MAI TOCCARE LO STATUS QUO! E le spese delle amministrazioni pubbliche continuano a salire.

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magna magna politica italianaSempre la solita salsa. Sempre il solito “magna-magna”. La nostra classe politica è incorreggibile, un sistema che sembra rigido ed inamovibile e a nulla servono i volti nuovi e le belle intenzioni. I risultati parlano da soli.
La settimana scorsa ricorderete la mia citazione, nel post sul DEBITO PUBBLICO,  scrivevo…

Ma la cosa più curiosa e sinceramente disgustosa è che a pesare su questo dato è proprio …l’amministrazione pubblica.
Ebbene SI! Sempre loro! Ma non doveva esserci la “spending review”? Ma attenzione, non le amministrazioni locali e periferiche, dove il debito e fabbisogno è diminuito ma ancora una volta le AMMINISTRAZIONI CENTRALI! (+20.9 miliardi di Euro)

Il grande carrozzone continua a mangiarci di traverso e ci porterà alla rovina! Ed è assolutamente lecito e logico aspettarci, vista la roboante crescita economica, un peggioramento del rapporto debito/PIL.

I dati degli ultimi giorni, poi, hanno confermato un rallentamento del carrozzone. PIL rivisto al ribasso, crescita non così virtuosa, stime tutte riviste al ribasso. Un dejavu che ci sta acompagnando da non so quanti anni. Ed ovviamente un trend della crescita al economica ribassista che non neccessita ulteriori commenti.
In massima sintesi possiamo dire che dal 2008 il 25% della produzione industriale si è volatilizzata. In buona parte anche a causa del’amministrazione pubblica che ha portato a burocratizzazione eccessiva, enormi costi, aumento della pressione fiscale e così via.

Certo, tutto sembrava bello quando si usava la leva del debito per generare benessere (vedi gli USA degli ultimi anni) ma poi…la festa finisce ed oggi eccoci qui con un sistema che non riesce più ad andare avanti.

Produzione industriale 2008-2014

La produzione industriale continua a scendere, con effetti notevoli in Europa mentre la ripresa economica sembra allontanarsi nuovamente. I dati Eurostat hanno difatti convalidato la discesa del manifatturiero europeo dopo quello già registrato nelle grandi economie mondiali.

Nel dettaglio, i dati inerenti alla crescita della produzione industriale nell’Area Euro nel mese di maggio sono stati negativi per la maggior parte dei Paesi, attestandosi molto al di sotto delle stime degli economisti. A livello globale, la produzione industriale dell’Area Euro è scesa dell’1% nel solo mese di maggio. Il dettaglio per singolo Paese è: Germania -1,4%, Francia -1,7%, Italia -1,2%, Spagna -0,9%. L’arretramento ha inoltre riguardato anche la Gran Bretagna (-0,7%) e, soprattutto, i paesi Nordici, e cioè la Svezia (-3,2%) e la Norvegia (-5,9%). (Source) 

Bene, mal comune mezzo gaudio, tutto il mondo “core” rallenta. Ma noi, non dimentichiamolo mai, siamo messi molto peggio degli altri, con dei problemi strutturali enormi. In primis la gestione del debito e della spesa pubblica. Ed ecco perché nasce la spending review.
Ma sta funzionando questa spending review? Già leggendo la prima parte del post avrete capito che qualcosa non quadra. Ma non bastano questi dati, c’è ben di peggio. E se poi parliamo di promesse, diciamo che iniziamo ad essere a livelli notevoli anche con questo capo del Governo.

Un esempio su tutti il taglio ai costi della politica. Se n’è ancora parlato? Ma assolutamente no. L’abbattimento dei privilegi ai politici è letteralmente scomparso non solo dall’agenda del governo ma anche da qualunque dibattito pubblico.

