Mercati finanziari: il rally è congruo con lo stato di salute dell’Economia?

Scritto il alle 08:45 da Danilo DT

I mercati restano con un’intonazione fondamentalmente positiva. Ma con i dati macro presenti, possiamo sperare in cosa? Il rischio correzione è fortissimo ma occhio alle banche centrali e alla leva finanziaria. Il Caso Monte dei Paschi di Siena e lo scandalo derivati.

La tendenza dei mercati è sicuramente molto positiva. Però in molti si domandano sia sulle prospettive che questo rally continui e sia della congruità con lo stato di salute dell’economia.
I mercati finanziari sono guidati e condizionati NON solo dalla macroeconomia pura. Se così fosse, sarebbe troppo facile investire! Diventerebbe un semplice esercizio di matematica, dove chi produce di più e chi ha più prospettive, continuerà a crescere. Invece ci sono una miriade di fattori che condizionano borse, commodity, valute, immobiliare, obbligazioni ecc.
Ovvio, quanto meno un fattore di logica ci porta a pensare che, se i mercati finanziari migliorano e con essi il relativo sentiment, è anche perché ci sono delle previsioni di un concreto miglioramento della situazione economica.
Già, peccato però che i numeri e le previsioni macroeconomiche siano di ben altro avviso.

I dati sul PIL Eurozona 2012 sono preoccupanti e sappiamo benissimo che il 2013 non sarà certo l’anno della grande ripartenza. Magari un tenue miglioramento ma nulla di più.

E quindi possiamo dire che i mercati finanziari oggi stanno vivendo una fase euforica esagerata? La risposta è ni. Si perché i numeri snocciolati a livello di performance sono fuori luogo. No perché, NON dimentichiamolo mai, c’è una guerra in corso , tra banche centrali. E un vecchio detto dice: “don’t fight the FED”. Tutti stampano denaro per risollevare mercati ed economia. In una parola, è una guerra a chi dopa di più la propria economia. Ma questa è la soluzione giusta per combattere concretamente tutti i mali? Ne parliamo ormai da anni…

Inoltre, quale sarà il tasso di crescita dei paesi emergenti? Continueranno ad essere elemento trainante per il mondo intero? Partendo proprio dalla Cina, possiamo dire che sicuramente in tasso di crescita di questi paesi sarà superiore alle cosiddette eocnomie “core” ma resteranno tassi di crescita inferiori rispetto a quelli visti in passato. E in abito “core” gli stessi drogatissimi USA dovranno anche loro accontentarsi di tassi di crescita più modesti…
Ma i paesi emergenti resteranno sempre e comunque economie da privilegiare, per una serie di fattori tra cui il debito.

Già, parliamo di leva finanziaria e deleveraging. Ma come siamo messi in questo ambito?

Se ne parla a tempo ma il vero deleveraging continua a latitare. Il debito pubblico degli stati continua a salire (vedi Italia), segno che la sola austerity non porta da nessuna parte. E poi le banche, la grande bomba innescata… Stanno procedendo bene con il deleveraging?
In realtà un po’ la leva finanziaria è scesa, ma siamo sempre a livelli pazzeschi. E volete sapere soprattutto dove? In EUROPA.
Un esempio? Le banche Europee hanno un valore degli asset pari a € 46 tr vs. un PIL pari a € 16 tr.. Il rapporto è 1 a 3. Questa è follia finanziaria. Ovvero, siamo seduti su una polveriera.

Già…leva finanziaria e derivati. Dice bene Stiglitz quando dice:

“i derivati sono un’arma di distruzione di massa del sistema finanziario. Nessuno sa bene cosa c’è sotto”

E il caso di questi giorni, ovvero Monte dei Paschi di Siena lo testimonia. Il mondo delle banche NON è assolutamente uscito dalla crisi e dalla speculazione. La bomba è sempre innescata. E scandali come MPS ce ne saranno ancora tanti nei prossimi mesi, abbiate fede…

Il caso del Monte dei Paschi di Siena – travolto dalla bufera che ha portato alle dimissioni dalla presidenza dell’Abi l’ex numero uno Giuseppe Mussari – scuote la politica e tira in ballo le istituzioni di vigilanza. Mentre la banca, con l’amministratore delegato Fabrizio Viola, a SkyTg24 dice che «l’ipotesi nazionalizzazione non è nelle nostre agende», Banca d’Italia reduce da anni di monitoraggio su Siena (fino a favorire il ricambio dei vertici dell’anno scorso), con una nota sottolinea che la «vera natura» delle operazioni al centro dell’ultimo caso Mps «è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all’Autorità di Vigilanza» e «portati alla luce» dai nuovi dirigenti.  

Viola conferma e testimonia l’assenza di una «corretta contabilizzazione» e di una «corretta gestione dei documenti» delle operazioni. Che ora Bankitalia sta esaminando «in piena collaborazione» con la magistratura, e con la cooperazione degli attuali vertici. Questo però non sopisce le voci di un prossimo commissariamento della banca, sia pure concordato e pilotato. Voci che però, allo stato, non trovano riscontri in Bankitalia. E mentre piovono ancora vendite sul titolo (ieri a -8,43%), si muove anche Consob, che – mentre tiene costanti contatti coi vertici – si prepara a convocare sindaci e revisori presenti e passati, Kpmg e Ernst&Young. E la banca (come la fondazione) attende pezze d’appoggio per agire contro gli ex vertici.  (Source)

Morale: inutile farsi tante domande. I mercati se salgono è perchè il mix di ingredienti oggi porta al rally, ma questo scenario non può durare all’infinito sopratutto valutando i fondamentali che torneranno un giorno a dominare. Intanto però inutile fare la guerra ai mercati e alle banche centrali. Meglio adeguarsi e stare a vedere che succede.

PS: dimenticavo, eccovi un ultimo grafico sulla produzione industriale europea. Non certo galoppante…

STAY TUNED!

DT

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2 commenti Commenta
Scritto il 24 gennaio 2013 at 21:32

Iil mantra piú diffuso é che le borse guardano alle aspettative future, poco al presente e niente al passato…ma forse questo rimane valido in condizioni “normali”, dove il denaro ha un costo e si sceglie accuratamente dove allocarlo per il massimo rendimento…
Quindi o i mercati stanno scontando una nuova etá dell’oro che si profila all’orizzonte, oppure dobbiamo correre ai ripari…quanto prima…
Da appassionato di momentum strategies non vedo ancora particolari segnali di inversione…ma mi riservo di valutare a fine mese

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gainhunter
Scritto il 25 gennaio 2013 at 01:46

La considerazione è: le banche dei paeselli nordici hanno percentuali così alte perchè le banche sono ormai globali e se il paese è piccolo e ha un pil basso, è normale che abbiano percentuali più alte di quelle dei paesi più grandi (al di là del fatto che sono comunque esagerate).

E la domanda è: ma allora che senso ha che le banche (ma il discorso vale anche per le multinazionali) che operano in tutta Europa abbiano domicilio in un singolo paese europeo?
Facciamoci un ennesimo stato membro, Banklandia, dove le banche pagano le tasse, si fanno il loro debito pubblico, ci emettono titoli di stato e se vogliono farlo fallire si accomodino e non rompano le balle ai cittadini con i loro giochini per psicopatici. :twisted:

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