Per alcuni italiani, la crisi economica NON esiste!

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La crisi economica resta una brutta realtà. Per la maggior parte degli italiani è molto difficile trovare una soluzione rapida ed efficace per uscire dalla crisi. Secondo un sondaggio di Confesercenti, ripreso da IlSole24Ore,  solamente il 16% degli italiani vedono per l’anno in corso un miglioramento. Il restante 84% la vede grigia. Certo, occorre cercare di essere positivi. Ma il realismo domina. Con queste condizioni come è possibile vedere la ripresa economica? Crollano i consumi, aumenta al disoccupazione, diminuisce la produzione industriale. Ci vorrebbe un miracolo. Ed un miracolo è quello che chiedono tanti italiani disoccupati. Tasso di disoccupazione in aumento e popolazione che invecchia. Un vero problema da affrontare con la massima rapidità. Guardate questa interessante infografica.

Debito Pubblico. nuovo massimo storico e crollo della produzione industriale

E’ palese quindi uno scenario che continua a preoccupare. Se poi aggiungiamo le ultime news sul nostro Bel Paese, che dire…I problemi da risolvere sono ancora veramente tanti!

Il debito pubblico italiano non si ferma e tocca un nuovo massimo storico: a novembre si è attestato a 2.020,7 miliardi di euro, in aumento di 6 miliardi rispetto al mese precedente. (…) Ad allarmare, oltre al debito record, anche il crollo della produzione industriale: sempre a novembre l’indice calcolato dall’Istat ha segnato una riduzione dell’1% su base mensile e del 7,6% su base annua (dato corretto per gli effetti del calendario). L’andamento tendenziale registra il quindicesimo ribasso consecutivo e segna un’accelerazione del ritmo del declino rispetto a ottobre (-6,1%). Nella media del trimestre settembre-novembre l’indice ha registrato una flessione dell’1,7% rispetto al trimestre immediatamente precedente, mentre negli undici mesi la discesa è del 6,6%.  (Source)

E poi…c’è anche chi invece la crisi proprio non la conosce, la ignora, o peggio ancora, crede che sia solo un problema psicologico…. Ebbene si… Fatevi due risate e guardatevi il video qui sotto… CLICCATE SULL’IMMAGINE!

 

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DT

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. Se può servire a darci delle risposte, soprattutto le ultime 10 righe. —Un recente rapporto pubblicato dal McKinsey Global Institute (MGI) rende chiaro che l’economia capitalistica mondiale non sta attraversando una crisi congiunturale, ma un crollo analogo a quello che ebbe inizio nel 1914 e continuò nei successivi tre decenni. Questa analisi, che è stato anticipata dal World Socialist Web Site più di quattro anni fa, è in fase di conferma nei fatti e nelle cifre.
    Il rapporto McKinsey ha scoperto che alla base della recessione in Europa c’è stato un crollo degli investimenti privati. Tra il 2007 e il 2011, gli investimenti privati nei 27 Stati membri dell’Unione europea sono diminuiti di oltre 350 miliardi di Euro, “un calo superiore a qualsiasi precedente calo in termini assoluti.” Si è trattato di più di 20 volte il calo dei consumi privati e quattro volte il calo del prodotto interno lordo.
    L’investimento privato è ora 15 per cento in meno rispetto al 2007, questo significa che alle aziende non sarà possibile produrre, tra il 2009 e il 2020, i circa 543 miliardi di Euro di fatturato che avrebbero avuto in altre circostanze. Il rapporto MGI ha sottolineato che le imprese europee avevano liquidità in eccesso per 750 miliardi di euro per i quali non riuscivano a trovare sbocchi redditizi. L’accumulo di cash points insieme ad una rottura nella dinamica di base della produzione capitalistica, in cui gli investimenti portano all’accumulo del profitto, che si traduce poi in ulteriori investimenti ed espansione economica.
    Lo stesso processo è in corso per l’economia degli Stati Uniti, dove le aziende stanno accumulando denaro, mentre i profitti vengono sempre più creati attraverso la speculazione sui mercati finanziari.
    La logica oggettiva del sistema del profitto è la forza trainante dietro i programmi di austerità che le classi dirigenti stanno realizzando negli Stati Uniti, in Europa e in tutto il mondo. Stanno cercando di risolvere la crisi attraverso l’impoverimento della classe operaia, riducendo le sue condizioni a quelle del 1930 e anche peggio.
    La classe operaia internazionale deve rispondere con una sua strategia indipendente basata sul rovesciamento del corrotto sistema del profitto e l’instaurazione del socialismo. Il peggior errore che si potrebbe fare è quello di credere che le mezze misure basteranno o che l’economia capitalistica finirà col raddrizzarsi. Gli eventi del 2012 hanno mandato in frantumi l’illusione e posto le basi per importanti lotte sociali nel prossimo anno.

  2. andrea.mensa scrive:

    io credo che se qualche centinaio di migliaia di disoccupati andassero ad aspettare queste teste di c…o all’uscita dei loro bei locali inn, o sotto casa, li spogliassero e li caricassero di botte, forse non assisteremmo anche alle loro beffe.
    chissà, questi signori, quanto versano al fisco !!! altro accetrtamento da fare, oltre a cortina e altri luoghi ameni.
    è ovvio, che in questi tempi i ricchi riescono ad aumentare la loro ricchezza, come ben dimostrato a livello mondiale. E’ la piccola borghesia che viene ricacciata nella povertà assieme alle classi già umili, cui comunque viene continuamente caricato il costo che questi signori rappresentano per la società.