REDDITO di CITTADINANZA e CENTRI PER L’IMPIEGO: si parte ma occhio allo spreco!

Scritto il alle 09:01 da Danilo DT

Signori, forse ci siamo.
Il tanto discusso reddito di cittadinanza potrebbe diventare realtà. Non voglio dare un giudizio soggettivo alla manovra, per ovvi motivi (cerco il più possibile la neutralità su questo blog), però qualche valutazione di merito la possiamo comunque fare.
Il tutto dovrebbe rientrare in una manovra da 30 miliardi, anche se mi resta qualche dubbio se sia sufficiente per tutta la carne al fuoco che è stata messa dal governo gialloverde. Sono numero che vanno poi ad aggiungersi ai 12,4 miliardi di Euro necessari per sterilizzare l’Iva.
Tornando al reddito di cittadinanza, si parla di un’operazione che vale circa 10 miliardi di Euro, contro i 17 miliardi previsti qualche tempo fa. Era ovvio che tutto non si poteva avere, la coperta non è solo corta ma è cortissima, e già per ottenere questi numeri occorrerà un grande lavoro del Ministro Tria. Tanto per cominciare si parte da metà 2019 (e nel frattempo di acqua sotto i ponti ne passa), si dovrebbero mettere a disposizione 3 miliardi per il “reddito di inclusione”, 2 due miliardi invece per la pensione di cittadinanza che porterà la minima da 500 a 780 euro e poi… ci saranno anche due miliardi per rimodulare i centri per l’impiego (nella speranza che in questo ambito vengano in aiuto i fondi europei).
Il grande dilemma è capire se tutto questo porterà realmente valore aggiunto al tessuto economico e sociale, oppure se sarà solo un palliativo per non lavorare (da una parte) e conquistare consenso (dall’altra). In altri termini: siamo sicuri che questi “investimenti” siano poi soldi BEN spesi?
Restando con questo dubbio amletico, voglio però pubblicare l’email che ieri l’amico Paolo mi ha mandato, proprio sull’argomento “Reddito di cittadinanza e Riforma dei centri per l’impiego” alcune sue considerazioni che condivido con voi, proprio perché si rischia tanto per cambiare, di buttare nell’immondizia del denaro pubblico, contribuendo per l’ennesima volta (alla faccia del cambiamento) allo spreco e alla malagestione delle già risicate risorse che DEVONO essere sfruttate al meglio.
Eccovi le considerazioni di Paolo.

Prima di parlare di numeri e investimenti occorre rendersi conto di come dovrebbero funzionare i “centri per l’impiego” . Se vogliamo evitare che si generi il solito casino tipico del nostro DNA con abusi, personalizzazioni, raccomandazioni, nepotismi , mazzette , etc occorre definire nei dettagli i compiti e responsabilità. Se pensiamo di inserire nei centri personale non qualificato che ha solo il compito di preparare le liste di chi cerca lavoro con l’unico obiettivo di recepire il così detto “reddito”, spendiamo solo i soldi dei cittadini senza tangibili risultati.
Dato che questo governo ci ha un po’ abituato a fare eclatanti dichiarazioni salvo poi ritornare su passi più umani, suggerisco che definisca chiaramente nei dettagli come intenda operare.
Innanzitutto occorre un fermo accordo con tutte le istituzioni economiche a carattere nazionale e tutte le rappresentanze locali: confindustria, confcommercio, confartigianato, confagricoltura, sistema bancario, etc e ovviamente con i rappresentanti sindacali e con il mondo degli istituti scolastici, delle università e dei centri di ricerca locali.
A capo di ogni centro deve esserci un funzionario che conosca nei dettagli l’economia della sua zona, le interrelazioni del tessuto sociale con quello dell’industria locale e le relative necessità, cioè persone con ampia visione ed estremamente dinamico con un buon Know-how tecnico ed economico e deve essere supportato da collaboratori qualificati sotto il profilo psicologico con attitudine alla selezione dei richiedenti lavoro. In altre parole strutture snelle ma altrettanto qualificate che sappiano farsi apprezzare fino a raggiungere la fiducia e una stretta relazione con il mondo economico circostante.
Se non si raggiunge questo obiettivo si buttano via i soldi e il risultato sarà quello di mettere in crisi definitiva l’iniziativa; non devono essere centri per regalare i soldi al sistema con l’obiettivo di cercare consensi e voti ( in particolare al SUD e nelle isole) !!!!!! Devono essere centri per supportare l’incremento dei posti di lavoro !!!!!!
Importante creare, con il supporto delle rappresentanze prima menzionate, dei corsi di istruzione e aggiornamento ma non limitati a otto ore alla settimana ma almeno di tre/quattro giorni alla settimana e altrettanto necessario avere un controllo accurato sul comportamento di chi chiede di accedere al reddito di cittadinanza prima e dopo l’iscrizione al ruolo ( tranquilli che ci saranno i soliti furbetti !!!!!)
Ciò detto, è evidente che una prima selezione deve essere fatta sui managers e funzionari che andranno a gestire i centri così come non solo è auspicabile ma necessario prendere conoscenza approfondita di come operano i centri di altre nazioni che sono attivi con positivi risultati già da lungo tempo.
Se non ce la sentiamo di operare con la professionalità che l’iniziativa richiede c’è l’alternativa di rivolgersi alle “agenzie per l’impiego “ private , anche se la parola “privato” non suona bene alle orecchia di alcuni esponenti dell’attuale governo.

Purtroppo le cose logiche, anche se spesso sembrano assolutamente realizzabili, sono anni luce da quella che poi sarà la realtà. Tanto lavoro per nulla. Anzi, forse di lavoro se ne produrrà poco.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
kociss01
Scritto il 11 settembre 2018 at 16:08

il vero affarone lo fanno i parassiti che lavorano nei centri per l’impiego statali o regionali ?? non lo so, cmq negli ultimi 20 anni il vero terno al lotto lo hanno fatto loro, quale miglio lavoro che cercare lavoro agli altri?? (che siccome non si torva mai, tu che lo devi cercare a loro hai il lavoro e relativo stipendio assicurato a vita !!!!!!) tanto le statistiche dicono che trov alavoro 1 su 100 iscritto ai centri per l’impiego e poi quasi sempre e’ un lavoretto provvisorio….

commenti???

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paolo41
Scritto il 11 settembre 2018 at 17:09

kociss01@finanza,

sta di fatto che per ora hanno cambiato di nuovo opinione riducendo a circa 300 euro il “reddito” a circa 4.000.000 di persone povere senza dare chiarimenti che tipo di lavoro e con quali mezzi riusciranno a fornire loro. Mi sembra quasi la ricerca di un voto di scambio o mi sbaglio ??????

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