Quando l’economia ormai poco può fare

Scritto il alle 18:11 da Danilo DT

Capra, capra, capra!
Questo è quanto mi verrebbe da dire ad alcuni colleghi che si sono stupiti di quanto è accaduto in borsa venerdì.
Ma andiamo con ordine. Ora è martedì, ma questo post è stato scritto qualche ora prima della mia partenza avvenuta sabato pomeriggio. E anche se sono passate un po’ di ore, faccio una scommessa con mestesso pubblicando un articolo convito che tanto l’argomento non risulterà sicuramente datato.
Venerdì le borse USA hanno fatto un bel capitombolo e probabilmente nei prossimi giorni faranno altrettanto. Uso il conidzionale sia perché non ho il dono della preveggenza e sia perché i mercati ci hanno abituati a movimenti non certo normali. Però questa volta la situazione mi puzza non poco.
Tornando a venerdì, ultimo giorno a mia disposizione per poter analizzare la situazione, abbiamo assistito ad un bel crollo dei mercati. Ma chissà come mai… Ahhh l’occupazione… Si è scoperto che gli occupati non sono cresciuti nemmeno di una unità. E questo sarà secondo me una tegola che il mercato non digerirà facilmente. In altri termini, possiamo anche dire che sì è scoperto che tutte le transazioni di acquisto della FED (leggasi quantitative easing) non sono servite ad un piffero, si è insomma capito che l’economia è diventata un problema difficile da risolvere.
E ora, magicamente, molte persone che, drogate da non so quale sostanza, continuavano a vedere la luce della ripresa, iniziano a capire il significato della parola REALISMO. Si, perché si tratta proprio di questo, realismo. E realismo lo potete leggere sulle pagine di questo blog, in particolar modo nei post che ho citato nel polpettone “BEST OF THE BLOG” edito nel week end, dove si parla di anche contrazione (e NON solo di recessione). E poi il debito… Questo benedetto debito pubblico e anche privato in Europa e non solo… Avete capito che questo NEW NORMAL non è poi così normale?

Il meeting di Cernobbio

Tutte queste belle cose sono poi venute fuori in quell’incontro che ormai è diventato un appuntamento di grande qualità per economisti, giornalisti ed appassionati. Quel meeting Ambrosetti che anche quest’anno ha dato la possibilità di confrontare diversi pensieri, personaggi, scuole.
E in massima sintesi, quanto è venuto fuori al Meeting, è proprio un messaggio di difficoltà e di preoccupazione per il futuro dell’economia mondiale.
E senza neanche farlo apposta, il messaggio finale, fondamentale, che ne è uscito fuori, è proprio quello che stavo iniziando a coltivare da settimane sul blog.
Infatti, come avrete notato, sono ormai diversi giorni che “insisto” con post di matrice semi politica. In realtà, non è mia intenzione prendere le parti di nessun partito. Io voglio solo che la politica faccia nel modo migliore quello che deve fare: governare al meglio per il bene comune.
E anche al Meeting di Cernobbio, il segnale è stato chiaro. E’ fondamentale, ora come non mai, che arrivi un segnale forte e deciso da parte della politica. Ad essere sincero, il primo grande segnale lo avevamo già viso proprio col meeting di Jackson Hole, dove Bernanke ha lasciato a bocca asciutta gli speranzosi del QE3 ma ha rilasciato ad Obama un messaggio di estrema chiarezza, dicendo che non era sua intenzione intervenire con ulteriori manovre di politica monetaria. Almeno per il momento, in quanto ora è la politica a dover fare la sua parte.
Tradotto: caro Barack, io le munizioni le ho finite. Posso ancora stampare a josa, ma a che pro? Non si risolve nulla! Qui ci vogliono interventi strutturali!
Ed è quello che Trichet sta facendo con l’Unione Europea, in un certo senso anche con l’Italia. Le Banche Centrali, la politica monetaria, ormai nulla può contro questa crisi. Ci vogliono riforme magari anche dure e impopolari. Ma sono necessarie. Porteranno austerity, porteranno anche delle perdite ad alcuni, ma se non si prendono strade più drastiche, si rischia di finire in un vortice senza uscita.
Il messaggio è chiaramente indirizzato a chi è al potere in Italia, ma anche a chi non accetta soluzioni risolutive in ambito di Unione Europea. Ma anche a chi oggi si trova con le mani legate, pizzicato in una disputa (repubblicani e democratici) che probabilmente non ci darà grandi prese di posizione fino alle prossime elezioni.
E il mondo che fine farà nel frattempo? Basterà la crescita dei paesi emergenti? Non credo, accettiamo tanto per cominciare una bella frenata, tenendo ci pronti anche per un qualcosa di un po’ più complesso: contrazione.