E pensare che c’è già un dossier curato dai prof. Massimo Bordignon e Riccardo Puglisi che ovviamente è uscito, ha destato interesse per poi…finire nel cassetto e quindi nel dimenticatoio. Questo report individua in quali enti pubblici ed in quali strutture (Regioni in primis) ci sono i maggiori sprechi. E sempre lo stesso report proponeva un livellamento su tutta la struttura nazionale degli stipendi all’amministrazione regionale.
Ma forse ledeva troppi interessi. Siamo mica matti e rovinare degli status quo considerati intoccabili? (questo è il nostro VERO problema!)

Ricordo inoltre che solo per pagare stipendi e pensioni di deputati e senatori si sono spesi nel 2013 circa 447 milioni, con un aumento di 8 milioni sul 2012.

Ma non è tutto. Unimpresa ha condotto un’analisi condotta dal proprio Centro Studi ed ha scoeprto che nei primi 5 mesi del 2014 la spesa dell’amministrazione pubblica è lievitata di BEN 25 miliardi di Euro dopo che sono salite, secondo Unimpresa, dal 2012 al 2013, non di 8 ma di 38 miliardi di Euro. Ma cosa si può pretendere da uno Stato dove 2.761 società pubbliche hanno più amministratori che dipendenti…

ALLA FACCIA DELLA SPENDING REVIEW!

PS: lettura consigliata –> il post di sabato sulla grande CRESCITA ITALIANA

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 17)Commenta

  1. #Moody's: "Inutile che @matteorenzi chieda più flessibilità. Occorre ristrutturare il debito pubblico" (come dargli torto?)— Danilo DT (@intermarketblog) July 21, 2014

  2. Un paio d’anni fa ho ricevuto, da un parente a mezzo e-mail, il resoconto dettagliato delle spese dell’apparato politico-burocratico-statale dove si dimostra come il debito che grava sulle spalle di tutti sia stato generato a partire dal 1946.
    Se lo ritrovo te lo mando.
    Povera nazione pervasa da ignoranza e sfruttamento del lavoro altrui…
    Costituzione, art.1: “…Repubblica fondata sul lavoro”…sì, ma degli altri, in ossequio ad una banda di papponi senza onore.

  3. gilles27 scrive:

    …come diceva il buon Gino Bartali

    “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare! “

  4. alfio200 scrive:

    E naturalmente non si fa niente per agevolare chi investe (nel privato). Restano gli studi di settore e la tassa sulle giacenze di magazzino (tassa sulle perdite). Chi inizia un’attività e si iscrive alla camera di commercio, per lo stato (minuscolo). “deve” comunque guadagnare 14.000 euro in un anno. Se non lo fa, è perché ha evaso. E poi vogliono rilanciare l’economia e creare occupazione.

  5. jesselivermore scrive:

    Non voglio essere banale.

    QUESTI PERSONAGGI SENZA MERITI E CORROTTI FINO ALL’OSSO , fanno le leggi per tutti.
    STIPENDI DI 6000- 7000- 12000 – 20000 EURO COME SE NIENTE FOSSE PER NON PARLARE DEI VITALIZI PENSIONISTICI DI PARLAMENTARI- CONSIGLIERI AMICI E AMICHETTI, AGGIUNGO ANCHE SUPER FUNZIONARI STATALI DI MINISTERI CORPI DI POLIZIA E DI TUTTA QUESTA GENTE QUA.

    DALL’ALTRA PARTE VI è UN SISTEMA PRODUTTIVO DI PICCOLE MEDIE IMPRESE CHE GRAZIE A QUESTA GENTE QUI è ANDATO DISTRUTTO.

    IMPIEGATI E OPERAI CON STIPENDI DA FAME DI 1200 EURO ( QUELLI CHE GUADAGNANO 1500- 1600 EURO SI SENTO ANCHE DEI PROVILEGIATI IN QUESTO MARE DI LACRIME) CHE ORMAI DEVONO LAVORARE 40 ANNI PER UNA PENSIONE INUTILE

    PERO’ GENTE COME NICOL MINETTI IN DUE ANNI SI SISTEMA , GRAZIE AI SUI MERITI, PER TUTTA LA VITA.

