Non chiamateli più tassi di interesse o titoli con rendimento

Scritto il alle 09:10 da Danilo DT

Ormai i record non si contano più. Il più clamoroso forse riguarda la Svizzera che un paio di giorni fa si è ritrovata con un’emissione a 10 anni che è stata collocata in asta al fantomatico tasso del -0.55%.
E la cosa ve l’avevo annunciata in diretta proprio sul mio canale twitter, tramite un flash che riprendo in questa sede.

Grafico bond 10Yr Svizzera

bond-10yr-suisse-svizzera

Ma i record non si fermano qui. La Germania continua anche lei a macinare sempre prezzi più “pazzi”. Ecco che infatti il titolo a 8 anni fa una puntatina anche in territorio negativo, per la prima volta. Non era mai successo. Fino ad ora solo il titolo a 7 anni ci deliziava con rendimenti negativi. Ma non temete, tra poco anche il titolo a 8 anni andrà in negativo e molti altri paesi si ritroveranno con situazioni similari.
Per carità, è una manna dal cielo per i paesi dell’Eurozona, visto che si dà loro la possibilità di rifinanziarsi a tassi di interesse ridicoli, abbattendo il costo del debito per il lungo periodo e rendendolo quindi decisamente più esigibile (non mi stancherò MAI di dire che non è il volume del debito a far fallire uno stato ma la mancanza di liquidità nel poter pagare cedole e capitali in scadenza).
Inoltre, come vi ho spiegato in QUESTO POST, si sta generando un problema chiarissimo di mercato. Un grande compratore, ma pochi venditori, tutti consapevoli che lo shopping marchiato BCE durerà ancora per un bel po’.

Però facciamo attenzione: l’assurdo non capita solo in Svizzera, paese al di fuori dell’Eurozona con tutti i suoi problemi nella veste di “paese rifugio”, oppure in Germania, stesso ruolo ma all’interno dell’Euro.
Guardate questa slide e capirete che la follia ormai è ovunque. The new normal. Ricordate?
Ora, proviamo a fare una panoramica dei tassi in Eurozona utilizzando un report Bloomberg. Per fare le valutazioni useremo un “termometro” con queste caratteristiche

ScreenHunter_04 Apr. 09 23.40

Cromaticamente sarà quindi facile poter capirelo stato dell’arte. Ed ecco oggi con quale assurdo scenario ci ritroviamo.

panoramica-rendimenti-negativi-eurozona

Prima cosa: anche l’Italia può sentirsi ORGOGLIONA in quanto anche lei ha l’onore di ritrovarsi titoli a tasso negativo. A dire il vero per scadenze un po’ brevi, ma meglio di nulla. Ma poi guardate gli altri paesi: anche l’Irlanda, ormai ex PIIGS ma sempre da monitorare con attenzione, secondo il sottoscritto. E poi Austria, Francia…
E tutto questo sorprende ancora di più se poi andiamo a paragonare questo quadro con quello visibile esattamente un anno fa, quindi nemmeno troppo in là.

panoramica-rendimenti-eurozona-2014

Che possiamo farci? Nulla, possiamo al massimo capire cosa sta accadendo, comprenderne le dinamiche ed esserne coscienti, nella consapevolezza che la pressione continuerà ancora. Anche se già oggi certe situazioni sono ridicole ed estreme. Un esempio? Ancora la Germania. I titoli con scadenza fino a 4 anni sono INCOMPRABILI dalla Bce in quanto hanno “rendimento” inferiore al minimo stabilito (-0.2%).
Da 4 a 8 anni invece, i rendimenti sono compresi nel range -0.20% / 0%. Se poi ci dovessimo avventurare in u investimento a 25 anni, il rendimento volerebbe allo 0.6% lordo.

curva-dei-tassi-germania-2015-ridicoloTutto questo, ovviamente, non ha un senso a livello economico, ma ha una logica nel mondo in cui ci ritroviamo. Però una logica che non può durare per l’eternità, e questo è chiarissimo. Non oggi, ma in futuro, magari qualcuno rileggerà questo post con un po’ di malinconia pensando: “ma era ovvio che prima poi…”. Intanto però inizia veramente difficile chiamare certi bond come “investimenti”, oppure “tassi di interesse” cifre negative. Semplicemente assurdo. Ma un giorno sarà più che normale un avvicinamento del mondo della finanza a quello dell’economia reale. Avremo tempo e modo per parlarne…