STAY TUNED!

DT

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23 commenti Commenta
vale77
Scritto il 6 settembre 2011 at 18:24

DT hai avuto modo di vedere poi il mio post/doc ?
con gli aggiornamenti..
http://www.finanzaonline.com/forum/mercato-italiano/1333793-solo-target-ed-please.html

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maurobs
Scritto il 6 settembre 2011 at 19:05

vale77@finanzaonline:
DT hai avuto modo di vedere poi il mio post/doc?
con gli aggiornamenti..
http://www.finanzaonline.com/forum/mercato-italiano/1333793-solo-target-ed-please.html

Ciao Vale77 lo vedo solo ora e a prima vista mi sembra ben fatto, con mix di AT e qualcosa di analisi fondamentalepiù considerazioni personali.
Me lo studierò e, se del caso, commenterò :lol::lol:

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Mr.White
Scritto il 6 settembre 2011 at 19:21

Ciao Dream e partecipanti del blog!
e’ molto che vi seguo ed ho deciso che era il momento di partecipare! ho visto un video che mi ha lasciato molto perplesso. Premetto che non ho grosse competenze economiche e non voglio passare subito x complottista o peggio. Tratta della politica di Obama e beh.. non ne esce un bel racconto..
Purtroppo dura quasi 2 ore ma si segue molto bene.

http://www.youtube.com/watch?v=YrXbs32nxFI&NR=1

Concludo ringraziando tutti per quanto ho imparato fino ad ora!:D

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lucianom
Scritto il 6 settembre 2011 at 19:39

Lo S&P quest’anno chiuderà a 1360/1400 così Ben penso abbia deciso.Tutte le considerazioni che ho letto in questi giorni e che in gran parte condivido varranno forse per il 2012.Vedremo…., nel frattempo speriamo succeda qualcosa di buono…Su con il morale, allegria…

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lampo
Scritto il 6 settembre 2011 at 19:42

Concordo pienamente con te DT. Infatti debbo dire che molto temerariamente, come dice Gremlin nel suo post, mi sono piazzato short appena in tempo prima della caduta.
Di solito non amo il rischio… ma stavolta mi sono fidato, di uno stato d’animo che sento simile a quello che probabilmente hai avuto scrivendo questo post. Il realismo che hai citato… ovvero la presa di coscienza che possiamo solo scendere e contrarci: quindi stavolta, con le dovute entrate ed uscite a particolari target, lo terrò per diversi mesi.
Sono uscito però dall’oro… mi sembra oramai troppo tirato per rimanerci: con i crolli che ci sono stati avrebbe dovuto sprizzare verso l’alto… invece ha fatto solo poche bollicine… evidente prima di ripartire deve arrivare una correzione (ovvero prese di beneficio dei guadagni).
Ma ovviamente è sempre la mia umile opinione.

Aggiungo, anche se OT, che mi ha impressionato molto la manovra della banca centrale svizzera. Secondo me il significato è chiaro: se voi americani intendete affossare l’euro ci perdete anche in conto capitale dei risparmi che avete depositato. La guerra economica ha alzato il tiro: i contendenti sono diventati i pezzi grossi :!:

