Quale destino per Monte dei Paschi di Siena?

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Sembra che il mondo stia riscoprendo l’acqua calda con la vicenda Monte dei Paschi. Le banche cariche di derivati? Ma che novità… Intrecci politici all’interno della finanza che conta? Ma quando mai… Si sa benissimo che l’avidità e la speculazione regnano dove c’è il denaro. E le banche, con le rispettive fondazioni, sono sempre state al centro del potere. Comandare nelle banche era un po’ come comandare in una regione, fatte le dovute proporzioni degli istituti di credito. Il potere che ne derivava era enorme. E con il MPS, la banca in Italia dove la Fondazione ancora “contava”, abbiamo toccato con mano fin dove possono arrivare le ruberie e le delinquenze politiche. Leggete le ultime news sull’argomento…

Sono pronti. Gli avvisi a comparire saranno notificati nelle prossime ore. Dovrebbero essere una decina, e gli indagati saranno convocati in Procura a partire dalla prossima settimana. L’inchiesta della Procura di Siena è ormai a una svolta. C’è anche una gola profonda dell’area Finanza del Monte dei Paschi di Siena, uno che ha lavorato a stretto contatto con Gianluca Baldassarri, che sta aiutando gli investigatori a ricostruire gli affari, le operazioni a rischio della sporca dozzina, di quel gruppo di funzionari e dirigenti, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari e dal direttore generale Antonio Vigni, per i quali la Procura di Siena ipotizza l’associazione a delinquere. (…) «Santorini», «Alexandria». E poi tutte le operazioni che hanno indebolito la tenuta di Mps, a partire da Fresh, obbligazioni convertibili in azioni, per un valore di un miliardo di euro. Sotto la lente degli 007 del Nucleo valutario della Finanza del generale Giuseppe Bottino, un ventaglio di operazioni «sospette». E naturalmente si indaga sulla operazione che ha portato il Monte dei Paschi in una situazione critica, l’acquisto di Antonveneta dalla banca spagnola Santander. Un affare che ha rimpinguato le casse del gruppo bancario fondato da Emilio Botin con tre miliardi di euro di profitti. L’altro giorno era stato sentito dai pm senesi proprio il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, rappresentante in Italia del gruppo Santander, che avrebbe ribadito che l’operazione della cessione di Antonveneta a Mps fu effettivamente portata a termine direttamente dalla Spagna, senza passare per il suo rappresentante in Italia, Gotti Tedeschi.  (LaStampa)

Ma quale MPS ci ritroveremo domani?

Siamo ancora in attesa di avere l’esito del TAR del Lazio che proprio stamattina sta sentendo i vertici di Bankitalia in merito all’operazione Monti Bonds. Ma facciamo finta che l’incontro (come probabilmente sarà) finisce con un “nulla di fatto”, che fine farà MPS?

Il Codacons chiede di bloccare il ‘prestito’ concesso a Mps poichè “sono venuti meno i presupposti”. E’ quanto ha sottolineato il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, arrivando al Tar del Lazio dove è prevista una audizione dei rappresentanti della Banca d’Italia che dovranno fornire chiarimenti sull’utilizzo dei Monti-bond in favore dell’istituto senese.  “Il prestito – ha spiegato Rienzi – è stato condizionato all’impegno preso dalla banca secondo cui dal giugno 2012 non si sono verificati eventi che hanno messo a rischio la stabilità patrimoniale e finanziaria dell’istituto, in realtà il contratto con Nomura (Alexandria) fa venire meno i presupposti del prestito: deve essere quindi bloccato”. Il Codacons chiede inoltre di “commissariare la banca” e procedere ad una sorta di nazionalizzazione. (Source) 

Arriverà un “socio forte”?

Premessa necessaria: chiunque sia disposto ad investire in MPS, vuole innanzitutto chiarezza sui conti e poi…vuole comandare, creando un istituto “secondo le proprie esigenze”.
Le agenzie di Rating, ovviamente, sono in preallarme. Sia per la situaizone attuale ma anche prospettica. La redditività della banca è tutta da vedere e poi…i Monti Bonds come verranno rimborsati? E le insolvenze che in MPS sono in forte crescita? E poi…come coprire i buchi sui derivati? Insomma, il bilancio è un colabrodo e le prospettive non sono certo rosee. E allora chi vuole investire SA che comprare MPS significa comprare un marchio (la più vecchia banca d’Italia), una rete, un pezzo di storia dell’Italia. Ma anche un pozzo dove non si vede il fondo ed una scommessa su un qualcosa che non si sa che destino potrebbe avere.

Ipotesi di ricapitalizzazione…

Ipotizzare chi potrebbe investire in MPS non è certo semplice. Se partiamo dall’Italia, viste le difficili condizioni economiche del Bel Paese, non è facile trovare un socio forte. Da anni si parla di una fusione con Intesa San Paolo. Ma il momento non è entusiasmante per la banca meneghina. Certo, Intesa potrebbe diventare il nuovo padrone ma…quale sarebbe il prezzo in fase di stabilità finanziaria dell’istituto milanese? Fusione troppo complessa… Intesa ha già le sue belle gatte da pelare.