(…) 10questo mix di elementi ha portato il Paese alpino a emettere 377,9 milioni di franchi con scadenza nel 2025 e nel 2049. Sul fronte del decennale, spiega il Wsj, il rendimento è scivolato al -0,055% rispetto allo 0,011% di due mesi fa. Sul mercato secondario, dove vengono cioè scambiati i bond dopo l’emissione, si arriva fino a 11 anni con rendimenti praticamente azzerati. Jan von Gerich, chief strategist di Nordea, dice al quotidiano di Wall Street che questa dinamica “tratteggia bene il mondo nel quale ci ritroviamo”. Un mondo dominato dalle iniezioni di liquidità delle banche centrali, con il mercato ormai assuefatto a queste dosi di denaro facile in eccesso. Al banchetto dell’euro presto si siederà anche il Messico: per spuntare rendimenti più bassi, segnalano dall’Ufficio studi di IgMarkets, si appresta a emettere un bond a 100 anni denominato nella divisa comune. (Source)

STAY TUNED!

Danilo DT

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9 commenti Commenta
kry
Scritto il 10 aprile 2015 at 09:41

Lo scopo dei tassi negativi ben venga nel momento che serve a dare sollievo alle casse disastrate di uno stato. Lo scopo secondo me è assai diverso e ha del CRIMINALE per due aspetti 1) distruzione del risparmio e 2) spingere l’investimento azionario. Mai come in questo momento ritengo valido come mi è stato risposto in inglese che LA LIQUIDITA’ E’ RE. Adesso provoco : l’inflazione è brutta .. è una tassa occulta … distrugge il risparmio … come no invece le obbligazioni a tasso negativo sai che goduria. Almeno l’inflazione qualcosa gratta al 1% che ha il 45% della ricchezza o al 11% che possiede il 90% di ricchezza.

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aorlansky60
Scritto il 10 aprile 2015 at 12:17

@

più delle parole del tuo interessante articolo, basta solo mettere un occhio sul primo grafico per avere le idee chiare e rendersi conto della “follia” come termine che usi appropriatamente per descrivere il momento attuale (e gli scenari futuri…):

quando vedo quella zona blu in basso a destra, ad accomunare Stati emittenti quali Portugal e U.S. sul pari livello “10anni”, ne ho la dimostrazione completa…

qualcuno mi deve spiegare -è da un pò di tempo che lo chiedo- che garanzia può dare il Portogallo paragonato agli USA (ma anche la stessa Italia sempre paragonata agli USA, non troppo lontana dai T.bond yankees), entrambi posti allo stesso livello di rendimento… nessuno me l’ha ancora data -semplice il motivo, perchè non me la può dare, se non acconsentire circa l’enorme paradosso che questa conseguenza si porta dietro dopo le manovre delle più importanti banche centrali attuate negli ultimi anni.

“Tutto questo, ovviamente, non ha un senso a livello economico, ma ha una logica nel mondo in cui ci ritroviamo”

L’unico senso logico, infatti, è che la manovra voluta e attuata dalla BCE tramite il QE di turno ha portato alle conseguenze visibili agli occhi di tutti (rapido abbattimento dei rendimenti obbligazionari sovrani) consentendo a paesi fortemente indebitati nella zona EU di poter finalmente finanziare il proprio debito a costo nullo o quasi. Valutato in quest’ottica l’effetto è senz’altro positivo: immaginarsi, prendendo solo il caso dell’Italia, se lo spread fosse ancora a livelli >200, che conseguenze negative potrebbe avere sull’esito finale della nostra economia ancora strampalata e convalescente allo stato attuale; altro che parlare di “ripresa” come ultimamente qualcuno a casa nostra ha iniziato a fare…

il problema però è che con questo sistema si è messo la corda al collo al valore del risparmio convenzionale.

il fattore del “bot” quale “titolo sicuro” è ormai andato in via di estinzione, appartenendo ad un era ormai passata (chi ha la mia età si ricorderà certamente, visto che ne avrà fatto uso assai probabilmente, del rendimento dei “bot” negli anni 80… se non era un affare quello… a maggior ragione considerandolo con gli occhi e i numeri di oggi…)

Un altra conseguenza di tutto questo, come ha già puntualizzato Kry, è che porterà molti investitori a considerare opzioni a maggiore rendimento ma anche a più forte rischio (tipicamente azionario, come se questi, specie quello USA e/o Japan non fossero già super-gonfiati e over stimati ben oltre la soglia di ragionevolezza che i fondamentali sottostanti sono in grado di esporre… questo a pensarci è davvero il rischio maggiore che uno si può assumere, entrando in un momento simile in cui praticamente tutto è già pompato al massimo immaginabile…)

