MERCATI: inflazione sugli scudi, bond al ribasso. Ma occhio al falso segnale

Scritto il alle 14:34 da Danilo DT

C’è fermento nell’aria. Lo si vede sui grafici, lo si percepisce nell’aria. Ci sono aspettative importanti, ci sono dati rassicuranti, buona parte dei quali ampiamente discutibili (vedi il post precedente sul lavoro) ma tutto serve per far aumentare la fiducia che è poi il motore trainante di tutta la macchina economica.
Tra le tante cose successe nelle ultime ore merita sicuramente considerazione la pubblicazione dei verbali della riunione del consiglio direttivo della Bce che si è tenuta il 13 e 14 dicembre scorsi.

In realtà non c’è veramente nulla di nuovo. Si parla di possibili cambiamenti in ambito di linguaggio su quelle che sono le caratteristiche della politica monetaria. Si tratta quindi di forward giudance e non di operatività spiccia. Ed ovviamente il tutto dovrà essere conforme alle logiche che ormai conosciamo a memoria: modo PROGRESSIVO, senza traumi, nella speranza che l’inflazione vada a convergere ulteriormente verso l’obiettivo, che conosciamo ormai benissimo, ovvero il 2%.

Un commento, che non vuole essere pessimistico ma puramente realistico, potrebbe essere questo. Quando il sentiment è particolarmente positivo, si tende a vedere il bicchiere “mezzo pieno”. Questa volta è esattamente così, ma con un’aggiunta interessante.
E’ vero che il verbale sul meeting BCE non aggiunge nulla di nuovo, ma c’è un elemento che potrebbe giustificare questa positività. Condizionale, nota bene.
Questo elemento è l’andamento del tasso inflazione in Eurozona. Quindi si tratta di Goldilocks, di reflazione, o di qualche altro fenomeno?
Eccovi spiegato il motivo del “condizionale”.

Ci sono dei fattori che sono puramente “volatili” che stanno condizionando il mercato, intermarket compreso.
Un petrolio che “vola” a 64 $/bar condiziona per forza l’andamento del tasso inflazione. Le conseguenze in ambito intermarket si vedono anche sul Dollaro USA (più debole) ad esempio.
Ed è ovvio che la componente energetica ha un peso specifico importante nel calcolo del tasso inflazione All items, ovvero onnicomprensivo.
Ma sappiamo anche che l’inflazione importante, quella che conta è quella CORE, ovvero depurata da tutte quelle componenti volatili quali ad esempio appunto i prezzi delle materie prime.
Per intenderci, con l’inflazione CORE possiamo provare a capire se veramente c’è crescita e soprattutto se i salari si stanno muovendo. Altrimenti, senza i salari che salgono, con quali soldi si aumentano i consumi? Con le riforme fiscali che non ci sono?

Ecco lo straordinario incremento degli stipendi e dei salari, innanzitutto in Italia, previsti per il 2018.
Non mi sembra che sia il massimo della libidine. Se poi ci aggiungiamo i dati farlocchi sul lavoro di ieri, credo si sia la chiusura del cerchio.
Continuiamo pure a vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma forse le cose non stanno proprio così.

Stipendi e salari: come aumenteranno nel 2018

La BCE giustamente vede rischi a livello inflazione, magari nei paesi più forti come la Germania, ma in Italia le cose stanno decisamente in modo diverso. Ed in generale, l’inflazione core in Eurozona non è (al momento) fonte di preoccupazione.
Quindi, mi aspetto per un 2018 i tassi a brevissimo (Eonia ed Euribor) non in particolare movimento. Potrebbe esserci un intervento sulle “deposit facilities” oggi al -0,40% .
E poi ci sono i tassi a medio lungo termine dove l’impatto del QE ed indirettamente del mercato, diventano elementi ben più invasivi. Ma parlare di vero interventismo della BCE, oltre a quanto programmato, lo vedo abbastanza fuori luogo.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
alplet
Scritto il 12 gennaio 2018 at 15:28

Ho letto da qualche parte che una forte inflazione la si trova nei prezzi delle azioni…

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paolo41
Scritto il 12 gennaio 2018 at 17:14

…. questo non vale per i dipendenti della Camera e del Senato….. e per i vitalizi dei deputati…. per gli stipendi dei consiglieri della regione Sicilia…….e per l’indennizzo di Grasso, presidente del Senato, etc

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