Quando una buona notizia è una cattiva notizia

Scritto il alle 09:42 da Danilo DT

disoccupazione-usa-job

I dati sul mercato del lavoro USA usciti ieri rappresentano l’ennesima accelerazione del mondo dell’occupazione americano. O per lo meno questo è quanto sembra. Malgrado tutto, però, Wall Street corregge in modo deciso. Nel “reality show” della finanza “good news ins a bad news”. [Weekly Rewind]

Tasso disoccupazione USA al 5.5%. Il minimo da circa 7 anni. I NFP (non farm payrolls) hanno avuto un incremento di 295.000 unità a febbraio. Le previsioni erano invece du tasso disoccuapzione al 5.6% (quindi meglio delle attese) e un dato sui NFP pari a +240.000 unità.
Nulla da dire, due dati sulla carta notevoli che testimoniano la continuazione della corsa del treno economico USA.
Se guardiamo con un po’ più di attenzione notiamo che addirittura questi dati sono ulteriormente migliorati negli ultimi mesi. I NFP crescevano ad un ritmo di circa 200.000 al mese. Questa volta abbiamo sfiorato le 300.000 unità.

mondo-lavoro-USA

Il mondo del lavoro USA (tasso disoccupazione) ha visto una forte accelerazione in positivo…però il resto come va?

Ma tutto questo ha però il suo rovescio della medaglia, visto che il tasso di partecipazione al lavoro è sceso al 62.8% ed il lavoro marginale è sempre elevato, pari al 8,4%.
Ma non è tutto. In un quadro di crescita economica, è lecito aspettarsi anche un miglioramenti del quadro delle retribuzioni.
Infatti maggior domanda di lavoro, porta teoricamente anche un aumento dei salati.
Ed invece no.
I dati della FED ci illustrano un aumento dei salari medi dello 0.1%. Come mai è così importante questo dato? Perché il costo del lavoro è la componente ESSENZIALE per valutare con attenzione l’inflazione.
Se non aumenta il fattore “retribuzioni”, è difficile ritrovarsi con un tasso inflazione che realmente torna in area 2% come da programma FED. Secondo alcuni però il tasso di disoccupazione prossimo alla “piena occupazione” (NAIRU, vedi grafico sotto) sarebbe anticipatore di una ripresa dei prezzi e di salari futura (nell’arco dei prossimi 15/20 mesi) tale da ridurre il gap creatosi nell’indice dei prezzi al consumo nella fase post grande recessione.

Provando a tirare le somme, però, occorre dire che i dati in uscita hanno confermato un’economia USA tonica. E allora a Wall Street può continuare la festa?
La risposta ce l’hanno data ieri sera i mercati direttamente.

01 Mar. 07 09.07

Una bella correzione che non lascia spazio a dubbi. Motivo?
Siamo alle solite. Ormai quanto conta l’economia reale se paragonata alla forza della finanza? Nulla.

I mercati hanno goduto dell’ossigeno della politica monetaria espansiva Made in FED per anni. Oggi si stanno rendendo conto che la bombola dell’ossigeno sta per esaurirsi. La pacchia è finita.
E anzi, ora non si più stare in poltrona ma occorre alzarsi e provare a camminare con le proprie gambe.
Ma questa cosa l’economia la può fare?
Riuscirà a reggere l’impatto dell’inizio di una sorta di “exit strategy”?
I mercati temono, in buona sostanza, l’avvio della stretta monetaria, cioè l’arrivo del primo rialzo dei tassi.
Noi questa cosa l’avevamo già notata qualche giorno fa, e io ve l’avevo segnalata QUI ricordate?
Ora si teme che il termine “paziente” venga cancellato già al prossimo Meeting di meta marzo, con il rischio che addirittura il primo rialzo arrivi a giugno. O nella migliore delle ipotesi a settembre.
Ora, pensare ad un aumento dei tassi USA suona non solo come una nota stonata, ma molto di più.