    ORA CHE HANNO BASATO LA FINANZIARIA SU UNA CRESCITA DELLO 0,8 – 0,9 % MENTRE IN REALTA SARA MASSIMO DELLO 0,2% SE GLI DICE BENE , DOVRANNO FARE UN ALTRA MANOVRA,

    SE NON LA VOGLIONO CHIAMARA MANOVRA GLI CAMBIERANNO NOME MA GLI SERVIRANNO COMUNQUE NUOVI INTROITI PER COPRIRE I BUCHI FATTI PER PAGARE NICOL MINETTI & CO., E STATE SICURI CHE LI ANDRANNO A PRENDERE SEMPRE LI SULL’INERME MASSA DI CITTADINI MEDI.

    NESSUNO VUOLE CAPIRE CHE SE NON SI VA LI A RIBALTARLI DA QUELLE CAZZO DI POLTRONE, LORO LA SITUAZIONE NON LA CAMBIERANNO MAI?

    IL PROBLEMA è CHE CONTINUANO A TENERVI A GALLA, IL FONDO NON VE LO FANNO TOCCARE BENE, POTETE ANCORA PAGARVI L’ABBONAMENTO SKY E QUINDI VUOL DIRE CHE I SOLDI NON VI SONO FINITI.

    IO SPERO CHE SI POSSA TOCCARE IL FONDO SERIAMENTE, SPERO OGNI GIORNO DI VEDER FALLIRE QUALCHE BANCA ITALIANA E DI VEDERE LO STATO ITALIANO IN DEFAULT INCAPACE DI PAGARE LE PENSIONI E I SERVIZI SANITARI.

    SPERO TUTTO QUESTO Perché FINCHè NON AVVERRà LA SITUAZIONE Rimarrà SEMPRE COSI LORO CONTINUERANNO A MANGIARE E NOI E VOI A PAGARE IL VITALIZIO DI NICOL MINETTI.

  6. Che posso dirti…condividere il post e rendete la gente consapevole…
    se poi leggete il post sull’istat uscito poco fa

    http://intermarketandmore.finanza.com/istat-ordinativi-a-2-1-fatturato-a-1-benvenuta-ripresa-63908.html

    capirete che la situazione è sempre più grave….

  7. E pre tenervi allegri ancora di più…

    I Comuni italiani verso la bancarotta: 180 a rischio default
    http://www.repubblica.it/economia/2014/07/21/news/i_comuni_italiani_verso_la_bancarotta_180_a_rischio_default-92038613/?ref=HRER1-1

  8. Danilo DT,

    Danilo è vero che noi abbiamo una trave nell’occhio per cui non ci è dato d’osservare la pagliuzza nell’occhio degli altri , ma qui http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=8364 dicono anche dell’altro. Quand’è che smettiamo di tirarci le martellate nei coglioni e magari ci tiriam su le maniche, ma almeno smettiamola di dire che siamo i peggiori quando si sa benissimo che altri nascondono di peggio. Per favore Danilo un pò più di ” SANO ” ed equilibrato nazionalismo. Mi fa pensare vedere che c’è chi è più ” pessimista ” di me.

  9. gilles27 scrive:

    jesselivermore@finanza,

    ….CONDIVIDO IL TUO PENSIERO, MA EVIDENTEMENTE C’è ANCORA DEL GRASSO CHE COLA.

    ….sabato e domenica sono andato a Diano Marina, il finimondo, spiaggia piena, ristoranti pieni, parcheggi pieni, e sabato sera il comune ha fatto pure i fuochi artificiali e tutti con il naso all’in su a dire “ooooooooohhhh che bej…..” il comune avrà speso circa 30.000 euro per i fuochi, poi non ci sono i soldi per fare il depuratore, in mare trovi di tutto, per le strade monezza maleodorante,
    ma tutti contenti che hanno visto i fuochi. ….pane e circo.