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candlestick
Scritto il 6 settembre 2011 at 22:03

realismo, realismo, realismo…. hai detto finzione???
Gli organi superiori FED, BCE, FOMC ecc ecc ecc…. hanno già tutto scritto per i prossimi 5-10 anni… per il momento stanno solo fingendo! sanno benissimo e non vogliono riattivare, ancora per un po’, la ripresa perchè è necessario smaltire ancora di più la troppa e finta ricchezza generata dai decenni precedenti…quello che conviene fare a questo punto è avere piena coscienza di ciò e mettersi in scia! il loro potere è decisionale, il mercato è loro, le fanno loro le leggi!
Chi ha idea del piano che è nascosto dietro a queste istituzioni e queste finte faccie? chi lo intuisce è il vero re del mercato….
sta gente è riuscita a far credere al MONDO che quello che è successo l’11 settembre 2001 è stato un ATTENTATO!! il mondo lo credeva reale! bhè oggi sicuramente c’è chi ancora ha dei dubbi, ma col passare del tempo i più svegli l’han capito…
ecco, ad oggi le cose sui mercati sono la stessa cosa, il volo delle borse al ribasso è tutto palesemente pilotato, una manovra come un’altra… chi ha orecchie per udire lo faccia…

a breve le borse rimbalzeranno come non mai! MAGIA!
chi scommette su un forte, fortissimo euro per i prossimi mesi?? http://leapfuture.blogspot.com/2011/09/salve-amici-rieccoci-ad-un-nuovo.html#more

in mezzo a tutto questo caos, a tante notizie più o meno pure, più o meno vere sono le cose essenziali che tornano con incredibile utilità…. vedi analisi tecnica! per chi crede di essere dentro al mercato quando in realtà ne è fuori più di un bambino per i motivi sopra citati auguro buon courage e di non credere troppo alle notizie o quello che si sente in giro….

Parliamo del Franco svizzero….. http://www.wallstreetitalia.com/article/1208942/valute/annuncio-shock-svizzera-fissato-cambio-minimo-eur-chf-8.aspx

secondo voi questo fatto non è deciso a tavolino?? quale previsione più o meno soggettiva avrebbe decretato un verdetto simile, a loro andava di fare così, l’han fatto! di sicuro non hanno aspettato nessuno!!!!!

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idleproc
Scritto il 6 settembre 2011 at 22:38

lampo,

“La guerra economica ha alzato il tiro: i contendenti sono diventati i pezzi grossi”…

… poi ci sono i Cinesi… i Russi che per il momento stanno alla finestra…

Credo sarebbe una buona idea, tirarcene fuori… questa volta. Pensare al nostro sviluppo, commerciare con tutti, aiutare chi ne vuol star fuori e contribuire a quello che vogliono tutti i popoli ma non tutte le Caste per autoconservarsi: Pace e Prosperità per loro e i loro figli.
Le monete sono anche uno schieramento politico-strategico e non sono nulla senza uno Stato.
Per inciso, non credo si possa fare un’Europa Politica con gli Inglesi dentro, giocano per due squadre (quindi solo per la loro) e da un punto di vista politico-economico sono più destabilizzanti loro delle baruffe franco-tedesche e del nostro debito pubblico.
Credo che un pò di sano ma pacato nazionalismo serva oggi a proteggere il nostro popolo e anche qualche altro. Avremmo potuto impedire un massacro ancora in corso e favorire un processo di riforme che era già cominciato. La guerra in Libia non è stata una decisione europea e ha decretato la fine dell’europa politica. E’ un punto di vista.
Spero che abbia ragione DT e che si possa realizzare un’Europa Politica, in un certo senso sarebbe la soluzione più semplice e lineare. Bellissime come sempre le sue analisi.

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idleproc
Scritto il 6 settembre 2011 at 23:14

PS. Un mio conoscente quando si vuole defilare anche da un punto di vista finanziario dice sempre: “Mah? Fate quello che volete. Io sono Svizzero.”. Ho il sospetto che gli Svizzeri continuino a fare gli Svizzeri. :D

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lampo
Scritto il 6 settembre 2011 at 23:18

