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RATING: agenzie nel mirino. Colpiti i sicari, ma la Cupola è intatta.

Scritto il alle 09:21 da Danilo DT

Sotto accusa S&P, ma presto potrebbero arrivare accuse anche per Moody’s e Fitch. Ma è al soluzione a tutti problemi?

Chi segue il blog da diversi anni, ricorderà sicuramente cosa era successo nel 2007 (e di nostri avvertimenti dell’epoca). Scenario di Bolla di Liquidità, con conseguente crisi subprime e mercato obbligazionario che va letteralmente in palla.
A distanza di tanti anni, Obama oggi decide di fare la voce grossa e di mettere sulla gogna l’agenzia di Rating S&P per i rating troppo allegri dati a certe emissioni proprio in quel periodo. L’accusa nei confronti di S&P è addirittura di truffa. E la richiesta di risarcimento è pari a 5 miliardi: Una cifra che è molto vicina al fatturato di Casa Madre di S&P (una società che si chiama McGraw Hill). Ma la cosa interessante è capire cosa faranno le altre istituzioni. Certo è che se si muoveranno tutte in concerto, accusando le società di rating di truffa e riusciranno a dimostrarlo, significherà che le varie Moody’s, Fitch e ovvio S&P salteranno per aria.
Ma attenzione, non dimentichiamo MAI che dietro alle stesse società di rating c’era la regia delle stesse banche USA, che prima hanno beneficiato in modo considerevole dei rating truffaldini, ma poi ci hanno rimesso il giusto quanto la situazione gli è scappata via di mano… Ma lo Stato a quel punto è giunto a soccorso del sistema…

WASHINGTON – L’amministrazione Obama fa causa a Standard&Poor’s per aver sopravvalutato alcuni titoli immobiliari, contribuendo in maniera determinante a scatenare la crisi dei mutui subprime nel 2008, quella che ha poi scatenato la recessione in tutto il mondo. E intende chiedere un risarcimento di almeno cinque miliardi di dollari.

Secondo il Wall Street Journal, l’azione legale è già stata avviate ed entro questa settimana sarà formalizzata sia a livello federale che a livello statale. A presentare le carte in tribunale saranno il dipartimento alla Giustizia e i procuratrori di diversi Stati Usa. Un’iniziativa attesa dopo il fallimento dei colloqui con i vertici della società di rating. (Source)

Intanto però proprio quelle banche hanno guadagnato PRIMA cifre pazzesche, e poi anziché fare la fine che meritavano (fallire) sono state salvate dallo Stato americano, per il “bene comune” (too big to fail). Ed oggi sono tutte lì, sane “in modo apparente” (perché sempre cariche di immondizia varia e derivati) ma anche sempre capaci di fare utili mostruosi.

E se saltano le società di rating? Le banche ovviamente ci rimetteranno un po’,  in quanto le stesse banche sono tra le principali azioniste di queste agenzie ( è tutto un circolo mafioso…) ma la perdita sarà sempre una briciola se confrontata alla quantità di utili fatti in passato, nel presente e in futuro proprio grazie alle società di rating.
Un po’ come se venisse fatto fuori un sicario dalla Polizia. La Cupola viene solo sfiorata e resta intatta. Ha perso una pedina ma di certo troverà il modo di sostituirla

STAY TUNED!

DT

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RATING: agenzie nel mirino. Colpiti i sicari, ma la Cupola è intatta., 10.0 out of 10 based on 1 rating
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ferrariferrari

si attacca l’esecutore materiale, non il mandante :-)
comunque, con questo attacco sembra si voglia giocare d’anticipo, sembra si voglia anche discreditare (e ne hanno tutte le ragioni) le agenzie di rating anche in previsione di un declassamento del debito usa.

Scritto il 7 febbraio 2013 at 10:04
atomictonto

Si si la cupola è intatta, intanto se il governo USA vince la causa (…) finalmente S&P fallisce e chiude.
Gli altri si metteranno a cuccia come cagnolini bastonati.
Negli ultimi 2 anni l’ho scritto decine di volte: le agenzie di rating hanno giocato non sporco, sporchissimo, e vanno punite. Punite.
Prendiamo Moody’s. Oltre ad avere un nome da cartone animato dei bambini è una mini-azienda di 1600 persone che si è permessa di dare un rating all’Italia uguale a quello della Colombia. Ecco, il Tesoro doveva immediatamente fare una scalata aggressiva e chiuderla la settimana dopo, con 2-3 miliardi di euro si faceva, molto meno del danno fatto ai costi di servizio del debito.
Avrei anche mandato 10 troupe RAI a filmare i gonzi con la faccia smarrita e la scatola di cartone in mano che uscivano dalle sedi.

Scritto il 7 febbraio 2013 at 10:04
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