  10. gilles27@finanza,

    Interessante…
    Stessa cosa, pari pari, fuochi compresi, a Celle Ligure, provincia di Savona…
    Due i casi: bruciarsi tutto per non regalarglieli con la patrimoniale oppure le ultime danze sul Titanic…

  11. stanziale scrive:

    L’articolo segnalato da Kry e’ eloquente….e non e’ che negli usa sono messi diversamente. Il problema nostro e sempre e solo quello: l’euro e la globalizzazione che abbiamo subito….intanto chiediamoci perche’ ai nostri politici, la grandissima parte, sta bene l’euro…..la nostra spesa pubblica non e’ superiore agli altri, anzi, se non per interessi da moneta debito/signoraggio, e adesione ai fondi esm e quanto altro, veri e propri fondi salva banche tedesche e francesi (noi paghiamo, loro riscuotono gli interessi)…anche questo e’ dovuto all’euro ed a questa ue….penso che la lievitazione delle spese dello stato, includa il sostegno alla disoccupazione sotto forma di cassa integrazione….vogliamo levare anche quella ed aumentare il n. disoccupati? Ma per tornare alla spesa degli enti locali, proprio sabato si e’ rotto un tubo importante dei locali dove ho il garage un condominio grosso, doveva intervenire la societa’ comunale dell’acqua che ormai non e’ piu’ comunale, essendo in larga parte privatizzata…..nel capitale e’ entrato acea, caltagirone, a sua volta c’e’ dentro una robusta partecipazione di una multinazionale francese….l’intervento dell’operaio dell’azienda municipalizzata non e’ potuto essere immediato perche’ sono rimasti in 2, sono a smaltimento…..perche’ poi e’ previsto di dare in gestione a societa’ private…..sono questo lo ritengo una cosa folle, un operaio paracomunale nasce e muore li all’interno, conosce tutto degli impanti comunali di servizio per l’acqua, sicuramente e’ una cosa complessa, pensare di affidare a ditte esterne che magari cambiano di continuo sulla scorta di una gara al ribasso e di tangenti) ALTRO CHE RISPARMIO, E’ AUMENTO DEI COSTI E ASSERVIMENTO ALLE MULTINAZIONALI….sveglia…..

  12. kry@finanza,

    Esatto, infatti io dico sempre che dobbiamo darci da fare però…l’input deve arrivare anche dall’amministrazione locale.
    Ora, che gli altri paesi non stiano poi così bene lo so benissimo. Però perchè guardare sempre agli altri e non pensare a NOI e a cambiare il NOSTRO status quo?
    Altrimenti qualsiasi possibile cambiamento sarà inutile-

  13. Danilo DT,

    Danilo lo sai benissimo e non fai confronti magari con la francia. Adesso prova a metterti nei panni di un politico e al riguardo mi ricordo un ‘intervista a Crosetto. Cosa costa in totale la politica 3 Miliardi(?)contro i 70 d’interessi. Qualsiasi politico con un pò di testa guarda a queste due cifre e pensa che i 70 non sono frutto di suoi errori ma di chi l’ha preceduto per cui non si sente responsabile. Quindi penso sia un illusione sperare in un input dell’amministrazione locale. ( Oggi qui http://vincitorievinti.finanza.com/2014/07/21/scordatevi-la-ripresa-crollano-export-e-ordinativi-dellindustria/ ho scritto così :Questi dati non mi sembrano da crollo http://www.istat.it/it/archivio/128657. Immagino che quelli francesi siano migliori. Ma quando sarà che chi scrive non cominci a dire ” Si sebbene siamo nella merda siamo in buona compagnia forse c’è chi sta anche peggio perchè è abile a taroccare i dati.” Rispetto il suo lavoro ma almeno un pò di sano ed equilibrato patriottismo non penso possa guastare, anzi ne abbiamo bisogno.) Quello che voglio dire è che se anche dall’informazione indipendente ITALIANA non parte un tamtam che ci rinforzi nel non accettare che siamo i peggiori allora non c’è proprio più speranza…… e notate che chi scrive è un nero pessimista con autostima sotto zero.

  14. gainhunter scrive:

    Danilo DT,

    Concordo al 100% con Kry, che ringrazio per la segnalazione.