idleproc@finanza,

Il mio problema è che sono sempre più convinto, che oltre agli inglesi che, come giustamente affermi, “giocano per due squadre”, ci sono anche i governanti europei che tifano (e giocano) sempre meno per l’Europa!
Possibile che non si riescano a mettere d’accordo per un federalismo economico, che eviterebbe questa continua speculazione un giorno su un paese, domani su un altro, ecc. (senza contare l’ESFS che se continua così si rivelerà un fiasco ed autogol colossale: un misero sassolino al posto di quella che doveva essere una montagna di salvezza).
Ovviamente il prossimo bersaglio (anzi per essere precisi… il corrente bersaglio) siamo noi, visto che è prossimo un declassamento del nostro paese da parte delle principali agenzie di rating (congiunto stavolta?… staremo a vedere): mi sbilancio dicendo che l’avremo entro la prossima settimana.
Guarda caso che strana coincidenza: questo mese dobbiamo rifinanziare sul mercato circa 60-70 miliardi di titoli di stato (se non ricordo male). Sarà per questo che, guarda caso di nuovo, il nostro bene amato Draghi, che siamo tutti contenti sia candidato alla banca centrale europea, abbia ammonito di non dare per scontato il sostegno per l’acquisto dei titoli di stato da parte della BCE?
Il prossimo mese sarà la volta della Spagna: dovranno trovare sul mercato circa 25-30 miliardi.
Cosa dite: interverranno anche lì in anticipo le agenzie di rating a scaldare le acque, con un bel declassamento tempestivo?
Oramai, studiando la dinamica e la tempistica di certe decisioni, diventa sempre più facile azzeccare la tempistica delle prossime oltre a prevedere quale sarà il prossimo bersaglio (questo mese ripeto che tocca a noi).
Per questo ammiro la decisione della banca centrale svizzera di oggi: secondo me non era contemplata nel piano…

A volte mi pare di leggere un libro giallo… di cui ho già intuito la trama e individuato l’assassino. :roll:

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lampo
Scritto il 6 settembre 2011 at 23:27

idleproc@finanza,

Dimenticavo… per quanto riguarda il nazionalismo… purtroppo non funzionerebbe nel nostro caso, visto che i consumi interni, a causa dei continui spiumaggi, latitano ed essenzialmente quel ZERO VIRGOLA QUALCOSA di pil che avremo (positivo o negativo… è ancora da vedere) è dovuto all’esportazione.
Come dire: ci chiudiamo in una casa vuota, senza legna per scaldarci e senza cibo per sfamarci.
Perché possa funzionare il protezionismo nel nostro paese, bisogna prima fare delle ardite riforme che incentivino lo sviluppo e la redistribuzione dei proventi fra i diversi ceti della popolazione.
Come vedi tali riforme VOLUTAMENTE latitano :oops:

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lampo
Scritto il 6 settembre 2011 at 23:33

Scusate l’errore di digitazione… ovviamente intendevo l’EFSF :wink:

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lampo
Scritto il 6 settembre 2011 at 23:46

Per conciliare il sonno ecco una interessante lettura:
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Due_lezioni%2C_anzi_tre.#body

Buonanotte… e ricordatevi che anche domani sorgerà il sole, visto che non è ancora influenzato dalla politica economica. :wink:

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perplessa
Scritto il 7 settembre 2011 at 00:30

lampo,

beato te che hai individuato l’assassino. io ho le idee confuse.per ora più che un assassinio mi pare un suicidio collettivo.ai paesi europei piace di stare nel ruolo dei sette nani.magari c’è un nano che al momento gli pare di cuccare qualcosa in più, ma sempre nano è. forse crede di essere biancaneve, cuccherà una mela, se la cucca ancora per molto, quella della strega.sinceramente con l’euro mi ero fatta un bel viaggione, d’integrazione economica non solo, ma anche nel resto, disillusa completamente, infatti siamo ancora qua a parlare di ici sul vaticano, mentre ci stanno portando via le mutande

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idleproc
Scritto il 7 settembre 2011 at 01:38

Non credo vi sia sfuggito:
http://www.bloomberg.com/apps/quote?ticker=GGGB1YR:IND

…l’assassino c’è e non può permettere che ci sia un’alternativa globale alla sua moneta… dal mio punto di vista è un’errore valutare la “moneta” solo come mezzo di scambio, ha un valore politico-strategico. Basti pensare alle materie prime. Preferisce i rapporti coi singoli stati anche negli interventi internazionali “democratici”, il divide et impera, contrapponi interessi potenzialmente divergenti e disgreganti è ovvio ma funziona sempre. Al pollo nazionalista francese non serve neanche dirglielo, fa da solo.

