No more QE: ma chi comprerà i titoli del Governo USA?

Scritto il alle 11:20 da Danilo DT

Quantitative Easing 3 al momento non è preso in considerazione. Ma può diventare una necessità con una duplice funzione, anche la Giapponesizzazione…

Il Ruolo della Federal Reserve (FED) è sempre stato determinante per l’economia USA. E mai come oggi sta assumendo un ruolo attivo anche come controparte nell’acquisto di US Treasury, ovvero delle obbligazioni del Tesoro USA. Infatti come ben sapete, con il quantitative easing, arrivato alla seconda puntata, la FED acquista titoli emessi dal Governo USA, liberando quella liquidità necessaria per finanziare le spese della Casa Bianca a sostegno dell’economia.
Problema quindi molto semplice: la FED è diventato ultimamente il più importante cliente del Governo come controparte per l’acquisto dei Treasury.

Titoli di Stato USA in possesso della FED

Peccato però che c’è un’anomalia che non è proprio di poco conto. Se la FED ultimamente ha comprato, molti altri hanno fatto esattamente l’opposto. Ovvero hanno diminuito il peso di bond Made in USA.

I possessori stranieri del Debito USA

Tra i tanti ovviamente meritano particolare attenzione i due principali possessori di Bond USA: Giappone e Cina. Entrambi hanno deciso di vendere parte dei T-Bond posseduti (la Cina in modo più aggressivo).

Ma se proprio Cina e Giappone stanno vendendo, chi ha comprato? Sembra proprio che l’unica controparte in “bid”, alias “denario”, alias “in acquisto” sia proprio la FED.
Ora, come ben sapete, la FED non ha in programma un nuovo QE. Ma facciamo attenzione in quanto un QE3 potrebbe essere necessario non solo per finanziare la drogata ripresa economica USA, ma anche per avere una controparte che s compri gli ormai poco desiderati titoli USA.

Fed officials meeting next week are unlikely to take any new actions to spur the recovery, and they are likely to emerge with a slightly more upbeat—but still very guarded—assessment of the economy’s performance.

A big question is whether the Fed will launch a new bond-buying program in an effort to push down already low long-term interest rates.

Mr. Bernanke signaled to Congress last week that he had doubts about the sustainability of the employment gains. Fed officials aren’t inclined to move while they try to solve the puzzle. “In light of the somewhat different signals received recently from the labor market than from indicators of final demand and production,” he said, “it will be especially important to evaluate incoming information to assess the underlying pace of economic recovery.” (Source

Per la cronaca però, se la FED dice che non è intenzionata a breve ad un nuovo QE3, alcune banche sono di parere opposto. Vedasi Goldman Sachs…

We expect that the Fed will ultimately announce a return to balance sheet expansion sometime in the first half of 2012, likely including purchases of mortgagebacked securities (MBS).

…oppure Merrill Lynch

In our view, it is wishful thinking to believe the Fed will do QE when the data flow is healthy. We expect renewed QE only after Operation Twist ends in June … only if the economy is slowing … Under our growth forecast … QE3 comes in September.

Essendo non proprio due istituzioni finanziarie poco influenti, vanno ad avvalorare la mia tesi. Io credo che il QE3 possa diventare realtà entro questo 2012 sia come necessità per sostenere ulteriormente la crescita e sia per poter fornire al Tesoro USA una controparte in acquisto dei titoli di Stato. Altrimenti, chi comprerà i T-bond che oggi son in chiaro rendimento reale negativo? Anche perchè…siamo sinceri. Da tempo parliamo di “Giapponesizzazione” delle economie occidentali.

Non vi siete mai chiesti allora che sta facendo la BOJ? Semplice, praticemante è in un programma di Quantitative Easing” perpetuo.

Quantità possesso debito pubblico della BOJ

Quindi, cari lettori, accettiamo quanto ci viene fatto digerire. Tanto non possiamo farci niente. Siamo totalmente impotenti in questa situazione. Nel frattempo PERO’ rendiamoci conto di cosa sta accadendo. Attorno a noi e al nostro sistema economico. Sembra proprio che la strada sia segnata SE non si interviene subito con un qualcosa che faccia “cambiare” questo trend. Peccato che poi, però, se andiamo a vedere nel dettaglio, Banche Centrali e Governi NON sono assolutamente di questa idea. E allora…la Giapponesizzazione sarà molto più che una semplice ipotesi…

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DT

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10 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 5 marzo 2012 at 11:45

Il record di QE ormai lo hanno gli inglesi e in Europa sta accadendo la stessa cosa. Attraverso LTRO la BCE finanzia a fondo perduto e in eterno i vari paesi con l’obbligo (ovvio che non lo scrivono sui muri) di comprare titoli governativi. Quindi ecco che ogni paese si sta ricomprando parte del proprio debito pubblico. D’altra parte è questo che impedisce una crisi da debito in Giappone (il 95% del debito pubblico è posseduto internamente). Singapore, per legge, non colloca titoli pubblici all’estero (e ha un debito al 105% del PIL anche se compensato dal fondo sovrano). Altri paesi asiatici sono più che restii a collocare titoli all’estero e sono pieni di riserve in dollari per ogni evenienza. E’ davvero un momento di transizione, solo verso cosa ?

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kry
Scritto il 5 marzo 2012 at 12:04

Quando i pochi risparmiatori che resteranno, preferiranno acquistare beni di prima necessità piuttosto di accontentarsi di rendimenti negativi certi si romperà il giocattolo e potrebbe partire il secondo problema: l’inflazione che a quel punto farà del male solo a quei pochi che troppo avevano risparmiato prima. Negli anni 70 l’inflazione erodeva i risparmi in questo periodo di risparmio zero renderebbe più piccoli i debiti.

