato. La regolamentazione deve essere condivisa a LIVELLO GLOBALE, altrimenti tutti diventa inutile. Ormai la finanza è assolutamente globalizzata e fermarci a mettere vincoli e divieti in un unico stato, seppur importante come gli USA, non è assolutamente sufficiente.

Mai così dopo il 1929, però attenzione alla FED !

A ragione, secondo me, Obama definisce queste sue decisioni rivoluzionarie e di fondamentale importanza, una grande riforma che non ha nulla da invidiare alle contromisure prese per ovviare alla Grande Depressione, che resta ancor oggi il grande incubo che tutti vogliono evitare.
La Rivoluzione però, a me, pare zoppa.
Quindi buone le intenzioni ma difficile renderle (per ora) realmente valide a livello operativo.
Inoltre permettetemi un appunto che un po’ mi preoccupa.
In questa grande Revolution c’è però una “fase” che non mi piace.

La politicizzazione della FED

La FED, che finora ha fatto della sua indipendenza un elemento fondamentale, d’ora in avanti dovrà ricevere il “nulla osta” nel momento in cui interverrà sui mercati.
Questo fatto si può sintetizzare in un modo: politicizzazione.
Ovvero la FED perde l’indipendenza e diventa un ente governativo, in quanto non avrà più grandi autonomie.Questo mi preoccupa non poco, perché significa che la FED sarà costretta ad operare sotto la vigilanza e la benedizione del Governo USA. Fine dell’indipendenza ed ingresso come attrice protagonista nel grande teatrino della politica di cui spesso abbiamo parlato.
Secondo voi dobbiamo essere felici di questo? Tutt’altro. Il rischio è che la vera funzione della FED si perda definitivamente, diventando una filiale del Governo che la costringerà a fare solo quello che Obama vorrà.

Un rapido esempio…

Per spiegare un po’ che cosa significa questa cosa, vi faccio un esempio.
Ipotesi: l’inflazione aumenta a dismisura. La FED vuole aumentare i tassi per drenare liquidità al mercato. Ma il governo è contrario, vieta l’aumento alla FED e anzi, calma le acque facendo invece intendere al mercato che l’iflazione creata è un’inflazione “buona” legata alla crescita e che quindi non desta preoccupazioni. Mossa politica contro mossa economica.
E quando la politica domina, in questi casi, fa solo disastri.
Un’ultima postilla e poi chiudo, chiedendo scusa se mi sono dilungato: alla faccia del rimborso del TARP anticipato, sono stati tagliati i rating di molte banche USA. E i CDS del settore finanziario tornano a lievitare.

E la crisi del settore bancario sarebbe finita?

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