Mercati in ostaggio della politica

Scritto il alle 00:20 da gremlin

Fintanto che lo spettro del default continuerà ad aggirarsi fra le sale operative i mercati resteranno mooolto prudenti, fors’anche congelati, ma con qualche eccezione. Ad esempio Wall Street e l’azionario in genere.
Ieri la giornata è stata molto fiacca per oro, eurodollaro e bond AAA. L’azionario invece da subito ha evidenziato ondate di prese di beneficio sempre ben rintuzzate ma sul finire di seduta WS ha ceduto pesantemente: NASDAQ -2%, DJ -1%, SP500 -1,2%. Quello che forse ha sorpreso di più è stata la mancanza dei classici ammortizzatori della zona Cesarini, quelli che tendono ad impedire che il close corrisponda al low intraday. In altre parole è mancato il colpo di reni finale e sui grafici sono rimaste delle vistose candele ribassiste senza ombre inferiori.

SP500 sta intaccando la trendline ascendente e quindi produce un primo segnale di inversione che richiede conferma oggi. Il Dow Jones  ha invece un pattern di breve periodo ben diverso trovandosi in ampia correzione laterale con test millimetrico del bordo inferiore e quindi si trova ora ad un inflection point; l’eventuale breakout sarà segnale da seguire short.

La probabilità che il 17 ottobre gli USA vadano in default è minima ma non nulla. Peccato che gli effetti di un evento anche poco probabile restano assolutamente catastrofici. E qualcuno potrebbe avere buoni motivi e interessi ad affondare le riforme di Obama. L’introduzione dell’Obamacare significa trasferire il controllo del business della sanità dal privato al governo federale per cui è facile immaginare quale sia la posta in gioco. In altra epoca si limiterebbero ad assoldare un cecchino per azzerare Obama. Oggi sono più schizzinosi e ricorrono all’arma nucleare del default. Più rumorosa ma non ci si macchia di sangue. E poi, se tu avessi il potere di respingere nel Congresso la richiesta di Obama sull’ampliamento del tetto del debito pubblico, conoscendo le conseguenze sui mercati finanziari, non ti verrebbe voglia di metterti short su azionario e bond, e long su eurodollaro e oro tramite qualche broker di Singapore?

Comunque anche se mandassero in default gli USA sono sicuro che non li lascerebbero in default per troppo tempo. Basta anche un paio di giorni per trovare l’accordo e un attimo prima dell’accordo si invertono le posizioni ed ecco che parte una seconda botta speculativa. Pentole e coperchi, meglio del diavolo. I repubblicani stanno vivendo un momento di gloria, alla faccia dei sondaggi.

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7 commenti Commenta
tikalmat
Scritto il 9 ottobre 2013 at 09:03

ottima analisi, non avevo pensato agli interessi che ci sono in ballo con la riforma us della sanità.
effettivamente solitamente gli americani sono decisionisti e scegliere di alzare il tetto è una mossa rapida. queste lungaggini lasciano presagire che ci sono lobbies i cui interessi in questo momento sono sotto pressione…. bravo!

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Scritto il 9 ottobre 2013 at 10:06

tikalmat@finanza,

Proprio così. Sono le lobby che stanno inchiodando tanti processi economici. IN PRIMIS IN ITALIA…

Gremlin…Well Done!

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Lukas
Scritto il 9 ottobre 2013 at 10:20

Danilo DT,

Pretesti buoni….per favorire uno storno dell’azionario….non sorretto però da significativi cambiamenti intermarket…..e quindi di breve durata:wink:

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lucianom
Scritto il 9 ottobre 2013 at 14:02

Lukas,

Dai Lucas non ricordarmi ogni due giorni che la discesa sarà di breve durata, abbi pietà, non mettere sempre il dito nella piaga dei shortisti, specialmente ora che il nostro morale si sta leggermente risollevando :wink: :mrgreen:

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Lukas
Scritto il 9 ottobre 2013 at 15:20

lucianom,

sono contento per il tuo morale leggermente risollevato, …..ma non per sadismo….. ti ricordo che, come testimoniato dal seguente grafico…fra 20 giorni inizia il trimestre storicamente piu’ favorevole per l’$&P 500 :mrgreen:

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lucianom
Scritto il 9 ottobre 2013 at 16:28

Lukas,

20 giorni di discesa mi bastano e avanzano :wink:

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gremlin
Scritto il 9 ottobre 2013 at 19:38

tikalmat@finanza,

Danilo DT,

:D

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