Nuovi patti con Bruxelles. Ulteriore cessione di sovranità

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Lo sapevate che tra qualche giorno ci saranno nuovi accordi UE che porteranno ulteriori restrizioni e controlli? Con addirittura una mini nei paesi più vigilati come l’Italia.

Ancora mi stupisco del fatto che molti lettori non siano a conoscenza del , un accordo preso dall’allora Governo Berlusconi che costringerà il Nostro Paese ad anni di devastante austerity, sempre se questi accordi non verranno rivisti.
Si è parlato spesso di cessione quantomeno parziale della sovranità. E non possiamo negare che un qualcosa di vero ci sia. Ma badate bene, almeno nel breve, le cose non potranno che peggiorare. Si, perché tra una settimana l’Italia perderà un altro pezzo di sovranità, visto che stimo per firmare l’ennesimo accordo con Bruxelles.

Infatti i giorni 19-20 dicembre si riunisce il Consiglio europeo. In tale sede verranno discussi dei nuovi “accordi contrattuali” tra gli stati membri dell’Unione Europea. Si tratterà di una serie di accordi creati al fine di “aumentare il coordinamento dei paesi membri”. In realtà si tratta di una serie di nuovi obblighi a cui dovranno sottostare i vari stati, con ulteriori controlli sull’attività di bilancio e di fiscalità. Se il paese farà i compitini previsti, allora ci saranno dei “benefit” a livello ci concessioni e prestiti. Ma se invece le cose andranno diversamente, saranno ulteriori restrizioni.

Ma a noi cosa importa, visto che siamo tranquilli coi conti di bilancio e stiamo uscendo dalla crisi, dico bene?

Quindi, SOLO per doveri di cronaca (e visto che come sempre il mondo dei media tace) vi voglio solo dire che ci sarà, quindi, un ulteriore controllo supplementare che andrà ad aggiungersi ai già invasivi sistemi di monitoraggio di Bruxelles che tuttora ci fanno compagnia. Insomma, progressivamente si arriverà ad un commissariamento totale per tutti quei paesi che non riescono a recuperare quel gap che, con questa politica economica e fiscale dell’Unione Europea, NON potrà MAI essere recuperato.

Come risollevarsi con una ricetta basata esclusivamente sull’Austerity? E’ tecnicamente ed economicamente IMPOSSIBILE! Ma vaglielo a raccontare ai signori del Nord Europa, i quali intanto arrivano a comandare sempre più (indirettamente) a casa degli altri.

Infatti SEMBRA ( e lo scopriremo presto) che venga addirittura prevista la presenza di tre membri esterni all’interno di ogni struttura politica governativa. Insomma, Troika per tutti?
Quindi è ovvio dove si vuole arrivare: Bruxelles avrà una sempre maggiore supervisione sui governi, ma non solo su quelli già ufficialmente “commissariati” come la Grecia, ma anche su altri paesi come la Spagna, il Portogallo, Ovviamente l’Italia e magari anche la Francia.

Purtroppo al momento non ho trovato ulteriori informazioni su queste nuove scritture e su cosa possano prevedere in concreto. Però è certa la discussione nelle date di cui vi ho detto. Ed è altrettanto certo che no si tratterà di contratti che ci permetteranno di “respirare” ma saranno ulteriormente restrittivi, visto che la nostra situazione finanziaria non ci permette certo grandi margini di azione (la nostra coperta non è corta ma è cortissima!).
Quello che occorrerà capire è quanto invasivi saranno questi accordi e quanto operativi saranno questi soggetti che monitoreranno i governi dei vari stati dall’interno. Solo supervisione? Sicuramente si, anche perché sennò sarebbe Troika allo stato puro. Ovvero il passo successivo. Ma ci arriveremo…

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 7)Commenta

  1. zanella51 scrive:

    quello che sta accadendo nelle piazze è solo un piccolo assaggio di quello che accadrà fra qualche mese.
    la gente non ne può più, è esasperata, la situazione è drammatica.
    un esempio, sabato sono stato in montagna a sciare a moena, sembrava di essere ad ottobre, pochissima gente, gli impianti vuoti e gli operatori con le mani nei capelli.
    il prossimo passo saranno manifestazioni violente con le forze dell’ordine che solideralizzeranno con i manifestanti (vedi torino)

  2. carabinieri che tolgono i caschi davanti ai forconi incazzati! Che bella scena, si ripettese sempre!
    Ormai siamo agli sgoccioli, al prossimo movimento di massa non politico/sindacale è la fine di questo sistema.

    Arriva la terza repubblica!

  3. zanella51@finanza,

    La deflazione purtroppo non è un processo ordinato e tutti i fornitori di beni e servizi cercano di tenere duro fino all’ultimo prima di ridurre i prezzi.