E dall’estero? Ho letto dell’interessamento di investitori russi e cinesi. Ed addirittura tedeschi. La banca con più leva finanziaria tra i big player europei Deutsche Bank sembra addirittura interessata…  Ipotesi complessa sia per un discorso di “campanilismo” nazionale e sia perché questi investitori verrebbero a comandare e non certo a fare i soci di minoranza. Scenario poco gradito al panorama finanziario italiano.

Diverso potrebbe essere interessamento di un fondo sovrano oppure un fondi pensione estero. Investitori di LUNGO periodo che sono interessati all’acquisizione, al rilancio ed addirittura ad una posizione apparentemente “passiva” all’interno del CdA. Si parlerebbe comunque di cifre MOLTO importanti. Chi è disposto, in buona sostanza, ad investire un importo pari a circa 30 miliardi di Euro, cifra necessaria per risanare, alimentare e far ripartire con un progetto credibile l’istituto senese?

A quel punto diventa addirittura possibile l’ipotesi “spezzatino” dove MPS verrebbe spezzettata e acquisita da più parti. Un po’ come era successo con la fallita Lehman brothers. Ovviamente qui non fallisce nessuno, e lo scenario sarebbe decisamente meno drammatico, però la logica potrebbe essere simile. Ovvio, cannibali pronti, in tal caso, a fagocitare, distruggere, rimodellare.

Poi ovviamente c’è l’ipotesi nazionalizzazione. Non è da escludere soprattutto se MPS non avrà i soldi per rimborsare i Monti Bonds. E siccome i soldi Non ce li avrà, è l’ipotesi più realistica SE non arriva nessun socio. In un batter d’occhio lo Stato sarà azionista all’82%. Nazionalizzazione riuscita. E così, dopo tanto tempo, si tornerebbe ad avere una banca nazionalizzata, con un personaggio simil Bondi (l’uomo del risanamento Parmalat) alla guida…

Dimenticavo.. E il default? Estrema ratio. Non lo considero nemmeno. Si farà di tutto per evitarlo.

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 5)Commenta

  1. da cittadino non mi interessa che ho pagato per salvare mps!a me interessa che vadano in galera tutti i responsabili di questa truffa !come mi pare palese che questa gente deve essere ridotta in mutande ! è DICO PURE CHE I LEGALI CHE SI PERMETTONO DI DIFENDERE A QUESTI PORCI SCHIFOSI ? DEVONO ESSERE FUCILATI ! BASTA CON QUESTA MERDA DI GENTE.

  2. ROMA – Il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta del Codacons di sospensione del provvedimento che consente la sottoscrizione dei «Nuovi Strumenti Finanziari», ovvero dei Monti Bond, da parte del Mps. Lo dice Bankitalia spiegando che il procedimento per la sottoscrizione «può quindi proseguire il suo corso». La Banca d’Italia «ha espresso piena disponibilità a consegnare il documento al Presidente del Tar» del Lazio sul prestito a Mps «nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». Lo si legge in una nota di Bankitalia.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/mps_tar_monti_bond_codacons/notizie/248716.shtml

    E’ andata…

  3. ….ti pongo una semplice domanda: se tu fossi un cliente di Mps (naturalmente con attivo e non con debiti o mutui), trasferiresti il conto in un’altra banca o ti senti abbastanza tranquillo da mantenere il conto, contando eventualmente sulla probabile nazionalizzazione????
    Chissà quanti sono i clienti Mps che si sono posti questa domanda e penso che una buona percentuale abbiano scelto siti più tranquilli.
    Se il problema esiste e avesse la potenzialità di diventare un’emorragia, una nazionalizzazione veloce è l’unica soluzione.

  4. Ho praticamente risposto in un post…
    http://intermarketandmore.finanza.com/banca-mps-i-rischi-per-azionisti-obbligazionisti-e-correntisti-52547.html
    Poi ovviamente tutto è possibile. Guarda il caso SNS in Olanda…

  5. AGI) – Roma, 2 feb. – Il Tar del Lazio oggi “non ha deciso alcunche’ in merito alla sospensione della procedura Mps dei cosiddetti Monti bond”: lo precisa il Codacons in una nota, definendo “clamorosamente false” le notizie circa un rigetto del ricorso che l’associazione stessa ha promosso.
    “Oggi la III sezione del Tar del Lazio, infatti, su richiesta dei legali del Codacons ha disposto il rinvio dell’udienza – anche per decidere sulla sospensione – alla data del 20 febbraio 2013 anche perche’ Bankitalia non ha voluto depositare il parere favorevole sull’operazione relativa ai 3,9 miliardi di euro concessi a Mps. Per tale motivo – prosegue il Codacons – verra’ emendato un provvedimento coattivo che ordinera’ la produzione del documento in giudizio, ma non vi e’ stato alcun rigetto del ricorso” .