Bailout Grecia: chiesto sostegno alle banche

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Malgrado l’approvazione del piano fiscale, il mondo si domanda cosa diavolo sta accadendo. Infatti i CDS non mollano il tiro e la tensione continua ad essere alle stelle. Grande confusione, tanto è che addirittura si sta chiedendo l’aiuto proprio del settore più in difficoltà negli ultimi mesi, le banche, le quali ovviamente aiuteranno SOLO se avranno il loro contentino…
Ma andiamo con ordine.

Il mio amico Ed di CWD mi segnala un aggiornamento dell’esposizione bancaria verso la Grecia uscita proprio oggi sul WSJ. Non indugio oltre e vi pubblico il grafico aggiornato dove viene confermata la forte esposizione del mondo bancario francese, come già sapevamo, seguito da quello teutonico e poi…dopo HSBC anche due nostre conoscenze italiane: Intesa SanPaolo e Unicredit.

Latest figures from the Bank for International Settlements show that France’s banking sector has the largest overall exposure to Greece, totaling $56.7 billion, compared with German banks’ considerably lower exposure of $33.97 billion. French banks hold $14 billion of Greek government debt, compared with $22.65 billion for German banks

Ma la cosa interessante è un’altra, Infatti secondo il WSJ ci sarebbero già dei contatti avanzati tra la classe politica e le banche per cercare di “accollare” alle stesse parte del costo della crisi greca.

In both Germany and France, finance-ministry officials met with representatives of their respective countries’ leading banks and insurers on Wednesday to discuss how banks would shoulder some of the cost of a second bailout of Greece, people familiar with the matter said.
The trick will be for the private sector to take losses on Greek bonds, without Greece being declared in default. If the banks are forced to accept the losses, ratings companies likely will declare a default. Even if the banks act voluntarily, Greece could still be considered in default on its debts. (WSJ)

Ho l’impressione che la situazione stia scappando di mano… Mosse del genere se forzate, rischiano di far dichiarare comunque il default alla Grecia la quale è insolvente tecnicamente e si sta cercando di mantenerla in vita in modo decisamente artificiale ed artificioso…

Approvato il piano di austerity

Intanto nella notte è arrivato l’accordo a Bruxelles sul mega piano di austerity: 28.4 miliardi di Euro. Un piano che Atene dovrà approvare entro fine mese (30 giugno). Altrimenti la famosa tranche di aiuti da 12 miliardi non verrà erogata. Un piano di austerity di durata triennale che avrà l’obiettivo di ripianare il deficiti di bilancio.

Auguri vivissimi alla popolazione greca….

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 11)Commenta

  1. alfio200 scrive:

    Scusa, DT…

    non pensi che la soluzione “meno peggio” sarebbe la ristrutturazione del debito greco?

    Perchè di questo i politici europei “non vogliono neanche sentirne parlare”?

    Quello che mi sfugge è la strategia della dirigenza europea. Sperano che la Grecia riesca a onorare il suo debito? Che le banche riescano in qualche modo a liberarsi dei bond greci? A mio avviso, stanno semplicemente prendendo tempo…però mi sfugge il loro obiettivo finale.

  2. mattacchiuz scrive:

    la strategia? salvare la banche nazionali, costi quel che costi.

  3. La ristrutturazione è l’unica strada che potrebbe permettere un “domani” alla Grecia ed al popolo greco, senza ridurlo in schiavitù per i prossimi anni (infatti gli ispettori se ne staranno per un bel po’ a viligalre sull’andamento delle finanze greche).
    Però ristrutturare significa anche rischiare di scatenare un effetto domino devastante sugli altri PIGS e SOPRATTUTTO sul sistema bancario.
    Non è infatti un caso che Germania e Francia, dopo aver minacciato fulmini e saette contro la Grecia, si siano raddolciti un bel pò con aperture inaspettate. Infatti come vedi dal mini grafico qui sopra, sono proprio le banche di francia e Germania le più esposte. E allora il conto è presto che fatto.
    Ai due big dell’UE, costa di più salvare la Grecia o salvarsi le banche?
    Ovviamente la seconda. Ed ecco perchè si è deciso per il sostegno incondizionato SOLO se la grecia metterà a ferro e fuoco le finanze, accetterà un piano di austerity pauroso e accetterà di diventare una provincia franco-tedesca.
    Ecco, questo secondo me è quello che accadrà.
    Ah…dimenticavo… questo piano è di impossibile attuazione. Ma nel frattempo si compra tempo…

