PETROLIO: allagati da un mare di oro nero (ora anche USA)

Scritto il alle 09:32 da Danilo DT

breakeven-petrolio-produzione-shale-oil

Le banche centrali vincono il premio come le grandi protagoniste nel mese di dicembre?
Sono convinto che la maggior parte di voi direbbe di si. Le mosse di FED e Bce hanno tenuto sulle spine milioni di investitori, tutti pendevano dalle labbra di Draghi e Yellen, nella speranza che non comunicassero nulla di sconvolgente o di inatteso.
Si, le banche centrali hanno avuto un ruolo determinante, è vero. Ma io la palma d’oro per il mese di dicembre non la voglio assegnare né all’una (FED) e ne all’altra (BCE).
Preferisco premiare CHI ha tenuto in realtà in tensione le stesse banche centrali in modo subdolo. Molti lo stanno sottovalutando, come tanti sottovalutano gli impatti che la sua debacle genererà nel medio periodo.
Signori, vi sto parlando del petrolio, ormai libero di sguazzare in un regime di libero mercato dopo che l’OPEC ha aperto i recinti, lasciando che il mercato (e il rallentamento globale) faccia la sua parte.
E a questa notizia se ne aggiunge un’altra fresca fresca.

L’amministrazione Obama ha evitato lo stallo del governo grazie a un compromesso dell’ultima ora, ma ha dovuto cedere a numerose richieste di concessioni da parte dei repubblicani, fra queste l’abolizione della legge che oggi impedisce l’esportazione del greggio estratto negli Stati Uniti. Lo sviluppo è epocale, cambierà le dinamiche di mercato, avrà un impatto sulle grandi compagnie di navigazione che trasportano cargo petroliferi e spiega in parte la diminuzione del prezzo del greggio, sceso a 35 dollari al barile ieri. Infine, ridefinirà i rapporti di mercato nel settore energetico. (Source) 

Ora ditemi se questi eventi possono essere rivoluzionari oppure no. Sissignore, lo sono eccome. Stanno per cambiare le dinamiche di un mercato, e le conseguenze rischiano di essere veramente importanti. Signori, si è cancellato il bando che da oltre 40 anni limita l’esportazione di petrolio. Il tutto per trovare una quadra nel dibattito sul piano di bilancio Usa. Ma questo cosa significherà per il petrolio? Beh è chiaro, se gli USA ora possono anche esportare…ci sarà ancora più petrolio sul mercato. Ma già stiamo a 35$/bar, e quindi dove possiamo finire?
Secondo alcuni membri dell’OPEC l’export USA non sarà un problema in quanto…

«Non ci sarà alcun effetto sui prezzi perché gli Usa sono ancora un Paese importatore. Esportano un po’ di greggio, ma hanno anche bisogno di importarne da altri. Il problema, è la qualità: lo shale oil è un greggio molto leggero, che non può sostituire quelli più pesanti, tuttora necessari per alcune lavorazioni. » (Abdallah El Badri. Segretario generale dell’OPEC)

Grafico Petrolio di lungo periodo

petrolio-grafico-lungo-periodo

Intanto voglio portare alla vostra attenzione questo grafico, dove è visibile un possibile supporto su cui è lecito aspettarsi delle reazioni tecniche al rialzo. Un supporto che quindi rischia di diventare pericolosissimo se violato al ribasso, in quanto porterebbe l’oro nero a livelli realmente drammatici. Siamo quindi ad un passo dai minimi del 2008-2009. Sotto a tale soglia c’è…il nulla.

Cari amici, è questa la grande scommessa. Ignorare l’impatto del prezzo del petrolio nelle dinamiche globali è da folli. Già solo per le dinamiche della BCE (inflazione) ha un ruolo determinante. E poi pensate a tutti quei paesi produttori che l’hanno in budget di bilancio a prezzi ben superiori. Come faranno a stare in piedi? Lo scopriremo solo vivendo.