Disoccupazione e la FED Guidance

Disoccupazione USA e la FED Guidance

Abbiamo un tasso di inflazione che non è assolutamente soddisfacente.
Abbiamo un’economia che, detto dalla FED e non solo dal sottoscritto; ha delle dinamiche “non soddisfacenti” e quindi segno che una stretta monetaria potrebbe avere effetti pesanti.
Abbiamo un Dollaro USA che, grazie anche alla politica monetaria totalmente divergente di Mario Draghi e della sua BCE continua a rafforzarsi. Un rialzo dei tassi non farebbe altro che aumentarne la forza, con pesanti effetti sull’economia USA (pensate all’export).

Insomma, i dubbi sono tanti, di cui alcuni di difficilissima soluzione perché incongruenti tra realtà economica e mondo della finanza.
Per assurdo sarebbe stato meglio ritrovarsi con un’economia USA che, sui dati, fosse meno forte, avrebbe allontanato il timore di un aumento dei tassi. Ma questo è il mondo della finanza baby: oggi a Wall Street “A good news in a bad news”

Ma non perdetevi il meglio della settimana, tutto da rileggere e da condividere. Troverete tanti spunti interessanti che meglio vi spiegheranno le dinamiche dei mercati che, nella loro follia, hanno comunque un filo logico molto chiaro. E non sempre così positivo.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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22 commenti Commenta
Scritto il 7 marzo 2015 at 14:11

Pressione sui salari USA:
– Questo mese: 1,5%
– Ultimi 3 mesi: 1.6%
– Ultimi 6 mesi: 1.9%
– Ultimo anno: 2,0%
Mi sembra di non vedere una pressione preoccupante. E pensare che la FED alzi già i tassi stona un po’ secondo me

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john_ludd
Scritto il 7 marzo 2015 at 23:44

Danilo DT,

la FED è terrorizzata da un melt up della borsa. La corsa ai buyback continua all’impazzata MA CON SOLDI PRESI A PRESTITO. Se la FED non alza i tassi, gli executives delle big corps continueranno ancora a indebitare le propre società x comprare azioni proprie in modo da vendere quelle che loro hanno in carico ai massimi e incassare i bonus legati alle quotazioni. La FED ha insegnato a tutti gli attori di mercato di essere prevedibile e quindi quelli fanno da anni la cosa più razionale e ovvia, la fronteggiano così come fanno quelli che comprano azioni con un P/E ormai oltre il max del 2007. Non hanno scelta alcuna e neppure si possono fermare a uno 0,25, devono avere il tempo di programmare almeno 2 o 3 rialzini da 0,25 entro la prossima recessione. Qualunque dato economico non manifestamente cattivo è un via libera al rialzo dei tassi a giugno.

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Scritto il 8 marzo 2015 at 00:13

OK John, ma questo cosa comporterà per le borse? Un traumatico risveglio? E a quel punto che ne sarà di tutto il lavoro fatto fino ad ora? Dove finirà la ricchezza artificiale che è stata creata fino ad oggi?
Non è così semplice…

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kry
Scritto il 8 marzo 2015 at 00:40

Danilo DT:
OK John, ma questo cosa comporterà per le borse? 1)Un traumatico risveglio? 2) E a quel punto che ne sarà di tutto il lavoro fatto fino ad ora? 3) Dove finirà la ricchezza artificiale che è stata creata fino ad oggi?
4) Non è così semplice…

1) Molto probabile. 2) Quanti lavoratori autonomi lavorano e poi non sono pagati per cui lavorano per niente. Perchè per la finanza dovrebbe essere diverso? 3) Come per i fuochi d’artificio che fanno boom e non bruciano e non riscaldano. 4) …. vedere la semplicità quando si scontra con nostri interessi. Ciao Danilo. Buona domenica.

