RECESSIONE USA: arriva, ma non adesso!

Scritto il alle 12:34 da Danilo DT

Tra alti e bassi la borsa USA sta tenendo bene, come anche anticipato nell’analisi del COT Report pubblicata nei giorni scorsi. Molti lettori sono rimasti abbastanza “affascinati” dal comportamento divergente dei bond High Yield rispetto all’equity.
E come spesso accade, si sta cercando la miccia che accende in candelotto di dinamite. E la domanda più ricorrente è: “ma questo andamento divergente potrebbe essere anticipatore anche di una prossima recessione”?

Un inasprimento del mercato high yield, come già vi ho detto, non è certo un bel segnale. Però trovo estremamente prematuro poter parlare di recessione, oggi, per gli USA. Certo, prima o poi arriverà anche la recessione ma oggi credo di poter dire che mancano oggettivamente le condizioni.

High yield USA: il tasso effettivo non desta preoccupazione

Tanto per cominciare, non dimenticate MAI le condizioni generali di mercato e quanto ci stiamo ritrovando a livello di politica monetaria e fiscale.
E’ vero, la FED ha tirato un po’ il freno, non è quella di una volta ma ancora non si può dire che sia diventata “falco” in modo aggressivo. Inoltre se la FED frena, le altre banche centrali (BCE e BOJ) in primis, continuano a pompare denaro sul mercato che, in un ambiente così globalizzato, porta effetti positivi anche negli USA.
Inoltre c’è la politica fiscale.
Trump sta portando avanti le sue idee…

Con uno scarto di soli 22 voti, 227 a favore e 205 contrari, la Camera ha approvato la sua versione della riforma fiscale voluta dal presidente Usa Donald Trump. Il testo passa ora all’esame del Senato dove le cose sono più complicate perché la Camera alta sta lavorando ad una sua versione del testo ed anche perché alcuni senatori dello stesso Grand Old Party (Gop) non concordano con il principio.
Il testo passato alla Camera prevede in sintesi un taglio delle tasse entro la fine dell’anno per 1.500 miliardi di dollari. Tagli che secondo i critici aiuteranno principalmente i piu’ ricchi (AGI) 

…anche se poi ci sarà il complesso scoglio del Senato, e non sarà facile, come sopra illustrato, portare a termine con successo la manovra senza subire delle modifiche. Intanto però è chiaro: lo stimolo fiscale ci sarà, e porterà nuova linfa.

Ovvio, ci sono però anche elementi un po’ meno brillanti. Dopo anni di gloria, i margini di alcuni settori si sono un po’ deteriorati (telecomunicazioni, sanità e vendita al dettaglio), ma non in modo così drammatico da “chiamare” la recessione.
Possibili dei rallentamenti per il PIL, che non correrà più in modo così impetuoso, per la spesa dei consumatori, che per forza di cose verrà un po’ limitata, influendo anche sui relativi indicatori di sentiment. Però come detto, nulla di drivoluzionario per ora.

E poi il contesto di mercato. I mercati sono stati sostenuti da tutto quel mondo creato ad hoc e che ha influenzato in modo determinante il ciclo economico. Sarà anche un’economia artificiosa, ma i mercati oggi la rispecchiano e quindi ci tocca adeguarci. E tuttora molti di questi tasselli sono ancora presenti: bassa inflazione degli Stati Uniti, bassi tassi di interesse, tassi di interesse negativi in Europa e Giappone con stimoli per il settore bancario non indifferenti, più ovviamente i vari QE a livello globale.
E come vi ho già illustrato in passato, le banche centrali hanno volutamente fatto percepire al mercato che lo status quo, nei prossimi mesi, non cambierà.
Quindi cautela nel dire che sta per saltare tutto. Quantomeno ora.
Solo un forte aumento dell’inflazione negli USA e in Europa potrebbero portare cambiamenti strutturali (e conseguentemente anche nuovi atteggiamenti da parte delle banche centrali).
Ma come vi ho detto, tutto quanto scritto sopra non è previsto, per ora.
E se cambia qualcosa e fa saltare i piani? Ecco, in quel caso allora dobbiamo fermarci e parlarne. Ma ora è decisamente presto.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
alplet
Scritto il 17 novembre 2017 at 14:50

Probabilmente è così. Soltanto una cosa: indovinare quando sarà recessione – e quindi indovinare il mercato al ribasso – non credo che si possa fare guardando gli high yeld solamente: sono un bellissimo indicatore, ma credo che sarebbe troppo facile per tutti azzeccare. Invece mi pare che siano proprio pochi quelli che azzeccano il quando.

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