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lampo
Scritto il 7 settembre 2011 at 06:45

perplessa@finanza,

:mrgreen:

Vedo che hai capito la trama.
Per quanto riguarda la Grecia… non crederete mica che pagheranno tali interessi? A meno si arriverà nel giro di pochi mesi a quei tassi d’inflazione… ma ritengo sia impossibile!
E’ solo questione di tempo… però sicuramente prima della scadenza dovranno dichiarare di non pagare e quindi ristrutturare (nel migliore dei casi): devono solo mettersi d’accordo sul giorno in cui fare l’annuncio. :lol:
Gli altri casi non voglio neanche considerarli. :roll:

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a_rnasi
Scritto il 7 settembre 2011 at 10:09

“Tradotto: caro Barack, io le munizioni le ho finite. Posso ancora stampare a josa, ma a che pro? Non si risolve nulla! Qui ci vogliono interventi strutturali! ”

espressi lo stesso concetto il giorno del FOMC di Agosto quando dichiararono tassi a zero fino al 2013…

a_rnasi scrive:
9 agosto 2011 alle 22:20
io ho letto la cosa in questi termini: “vi tengo i tassi a zero fino a metà 2013…(cosa mai avvenuta mi pare dichiarare una data nello statement, infatti 3 membri hanno votato contro la cosa..mai avvenuto dal 1992) ora cari i miei democratici/repubblicani/obama avete 2 anni per:
1) stimolare la crescita dell’economia reale
2) mettere a posto i conti pubblici
3) creare nuovi posti di lavoro ”
tu che dici Dream ?

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paolo41
Scritto il 7 settembre 2011 at 10:31

idleproc@finanza,

lampo,

Vado per concetti, perchè ci sarebbe da scrivere per una giornata….
Condivido di più il pensiero di idleproc: abbiamo sempre detto che se non riprende il mercato del lavoro, non possiamo sperare che ci sia ripresa…in altre occasioni, abbiamo definito il “new normal” il quadro che vede una ormai consolidata (e purtroppo continua) delocalizzazione delle produzioni del mondo occidentale in paesi a costi per unità di prodotto decisamente più bassi ….. chi è riuscito a mantenere una buona fetta della sua produzione in casa ( o per motivi di qualità/status o per barrieramento tecnologico…fin che dura), come la Germania, riuscirà ancora, per qualche anno a difendersi…..
La realtà è che le multinazionali hanno interpretato la globalizzazione completamente a proprio favore e se ne sono completamente fregati del tessuto economico delle singole nazioni.
A questo punto il pallino è in mano alla politica, non esistono soluzioni monetarie che possano risolvere il problema; occorre PRETENDERE un riequilibrio degli scambi commerciali e non ci sono alternative se non riapplicare (gradualmente ma, ..il più velocemente possibile) quote, dazi, etc.
Se si continua con questo passo, fra poco gli invasori ci chiederanno in sposa la figlie (leggasi fabbrica o azienda) e, in un secondo tempo pretenderanno anche di andare a letto con le mogli….
C’è tanto spazio per sviluppare i paesi africani e asiatici: è lì dove possono “trasferire” le loro irrefrenabili ambizioni di sviluppo, che, ripetiamolo in continuazione, è essenzialmente basato sullo “schiavismo operaio”.
Il mondo occidentale non può permettere che venga distrutto e violentato quanto è stato creato in cento anni di duro lavoro.

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hironibiki
Scritto il 7 settembre 2011 at 12:41

paolo41,
Peccato però che non penso proprio abbiano il coraggio di “non farsi violentare”. Già stanno togliendo l’ultimo baluardo a difesa del lavoratore, quando sarà possibile licenziare senza giusta causa avremo altri migliaia e migliaia disperati che non potranno più accedere al lavoro e saranno troppo giovani per la pensione.
Le cose che sento in questi giorni mi fanno rabbrividire, ieri su LA7 dicevano che se i salari non sono aumentanti è perchè non c’è flessibilità sul lavoro.. O ancora hanno paragonato il lavoro qui in Italia con l’India. Nel primo caso non ho MAI visto uno stagista o un precario guadagnare di più di un dipendente (e sarebbe anche assurdo licenziare un dipendente che costa mettiamo tra tasse ecc 2000 euro e assumere un precario a 2500), nel secondo è l’India che dovrebbe evolversi e conquistare gli stessi diritti nostri e non noi perderli per adeguarci a loro.
Pazzesco veramente.

