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Obbligazioni a confronto. Tutti insieme appassionatamente.

Scritto il alle 10:00 da Danilo DT

CMYKSu come sia difficile comprendere e prevedere con esattezza il mondo dei tassi di interesse in questo momento, si parla sul mio blog e in tantissimi altri siti.
Probabilmente la prima banca centrale ad alzare i tassi di interesse sarà la Bank of England e poi seguita a ruota da quella USA, la FED.
Quindi queste due valute beneficeranno anche di maggiore forza nei confronti dell’Euro, quantomeno nel breve periodo.
Spavaldamente, la nota casa Goldman Sachs se n’è uscita ieri con una interessante affermazione.

The euro is on its way to parity with the dollar by the end of 2017, say analysts at Goldman Sachs Group Inc. The currency has dropped 5.75% since hitting a 2014 high in March, closing on Friday at 1.3133. Goldman says that decline is the beginning of a long drive lower. Higher U.S. interest rates versus those in the euro zone will cause investors to move money out of Europe and into higher-yielding markets, writes Goldman’s currency research group.
In six months, Goldman predicts the euro will drop to $1.25. In 12 months, it will be at $1.20. The single currency should hit $1.15 by the end of 2015, and $1.05 one year later. By 2017, the euro will hit parity for the first time since 2002, the year it entered circulation as a physical currency. (WSJ) 

cross EURUSD target price goldman sachs

Cavolo, un cambio 1.1 entro il 2017 è sicuramente uno spunto interessante per il futuro. Che sia realistico o meno, beh, lo scopriremo solo vivendo.
Cosa invece non dobbiamo scoprire e che invece rappresenta la realtà attuale è questo grafico, che mette a confronto il rendimento del titolo a 10 anni di quattro paesi:

ITALIA (ITA)
SPAGNA (ESP)
USA
GRAN BRETAGNA (UK)

grafico rendimento 10yr ITA UK USA ESP

Il risultato che ne deriva è quantomai interessante secondo il mio punto di vista.

1) dopo anni di grande lontananza, ESP e ITA convergono verso USA e UK
2) Chiarissimo che sono due mondi separati. E’ evidente che UK e FED sono legate da un cordone ombelicale fortissimo. Ma ditemi, quindi, che cosa c’entra UK con l’Europa? E’ solo una questione di comodo?
3) ITA e ESP oggi godono dell’assicurazione di Draghi. Ma meritano veramente questa condizione di grazia? Ed è normale, seppur con valute differenti, che i quattro bond a 10 anni abbiano uguale rendimento?
4) E’ normale che ITA e ESP abbiano tendenze praticamente gemelle, cos’ come USA e UK? Il mercato sta ponderando la qualità delle emissioni oppure si fida del mercato e va a cacci del rendimento in modo indiscriminato?
5) Questo scenario è difendibile nel lungo periodo?
6) A muovere questo grafico sarà SOLO la politica monetaria oppure potrebbe intervenire anche una diversa ponderazione del rischio emittente?

STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 30 settembre 2014 at 11:12

sull’aumento dei tassi in UK nutro qualche dubbio, perché può essere estremamente nocivo al debito privato specialmente legato agli elevati mutui immobiliari. Non è trascurabile neppure il fatto che c’è una forte differenza fra gli alti redditi della City e quelli “periferici”. Fa un po’ eccezione la Scozia ma occorre vedere come si concretizzeranno le promesse fatte dal governo agli scozzesi al momento del referendum.
Per gli USA ormai tutto il mondo attende il più volte dichiarato aumento dei tassi, benché nessuno si pronunci sull’entità. Il PIL del secondo trimestre (4,6%) incorpora anche tutto il recupero del lavoro perso nel primo trimestre causa il forte gelo e le varie tempeste di neve; penso che occorra attendere i nuovi dati prima di vedere muovere la Yellen and C.

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lucianom
Scritto il 30 settembre 2014 at 15:27

Scusate, l’ ho già detto l’altro giorno, il 10 year note in questi ultimi tempi non accenna a diminuire e il 30 year note è in ascesa!!!!, non dovrebbero anticipare l’ aumento dei tassi? Si stanno muovendo al contrario, dove sto sbagliando? La FED, guardando i grafici, non pensa nemmeno lontanamente ad aumentarli.

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kry
Scritto il 30 settembre 2014 at 21:03

lucianom,

Ci sono le materie prime in discesa e probabilmente andranno in deflazione.

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kry
Scritto il 30 settembre 2014 at 23:11

Dimenticavo, il $ si sta rivalutando per cui meno esportazione e più importazioni con probabilità di crescita del pil inferiore alle attese per cui meglio investire in titoli di stato. Sbaglio?

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kry
Scritto il 30 settembre 2014 at 23:29

paolo41,

http://icebergfinanza.finanza.com/2014/04/24/tempesta-di-neve-in-america/

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