    :roll:

  4. tommy271 scrive:

    La manovra è particolarmente complessa e macchinosa.
    Il contatto preliminare con le banche è affidato al Ministero dell’Economia/Finanze di ogni singolo paese.
    Sappiamo che in linea di massima c’è l’adesione di tutti.
    Con ogni probabilità il rollaggio sarà a 5 anni, anzichè 7 come proposto inizialmente da Schaeuble.
    Non sappiamo ancora bene quali saranno le scadenze interessate: se fino al 2015 oppure se ci sarà uno spostamento in avanti su tutte le scadenze.
    Rimane irrisolta, al momento, la fondamentale questione delle garanzie legate allo swap.

  5. mattacchiuz scrive:

    tommy271@finanza: Rimane irrisolta, al momento, la fondamentale questione

    rimane irrisolta, al momento, la fondamentale questione delle compatibilità di quello che vorrebbero fare con la REALTà dei fatti. Ma capisco che le chiacchiere sono più importanti. :mrgreen:

  6. hironibiki scrive:

    Intanto mi sa che ci sta colpendo la speculazione:

    Rumor: imminente taglio rating Italia. Panic selling sul Ftse Mib (-1,7%)

    Pesano sull’indice Ftse Mib soprattutto i crolli, appunto, dei titoli bancari, con Unicredit che è arrivata a perdere fino al 7% dopo essere stata sospesa, insieme a tutti gli altri titoli del settore, dalle contrattazioni. le stesse sale operative al momento non riescono a spiegarsi la caduta verticale di queste azioni, che stamattina sembrano essersi lasciate alle spalle la nota di Moody’s.
    (fonte wall street italia)

    EVVIVA :|

  7. calciatore scrive:

    E’ tutto sotto controllo, il parlamento greco NON approvera’ il piano lacrime e sangue imposto dai burocrati EU a favore delle banche, e gli stati Francia e Germania gireranno i soldi alle LORO banche e non nel calderone greco. E’ la soluzione piu’ ragionevole, in fondo, visto che la Grecia non potra’ essere salvata. In altro canto l’euro andra’ in soffitta, basta guardare il cross eur-chf .

  8. tommy271 scrive:

    calciatore@finanza: E’ tutto sotto controllo, il parlamento greco NON approvera’ il piano lacrime e sangue imposto dai burocrati EU a favore delle banche, e gli stati Francia e Germania gireranno i soldi alle LORObanche e non nel calderone greco. E’ la soluzione piu’ ragionevole, in fondo, visto che la Grecia non potra’ essere salvata. In altro canto l’euro andra’ in soffitta, basta guardare il cross eur-chf .  

    Vedremo tra qualche giorno …
    Per il momento il Pasok guida il parlamento con una maggioranza assoluta, mentre l’opposizione rimane solo “contro” ma estremamente divisa.
    Un esponente di ND ha dichiarato che se ci fosse bisogno, voterebbe a favore del pacchetto.
    A sinistra, poi, neanche il KKE e SYRIZA riescono a mettersi d’accordo tra di loro … :D

  9. schwefelwolf scrive:

    Dream Theater,

    Scusa, DT, mi sbaglio – o Schäuble voleva imporre alle banche coinvolte una consistente partecipazione ai costi del salvataggio Grecia? Non è stato il solito Sarkozy a bloccare la (a mio avviso giusta) posizione tedesca, ottenendo che la Germania rinunciasse al “devono partecipare”, sostituendolo con un “potranno partecipare”? Se proprio vogliamo attribuire losche intenzioni, cerchiamo di mandarle agli indirizzi giusti. I “marcioni” (come si diceva al mio paese) sono gli stessi della Libia – cioé i nostri “amici” francesi. I tedeschi hanno solo il torto di non avere il coraggio di mandare Parigi a quel paese…
    Lieto di essere corretto, dovessi aver detto qualcosa di sbagliato.

  10. schwefelwolf@finanza,
    Mi risulta essere come dici…. Anche perchè se il verbo è DEVONO è un’imposizione e per le agenzie di rating è la chiara annunciazione del default.
    Invece il potrebbero rappresenta un’ipotesi VOLONTARIA e quindi come detto in un altro post, un agreement che non comporta il default.