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Scritto il 8 marzo 2015 at 08:51

kry@finanza,

Il mio era ovviamente un elenco di provocazioni. Non andrà esattamente così perchè le istituzioni non lo permetteranno. Io resto sempre del parere che si cercherà di “appiattire” tutto e cercare di evitare al massimo tutto ciò che sarà traumatico. CI riusciranno? Questo non è dato saperlo. Intanto esserne consapevoli, è già molto, secondo me.

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john_ludd
Scritto il 8 marzo 2015 at 11:37

Danilo DT,

contesto l’opinione comune che lo scopo principale del QE è creare ricchezza borsistica. Quello è un effetto collaterale, benvisto all’inizio ma ora guardato con paura. Neppure un nichelino del denaro creato con i QE finisce in borsa direttamente. E’ uno swap tra titoli governativi e riserve che non vengono prestate ma restano dove stanno, ovvero parcheggiate in un conto FED remunerato allo 0,25%. E’ la politica dei tassi ZERO ad avere creato il boom di borsa attraverso un banale e comprensibilie meccanismo 1) tassi a zero per un periodo che viene gatantito come lungo e l’eventuale rialzo preceduto da luuunghi periodi di mezzi avvisi etc… 2) le banche si buttano a creare prestiti verso il sistema finanziario (lo stesso meccanismo con cui creano mutui o qualsiasi altro prestito) il quale compra azioni, bond etc… IN LEVA dando quanto acquistato in garanzia. Per le banche il rischio è minimo e il risultato spettacolare sinchè i tassi restano a zero E LA LEVA non cresce troppo 3) con i tassi a zero i multipli si espandono e le valutazioni pure 4) le corporations utilizzano il proprio cash per acquistare azioni proprie; cash che non trova sbocco in un’economia asfittica e la disonestà implicita nel modo in cui vengono gestite le big corps (cioè dai managers e non dagli azionisti) fa il resto. Questi scaricano azioni ottenute con le stock options ai massimi facendosele acquistare dalla propria società con certezza 100% sia dell’eseguito sia del prezzo. Con i tassi a zero si passa poi alla fase due in atto. Si usa denaro a prestito e non solo cash per comprare altre azioni e ridurre il numero dei titoli. Già visto in passato come pure l’esito. Solo che questa volta la scala è maggiore.

Ora la FED è responsabile di questa distorsione in quanto lo scopo primario del QE era far ripartire l’economia in quanto i “professori” pensavano che le banche si sarebbero rimesse a prestare MA SENZA AUMENTO DEL POTERE DI ACQUISTO dell’80% della gente la crescita è stata modestissima. Ora credo che tenere i tassi a zero porti a una ulteriore accellerazione dell’instabilità finanziaria e la FED che è pure un organo politico vuole scaricarsi di dosso la responsabilità prima delle prossime elezioni. Questo non vul dire che esista la benchè minima possibilità di vedere tassi in linea con il passato, ma che abbiano in mente di portare i tassi al livello di quelli presenti in altri paesi tipo canada o norvegia (cioè circa 1%) questo sì. Che le condizioni gli permettano di farlo è un’altra faccenda, personalmente non ci credo perchè l’economia americana è strutturalmente instabile e condannata a seguire o un ciclo di bolle sempre più grandi che si gonfiano per poi espolodere, questo finchè il dollaro è moneta di riserva. Solo dopo con il dollaro molto debole possono pensare di ricreare lavoro in USA, ma serve un nuovo sistema monetario oltre che a un radicale cambiamento politico che in america non vedo all’orizzonte neppure con il telescopio.

