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MEETING BCE: ecco la domanda giusta da fare a Mario Draghi

Scritto il alle 11:40 da Danilo DT

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Quasi silenziosamente, oggi 21 luglio avremo l’ennesimo appuntamento del Meeting BCE. Un meeting per certi versi quasi superfluo visto che non ci sarebbe, sulla carta, nulla di previsto in agenda.
Per una volta, quindi, i mercati, non aspettandosi particolari azioni, chiedono più parole e meno fatti. Anche perché gli argomenti non mancherebbero, sulla carta.

In primis è fortemente richiesto un commento sulla vicenda “Brexit”, giunta dopo l’ultimo meeting di Francoforte. Ma non solo Brexit. Ovviamente ci saranno delle domande sulle banche, con particolare riferimento ai problemi italiani, e poi ancora curiosità su cosa si intende fare a livello di quantitative easing.

Si, perchè copme già anticipato in passato, Draghi inizia ad avere un problema, legato sia ai volumi che ai rendimenti dei bond dell’Eurozona. Manca “carta” da comprare. Infatti quest’anno, tanto per capirci, i governi europei emetteranno nuovi bond per circa 214 miliardi di Euro (che non saranno tutti all’interno dei paletti previsti dal QE e quindi da considerare come “acquistabili”). Draghi “deve” comprare la bellezza di 80 miliardi al mese, quindi all’anno 660 miliardi. I conti non tornano assolutamente. Come farà Mario Draghi a mantenere le sue promesse di acquisto? Ci Giapponizzeremo fino al midollo? (Dopo capirete…).

Intanto guardate i problemi che ha super Mario per gestire ad esempio gli obbligati acquisti in Germania. E ci credo che il Bund è sempre più sottozero come rendimenti!

bond-acquistabili-bce-2016
Infine le solite ed ormai incorreggibili problematiche sull’inflazione europea, sconfinando anche sulle previsioni di rallentamento della crescita.
Insomma, avrete capito che gli argomenti non mancano e sicuramente per tutto il buon Mario Draghi avrà parole di conforto e rassicurazione.
E’ il suo lavoro e lo sa fare anche bene e quindi, perché non aspettarsi il meglio?

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5y5y Eur Inflation Swap: in miglioramento ma ancora decisamente sotto target 2%

A dire il vero, la questione sul QE e sull’inflazione ci darebbero l’occasione di fare già due imprortanti domande a Mario Draghi. Ma sono troppo scontate e mi auguro che qualche giornalista gliele faccia.

Interessante sarà sentire cosa pensa dell’influenza che avrà la Brexit soprattutto sull’economia europea. Il FMI ha già limato le stime di crescita, molte banche d’affari vedono il mix Brexit-inflazione come la causa scatenante di nuove future operazioni di ampliamento del QE.
Intanto però una cosa che mi piacerebbe chiedere a Draghi è questa.

Per carità, diventa difficile paragonare la crisi subprime con quella attuale, anche se sono tante le assonanze (ma anche tante le differenze).
Però c’è un tassello che potrebbe accomunarle, quantomeno nella fase iniziale. Ovvero il tonfo del mondo immobiliare.
Guardate questo grafico.

outflow-settore-immobiliare-residenziale-uk

Il grafico rappresenta gli outflow dal settore immobiliare residenziale in Gran Bretagna.
A seguito della Brexit, è evidente che c’è stata una fuga paurosa di denaro del segmento Real Estate soprattutto privato e non commerciale.
Ricordate come è nata la crisi subprime? Ecco, vi lascio il grafico e ve non ve lo commento volutamente. Ognuno tragga le sue conclusioni e, se ne ha la possibilità, provi a chiedere a Draghi se un eventuale collasso immobiliare residenziale in Gran Bretagna potrebbe avere conseguenze sul tessuto bancario inglese e, indirettamente, sul già debole mondo bancario europeo. Chissà come si destreggerebbe questa volta…

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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1 commento Commenta
perplessa
Scritto il 23 luglio 2016 at 00:39

il mercato immobiliare italiano, però ha già subito abbastanza tonfi, siamo a livello dei primi anni 90, come prezzi, almeno da quello che risulta dall’OMi sul mio quartiere

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