    Molti prezzi sono frutto di una stagione di eccessi e devono ritornare alla normalità. I prezzi delle località sciistiche sono ancora altissimi e in una prima fase l’idea è quella di non perdere sui margini visto che già calano i volumi, poi si arriva stremati a scendere i prezzi quando magari la situazione dei volumi è compromessa ed i clienti magari sono persi per sempre.

    In una fase come questa serve più coraggio, in modo da ridurre i prezzi a livelli coerenti con il reddito disponibile dei potenziali clienti al fine di mantenere i volumi elevati che sono l’unico possibile volano di una ripresa. Diversamente ogni attività si avvia ad un declino che può essere più o meno rapido ma diventa irreversibile.

    Se gli Italiani lo capiranno potremo risistemarci ad un livello di prezzi più basso senza una drammatica contrazione della qualità della vita, se ciascuno cercherà di tenersi coperto a scapito degli altri congeliamo tutti.

  4. ilcuculo@finanza,

    Riduzione dei prezzi?
    I prezzi non si possono abbattere tranne che lavorando in perdita come già stanno facendo in molti.
    Gli unici che sono in grado di far politiche sui prezzi sono le multinazionali, imponendo i loro prezzi di vendita alla produzione italiana (oltre ai prodotti) e abbassandoli al consumo quando vogliono impadronirsi del mercato e rialzandoli quando lo hanno conquistato.

  5. Questione personale ma è un sintomo in quanto mia filglia è anche più nazionalista di me, ha deciso di trasferire la sua baracca all’estero (non in europa).

  6. idleproc@finanza,

    E’ tutta una catena , per esempio i costi di affitto di un unità commerciale in città o in un centro commerciale sono oggi incompatibili con il giro d’affari ed i margini di molti esercizi.

    Quindi il commerciane deve tenere dei prezzi alti per coprire i costi fissi, se non vende deve chiudere.

    Il problema della deflazione è che non è un processo ordinato.

  7. L’Eurozona ha bisogno di un governo.

    L’alternativa è tra un governo non democratico (troika, imposizioni da parte dei paesi più forti ai paesi più deboli) e un governo democratico sovranazionale responsabile di fronte al Parlamento europeo e dotato di un bilancio autonomo dell’Eurozona (il bilancio UE è troppo piccolo e bloccato dai veti che ogni singolo stato può mettere a qualsiasi proposta di cambiamento) finanziato non con trasferimenti degli stati ma con risorse proprie (carbon tax, tassa sulle transazioni finanziarie, eurobonds) che permetterebbe di metterci al sicuro dalla speculazione (ricordo che l’Europa ha una bilancia commerciale molto migliore e un debito pubblico complessivo inferiore a quello americano! Ma noi veniamo attaccati perchè siamo divisi!) e di lanciare un piano continentale per lo sviluppo sostenibile che deve fondarsi su investimenti di lungo periodo sostenuti anche da fondi pubblici.

    La “Vera Unione Europea” di cui spesso parla DT è la Federazione Europea.
    Il Movimento Federalista Europeo (sezione italiana della Union of European Federalists), fondato da Altiero Spinelli nel 1943, da 70 anni si batte per questo obiettivo. (http://www.mfe.it , http://www.federalists.eu)

    Firmate anche voi on line su

    http://www.wetheeuropeanpeople.eu

    la petizione a Enrico Letta e a Giorgio Napolitano per la Federazione Europea subito! Abbiamo fatto anche delle raccolte nelle piazze italiane e già inziato ad inviare le cartoline firmate a Letta e Napolitano.

    Al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
    Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta

    Non c’e’ futuro per l’Italia al di fuori della costruzione europea.
    Non c’e’ futuro per la costruzione europea senza l’unione economica e politica della zona euro.

    Serve un grande progetto europeo per promuovere su scala continentale lo sviluppo sostenibile e l’occupazione e serve un governo efficace e democratico dell’eurozona. E’ venuto il momento per gli Stati che hanno scelto di adottare l’euro di condividere anche la sovranita’ politica. In vista delle elezioni europee del 2014, e con l’obiettivo di instaurare il governo dell’eurozona entro il 2015, i cittadini chiedono:

    l’istituzione di un bilancio autonomo dell’Eurozona finanziato con risorse proprie – come la tassa sulle transazioni finanziarie, la carbon tax, e l’emissione di euro-obbligazioni -, votato e controllato dai parlamentari europei dell’Eurozona;

    la firma di un “patto pre-costituzionale” da parte dei paesi dell’Eurozona e aperto ai paesi che vi vorranno aderire, che contenga l’impegno di realizzare un governo democratico e federale della moneta, della fiscalita’ e dell’economia dell’unione economica e monetaria;

    la convocazione, entro la prossima primavera, di una Conferenza composta da parlamentari europei e nazionali, per avviare la discussione sulla riforma delle istituzioni europee;
    la convocazione, dopo le elezioni europee, di una Convenzione costituente europea con il mandato di elaborare una costituzione federale e di stabilire le norme per regolare le relazioni tra i paesi dell’Eurozona e il resto dell’Unione Europea.