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ob1KnoB
Scritto il 10 aprile 2015 at 12:47

La sberla

Stamattina la cina comunicava il 37° ribasso mensile consecutivo dei prezzi alla produzione…..
i prezzi al consumo -0.5% m/m e sull’anno presto ci avvicineremo a zero se non sotto data il riporto dall’anno precedente. Ovvio che la PBOC qualcosa fara’. Solite due strade: taglio dei tassi (coerente con il rialzo dei mercati azionari) o svalutazione controllata? Da un po’ seguo i flussi sugli emergenti e di ieri e’ un interessante articolo del FT sull’argomento con risvolti molto interessanti su quanto all’argomento.
http://m.gulfnews.com/business/an-outflow-that-will-only-increase-the-burden-1.1487743

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ob1KnoB
Scritto il 10 aprile 2015 at 12:56

ovvio che come al solito la matematica non è una opinione.
http://www.tradingeconomics.com/china/balance-of-trade
http://www.tradingeconomics.com/china/capital-flows

basta la differenza algebrica (negativa) per capire che dal più grande esportatore del mondo i soldi se ne starebbero andando. Svalutera’?

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john_ludd
Scritto il 10 aprile 2015 at 15:54

ob1KnoB@finanzaonline,

le autorità cinesi tentano di modificare l’assetto dell’economia del paese, riducendo la dipendenza dall’export e aumentando il peso dei consumi interni. Poichè scopo unico della politica è definire chi paga, l’intenzione sembra quella di smetterla di punire i lavoratori (di ogni tipo) e ridurre il peso delle conglomerate di stato. Se questa è l’intenzione, non si sposa con una svalutazione che punisce i percettori di reddito e favorisce solo l’export, inoltre provocherebbe una fuga di capitali (dove ? dato che i capitali sono in fuga da EU e Giappone…). Tuttavia i dati cinesi sono opachi, decisi a tavolino e prendeli come tali è come fidarsi del mago Otelma. Certo passano da una bolla all’altra, mentre si sgonfia l’immobiliare dove i prezzi sono scesi a razzo, è partita quella dell’azionario. Certo era depresso ma ora è parabolico persino più del DAX che già non scherza. Alla fine l’interventismo delle banche centrali porterà a zero i rendimenti di ogni cosa, bond e azioni mentre le attività reali saranno tutte in perdita (già lo sono buna parte di quelle legate al ciclo delle commodities). Allora finirà il sogno (o l’incubo a seconda) e si ripartirà da zero.

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paolo41
Scritto il 11 aprile 2015 at 11:56

ieri ho chiuso un etf (LU0292109856) che avevo acquistato agli inizi di quest’anno: guadagno lordo circa 79% !!!! impressionante, come altrettanto impressionante è divenuta la corsa dei cinesi a prendere prestiti a margine per poter investire in borsa ……

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kry
Scritto il 11 aprile 2015 at 17:30

ob1KnoB@finanzaonline:

basta la differenza algebrica (negativa) per capire che dal più grande esportatore del mondo i soldi se ne starebbero andando. Svalutera’?

Generalmente i soldi quando ritornano s’indirizzano sul dollaro per cui secondo me non le servirà svalutare se come riferimento prende l’euro. Allora sarà da valutare quanto forte sia la resistenza a 1,04 dell’euro.

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perplessa
Scritto il 12 aprile 2015 at 20:46

in pratica non è un haircut?ti do meno soldi di qelli che mi hai prestato,o no?

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kry
Scritto il 13 aprile 2015 at 09:08

ob1KnoB@finanzaonline:

basta la differenza algebrica (negativa) per capire che dal più grande esportatore del mondo i soldi se ne starebbero andando. Svalutera’?

kry@finanza: Generalmente i soldi quando ritornano s’indirizzano sul dollaro per cui secondo me non le servirà svalutare se come riferimento prende l’euro. Allora sarà da valutare quanto forte sia la resistenza a 1,04 dell’euro.

Rettifico. Svaluterà? Mi sa di si. http://www.finanza.com/Finanza/Dati_Macroeconomici/Asia/notizia/Preoccupante_calo_della_bilancia_commerciale_cinese_Crolla_-436557

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