Quali sono i mercati azionari più “cheap” (economici)?

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In modo molto “matematico”, utilizzando tre parametri preconfezionati, il Telegraph ha riportato quali sono, secondo il loro punto di vista, i mercati più “cheap” ovvero più convenienti in questo momento.
I parametri sono il classico P/E (price earning), il rapporto Cape (con una ponderazione al ciclo economico), acronimo di “cyclically adjusted price to earnings”, e il rapporto price to book.
E cosa ne risulta? Guardate e giudicate. Nel grafico anche la chiave di lettura cromatica.

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STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 4)Commenta

  1. john_ludd scrive:

    la rotazione verso mercati ritenuti “cheap” è basta sul presupposto che saranno questi a salire verso le quotazione dei mercati “caldi” e non al contrario quelle dei mercati “caldi” a scendere verso quelle dei mercati “freddi”. Spesso presupporre troppo fa venire la gastrite.

  2. john_ludd@finanza,

    Ammetto, io personalmente non concordo con questa analisi, ma l’ho proposta visto che il risultato che ne derivava era interessante.

  3. astroboy scrive:

    Io credo invece che l’analisi potrebbe essere interessante se non fosse troppo approssimativa. I parametri usati hanno davvero poca efficacia se non vengono rapportati ai diversi settori finanziari; così si traduce tutto in qualcosa di molto suggestivo ma poco attendibile da un punto di vista dell’analisi fondamentale. Ben altra cosa sarebbe fare una identica analisi ma suddivisa per settori specifici, ad esempio per l’hi tech, conglomerates, real estate, finanziari ecc… Fatta per paesi interi con economie così diverse… non so!

  4. Leggetevi questo straordinario post e capirete quanto le valutazioni siano solo “teoriche” nella storia.
    http://philosophicaleconomics.wordpress.com/2014/06/08/sixpercent/
    Gli elementi che influenzano i mercati sono molteplici, e P/E, CAPE & Co, visti singolarmente significano poco