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john_ludd
Scritto il 8 marzo 2015 at 11:48

Danilo DT,

inoltre piantiamola con questa cazzata senza fondamento che le banche speculano comprando azioni. NON E’ VERO ! Le banche speculano sulle azioni (e sul credito ovviamente), usando il meccanismo descritto prima. Invece speculano direttamente sui BOND governativi che possono comprare senza limite e senza dover apporre capitale a garanzia; i tassi a zero garantiscono tassi in discesa e il QE garantisce che le banche centrali, all’occorrenza, libereranno di tali titoli i bilanci della banche. Non è difficile, ma dopo 7 anni pare che tu non sia ancora arrivato. Realtivamente al lavoro fatto… QUALE LAVORO ? per conto di chi ? le banche americane erano fallite, ora hanno bilanci molto ma molto più solidi. Il lavoro è stato fatto e ora, inoltre, le banche USA hanno necessità di spread più alti per avere guadagni. La FED è la banca delle banche, non la tua. E’ la politica fiscale a dover occuparsi dell’economia reale, le CB lavorano per le banche, il problema nasce dal fatto che i governi sono occupati da lobby finanziarie e quindi anch’essi lavorano per le banche. La mancanza di poteri che si bilanciano provoca il disastro di oggi.

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john_ludd
Scritto il 8 marzo 2015 at 12:01

Danilo DT,

“Dove finirà la ricchezza artificiale che è stata creata fino ad oggi?”

incomprensibile ! se è ricchezza artificiale allora non è reale, non è spendibile quindi di che ti preoccupi ? Se è un mero artificio contabile che ti fa dormire bene la notte, ti accontenti davvero di poco e ti farai gestire come un burattino fino all’ultimo dei tuoi giorni. Sembro sgarbato, non voglio esserlo, quindi senza rancore ma mi pare un’ovvietà.

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kry
Scritto il 8 marzo 2015 at 16:27

Danilo DT,

Ciao Danilo mi volevo correggere sul 3) “Dove finirà la ricchezza artificiale che è stata creata fino ad oggi?”… Come per i fuochi d’artificio che salgono salgono con un bagliore spettacolare prima del boom , non bruciano , non riscaldano e non rimane la cenere … finirà nel nulla. Come al solito vedo che il buon John ci ha dato la sua buona opinione. Ciao a tutti.

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Scritto il 8 marzo 2015 at 23:15

john_ludd@finanza,

Dovrei risponderti in modo molto prolisso ma purtroppo è tardi e non ho ancora preparato i post per domani. Ti dico solo che ovviamente hai ragione sul fatto che tra QE e borsa c’è una correlazione indiretta. Ma è anche vero che è innegabile il fatto che siano legati.
Basta guardare un grafico che mette a confronto Bilancio FED e SP500 per rendersene conto.
Oppure, e di questo ne parlo domani, il rapporto tra Margin debt e borsa.
Lo ripeto per l’ennesima volta: GLI UTILI sono l’unico vero “motore borsistico” e tutto il resto la fa da contorno. Dico bene?
In merito invece alla ricchezza artificiale, intendo quella NON reale, quella che la gente possiede solo virtualmente. Un esempio? Se io ho delle azioni che oggi valgono 100, psicologicamente mi fanno sentire più ricco e quindi più disposto a consumare di quando invece le stesse valevano 50.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2015 at 08:49

Danilo DT,

“Se io ho delle azioni che oggi valgono 100, psicologicamente mi fanno sentire più ricco e quindi più disposto a consumare di quando invece le stesse valevano 50.”

è la tesi dei “professori” delle banche centrali, aspettative razionali etc… 30 anni di analisi empirica hanno dimostrato senza ombra di dubbio che sono un cumulo di sciocchezze. Non esiste alcuna relazione tra valori di borsa e propensione al consumo. Resta ricchezza virtuale. Si può opinare che “anche tutto il resto” è ricchezza virtuale. Concettualmente è vero, ma è anche molto differente. La liquidità è fondamentale, una banconota da 100 USD sta in cima, tutto il resto ha valore “liquido” decrescente tanto più rapido quanto è maggiore la leva finanziaria diretta e/o l’effetto contabile delle rivalutazioni ottenute con il passaggio di un certificato da una mano all’altra.

