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#RENXIT: scenario RISK ON. La parola ora alla BCE

Scritto il alle 11:55 da Danilo DT

Renxit

PANIC? STOP. NO PANIC!
Ormai è chiaro. Le epiche cavallette che distruggeranno i mercati finanziari sono per l’ennesima volta scongiurate.
Anche se con Trump e Brexit, in effetti, non possiamo parlare di veri impatti perchè sono eventi che, nella realtà, non sono ancora “effettivi”, si temeva non poco il referendum proprio perchè avrebbe generato nel’immediato una crisi di governo in Italia.
Ma nulla, anche stavolta i mercati finanziari hanno retto (permettetemi il termine) splendidamente. Uno -0.20% era non preventivabile anche nella migliore delle ipotesi. Come è successo con le elezioni USA, il primo importante segno di volatilità, subito rientrato, lo abbiamo visto sul forex. Nella fattispecie con il cross Euro Dollaro.
All’annuncio della vittoria di Trump, ci fu un forte crollo nell’intraday del Dollaro USA ma poi, seguì immediatamente un rafforzamento dello stesso ed una stabilizzazione della situazione. E ieri è successo una situazione simile. Crolla il governo, l’EURUSD si rafforza violentemente per poi rientrare.

Grafico EUR USD

cross-eurusd-intraday-trump-renzi

Il termometro della crisi italica era ovviamente lo spread BTP Bund. Ma noi lo abbiamo affinato andando a vedere lo spread tra BTP e Bonos a 10 anni.
Il risultato è abbastanza chiaro. Situazione che al momento non è scappata di mano.

Spread BTP Bonos

spread-btp-bonos

Non c’è che dire, il mercato continua in modo convinto nel suo “mood” che è squisitamente “RISK ON”, malgrado, ancora una volta, l’arrivo di un risultato anti-establishment, canalizzato dai voti generici di protesta uniti al fronte compatto dei partiti all’opposizione (e interna al PD di Renzi).
Il vero perdente di tutta questa tragicommedia è ovviamente Renzi: con questo risultato, forse atteso nella direzione ma non nella sua intensità, il primo ministro Renzi non poteva fare altrimenti che riconoscere la sconfitta e rassegnare le sue dimissioni al Presidente Mattarella, come avvenuto ieri pomeriggio. Un harakiri politico di Renzi dunque, che su twitter, come già vi ho scritto, ho paragonato a quanto accaduto in GB con Cameron.
Ora cosa dobbiamo aspettarci?
Secondo me è molto probabile quello che definire un “governo di scopo”.
Qualche cambiamento tra i ministri, un Premier diverso (Padoan?) con compiti urgenti ed importanti, da espletare nell’immediato:risk on

A) Gestione della problematica “BANCHE ITALIANE”, compresa l’operazione MPS, Unicredit, più le altre banche in crisi, senza dimenticare ovviamente la questione NPL
B) Legge Finanziaria: da completare e far passare
C) Nuova legge elettorale: così poi possiamo andare alle elezioni. Quando? Beh, signori, tutto è possibile. Magari a febbraio o addirittura dopo quelle tedesche. Oppure…a fine legislatura? il che sarebbe sorprendente ma per certi versi nemmeno troppo.

Morale: sembra che la situazione sia sotto controllo, ed il mercato quindi si sente in condizioni di “sicurezza”. Ecco perchè non è successo nulla ed ecco eprchè la borsa oggi è positiva.
Il nostro indicatori RISKON-RISKOFF parla chiaro. Sentiment forte, mercato tranquillo

risk-on-off-chart

Ora il prossimo fondamentale passaggio è per giovedì. La parola alla BCE e a Mario Draghi che dovrà ribadire questo regime di “protezione del mercato”. Le attese sono come sempre elevate. E Mario, probabilmente, non le deluderà.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
draziz
Scritto il 6 dicembre 2016 at 16:09

…mi sbagliero…ma… QUESTO mi sembra il “rally di Natale”…
poi si inizia a distribuire…

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Lukas
Scritto il 6 dicembre 2016 at 18:33

dra­ziz@fi­nan­za,

Festeggiano la vittoria del no……….

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Scritto il 6 dicembre 2016 at 21:27

Chiusura spumeggiante di Milano. BUONE FESTEEEEEEEEEEEE

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