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hironibiki
Scritto il 7 settembre 2011 at 12:43

Aggiugno se abbiamo perso potere di acquisto è stato 1) grazie all’euro che ha subito dimezzato lo stipendio e 2) senza più scala mobile ora l’inflazione continua ad aumentare ma il salario rimane sempre li. Io ad esempio ho uno scatto di 20 euro lordi ogni 3 anni.
WOW non ci pago nemmeno la ricarica del telefono :|

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paolo41
Scritto il 7 settembre 2011 at 14:15

hironibiki@finanza,

avrai tutte le ragioni del mondo e sai bene come la penso sull’euro, ma mi spieghi perchè dobbiamo accettare che i nostri prodotti siano sostituiti da altri che sono prodotti da persone (quelle che ormai io chiamo schiavi) che guadagnano $300-400 al mese …se va bene… senza contributi o quasi.
Credo che non ti sia sfuggito in che condizioni lavorano i cinesi e altri immigrati (clandestini e non) nelle “attività” che svolgono in Italia…..
Se partiamo dal presupposto che un imprenditore investe se guadagna e che non è obbligato a fare l’imprenditore, la prima o l’ultima cosa che fa (dipende dai punti di vista), prima di decidere di chiudere l’azienda, è di trasferire l’attività in un paese dove costo del lavoro e incentivi agli investimenti e tasse ridotte possono permettergli di continuare l’attività.
E stai sicuro che da quel paese reimporta in Italia!!!!

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hironibiki
Scritto il 7 settembre 2011 at 16:45

paolo41,
Concordo con te. Però come ti dicevo dubito che faranno mai una cosa simile (proteggere o anche solo riequilibrare gli scambi, troppi gli interessi in campo).
La mia visione è per una produzione locale..
Un ritorno al passato per quanto riguarda la produzione (si produce solo ciò che serve) e si consuma solo quello di cui si ha bisogno (chi se ne frega dell’Ipad, del Black Berry, ecc.. Alla fine non sono essenziali ed inquinano come non mai).
Ma la società è troppo egoista. Se non lo fosse la fame nel mondo non esisterebbe…
Sigh che tristezza. E’ anche per questo che penso un bel default ci farà capire cosa sia realmente più importante. Però chissà.. Magari non basta :|

Di certo stiamo raggiungendo un punto tale dove si calpesta ogni cosa, ogni diritto, ogni dignitià, non si guarda in faccia più nessuno. Possiamo lavorare tutti come i cinesi? E poi l’imprenditore (che nel mentre si sarà arricchito) a chi li venderà? Il cinese non penso abbia la capità di assorbire i la propria produzione.
E in Italia ci stiamo arrivando.. Pian pianino diventiamo tutti come il cinesino e faremo la guerra tra i poveri :|

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vichingo
Scritto il 7 settembre 2011 at 20:09

vale77@finanzaonline,

Ho visto la tua analisi interessante su titoli che ritieni giustamente a sconto. Avendo Eni in portafoglio mi aspetto di rivederlo, di qui a fine anno intorno ai 18 euro, perché come ho detto nell’altro post, mi aspetto un forte rimbalzo dei listini, dopo questa “depressione”, almeno fino a fine anno.

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paolo41
Scritto il 8 settembre 2011 at 09:34

Riporto l’ultimo post di Mazzalai (icebergfinanza), dove vengono evidenziate dati che i nostri giornali dovrebbero riportare con enfasi
http://icebergfinanza.splinder.com/post/25527988/germania-virtuosismo-occulto

Se i nostri “bravi” (si fa per dire) governanti avessero ora il coraggio (dovuto!!!!) di rivedere il sistema fiscale ed inserire una bella patrimoniale sui grandi patrimoni, favorendo nel contempo il lavoro e l’industria (come abbiamo postato insieme a Gainhunter in una lenzuolata di proposte che Gaolin ha definito il Bignami del buon governo), ci sarebbero più che una possibilità per uscire dall’empasse in cui ci troviamo. E’ tutta una questione di PALLE, perchè la stragrande maggioranza della nazione (bipartisan in questo caso) è pronta ad affrontare sacrifici che permettano un nostro rilancio.

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