NPL: la BCE chiede maxi accantonamenti alle banche. Anzi forse no…

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

Nei giorni passati vi ho parlato dei provvedimenti che la BCE voleva prendere nei confronti del sistema bancario europeo. Un provvedimento che colpiva soprattutto il nostro paese in quanto si trattava delle sofferenze bancarie, alias “non performing loans” (NPL) di cui noi siamo grandi possessori.
Difatti proprio in Italia troverete un terzo degli NPL presenti in tutta l’Unione Europea. Quindi è scontato il fatto che la cosa andasse a colpire soprattutto le già martoriate banche italiane.
Ricordate? Era inizio ottobre:

Giro di vite da parte della Bce sulle banche europee in merito ai crediti deteriorati. L’organo di vigilanza della banca centrale europea, presieduto da Danièle Nouy ha reso noto nelle sue linee guida di voler rafforzare i criteri con cui sono coperti i crediti deteriorati, alzando proprio queste coperture al 100% dopo 2 anni di vintage – ossia il tempo trascorso da quando un credito entra tra i deteriorati – in caso di crediti non garantiti (unsecured) e dopo 7 anni se sono invece garantiti (secured).
Le banche della zona euro, dice Nouy, hanno più di 1000 miliardi di Npl che sono una zavorra per i bilanci e frenano l’erogazione del credito. “Ora che la situazione economica è molto migliorata dobbiamo vedere un progresso molto significativo nel caso degli Npl”. (Source) 

Avrete avuto modo di leggere che tale proposta è stata sonoramente bocciata dal sistema bancario italiano (oggetto del contendere) in quanto troppo lesivo e scriteriato. Ma ecco che qualcosa succede ed il provvedimento, anche se condivisibile per poter coprire tutte le magagne delle sofferenze in modo netto ed invasivo, anche se con costi non indifferenti, sembra possa finire insabbiato.

Sembra infatti che la Banca centrale europea possa mettere da parte il previsto giro di vite sull’enorme stock di crediti deteriorati, se sarà soddisfatta delle strategie delle singole banche per gestire la situazione. A dire tutto questo è Ignazio Angeloni, un membro del consiglio di vigilanza della BCE.
O meglio, questo è quanto ha dichiarato Angeloni:

“L’analisi dei piani delle banche non è ancora stata completata. A seconda di quanto sarà reputata soddisfacente quella parte del piano, decideremo entro il primo trimestre dell’anno prossimo se c’è bisogno oppure no di un backstop addizionale anche sullo stock” .

(Source Bankit)

E quindi sembra chiaro che la BCE apra all’inciucio. Perché in tal caso di inciucio si tratta. E come mai l’EBA e la BCE si abbassano a tanto? Perché insieme hanno fatto due conti ed hanno capito che un provvedimento così invasivo non solo assorbirebbe molto capitale, inchiodando al concessione del credito, ma comporterebbe la necessità di nuovi aumenti di capitale.
Quindi meglio continuare con una strategia soft, sperando che le banche stesse, nel loro interno, risolvano i problemi cedendo gli NPL e coprendo in autonomia lo stock in essere.
Dite che poi, a bilancio, tutto può essere “truccato”? Beh, non sarebbe la prima volta.
Intanto il messaggio che ci dà questa vicenda è chiaro.
Molto più debole di quanto ci vogliono far credere. Ma questo è il mondo perfetto dove tutto va a gonfie vele, e allora godiamoci l’illusione e poi domani…domani sarà un altro giorno.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
Lukas
Scritto il 30 ottobre 2017 at 11:59

Caro Danilo,
la questione della gestione dei NPL è stata posta durante l’ultima conferenza stampa della BCE, ed il presidente Draghi ha lasciato rispondere al suo Vice, il quale ha affermato che le nuove regole ( molto più onerose e stringenti ) varranno soltanto per i nuovi mutui concessi e non per quelli già in essere.

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