PAPERONI d’AMERICA: regna il growth, ma per il value…

Scritto il alle 13:23 da Danilo DT

Probabilmente questo articolo vi sarà sfuggito in quanto non ci regala nulla di interessante a livello operativo. Ma solo all’apparenza. In questi giorni è uscita l’ennesima lista dei cosiddetti “Paperoni d’America”, ovvero gli uomini più ricchi degli USA. Chissenefrega, direte voi, e avete ragione. Però possiamo analizzare questa classifica per fare delle valutazioni di fondo.

I «paperoni» americani si arricchiscono. E il fondatore di Microsoft  Bill Gates, per il 24esimo anno consecutivo, si conferma il più ricco degli States con una fortuna stimata in 89 miliardi di dollari, ovvero 8 miliardi in più rispetto alla precedente rilevazione. (…) Jeff Bezos di Amazon conquista la seconda posizione con 81,5 miliardi di dollari, mentre al terzo posto si piazza l’economista Warren Buffett con 78 miliardi di dollari, l’uomo che attraverso la conglomerata Berkshire Hathaway ha recentemente acquistato una quota del 9% circa nell’italiana Cattolica Assicurazioni.(…) Il ceo di Facebook Mark Zuckerberg è quarto con 71 miliardi di dollari e in un anno ha guadagnato più di tutti in termini di dollari (+15,5 miliardi). (…) Completano la top ten il cofondatore di Oracle Larry Ellison (59 miliardi) (Source) 

Cosa notate nell’elenco che vi ho pubblicato? A parte il ben noto oracolo di Omaha (Buffett) gli altri sono tutti i padroni di aziende hi tech e quindi facenti parte del mondo “growth”. E di certo investire in questo mondo è stato molto redditizio negli ultimi anni. Ma sarà ancora così per il futuro?

Vi pubblico questo grafico da “meditazione”. Se proprio non volete diminuire l’esposizione sull’equity, forse potrebbe essere corretto iniziare quantomeno diminuire il peso del growth e cominciare a pensare di utilizzare il segmento value. Non solo per diversificazione ma anche perché, guardando questo grafico, qualche domanda forse occorre iniziare a farsela.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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