PS: in apertura trovate un grafico molto importante: é il costo di estrazione del barile di petrolio a seconda delle varie tipologie. Come vedete molti tipi di estrazioni sono già completamente fuori da ogni logica. Resta solo l’ “Onshore middle east“…

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Danilo DT

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12 commenti Commenta
pasolo
Scritto il 18 dicembre 2015 at 10:19

ma speriamo che il petrolio collassi verso i 10 dollari piuttosto! Chiedo all’onesto DT qual’era il prezzo dell’oro nero negli anni ’50-’60 e negli anni ’80-’90? Trasformare il crollo del greggio in una notizia “drammatica” mi sembra esagerato!

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groviglio
Scritto il 18 dicembre 2015 at 11:03

s.t.r.a.q.u.o.t.o.. per me è una gran notizia (non sto a ribadire i soliti concetti sui paesi consumatori e produttori).mi piacerebbe davvero vedere il petrolio intorno ai 20 dollari per qualche annetto

pasolo@finanza:
ma speriamo che il petrolio collassi verso i 10 dollari piuttosto! Chiedo all’onesto DT qual’era il prezzo dell’oro nero negli anni ’50-’60 e negli anni ’80-’90? Trasformare il crollo del greggio in una notizia “drammatica” mi sembra esagerato!

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groviglio
Scritto il 18 dicembre 2015 at 11:03

s.t.r.a.q.u.o.t.o.. per me è una gran notizia (non sto a ribadire i soliti concetti sui paesi consumatori e produttori).mi piacerebbe davvero vedere il petrolio intorno ai 20 dollari (mi accontento)per qualche annetto

pasolo@finanza:
ma speriamo che il petrolio collassi verso i 10 dollari piuttosto! Chiedo all’onesto DT qual’era il prezzo dell’oro nero negli anni ’50-’60 e negli anni ’80-’90? Trasformare il crollo del greggio in una notizia “drammatica” mi sembra esagerato!

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kry
Scritto il 18 dicembre 2015 at 11:37

pa­so­lo@fi­nan­za,

Negli anni 50/60 non eravamo in 7 miliardi e non si consumavano circa 90 milioni di barili di prodotti petroliferi.
Portare il petrolio a 20$ per qualche anno significa bloccare tutti gli investimenti in energie alternative , un pò come il marito cornuto che si taglia l’uccello per far dispetto alla moglie.
Con questo non voglio dire che mi dispiaccia vedere il petrolio a 20$ , mi preoccupo per le conseguenze oltre i due anni che ciò può procurare.

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kry
Scritto il 18 dicembre 2015 at 11:43

Sul fatto dell’esportazione di petrolio usa , io lo leggo come essere arrivati alla canna del gas — tra l’altro quasi gratis pure quello ai prezzi attuali — oppure vendere i gioielli di famiglia nel momento di massima disperazione per ricavarne il meno possibile.
La domanda che mi faccio a questo punto è :
quanto influisce negativamente in % sul PIL USA il ribasso del prezzo del petrolio e del gas ?

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pasolo
Scritto il 18 dicembre 2015 at 12:15

kry@finanza,

invece ti chiedo : i soldi che i bravi consumatori americani risparmieranno come verranno utilizzati ( pil u.s.a. )

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kry
Scritto il 18 dicembre 2015 at 12:24

pa­so­lo@fi­nan­za:
kry@​finanza,

in­ve­ce ti chie­do : i soldi che i bravi con­su­ma­to­ri ame­ri­ca­ni ri­spar­mie­ran­no come ver­ran­no uti­liz­za­ti ( pil u.s.a. )

Per pagare l’aumento degli affitti e ripagare i debiti.

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danaeb
Scritto il 18 dicembre 2015 at 12:45

Io penso che con il petrolio a 20$ vedremo tanta ma tanta guerra e non solo in TV, spero di sbagliarmi ovviamente.

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groviglio
Scritto il 18 dicembre 2015 at 13:49

kry@finanza,

negli anni 50 non eravamo 7 miliardi….e non c’erano nemmeno le tecnologie incredibili che ci sono oggi…le nergie alternative -valide- proseguiranno anche nel caso il petrolio (che non dipende certo dalle mie speranze) vada a 20 dollari. i soldi non “regalati” ai paesi produttori, potranno ,essere utilizzati in altre maniere. per quale mai motivo bisogna statuire sempre che le cose sia necessario farle solo quando si ha la pistola puntata ?

un’altra cosa: secondo me , il grafico in testa di post è già obsoleto

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idleproc
Scritto il 18 dicembre 2015 at 14:20

