Oh oh… Tra target farlocchi e scenari bullish, il ciclo economico risulta in forte frenata

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Su questo blog spesso ci si diverte a pubblicare delle analisi di tante case d’affari dove vengono “sparati” i potenziali target price sugli indici di borsa. Ovviamente l’indice più studiato è lo SP500, vero benchmark mondiale per i mercati finanziari.
Il mio ultimo post sull’argomento, ovviamente, ha scatenato critiche sulla bontà dell’analisi, vista anche la fonte (Goldman Sachs) che ovviamente è considerata da tutti una casa d’affari non proprio “oggettiva”.
La stessa GS però, corregge il tiro con un’analisi che secondo me è decisamente più interessante. Si è provato a valutare la borsa utilizzando diversi tipi di parametri, cercando invece di raggiungere il massimo dell’oggettività (in tutto cinque).
Ed ecco il risultato.

Come vedete, facendo una media raggiungiamo quota 1800 per lo SP500. Cioè quanto vale oggi. Quindi in questa fase di mercato dove il sentiment è iperbullish e il mercato è NO FEAR (quindi generoso nelle valutazioni) siamo al prezzo target per fine 2014. Cosa accadrà quando ci sarà qualche problemino?
Anche perché il ciclo economico sembra in decisa frenata/inversione. E questo dovremmo scoprirlo nelle prossime settimane. Questo è il GLI (Global Leading Indicator). Un mondo che sta decelerando vistosamente e che sta crescendo di meno. Ma questo le borse lo scontano?

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 2)Commenta

  1. E’ paradossale.
    Da anni si continua a guardare al dito e non alla luna che indica. Ogni giorno a rincorrere la finanza nel senso più deviato delle sue conseguenze: Banche, bolle, Ltro, QE 1 2 e 3, tassi, debito e rapporti di cambio.
    Ma la luna è l’overcapacity mondiale che scateno’ la crisi ormai 10 anni fa’ in concomitanza all’ingresso di alcuni paesi nel WTO in assenza di regole o quasi. Per finanziare e giustificare l’overcapacity si sono inizialmente finanziati a leva tutti i settori: dal privato, al corporate, alla finanza, agli stati. Ora dopo anni di alchimie monetarie siamo a scoprire che queste sono alla fine inefficaci e per creare un punto percentuale di PIL dobbiamo sopportare 10 volte tanto (almeno) nell’incremento di debito globale. Ripresa? Quale ripresa? Forse che la ripresa possa coesistere con l’incremento della disoccupazione? Forse quella che vede l’incremento del reddito disponibile mondiale inferiore all’incremento del debito? Forse quella che prevede la delocalizzazione dalla delocalizzazione?. Quanta miseria ci dobbiamo auspicare prima di capire che avendo accettato un sistema ‘deregolamentato’ nei commerci (non so quanto consciamente) anche altre regole devono cambiare? (questo era uno sfogo OT).

    Bolle? Non ci sono bolle…non c’è droga. Ma se così fosse perchè non si aumentano i margini? Di cosa avremmo paura? Se i QE o i tassi negativi non fanno male non abbiamo niente di cui avere paura…e magari si potrebbe prevenire quello che solo già nell’ipotesi terrorizza. Qualche giorno fa’ provocatoriamente chiedevo: quali armi ci sono ancora a disposizione per evitare il peggio in caso di uno shock sui mercati? Persone gentili mi hanno risposto con ipotesi monetarie tradizionali, tutte valide e dotte, ma che seguono il solco inefficace di quanto fatto finora. La realtà è che per convenzione accettiamo le bugie e come per i rapiti della sindrome di Stoccolma giustifichiamo quanto si sta facendo mettendoci proni.
    Altra provocazione: indicare attività priva di rischio.
    Grazie

  2. ob1KnoB@finanzaonline,

    Ah,ah,ah sindrome di stoccolma , ma tu pensa che ironia della sorte la soluzione passa proprio da li. Anni ’90 nazionalizzazione delle banche. Calcisticamente parlando grazie dell’assist. Di attività prive di rischio non ce ne sono a meno di fare come Lucignolo lo scansafatiche ma gurda caso è un’inattività. La meno rischiosa potrebbe essere bond usa grazie al potere fed e fino a quando il mercato gli concede la fiducia che non merita.