    Te lo dico io perchè si guarda agli altri: perchè quando escono le notizie sull’abuso di derivati piuttosto che lo stato delle amministrazioni locali, o i dati sul debito pubblico, sulle spese pazze o sui falsi invalidi, gli Italiani pensano “ma che stato di merda, solo in Italia fanno queste porcate”, e quindi “noi siamo il peggio, è solo colpa nostra” (VERO??), e il classico “all’estero invece sì che sono seri, queste cose non possono succedere nell’immacolata Francia o Germania, dove i politici si dimettono se copiano a scuola”, e via di luoghi comuni e fette di salame sugli occhi.
    Così la gente pensa che basti ridurre il numero di parlamentari o introdurre le preferenze per ridurre il debito pubblico e magari anche stimolare la crescita economica (è roba uscita da sondaggi).

    Invece poi approfondendo si scopre che i subprime li hanno importati i tedeschi, che le amministrazioni tedesche sono conciate come le nostre e hanno speculato in derivati come le nostre, che quasi tutti gli stati hanno falsificato i conti ai tempi di Maastricht, che i falsi invalidi saltano fuori anche in USA e UK (per esempio), che anche alcune contee britanniche hanno fatto spese senza controllo, … E la burocrazia, vogliamo far finta che esista solo in Italia, come se quella dell’UE non esiste? Ma un approfondimento su quanta della burocrazia italiana viene proprio dall’UE, no?

    Ecco perchè si guarda agli altri, per vedere se è poi vero che tutto il fango ce l’abbiamo solo noi, e se la risposta è sì perchè non auto-sterminarci? Dopo tutto siamo la feccia del pianeta, lo meritiamo, faremmo un favore al mondo intero, no? Ma se invece non è così? E se non fosse solo colpa nostra la situazione della nostra economia? (Dopo tutto non mi sembra che gli altri stiano meglio, e allora forse nasce qualche dubbio che non sia tutta colpa nostra)
    Non è mal comune mezzo gaudio, e nemmeno alibi per non fare niente, è questione di capire perchè siamo nella melma allargando gli orizzonti: se c’è melma anche altrove, o gli Italiani hanno conquistato il mondo oppure forse il problema è più grande.

    Vogliamo andare a vedere quanto pesa sulla competitività delle imprese italiane lo stato italiano, quanto pesa l’UE, quanto pesa la rigidità fiscale, quanto pesa l’assenza di uno strumento di difesa quale una valuta propria quando gli altri svalutano?

    Io capisco tutti gli sfoghi, le indignazioni, perfettamente giustificate e a cui mi associo, ma la pessima amministrazione ha buone probabilità di non essere l’elemento preponderante tra i fattori causa della situazione attuale dell’economia italiana.

    Cerchiamo di essere pragmatici: la politica è sempre stata sporca, qui e ovunque, e se si pretende di avere politici onesti (ossimoro) è un’illusione che non si avvererà mai. Questo non vuol dire conformarsi, sorvolare, arrendersi, va benissimo l’etica, la moralità, il cercare ognuno di fare la sua parte, il voler cambiare la classe politica, ma diciamocela tutta: prima il problema era Berlusconi l’impresentabile corruttore pagliaccio (tutto vero) che alla sua dipartita lo spread sarebbe crollato e l’Italia risorta (e abbiamo visto lo spread ai massimi anche con Monti e l’economia sprofondata per il calo di consumi dovuto al salvaItalia fatto senza rischi reali di fallimento, come accertato da Corte dei Conti e Commissione Europea), poi era il vecchiume della politica tutta (e ora abbiamo un parlamento in larga parte rinnovato -nuove persone anche se vecchi partiti- e ringiovanito), ora bisogna cambiare la classe politica (ma le persone sono già cambiate e l’unico partito nuovo non va bene perchè è populista) e servono le riforme (senza mai dire quali, o forse bastano le stronzatine tipo senato e legge elettorale?). No, certo, serve una vera politica industriale (vero), però un grande successo in Germania l’ha avuta la stessa politica industriale dei tempi dei sussidi alla Fiat, estesa a tutta l’industria (sussidi ai sottopagati per legge). E allora vuoi vedere che il problema sta nell’incapacità di fare impresa degli italiani (ma i francesi sprofondano come noi…) e sul basso contenuto tecnologico dei prodotti, però indagando si scopre che la diversificazione e la qualità dei prodotti nell’economia italiana e tedesca sono simili. E allora qualcosa nella teoria della nostra presunta inferiorità culturale (autorazzismo inconscio) non quadra…