Ciao a tutti e ben ritrovati.
A mio giudizio e facendo la tara sia della guerra finanziaria che di quella geopolitica le tendenze di fondo sulla questione energetica “oil” sembrano essere ancora quelle sostenute da John e altri tempo fa e che la crisi dell’economia reale a livello globale sia ancora in atto.
Il dato positivo, spero prolungato è stata la consapevolezza di massa ormai acquisita in occidente delle dinamche che potevano portare alla guerra e che ha creato in alcuni ambienti opportuni ripensamenti. Non so come andrà in futuro.
Godiamoci il presente (a breve) e speriamo nel futuro.
Un caro saluto.

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perplessa
Scritto il 19 dicembre 2015 at 00:09

appunto, dal grafico dei costi di produzioni come si fa a ipotizzare che queste imprese stiano in piedi a 20$il barile?

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candlestick
Scritto il 19 dicembre 2015 at 23:38

Buonasera,

finalmente Dream ha fatto un post sul Petrolio Greggio.. vorrei riuscire attivamente a dare il mio contributo in merito.

Vorrei cercare di farvi capire il perchè PER IL SOTTOSCRITTO il prezzo del WTI ha toccato il fondo nel mese di DIcembre 2015. Ci sono diversi motivi per cui il prezzo dovrebbe nelle prossime settimane iniziare un rally, a tratti sarà anche violento.
Ora il mercato è concentrato SOLO sulle scorte e sui tagli della produzione che ancora non sono arrivati. Si fa gioco forza su di un prezzo che può crollare, che può arrivare a 20$/b. Tutto ciò è paura. E’ il gioco della paura, i mercati sono così. Sempre, quando la massa percepisce la paura i giochi sono fatti, i minimi toccati (o in formazione).

i tasselli fondamentali che regolano i prezzi del petrolio sono principalmente i seguenti.

– Consumi mondiali stimati in futuro NON SONO PREVISTI IN CALO, MA IN GRADUALE AUMENTO: http://www.iea.org/media/140617_MediumTermOilMarketReport2014_Slides.pdf

– il problema INFLAZIONE: sapete bene che un prezzo discendente del petrolio è NEMICO di questa. Le due potenze FED E BCE si stanno muovendo per portare l’inflazione a livelli attorno al 2%, secondo voi non avrà alcuna influenza sugli investitori sapere che ci sono questi istituti a favore di un rialzo dei prezzi del petrolio?

– produzione petrolio. Qui al momento siamo in piena guerra, ma attenzione, perchè il Risiko potrebbe farsi interessante, basta una sola dichiarazione per cui si fa intendere da parte Opec o Russia o America ecc… che stia cambiando qualcosa e boom, scoppiano i prezzi.
Faccio presente una cosa: di base TUTTI i produttori vorrebbero un prezzo più alto. Quindi state pur certi che a breve si sentirà parlare di alleanze che magari diventano il 60-70% della produzione mondiale che deciderà quanto tagliare. In questo caso il libero mercato è una c*****a, perchè tanto il prezzo lo fanno sempre i grossi, non è vero che il mercato è libero state attenti!

-arriviamo all’analisi del prezzo e del COT. Ho elaborato personalmente la mia view che tiene conto di analisi ciclica e tecnica con Gann. vi posto quello che di più interessante è venuto fuori. Vedi immagine: ciò che è importante è come , una vota elaborata la struttura del ciclo, questo inverta la sua direzione. E’ evidente il punto di inversione. Dicembre 2015.
Infine dall’ultima pubblicazione del COT(andateveli a cercare) è evidente come i grossi (son sempre loro che decidono il prezzo) stiano invertendo rotta. Si crea così divergenza tra prezzo del petrolio che va giù e Large Trader che mollano la presa short. In più tanti indicatori sono chi in prolungata divergenza e chi come lo stocastico in largo ipervenduto, sia sul daily che sul settimanale che sul mensile.
Guardate anche la perfezione di Gann perfetto incrocio a supporto delle ultime quotazioni. Il grafico completo non ve lo faccio vedere, accontentatevi, di solito sono meno esaustivo.

Ora, dopo tutto fate un po’ voi, basta niente per un trend verso i 60 $ in pochi mesi. che sia!!

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