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Scritto il 5 marzo 2012 at 13:24

john_ludd@finanza,

Beh, dipende. facendo un rapido calcolo, c’è l forte rischio che la giapponesizzazione diventi in tutto e per tutto una realtà. Diciamo che per gli USA il discorso è molto più semplice. Per la BCE un po’ più complesso, ma ormai la strada è segnata. come dicevi giustamente tu, TUTTI lo fanno. E quindi ne pagheremo le conseguenze tutti insieme. Oppure nessuno… (una bella compensazione globale? :D )

ps: e….l’oro in tutto questo come si muove? Beh… credo sia abbastanza semplice da ipotizzare.

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sturmer
Scritto il 5 marzo 2012 at 14:15

Buongiorno a tutti…

Ho appena terminato di leggere un ennesimo libro (lo so, sono monotono, sto cercando di capire e prepararmi…)

Lo consiglio davvero a voi esperti… a me ha aperto molto gli occhi!!!

Detlev Schichter: Paper money collapse

Dalle basi della microeconomia della Scuola Austriaca, fa capire perchè siamo in questo casino, e perchè ne potremo forse uscire solo in un modo… lo dice il titolo!!!

Paura!!!!

Solo un accenno… ho finalmente capito perchè monetaristi e keynesiani sembrano 2 facce della stessa medaglia, ma in sostanza sono la stessa cosa!!!

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sonorovinato
Scritto il 5 marzo 2012 at 15:10

Dream Theater:
john_ludd@finanza,

ps: e….l’oro in tutto questo come si muove? Beh… credo sia abbastanza semplice da ipotizzare.

Quindi Gold Very Strong Buy ??

Forse dico una cosa stupida, ma qualcuno hai mai verificato se esista una correlazione tra il “printed money” e le quotazioni dell’oro?

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john_ludd
Scritto il 5 marzo 2012 at 15:50

sonorovinato,

Innanzitutto “correlation is not causation” comunque è un indizio molto forte. La correlazione esiste ma il maggior drive all’aumento delle quotazioni dell’oro sono gli acquisti in Asia. Lo sanno in pochi ma le banche centrali possiedono meno del 20% dell’oro esistente, il resto è in mano ai privati. La maggiore quantità di oro è nelle mani degli indiani (ma non del governo che ha poche riserve auree). Ci sono degli studi di Nomura che evidenziano una fortissima correlazione tra aumento del reddito disponibile in Cina e India e prezzo dell’oro. E’ noto anche ai sassi ormai che la il potere di acquisto della nuova borghesia indiana e cinese è salito di un ordine di grandezza negli ultimi 15 anni mentre da noi è in calo. L’assenza di investimenti alternativi, la forte inflazione e la conseguente repressione finanziaria (tassi di interesse minori di quello reale dell’inflazione) hanno soltanto rafforzato la propensione all’acquisto di oro. Tuttavia il prezzo dell’oro è quantomeno fortemente condizionato dal mercato cartaceo controllato da alcune grandi banche occidentali tra cui, Nuova Scotia, HSBC, JPM, UBS, DB che sono di fatto la “longa mano” delle rispettive banche centrali. Alcuni analisti si attendono una implosione del mercato cartaceo nei prossimi anni qualora continui la politica monetaria attuale. Un altro parametro decisivo è il comportamento opaco del governo cinese. Solo ogni 4 o 5 anni annunciano al resto del mondo quanto oro hanno acquistato. Secondo dati ormai antidiluviani i cinesi avevano meno della metà che FMI e Italia. Tuttavia la Cina è il maggior produttore mondiale e il 100% della produzione viene acquistata dal governo che attraverso operazioni coperte ne acquista quanto possibile stando però bene attento a non fare salire il prezzo. In sostanza cercano di convertire parte delle riserve cartacee in oro e altri beni reali al miglior prezzo possibile. Non ho idea quale sia la percentuale di oro che il comune risparmiatore debba possedere, di certo non zero. Tuttavia un conto è averne acquistato a 800$ l’oncia un conto è doverne acquistare ora. Come sempre vince chi compra quando i prezzi sono bassi e tutti, da Buffet in giù, dicono di non farlo.

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john_ludd
Scritto il 5 marzo 2012 at 15:57

Dream Theater,

Certo ma potrebbe diventare molto inaffidabile possedere ETF di pseudo-oro gestito dagli allegri compagni di merenda JPM e HSBC. Chissà cosa ne pensano i clienti di MF Global. Male che vada invita a cena Blythe Masters e fatti dare qualche “dritta” :mrgreen:

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sturmer
Scritto il 5 marzo 2012 at 16:26

Guardavo giusto ieri…

In pieno gold standard classico, nel 1900, servivano 18,93 Usd per comprare un’oncia d’oro, e il dollaro usa valeva circa 5,5 lire italiane dell’epoca…

Secondo l’istat una lira 1900 valeva circa 6800 lire nel 2001… e qui mi fermo, lascio a voi le riflessioni del caso…

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poseidone
Scritto il 6 marzo 2012 at 09:00

ma perchè la giapponesizzazione dell’economia viene vista come una brutta cosa?

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Niiiiiick
Scritto il 6 marzo 2012 at 10:02

Implicazioni sul cambio EUR/USD ? si dovrebbe andare a quota 1,37 circa?

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