Correlazione non è causazione. Se devo trovare una più convincente correlazione tra andamento S&P 500 e qualcosa è la correlazione con i barili di petrolio estratti nella “rinascita energetica USA” che è stata guidata dalla combinazione ZIRP + prezzo del petrolio a 100 USD. La seconda non sussiste più e tra 6-12 mesi la produzione inizierà a calare, la prima è in disussione.

Ammetto che tutto quello che scrivo non ha valore per il day trading, ma se uno pensa che, malgrado le banche centrali, il ciclo economico esiste ancora e quindi ci saranno ancora recessioni, beh allora è diverso, faccia le sue valutazioni. Non è che siamo su due sponde opposte, solo che tu sei costretto a stare sul mercato per il mestiere che fai, non puoi permetterti di fare meno degli altri, io posso permettermi un atteggiamento più attendista almeno sinchè non c’è traccia di inflazione reale. Ciao.

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pasolo
Scritto il 9 marzo 2015 at 09:28

Utili aziendali, ciclo economico in espansione/ contrazione, euforia irrazionale e paura irrazionale : ECCO IL MOTORE DEI MERCATI FINANZIARI…WARREN BUFFET è da tanti anni che lo dice.

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Scritto il 9 marzo 2015 at 09:38

john_ludd@finanza,

Quanto tu dici è corretto. Ma c’è un discorso di fondo che meriterebbe non un post ma un libro, senza poi arrivare a delle risposte certe.
Tu dici che, alla fine della fiera, “cash is king”.
Ma quanto valgono oggi 100 $?
Sai benissimo che in epoca ZIRP valgono quanto il mercato pensa possano valere.
Quindi non è gold standard, non è valori di asset ma semplicemente FIDUCIA.
E tutto questo carrozzone su cosa si basa? Sulla fiducia.
Il mio ragionamento era questo. TUTTO, la borsa, il denaro, le materie prime, hanno un valore che è estremamente variabile in quanto si basa su elementi assolutamente relativi.
Cmq o ggi si legge che il mondo è inondato di petrolio. Ma sono d’accordo con te. Il petrolio, oggi, in ottica non di trading, è da comprare.

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pasolo
Scritto il 9 marzo 2015 at 09:49

Danilo DT,

come diceva qualcuno un paio d’anni fa quando era a 100-120?

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pasolo
Scritto il 9 marzo 2015 at 09:50

solo l’ISIS in Arabia Saudita potrebbe farlo schizzare

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kry
Scritto il 9 marzo 2015 at 09:55

pasolo@finanza:
solo l’ISIS in Arabia Saudita potrebbe farlo schizzare

anche le trivelle dello shale in usa in costante diminuzione … magari già da settembre 2015.

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john_ludd
Scritto il 9 marzo 2015 at 10:39

pasolo@finanza,

già oggi c’è una forte differenza tra wti e brent. Quando i commentatori americani scrivono di petrolio, si riferiscono al loro cioè il WTI. Sia brent che wti sono indici, ci sono differenti tipi di petrolio e il prezzo di ognuno di essi differisce in modo incredibile, poichè deve scontare tutta una serie di parametri (luogo di produzione, mezzo di trasporto, possibilità di stoccaggio, numero dei mercati raggiungibili, composizione chimica e quindi costo di raffinazion…) Il petrolio saudita è di diversi tipi, tipicamente light arabic crude il cui prezzo segue da vicono il brent. Il petrolio usa ha in questo momento problemi di stoccaggio e un unico mercato di sbocco. In realtà prevedere il prezzo del petrolio a breve (6-12 mesi) è un esercizio assurdo, specie ora, quando in situazione di eccesso di offerta, il ruolo dei traders diviene smisurato. La situazione di massima incertezza sulla crescita economica globale rappresenta ulteriore fonte di volatilità. Ricordo che non siamo annegati nel petrolio, la differenza tra offert e domanda è circa il 2-3 percento. Le attuali scorte USA ai massimi storici rappresentano 25 giorni di consumi interni. Cerchiamo di capire. Suggerisco di non prendere in considerazione alcun report che proviene da banche in quanto galleggiano in un conflitto di interessi smodato. Il prezzo resterà comunque dipendente dalla politica del cartello OPEC, che seppure appaia indebolito rispetto il passato, rappresenta l’unico esportatore insieme alla Russia. In generale possiamo con certezza affermare che una eventuale anche debole ripresa economica globale (specie negli EM) porterà rincari, ma in caso contrario ci si trova davanti a una situazione imprevedibile nel medio ma catastrofica nel lungo in quanto il taglio degli investimenti in corso se protratta per anni determinerà assai minore disponibilità futura e impossibilità fisica di alimentare crescita economica quantitativa che è ciò che viene richiesto dal sistema attuale per mantenere vivo lo schema Ponzi sul quale galleggiamo. Ciao.