    O forse non c’è un fattore unico che ci rende meno competitivi (e quindi la colpa non è SOLO NOSTRA), ma tutta una serie di fattori che rendono la nostra (ma non solo la nostra) economia NON UNIFICABILE con quella tedesca (che poi è l’unica che va in modo decente). Doveva esserci il vincolo esterno (ma non ha funzionato per niente perchè non ha evitato corruzione e sprechi), si dice che avremmo dovuto diventare più tedeschi, certo, ecco perchè guardiamo agli altri, falliamo noi come falliscono loro, corrompiamo noi come corrompono loro, ma soprattutto sussidiamo noi come sussidiano loro, ah no, noi non possiamo perchè abbiamo già sussidiato prima (e certo, perchè il boom degli anni 70 e 80 da dove viene? e il loro da dove viene -debito/pil dal 40 al 90 “ufficiale”-100 reale- in 20 anni?)

    Spending review? Trasparenza? Un po’ di ottimismo, forse con la fatturazione elettronica alla P.A. qualcosina cambierà, ma i tempi saranno lunghi. E nel frattempo se non si fa dell’altro per riguadagnare la competitività sottrattaci, buona disoccupazione a tutti.

    Troppa carne al fuoco? Perchè, la macroeconomia è roba semplice?

    Buonanotte

  15. gainhunter scrive:

    gainhunter,

    Qualche link a corredo:

    orizzonte48.blogspot.it/2014/07/basta-casta-il-falso-movimento-delle.html

    icebergfinanza.finanza.com/2014/07/04/18071/

    E uno splendido commento di GPG imperatrice:
    “Giacomo. Il problema sopra descritto e’ semplice: se resti in EURO devi colmare 23% di differenziale di CLUP. Pensare di risolverlo, unicamente tagliando il CUNEO FISCALE, equivale a taglio di 150-170 miliardi (cha altro non e’ che somma pari al 23% del Monte salari Italiano): significa che devi taglaire spese per 150-170 mld, e destinarle in TOTO a riduzione tasse pagate da Imprese (IRAP, Contribuzione su lavoro a carico imprese). E’ evidente anche ad un Idiota che un Taglio di tali dimensioni, destinando TUTTO solo a Imprese, e’ impossibile. Per cui continuerai beatamente a restare meno competitivo ed ad impoverirti. Altri dettagli: nell’articolo si confronta ITALIA e GERMANIA. Ma il problema ce l’hanno quasi TUTTI (Francia, Spagna, Portogallo, etc… e perfino paesi tipo Olanda e Finlandia, seppur in misura diversa), anche paesi a Tassazione minore di Germania, a burocrazia minore, etc. Con cambi fissi, NON VINCE il meno burocratico, o quello che fa tasse minori (fattori che incidono, per carita’), vince semplicemente chi e’ meno inflattivo (e su questo non esiste il minimo dubbio). Concordo con te che Tasse, burocrazia, conti pubblici etc sono questioni importantissime (ed ho fatto proposte precisissime a riguardo, con indicazione misure ed ammontari), ma la Competitivita’ sostanzialmente dipende da Salari, Tasse sugli stessi, Produttivita’ e Cambi. Se vuoi rimettere in moto l’economia, in tempi relativamente brevi, non esiste nessun’altra possibilita’ che agire sui CAMBI. Se non vogliamo tornare a LIRA, va detto chiaramente che la prosecuzione dell’attuale DECLINO e’ ineludibile, e si puo’ unicamente ridurre il Declino, con le azioni descritte nell’articolo (ma e’ sostanzialmente impossibile invertire la tendenza di fondo, come credo aver dimostrato con numeri chiari e precisi)”
    scenarieconomici.it/ecco-perche-stando-nelleuro-limpoverimento-e-inevitabile/

