PMI: quando la crescita economica resta comunque su livelli molto elevati

Scritto il alle 14:59 da Danilo DT

Per una volta permettetemi di spezzare una lancia a favore del mercato e della crescita economica. Questa mattina abbiamo avuto come protagonista l’indice PMI manifatturiero e non, che ha dato segnali di indebolimenti in Francia, Germania e Unione Europea.

(ANSA)  – ROMA, 21 FEB – In Eurozona l’indice Pmi manifatturiero cala a 58,5 punti a febbraio da 59,6 di gennaio. E’ la stima preliminare elaborata da Markit/Bme ed è inferiore alle previsione di 59,2. Anche il settore dei servizi mostra un calo posizionandosi su 56,7 (da 58 di gennaio) e di conseguenza l’indice composto scivola a 57,5 da 58,8 punti di gennaio. In rallentamento anche l’attività della Germania dove a febbraio l’indice manifatturiero scende 60,3 da 61,1 punti di gennaio e quello dei servizi a 55,3 da 57,3. L’indice composto mostra così un calo a 57,4 da 59 punti di gennaio.

E questo calo dell’indice PMI va a giustificare la negatività dei mercati.
Bisogna però essere onesti.

Anche se il dato è apparentemente negativo, stiamo sempre parlando di un periodo di crescita economica ben superiore alla media storica. Gli utili aziendali in Europa continuano ad essere forti ed il tasso di crescita continua essere previsto a +16% y/y.

Questo dato SE verrà confermato non potrà che far reggere le borse a livelli più che difendibili, rendendo quindi gli storni come occasioni di acquisti. Anche se è molto complicato capire e gestire la nuova volatilità del mercato (che sembra essere parzialmente rientrata) e poter anche prevedere i movimenti del tasso inflazione in USA e non solo.

Già domani sarà interessante vedere il sondaggio IFO tedesco che confermerà oppure no tale prospettiva. Se poi la BCE non stravolge le cose e mantiene fede ai suoi impegni a livelli di QE, se l’inflazione negli USA si calma un po’, se il trend dei tassi USA tende a stabilizzarsi un po’, se insomma il mercato si tranquillizza un po’, potremo anche avere discrete prospettive nel medio termine soprattutto per l’equity. Ma bisogna stare molto all’erta. Le attese sono elevate, i rischi sono tanti e basta poco per cambiare il quadro della situazione. Molto poco.
Chiudo con quella che possiamo definire la “chiusura del cerchio”. Il mercato sconta questo. Se le promesse saranno mantenute, allora bene per l’equity soprattutto dell’Eurozona. In caso contrario, siete stati avvertiti.

E sappiate che i numeri sono abbastanza (tanto) aggressivi.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
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2 commenti Commenta
santis
Scritto il 21 febbraio 2018 at 15:34

Ma la famosa recessione del 2017 dove è finita ?
Chi l’ha vista ?

Con tutti i “se” che leggo nell’articolo … tanto vale tirare la classica monetina testa o croce

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Scritto il 21 febbraio 2018 at 16:00

Ci sono i “SE” perchè il mercato sconta già molto della positività e se riusciremo a mantenere le promesse, allora ok. In caso contrario capirai perchè ci sono tanti se.
Al momento di recessione non c’è l’ombra. Perchè? Dove ho scritto che ci sarebbe stata?

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