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michi81
Scritto il 9 marzo 2015 at 12:43

john_ludd@finanza,

Ottimo post, grazie davvero per le riflessioni.

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Scritto il 9 marzo 2015 at 17:39

I SIGNORI DEGLI ANELLI

sono:

-1/°- ERNST & YOUNG

[perchè] “controlla” il 32% (circa) dell’OIL.

Della serie: 1/3 del “mercato” GLOBALE (ossia, conosce bene TUTTI i funghi – nelle e sotto le scarpe).

-2/°- JPMorgan

[perchè] “guida” [per l’ANNO FISCALE 2014 (CHE E’ STATO DA RECORD!!!) – QUELLO CHE FA “TESTO” (IL FISCALE, SEMPRE E SOLO – COME IL PADRE NOSTRO, OCCHIO: SEMPRE!) A BILANCIO, contano le cifre! IL RESTO E’ CONTORNO e CHIACCHIERICCIO DA BAR O DA COPIA-INCOLLA per i “giornalisti (TUTTI)”] il sindacato globale sui prestiti dell’OIL e del GAS con una quota di mercato del 9.8%, seguiti da Wells Fargo e Bank of America Merrill Lynch, con il 8.9% e il 7.2% – rispettivamente.

La “voce” groSSa l’hanno fatta – AmbArAdAn: 1-2-3! – sui RIFINANZIAMENTI.

RI-FINANZIAMENTI – (per accordi, già pre_SI_’).

[Once upon a time] MORGAN STANLEY (era…il TOP – per gli “amanti”, rinfreschiamo la Me_Moria)

https://www.youtube.com/watch?v=6Da1tDKFfno .

-3/°- UNITED STATES OF AMERICA

[perchè] “comandano” – e giostrano/GIOSTRERANNO ANCORA – bene il tutto!

NEMA PROBLEMA.

I tassi di trasporto per l’IMPORTAZIONI, indipendentemente dal Paese di Origine [CHICCA ESCLUSIVA (SOLO PER INTERNOS, eheh!): da/per la Nigeria $1.45-$1.70; da/per la Saudi Arabia $1.90 – per OGNI barile), sono molto-MOLTO-molto più baSSi rispetto ai tassi di trasporto Nazionale/i (su/via Costa del Golfo, CANADA inclusa: $5.00-$6.00, per OGNI barile).

Uè:



in rigoroso

ORDINE

D’IMPORTANZA.

サーファー © Surfer [CONTANO. BASTA SAPERLO (SOLO PER INTERNOS)!]

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michi81
Scritto il 9 marzo 2015 at 20:10

@finanza,

Ciao Surfer, non ho capito punto 1 e punto 3.. saresti così gentile da riformulare le tue riflessioni, sopratutto per il punto 1? Grazie.
A presto,

Michi

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Scritto il 9 marzo 2015 at 22:25

Michi81 [CIAO]

ANTE_scriptum:

Lo so che sono/appaio “strano_strambo”!