    … e qualche proposta concreta, di qualche anno fa, corredata di numeri:
    scenarieconomici.it/manovra-shock-da-150-miliardi-di-riduzione-delle-tasse-e-spese-per-far-rinascere-litalia/

    Tutti e tre i siti da guardarsi per bene, almeno per vedere altri punti di vista.

    Buona giornata

  16. Carissimi,

    io sono pienametne d’accordo con voi che il mondo non va bene. Che i nostri vicini sono sono poi così ben messi ecc ecc.
    Sono di fretta e non posso dilungarmi molto ma voglio solo esprimervi questo concetto.
    Paesi come la Francia e la Germania (due a caso) hanno sicuramente i loro BEI problemini. Noi anche abbiamo i nostri.
    La differenza sta tutta nel COME si cercheranno di risolverli. Chi ci governa ha la forza, la capacità, l’autorità, la competenza e la CULTURA del bene comune necessaria?
    Dai siamo obiettivi. Sono sempre i governi dei “soliti noti” che alla fine fanno tante parole, tramite i media intortano le persone, promettono rivoluzioni e poi …tutto quello che fanno è nel LORO interesse sempre SENZA portare al grande carrozzone pubblico le modifiche necessarie per fare il salto di qualità.

    In altri termini, se ci fosse una cultura politica diversa, TUTTO sarebbe molto diverso. E da cosa lo si vede? dalle riforme fondamentali e necessarie. Si arriverà ad una marea di compromessi e in qeusto modo le riforme diventeranno delle NON riforme, anche se loro le definiranno rivoluzionarie. E alla fine, nulla cambierà…
    Allegria.
    Scusatemi ma oggi non sono proprio dell’umore giusto per essere ottimista

  17. gainhunter scrive:

    Le riforme NON possono cambiare la situazione economica perchè il problema più grosso è esterno e non è risolvibile dalle riforme interne.

    Tempo fa, prima della deflagrazione definitiva dei consumi, pensavo anch’io che si potesse uscire dalla crisi riformando la spesa pubblica, aumentando la trasparenza, ecc. ecc.
    Forse sbagliavo, non lo so. Ma oggi non è più sufficiente, la situazione economica è compromessa. (E nel frattempo ho anche imparato tanti meccanismi economici che non conoscevo e letto studi e acquisito dati che prima non avevo)

    Non ci sono più mercati nuovi da conquistare, non c’è crescita del consumismo globale; l’unico obiettivo possibile è fregare quote di mercato esistenti agli altri attraverso la competitività. Come risulta dai numeri postati sopra, riforme volte a ridurre tasse sono insufficienti; solo la secessione di alcune regioni con alto residuo fiscale potrebbe dare qualche risultato.
    Il recupero di competitività sul lato stipendi non è fattibile perchè non partiamo da stipendi alti e c’è rischio di rivolte sociali, inoltre non funziona perchè deprime la domanda interna.
    Resta una sola via, la svalutazione monetaria: o si introduce una moneta interna o si abbandona l’euro. Nessuno dice che sia una passeggiata, ma non ci sono alternative EFFICACI, che io sappia.

    E vogliamo aspettare che piova dal cielo una nuova linda classe politica? Oppure per farli crepare vogliamo lasciare crepare anche gli Italiani? O speriamo di essere commissariati e comandati dall’estero, nell’illusione che gli stranieri siano così bravi da perseguire il bene comune e non il loro interesse? Gente tipo Juncker, Barroso e Var Rompuy?

    Finisco con una considerazione sulle riforme attuali: si parla di senato federale, di riduzione dei parlamentari, di costo standard per le regioni. Ma non sono proprio quelle stesse riforme che gli Italiani hanno bocciato con il referendum del 2009?

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