Scrivo QUI-QUA da DT [od altrove – PianoInclinato da A-SAN, Linkerblog da Fabietto – SOLO, in quanto Miei CARISSIMI FEDELI/SINCERI/SICURI AMICI!] PROPRIO/SOLO PER °l°; oSSia, NON amo/sopporto LE markette e/o LA pubblicità (NON NE HO BISOGNO, PER FORTUNA! Da questo punto di vista, SONO MOLTO-MOLTO-MOLTO DIVERSO DA TANTI ALTRI (anche !SUPER_TOP!) – CHE SI “VENDONO” (SUL WEB E NON SOLO), per diversi motivi].

Il Mio motto è:

discrezione MASSIMA e NESSUN tornaconto – QUA-QUI (SOLO PER “DILETTO”_CERVELLO).

Let’s go on to … vediamo / se fai / di far girare / il °l° [CERVELLO – per Tutti, è quello che Mi preme]!

PREMESSA:



sono intercon_neSSi.

-1/°- Cosa è e cosa fa ERNST & YOUNG (EY) istituzionalmente (nella Sua miSSion) – e NON solo?!

Se hai un “portafoglio” (!IN CONSULENZA ESCLUSIVA!_!CONSOLIDATO!_ UFFICIALE!) che copre un 1/3 del Mercato GLOBALE [NON solo delle/sulle “CompanieS” di settore – gran parte “controllate” direttamente/indirettamente da altre “entità” (Fondi Sovrani, Fondi d’Investimento, Stati) – OCCHI_O, gran parte NON SONO YANKEES!] … non è difficile capire, il far “da conto” (aste, bilanci, commesse, contratti, forniture, … ETC, ETC).

.UN TERZO DEL MERCATO GLOBALE DELL’OIL.

-3/°- UNITED STATES OF AMERICA

il “mercato” dell’OIL (ed anche del GAS, ora) “passa” da lì [in quotazioni (cifre-guadagni/”perdite”) e/o in sintetico-contratti (per poi da LA’ dira-da-ma-rsi in varie “piazze”-Paesi-“UFFICI”) ed in fisico [determinazione/quantum del prezzo (marittimo-navale-tubi o terrestre-gomma-ferro-tubi – nelle varie forme, non solo delle miscele (per quello che ha giustappunto scritto sopra J_L)].

Avendo (DAVVERO) la visione dei costi PRECISI, puoi “giocare” sui prezzi – di approvvigionamento (interni, solo IN MINIMA PARTE! QUELLI SONO: “sembrano” ALTINI!), ma soprattutto esteri (d’importazione, ALLA STRA-GRANDIssIMA!) – e quindi avere in mano TUTTA LA FILIERA.

Controlli TUTTA LA FILIERA (da sotto_terra alla “PomPa-industria-casa”).

E sei “coperto” – SEMPRE, così!

NESSUN’ALTRO PUO’ FARLO.

NESSUNO!

– – – – –

-2/°- Il “sindacato” (serve anche/perché) è una specie di “camera di compens_AZIONE” – per quelle “entità” [controllate direttamente/indirettamente, SpeSSo anche da chi Lo detiene DAVVERO fisicamente-geologicamente sotto_terra (E CHE NON SAPREBBE COSA FARNE, se non Lo ri-vende “subito-temporalmente” – da/su ESTERO!)].

Se poi Ci metti che “abbatte” ulteriormente i costi (finanziari – tramite i contratti di ri-finanziamento pluriennali – gestiti in consulenza esclusiva!) … il far da “conto”, non è difficile da fare.

サーファー © Surfer [°l° Public Service Broadcasting: Go! https://www.youtube.com/watch?v=BHIo6qwJarI – In-somma!]

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pecunia
Scritto il 10 marzo 2015 at 11:58

W W il “cervello °|° ” …. di Surfer . Così ne beneficia anche il nostro!

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